|
|
|
|

StìvGiòbs, 1955-2011

Tra le molte fortune che ho avuto nella vita, c’è quella di aver sempre lavorato per gente molto più intelligente di me. E quindi qualche settimana fa, quando strepitavo che non ne potevo più di sentir dire che quel cesso di telefono che si comanda a ditate aveva cambiato la nostra vita, la nostra vita l’ha cambiata la lavatrice, mica l’àifòn, e insomma è ora di scagliarsi contro il fighettismo maschilista, contro questa gente che non ha mai visto una sfilata ma aspetta le presentazioni dei prodotti di Steve Jobs come i pastorelli aspettavan la madonna, ecco, qualche settimana fa, con tutta la delicatezza e la diplomazia che le sono proprie, la mia direttrice mi ha liquidato con l’equivalente milanese di «Lassa pèrde.»
Col tempismo che mi è proprio, sarei stata capace di arrivare in edicola a cadavere ancora caldo. Con la banalità che mi è propria, potrei essere una delle ragioni per cui tra cinque ore, quando cominceranno a svegliarsi i maschi, non potrete più accendere il computer. Sarà tutto un «Il primo Mac che ho comprato», e altri davidcopperfieldismi che ridefiniscono lo zero kelvin dell’interesse. Credo che il mio fosse nel 1999, era un iBook arancione, me lo fece comprare un tizio di cui ero innamorata, e non ho mai più ripreso a usare i pc, probabilmente per la stessa ragione per cui sono diventata una che mangiava con le bacchette istantaneamente, nel mio primo ristorante giapponese, quando quello stesso tizio mi disse «Se vuoi chiediamo una forchetta, ma è molto poco chic.»
Sono di provincia, il fighismo percepito su di me fa facile presa, la mia è la sintesi di quasi ogni processo di conversione a Apple e in fondo non è molto interessante. Steve Jobs era l’Alexander McQueen degli eterosessuali maschi, gente che quasi mai capisce qualcosa di vestiti e il senso estetico lo riserva a oggetti con le lucette. Quindi adesso clicco sul trackpad di questo Air favolosamente leggero per pubblicare queste righe, e poi spengo tutto finché l’ondata di coccodrilli non si placa. Un’altra volta, magari, parliamo dell’orecchio per le triplette, quello che a «Stay hungry, stay foolish» ti fa automaticamente aggiungere «Stay alive.»

Comments so far:

  1. by Monica on ottobre 6th, 2011 at 03:16

    Prendo il mio iPad, impilato insieme ai libri accanto al letto. Bellissimo al mattino portarlo con il quotidiano. Bianco. Un ultimo sguardo sul mondo prima di riposare. Ed eccoci qui, RIP.

  2. by pier on ottobre 6th, 2011 at 08:17

    No: non ci sto. Non è solo fighettismo. C’entra anche il carisma, in un’epoca che ne è avara. O forse ne produrrebbe anche, ma non gode di un buon marketing.
    ps comunque no, non ha cambiato il mondo (http://bit.ly/qHdml9)

  3. by Byron on ottobre 6th, 2011 at 09:05

    Anni fa BT si domandava se comprare un nuovo laptop o un MacBook (giacché aveva visto quello di sua moglie e deciso che in effetti il fattore chic). Dopo settimane di ricerche e dati tecnici, giorni di spulciamenti di riviste di tecnologia e computer, e quattro ore in negozio specializzato, il dubbio fu liquidato dal commesso che gli disse: “Mac users are happier people”. (“Stay hard”, anche.)

  4. by olivia on ottobre 6th, 2011 at 10:28

    al giapponese vado con le amiche perchè l’unica cosa che riesco a fare con le bacchette è infilzare e se un uomo mi facesse notare che la forchetta è poco chic scoppierei in lacrime.

  5. by dvd on ottobre 6th, 2011 at 19:05

    “Steve Jobs era l’Alexander McQueen degli eterosessuali maschi”. Invidio il tuo dono della sintesi

  6. by 16mirza on ottobre 6th, 2011 at 19:15

    Stei elaaaaiiv iiiiiitarattatta! (no, non esulto per e’ che partono in automatico i bigis, sometime..)

  7. by Silvia on ottobre 6th, 2011 at 20:59

    O anche stay young.

