In un mondo di arrampicatrici sociali fallite, Rebekah Wade coniugata Brooks è un’arrampicatrice sociale di sommo successo. Nessuna meraviglia che la popolazione media la trovi odiosa, nessuna meraviglia che la si sia scelta come sintesi di tutti i mali del News of the World, se non addirittura dell’intero impero Murdoch, se non addirittura del capitalismo stesso: una donna ambiziosa, c’è forse un capro espiatorio più mediagenico?
Nei giorni scorsi ho pensato che la chiave narrativa stesse in questa foto: nel fatto che Elisabeth Murdoch è una bionda naturale, ricca naturale, liscia naturale, coi collant coprenti probabilmente anche d’estate, e davvero la disgraziamente vistosa di natura Rebekah, con quei capelli, quel verde squillante, quei sandali che le trasformano i polpacci in due salame da sugo, poteva pensare fossero amiche, anche senza considerare la naturale competizione con la cocca di papà? Davvero pensava che le ereditiere avessero rapporti risolti con le arrampicatrici? Devono essere i guasti dell’essere diventate direttrici di giornale negli anni che noi abbiamo scialato leggendo romanzi di formazione, santo cielo.
Poi, oggi, Rebekah ha testimoniato. Se la tua testimonianza la trasmette la tv, è molto improbabile che resti quel che dici. Avrebbe potuto restare il tono, quella micidiale force tranquille che nei film è propria degli ipnotisti e nella realtà della gente di potere che non è arrivata a esser tale per caso. Ma, invece, tutta la scena era rubata dai capelli. Nelle foto sembravano solo riccioli rossi. In udienza, erano tantissimi. Riccissimi. Rossissimi. Dovevano fare un caldo insostenibile. Non conosco nessuna che avrebbe resistito all’impulso di legarseli. Ma d’altra parte non conosco neanche nessuna che se li sarebbe tenuti, quei capelli. Che non se li sarebbe stirati. Sfoltiti. Accorciati. Non conosco nessuna donna a capo di un impero, d’altronde. Così assertiva da non sudare sotto capelli di lana e sotto interrogatorio. Così sicura di sé da non ritenersi perduta senza il proprio parrucchiere.
Le cascate di riccioli rossi, fino a oggi, le credevo prerogativa prescolastica. A cinque anni pensi che tanti capelli ricci e scomposti siano una gran cosa, e che il mondo sia tuo. In rarissimi casi, superi i quaranta realizzando la seconda delle condizioni. A quel punto cosa vuoi che sia la prima, cosa vuoi che sia un’udienza, cosa vuoi che siano un po’ di intercettazioni.

detesto contraddirti (più che altro mi agito al pensiero) ma la bionda ricca e liscia naturale non mi pare abbia dei polpacci sottilissimi …
Sarà pure una self made woman, un mastino, una glaciale, un capo con i controcoglioni ma se autorizzava o semplicemente era a conoscenza di quello che combinavano i suoi dipendenti allora non ha scusanti merita la gogna! P.S. Con tutti i cazzi che aveva in testa penso che l’ultima preoccupazione era quella di sistemersi la cofana!!
Olivia: non concentrarti sulla genetica dei polpacci, focalizza l’attenzione sulla scelta dei sandali con nastri pasquali.
Mi ha fatto pensare a un’altra riccia e convinta.
(Like alla foto, quella foto, come chiave narrativa. Sono morta)
Guardare Stewart di ieri: particolarmente ispirato.
Il vestito verde è più orrendo ancora dei sandali ma soprattutto un reggiseno decente non ce l’aveva?
gesù che vestitino! mi vengono in mente tutti gli insulti che Karen faceva a Grace.
non mi comprerei mai un vestito né dei sandali simili e mai sarò direttrice di alcunché, però anch’io mi tengo fiera i riccioli prescolastici e me ne strafrego quando sento parole come “sfoltire, alleggerire ecc.”. Perché dover mostrare la classe sociale dal biondo liscio, troppo facile dai. Meglio gli skinny con le ballerine, ecco.
Meglio la rossa, a parte il vestito per la festa di S.Patrick.
Vestite al contrario, una sarebbe stata una sorca colossale, l’altra Sandra Milo.
