Avvertenza: questo è un apologo edificante ma in pieno conflitto di interessi. Uno dei soggetti citati è il titolare della piattaforma su cui si trova questo coso che state leggendo. Insomma, è come se domani scrivessi un articolo su D di Repubblica mettendo in dubbio lo spiccato senso dell’umorismo di Carlo De Benedetti. Cosa che, naturalmente, non faccio non perché non ho mai sentito una battuta di CDB e non ho idea della loro eventuale qualità, ma perché sono una codarda.

Il maschilismo di sinistra è un tema cento volte più interessante del maschilismo di destra, altrimenti detto maschilismo generalista. Che Ignazio La Russa non riesca a dibattere con la signora De Gregorio senza sminuirla con un «Concitina» (tua sorella, ora e per sempre); che Silvio Berlusconi non si capaciti che Rosi Bindi non sia decorativa come ci si aspetta da una femmina; che, in generale, un uomo di destra sia maschilista, e questo implichi dividere le donne in «cesse» e «fighe» e/o in «madri» e «troie», è prevedibile e previsto. Non so se rieducabile o scusabile, ma comunque nell’ordine delle cose.
Come ho già abbondantemente scritto, non mi sembra degno di nota che ai talk show politici non ci siano ospiti donne (non ci sono donne rilevanti nella politica italiana, perché mai dovrebbero essercene nella sua trasposizione televisiva? Anzi, quando ce n’è una sa sempre tanto di quota-panda, io eviterei anche quella); mi sembra interessante studiare (non necessariamente per emendarlo: per comprenderlo) il meccanismo per cui non ci sono editorialiste al Corriere o donne tra gli autori di Fabio Fazio (dite che ce ne sono due, se non proprio autrici comunque nel gruppo di lavoro principale? Andatelo a dire a quelli che fanno la homepage del sito, e che preferiscono indicare solo gli uomini, anche i consulenti, ma uomini.)

Quindi ieri, per l’interesse antropologico di cui sopra, ho pubblicato in un socialnè minore che frequento questa immagine:

Trattasi dell’istantanea di un pensierino pubblicato su Twitter. Non fa ridere, ma non è questo l’importante. La parte interessante è la riga sotto, e il meccanismo del retweet. Ve lo spiego come se aveste novantacinque anni: il retweet è quel tasto che pigi quando uno ha pubblicato un tweet che decidi di diffondere, di far leggere a tutti quelli che ti leggono, senza bisogno di aggiungerci nulla di tuo. Detta così sembra una totale condivisione del pensiero, ma non è così semplice. Cioè, lo è, ma abbiamo deciso di far finta che non lo sia. Per dire: quando la Canalis stava con Clooney, rituittò non ricordo più chi, un qualche italiano, che aveva fatto una battuta sui capelli di Jennifer Aniston, dicendo che sembravano quelli di Iggy Pop. Nel suo momento di visibilità americana, ElisaBètty sfotteva la fidanzatina d’America. Fu immediatamente scandalo da tabloid (non fate i moralisti: avreste creato il caso anche voi, se aveste avuto delle pagine da riempire), ElisaBètty disse che aveva pigiato per sbaglio, e vabbè. Fatto sta che ormai sono parecchi i pavidi che specificano, sotto il proprio identificativo Twitter, che retweet non significa adesione. Mi sfugge perché uno dovrebbe rituittare una cosa che non condivide. Fosse una notizia, pure pure. Ma una battuta? O ti sembra bella, o cosa diavolo la rituitti a fare?