  8. by Stefania Manni on ottobre 7th, 2011 at 07:27

    Ciao Guia, condivido il tuo pensiero… Son il presidente dell’associazione culturale no-profit “La Cultura della Buona Vita” di Modena, vorrei scriverti una e-mail diretta, su quale indirizzo lo posso fare ? Grazie. Un saluto Stefania

  9. by K a on ottobre 7th, 2011 at 09:35

    Quando apri la confezione profuma di mela.
    E questo è tutto.

  10. by Pao on ottobre 8th, 2011 at 09:08

    Quando uscì la Smart, venne pubblicizzata come una macchina intelligente. Vendette benissimo (alle persone intelligenti), ma non in Italia. Poi un pubblicitario geniale la lanciò (solo in Italia) come l’auto per i fighetti (maschi, ma soprattutto femmine) totalmente idioti.
    E vendette tantissimo. Con una percentuale di circa 10% persone intelligenti e 90% idioti.
    L’idiota italiano usa Windows per principio, quindi solo una piccola minoranza userà prodotti Apple per “fighetteria”.
    Si usa l’iPod perché non c’è altro (ciofeche a parte), si usa l’iPad perché non c’è altro (ciofeche a parte), si usa l’iPhone perché se vuoi uno smartphone non c’è nulla di meglio, anche se alcuni concorrrenti non sono male, e proprio per questo, unica eccezione nei prodotti Apple, è diventato ANCHE uno status symbol da fighetti.
    Così come quando vedi una Smart non puoi sapere se chi la guida è un fighetto o uno intelligente con problemi di parcheggio, quando vedi un iPhone non puoi sapere se il proprietario è un fighetto o no.
    Venendo ai computer, si usa il Mac perché è meglio di Windows, checché ne dicano i fighetti.
    Ma per spiegarlo all’unico neurone (quello serve a respirare) dei fighetti non si può certo parlare di buon funzionamento (come non si parla delle specifiche intelligenti della Smart) ma gli magnifica il design dicendogli che proprio per il design è un must per fighetti. Ed alcuni di loro ci cascano.
    Ma restano sempre una minoranza (iPhone escluso): usare Windows per mostrare a tutti di essere un idiota è ancora un condizionamento troppo forte.
    (Si usa Windows per necessità, per obbligo, perché si è stati ingannati dalla propaganda o perché si è dei fighetti idioti.)
    Il design della Apple è figlio della ricerca di ergonomia, facilità d’uso ed essenzialità, infatti è molto diverso da quello di altri apparecchi studiati per essere principalmente “belli” ma alla fine dei conti inusabili, cioè per fighetti.
    Air sarà pure un capolavoro di design, ma lo si compra perché è leggero e sottile, entra in qualunque borsa (anche femminile), è un fulmine a fare le cose che deve fare, è comodo da usare e non prende virus.
    Il fatto che sia bello è un di più, un piacere per gli occhi quando è chiuso, ma che perde immediatamente di importanza appena lo si comincia ad usare.
    Francamente non ho mai sentito un uomo dire di aver comprato o voler comprare un MacBook Air perché è bello (ma delle donne sì) o perché è uno status symbol. Il fighetto non è abbastanza intelligente per capire che ha bisogno di un computer come l’Air, i suoi status symbol sono altri.
    Perciò fermarsi al design, come fanno i fighetti, vuol dire non capire nulla di Apple.
    Parlare del fighettismo maschile e mostrarne tutta la sua idiozia è una buona, ottima idea.
    Ma bisogna mirare ai bersagli giusti.
    Apple non lo è.

  11. by Pao on ottobre 8th, 2011 at 10:37

    “Blind Advocacy Group Thanks Steve Jobs for Putting VoiceOver in Mac OS X, iOS”:
    http://news.softpedia.com/news/Blind-Advocacy-Group-Thanks-Steve-Jobs-for-Putting-VoiceOver-in-Mac-OS-X-iOS-226330.shtml
    Tutti fighetti?