Kos, forse non mi sono spiegata. Riprovo. Elisabeth e Rebekah sono nella stessa casella sociale. Non sono né chav né wag né barbone: sono due professioniste con una rubrica telefonica piena di nomi dell’alta società. Solo che una ci è nata, e l’altra c’è arrivata. E quella che ci è arrivata, sistemandosi i capelli, sarebbe più graziosa, ma non sarebbe comunque ben nata.
è un’arrampicatrice di sommo successo perchè è coraggiosa e spericolata e si vede dallo stile
Me lo spieghi meglio questo discorso sulle ricce? Cos’abbiamo che non va?
Anche ieri in un locale (provincia del nord) avevano tutte i capelli piastrati, lisciati, stirati, sfoltiti, tinti o modificati in qualche modo.
C’è qualcosa che non va nel tenerti i tuoi capelli perché ti piacciono? Perché pensi che le squinzie con i capelli piastrati, lisciati, stirati, sfoltiti, tinti o modificati vanifichino 30 anni di femminismo con la loro stessa persona?
Perché siamo le prime a renderci prigioniere dei cliché di immagine che ci vogliono imporre?
Proprio tu che hai spazio sui mass media dovresti lottare, e invece sei qui a dire che i capelli ricci sono da grezza o da ragazzina… Io ne ho più di quaranta, e li porto fieramente. Piaccio a meno uomini, ma se me li stirassi e platinassi gli piacerei io, o il fatto che sono uguale a tutte le altre?
Spero che la tua risposta non mi deluda
Una quarantenne che pensa che gli uomini si accorgano di come ha i capelli. Ma la tenerezza.
ma che uomini frequenti? Speravo in una risposta intelligente. Ridicolizzandomi non fai che mettere in risalto la superficialità di quello che hai scritto in questa pagina.
capelli piastrati vanificare e 30 anni di femminismo nella stessa frase è talmente sopra le righe che non ci si crede. a quando l’importanza di non depilarsi le ascelle ?
dai su, ché fa caldo.
ciao riccia,
quale altro manifesto d’orrore estetico adotti per rivendicare il tuo diritto a essere-donna-in-quanto-donna e non vanificare 30 anni di femminismo? il pizzetto? il mono-sopracciglia?
si, la chiave di lettura sta in quella foto.
comunque i ricci sono bellissimi.
Una liscia naturale.
volevo aggiungere che, oltre che il look, è proprio l’atteggiamento. Lei che la cinge con il braccio compagnone e conquistatore e l’altra che semplicemente si sta.
Una nota da una che è riccia da -quasi- una vita (sì, per i primi miei due anni avevo in testa qualcosa che ricordava la pastina chiamata “capelli d’angelo”. Poi, di colpo, sono diventata la Gorgone).
I ricci, ad un certo punto, vincono.
Ve lo dice una che ci ha provato. Lo ho prima allungati, poi tagliati, poi sfoltiti, poi scalati, poi tagliati tutti pari.
Una certa domenica pomeriggio, dovevo avere 16 anni o giù di lì, sono uscita tutta giuliva perché il giorno prima li avevo lisciati. Un’ora dopo ha cominciato a piovere. A sinistra capelli lisci, a destra una cofana di ricci crespi.
Ecco. Non è che una riccia non voglia combattere l’abisso estetico che le è stato appioppato dalla natura. E’ che capisci che è una battaglia persa, e allora decidi di fare altro.
Libraia, una nota da una tua omologa dalla genetica svantaggiata che spende molto ogni sei mesi per non spendere poco tre volte a settimana: lo stiraggio chimico è tuo amico.
Niente, volevo solo provare il mio nuovo IPad …
Una si piastra i capelli e diventa in automatico una squinzia: esattamente, dove sarebbe il femminismo in questo modo di pensare?
Riccia, vuoi un esempio di vanificazione del femminismo? Tu e tutte quelle come te che si nascondono dietro al termine per dar luogo ad una competizione da pollaio e sentendosi perfino delle signorine superiori.
“Piaccio a meno uomini, ma se me li stirassi e platinassi gli piacerei io, o il fatto che sono uguale a tutte le altre?”
A dimostrazione che la fissa del giudizio maschile non l’hanno le “squinzie”.
Capolavoro: la Riccia qui sopra ha appena confermato tutto-quanto-detto-sopra. Adoro quando d’un tratto le cose del mondo prendono senso.