Ogni io narrante immedesimabile è un io narrante maschile

Mia cara, penso sinceramente che tu dovresti odiarmi. […] La cronaca nera è un falso storico. Ci racconta di amanti e coniugi che fanno esplodere il loro rancore per ragioni prossime ai massimi sistemi […] Sciocchezze: l’odio non nasce dalla straordinarietà, ma dall’ordinarietà. Non è un singolo eclatante gesto a innescarlo, ma la ripetizione di quelli, minuti, ad allevarlo con cura, giorno dopo giorno dopo giorno. Finché è pronto, maggiorenne, non vaccinabile. […]

È anche che io non sono. Non ci sono. Un tempo era più una questione fisica. Nel senso che mi trovavo con qualche frequenza a Riga, Maputo, Città del Capo. E, in pianta semi-stabile, a New York. Ora che mi hanno inchiodato a Milano, resta la piccola questione dell’assenza mentale. Sono altrove. Nel mondo parallelo della mia testa.
Quello dove scorrono storie, trame abbozzate, soggetti cinematografici, articoli di giornale e soprattutto, come sai, inattaccabile da ogni presidio psicoterapeutico, la compilazione in un tempo limite di formazioni calcistiche plausibili i cui nomi hanno la stessa iniziale (problemi con la Z, ma in Brasile hanno una marea di Ze Qualcosinho). […]
Dovresti odiarmi e invece mentre usciamo dalla devastante visione di Biutiful con Javier Bardem una domenica pomeriggio ti limiti a sorridere, soave e preveggente, dicendo: «Be’, ciao: ci rivediamo giovedì quando esci dal pozzo». […]

L’idea che una relazione duratura si fondi sull’amore è, con tutto il rispetto, una patacca. […]

Oltre, nessuno si spingeva. Perché oltre esiste l’ignoto. O, peggio, quel che l’esperienza tardo-novecentesca ha reso noto: le prime notti di quiete, il silenzio di chi si comprende troppo, la prima formazione completa con la lettera W. C’è una sola via di non uscita: l’odio. […]
La persona che hanno amato un tempo lontano per un motivo che non ricordano, ma era sicuramente ingiustificato. Quelli sì, non si lasceranno mai. Olindo e Rosa forever.
Quelli lì, terribili a vedersi, ma neppure dio osa separarli, ha paura per la propria incolumità. L’amore fa incontrare, ma è l’odio che tiene insieme. È la possibilità di trovare ogni giorno un diversivo al destino, qualcuno a cui addossare la colpa dell’inesorabile: la vita sfugge e se resta non è per farti del bene, né a te né ai tuoi capelli né alle tue ossa. […]

(Volevo ringraziare Gabriele Romagnoli per aver scritto, su GQ, la miglior versione moderna di Vedi cara che mi sia capitato di leggere; e quelli che sopportano noi sociopatici, appunto, perché ci sopportano.)

Comments so far:

  1. by mal on settembre 5th, 2011 at 19:27

    OT
    http://www.fashionblog.it/post/13661/fashion-video-anna-dello-russo-balla-the-edge-of-glory