  12. by Guia Soncini on ottobre 8th, 2011 at 12:14

    L’iPhone è pressoché inutilizzabile come telefono (non prende mai e si sente malissimo), ed è pessimo per fare il resto, non avendo una tastiera. Comprarlo perché è figo mi pare perfettamente legittimo (l’estetica esiste, grazie al cielo, e continuerà a esistere per quanti commenti da cento righe lasci lei disprezzando chi le dà un qualche valore.) Comprarlo perché gli altri funzionano peggio vuol dire nella peggiore delle ipotesi non averne mai provato un altro, e nella migliore essere in stato di invidiabile ubriachezza.

  13. by Alice on ottobre 8th, 2011 at 13:20

    “L’idiota italiano usa Windows per principio”
    Anche per una questione di soldi, non tutti utilizzano il computer per fare grafica o altre elaborazioni.
    Poi questa classificazioneatuttiicosti mi urta un po’.

  14. by Maurizio Camagna on ottobre 8th, 2011 at 17:36

    Guia, ti sbagli. Spesso leggo con piacere quello che scrivi ma questa volta hai toppato di grosso. Ha ragione Pao (sottoscrivo completamente quello che dice, ma ci sarebbe da dirne per molto e infatti ci sono quelli che in questi giorni lo stanno facendo anche bene in mezzo a moltissimi che lo fanno male), e l’iPhone funziona benissimo, checché tu ne dica o scriva. Molto meglio di tutti gli altri telefoni. Per lavoro sono incappato di recente in telefoni (o dovrei dire “smartphone”) e tablet non Apple e c’era da mettersi le mani nei capelli dalla disperazione anche solo ad accenderli (ti risparmio l’aneddotica).

  15. by vity on ottobre 9th, 2011 at 11:21

    @Pao per capire, tu hai una Smart, un iPod, un iPhone, e un iPad non perché vuoi essere fico, cosa ci sia di male a volerlo essere non ho capito, ma perché sei in quel 10% della popolazione mondiale intelligente che ha capito il vero significato dei prodotti Apple e Smart-Mercedes?

    Comunque una precisazione sui tuoi presupposti iniziali. La Smart forse è stata pensata e forse inizialmente venduta come macchina intelligente poi si sono accorti, sia chi l’ha acquistata che i venditori, che di intelligente non c’era molto e allora hanno provato a venderla come macchina fighetta.
    In questo modo le vendite hanno permesso a Smart di sopravvivere in Italia mentre all’estero vende pochissimo a quanto mi risulta.

    @Guia è ingiusto paragonare il cambiamento di vita di un modello di prodotto, l’iPhone, con un prodotto, la lavatrice. All’interno dei cellulari l’iPhone è sicuramente una rivoluzione. Per il resto leggera e geniale come al solito.

  16. by maverick100 on ottobre 9th, 2011 at 14:57

    Sinceramente il commento di pao sembra scritto dall’ufficio marketing di apple. La verita’ e’ molto piu’ semplice. Gli oggetti servono a fare le cose. I prodotti della apple sono molto curati ma anche molto costosi e non tutti se li possono permettere. Poi questa suddivisione manichea tra utenti mac e win o linux è del tutto insensata. Io per esempio uso tutti i prodotti e sistemi operativi. Per certe cose apple è eccellente ma per altre windows è imbattibile. Le applicazioni industriali di base usano windows solitamente. Infatti il famoso virus Stuxnet era per win.
    A differenza di quello che dice Guia io credo che iphone sia stata un vera rivoluzione nel settore delle telefonia. Non mi convince tanto ipad perche’ alle fine è un prodotto piu’ che altro per fatto per leggere e navigare sul web.

    P.s. la smart a roma è una esigenza non moda

  17. by cazzulati on ottobre 9th, 2011 at 20:12

    con l’ oggetto con le lucette della mela ci componi una canzone, la mixi, la remixi e la masterizzi e poi ci profili pure la grafica della copertina.
    con una gonna di alexander mcqueen ci copri le mutande di dolce e gabbana.

  18. by Guia Soncini on ottobre 9th, 2011 at 20:16

    Cioè la scelta è tra la canzonetta composta da uno il cui impeccabile gusto lo porta a concepire un’umanità con biancheria D&G, e una gonna esposta nei musei? Mmm, in effetti sono combattuta.

  19. by Giovi on ottobre 9th, 2011 at 21:51

    Si, effettivamente, sapendo che posso addirittura profilare la grafica di copertina di una canzone da me composta, questo sì che mi può convincere a comprare un telefono costosissimo.

