In questo momento su Rai3 c’è Santoro, ospite di un talk show sulla televisione di quelli in cui si parla dei numeri che fa la televisione e che interessano solo a quelli che fan la televisione, ma dell’autoreferenzialità del giornalismo italiano parliamo un’altra volta. Il conduttore ha appena chiesto conto all’ospite dell’annuncio che domani lui e Freccero, a un festival di giornalismo cui partecipano giornalisti che parlan di giornali e dei cui temi parlano solo i giornalisti quando si trovano tra giornalisti (non insistete, vi ho detto he ne parliamo un’altra volta), domani, dicevo, Santoro e Freccero si candideranno a diventare, rispettivamente, direttore generale e presidente della Rai.
Santoro ha precisato: «E ci crediamo davvero, non è una provocazione.»
Nell’apprezzare il dettaglio della divisione dei ruoli, il cui sottotesto è «Chiunque è più adatto a gestire un budget di Freccero, chiunque, pure Santoro che ha fatto tutta la vita altro», trovo interessante il «non è una provocazione». È un po’ come il giro dei talk-show di Rutelli su Lusi, quello in cui ha preferito dipingere se stesso come uno cui un bambino di cinque anni potrebbe rubare l’iPhone mentre lui lo sta usando per chiamare l’ora esatta visto che nella sede della Margherita han rubato gli orologi e lui non si accorgerebbe di non avere più il telefono in mano, piuttosto che come disonesto. Ormai, pur di non sentirsi ricacciati in quell’orrido ghetto in cui stanno i provocatori, si è costretti a dipingersi come abbastanza fessi da pensare che qualcuno prenda in considerazione candidature che non avrebbero neanche il sostegno dei parenti stretti.

Comments so far:

  1. by Andrea on aprile 28th, 2012 at 20:10

    Piccola digressione. Sarei anche in grado di accettare, non senza sforzo sia chiaro, la versione vittimistica, quasi toccante, di Rutelli. Potrei anche apprezzare il tentativo estremo di salvarsi la faccia con la beneficenza. Ma non posso non rimanere perplesso nel cercare di trovare la logica secondo la quale un personaggio che ammette pubblicamente di essere un tonto, pretenda ancora di far parte del parlamento…

  2. by Anonimo Lombardo on maggio 1st, 2012 at 14:00

    In un altro luogo, il “salottino-aperitivo in ritardo”, 8.30 della Gruber, Santoro sosteneva le ragioni della meritocrazia, dei migliori e aggiungeva – senza crederci troppo-, “poi oh, se c’è qualcuno meglio di noi, che si faccia avanti”. Il modello che sognano Santoro e la Gruber è quello BBC, cioè quello in cui “gli spettatori guardano il programma senza capire da che parte politica sta il conduttore, e si fa un’opinione autonomamente”. Sì, bene. Bravi. Sono sulla strada giusta.

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