  20. by andy on ottobre 10th, 2011 at 02:14

    Stay horny, stay fetish!

  21. by donna del lago on ottobre 11th, 2011 at 16:15

    guia, hai aggiunto stay alive a stay hungry, e so che cosa citi e quanto ci piace.

  22. by Stefano on ottobre 11th, 2011 at 19:11

    Lavoro da tempo con tutto ciò che computereggia nel mondo…non ne posso più.
    Tutti i sistemi operativi, apple in testa, diventano sempre più simili a mamme italiane, che coccolano e ti guidano verso il bene. Partendo dal fatale presupposto che l’utente è fesso. Sarà anche vero ma la risposta non può essere farlo rimanere fesso e impedirgli di far danno o crescere. Ma qui si filosofeggia.

    Coffee?
    http://iwdrm.tumblr.com/post/7732425827/you-could-use-a-cup-of-my-famous-java-dead

    Apewithtools

  23. by M.r.B. on ottobre 15th, 2011 at 06:20

    La cosa più importante è: era uno di noi
    http://www.thedailybeast.com/newsweek/2011/10/09/sorkin-on-jobs.html

  24. by Febo on ottobre 15th, 2011 at 23:23

    Il mondo dipende dagli occhiali che si portano. Ho un collega, un Fisico Teorico, che bofonchia spesso contro questi “cavolo di sistemi a finestre”. Lui utilizza direttamente ancora i vecchi sistemi che simulano un VT100. Per chiarire le finestre senza grafica ma solo con testo con cui si davano gli ordini ai computer decenni fa. Lui se lo puo’ permettere, non deve guardare la tastiera. Appeso nel suo ufficio ha un diploma conseguito all’Olivetti per la “battitura a macchina”. In gioventu’ i suoi genitori pensavano che un diploma dell’Olivetti sarebbe stato utile per il suo futuro, hanno avuto ragione. :-)

    Complimenti per l’articolo, delizioso.

  25. by M.r.B. on ottobre 16th, 2011 at 04:25

    E comunque tu l’avevi detto prima:
    http://www.nytimes.com/2011/10/16/opinion/sunday/itoo-could-have-known-steve-jobs-or-did-i.html?_r=1

  26. by bruno on ottobre 19th, 2011 at 14:58

    Che bballo sto pezzo. Un po’ di me ogni tanto ci va.

  27. by Il Gatto Ha Nuove Code on ottobre 20th, 2011 at 16:23

    Letto l’articolo, noto con piacere che nel 2011 le donne ripudiano ancora gli strumenti con cui far soldi e non posso che compiacermi della cultura e dei valori che in questo paese vengono loro tuttora inculcate. L’esclusione sistematica dai posti di lavoro di rilievo che ne deriva, non fa che avvantaggiare me che appartengo al sesso opposto, ed è per questa ragione che sarò per sempre grato a chi, come Guia, si batte ogni giorno per mantenere l’enorme divario sociale che ancora separa gli uomini e le donne di questo paese. La mia è probabilmente l’ultima generazione di uomini che manterrà questi privilegi, ed è questa consapevolezza che mi permette di gioire a pieno di tutte le sfumature del mio godimento. Grazie Guia.

  28. by Guia Soncini on ottobre 20th, 2011 at 16:25

    I vestiti, un settore a zero redditività e zero indotto, mica come come i software.

  29. by Il Gatto Ha Nuove Code on ottobre 20th, 2011 at 22:58

    Esattamente. Infatti puoi misurare tu stessa quanto essere la prima manifattura tessile al mondo ci stia proiettando verso la prosperità.

  30. by Guia Soncini on ottobre 20th, 2011 at 23:06

    Impeccabile. Siamo la prima manifattura tessile al mondo, Armani è il più rilevante stilista universale, e oggi è il 20 ottobre 1985. E io sono una donnetta frivola, e lei un uomo di successo.

  31. by Il Gatto Ha Nuove Code on ottobre 20th, 2011 at 23:13

    Ok Ok, siamo stati la prima manifattura tessile al mondo, ma non mi chiamare uomo che non ho manco trent’anni :-)

Lascia un commento