Insomma, nell’immagine qui sopra c’erano più elementi divertenti, anche al netto dei pettegolezzi sulle smanie rispetto alla direzione dell’Huffington stroncate dalla nomina della Annunziata. Uno era che il maschio sinceramente democratico, per quanto si sforzi, proprio non ce la fa a non dare della cozza fuori contesto. Poi loro vi diranno che è colpa nostra, che anche noi diamo delle cozze a quelle vestite male sui red carpet, a quelle che mettono gli autoscatti su Facebook, a quelle che concorrono a miss in Gambissima, e la tragedia è che è un’obiezione in buona fede: proprio non capiscono la differenza. Per loro l’estetica o è un criterio valido sempre, oppure non lo è mai. Per loro, se critichi le cosce di una che partecipa a un concorso di bellezza, perdi il diritto a poi obiettare nel momento in cui la risposta a «Tizia ha vinto il Nobel per la Medicina» è «Eh, ma è un cesso». Non stiamo sempre parlando di cessaggine femminile? Perché la tua critica non è maleducata e la mia sì? Niente, non ce la fanno.

L’altro elemento divertente era il pulpito da cui veniva il retweet. Nelle stesse ore in cui trovava spassosa e degna di diffusione la battuta sul difetto fisico del nuovo direttore dell’Huffington (anche qui, pulpiti: Gianluca Neri e Luca Sofri sono così acclaratamente i sosia italiani di George Clooney e Brad Pitt che è del tutto superfluo vi linki una loro foto; poi, non vorrei che lo splendore della loro beltà vi distraesse dal ragionamento), in quelle stesse ore, dicevo, Luca Sofri stigmatizzava la prima pagina del Fatto su Napolitano e Grillo con queste parole: «Sapete quelli che a una battuta odiosa su qualcuno ridono sguaiatamente aggravandone la sgradevolezza?»

Siccome le contraddizioni non fanno ridere solo me, un amico, su Twitter, gli ha fatto notare la stessa incoerenza, rivelandomi nuovi e inesplorati scenari. Non c’è solo il maschilismo dei sinceri democratici, l’umorismo becero degli uomini che non esiterebbero un istante a definirsi femministi, il Bagaglino dei compagni che sbagliano. C’è anche la nuova, misteriosissima categoria dell’insaputismo di sinistra, altrimenti detto irrealizzatismo.

(Nel momento in cui scrivo, sei ore dopo essersi reso conto – direbbe lui, in doppiaggese: dopo aver realizzato – di aver a propria insaputa propalato una battuta becera su una signora, il compagno Sofri non l’ha ancora de-rituittata. Insomma, fa ancora bella mostra di sé nella sua pagina. Chissà se è un caso di onestà intellettuale, di pigrizia, o di guilty pleasure: magari la battuta lo fa riderissimo, e ora lo abbiamo inibito e non può ammetterlo.)

aggiornamento: ho sostituito la seconda immagine con una più recente, che include la linea di difesa delle sette di sera, quella in cui Sofri sceglie di stare all’umorismo come Rutelli ai bilanci della Margherita.

Comments so far:

  1. by jules on maggio 9th, 2012 at 17:46

    Grande.

  2. by Andrea on maggio 9th, 2012 at 18:16

    Basta che non si inscriva una battuta sullo strabismo di qualcuno nella categoria “sessismo”. Non lo è, fa parte della categoria “battute sui difetti fisici”: la pancia di Ferrara, il nanismo di Berlusconi, le orecchie di Giarda (uomini, mi pare). E neanche in senso lato dare dello strabico/a a qualcuno equivale a dargli del/la cozzo/a; tanto è vero che si sono inventati addirittura uno strabismo che fa sangue (di Venere). Per cui mi pare si vogla dimostrare una tesi (il sessimo dei sinistri, tanto radicato da insaputizzarsi pavlovianamente) a partire da una premessa maggiore che – sempre mi pare – non dimoostra gran che.

  3. by Guia Soncini on maggio 9th, 2012 at 19:03

    Sì, Andrea: la battuta era «Annunziata è strabica, quindi sexy»; seguiva la struttura comica di «ho letto il tuo commento: sei molto lucido»

  4. by rossana on maggio 9th, 2012 at 18:50

    dimostra invece, perchè se fosse stato designato un uomo, nessuno avrebbe fatto un commento sullo strabismo, quelli possono venire dopo.
    qui si dice chiaramente che se è una donna a discutere con te, o a ricevere un incarico, va subito ridimensionata, come per neutralizzarla, renderla subito più fragile, più attabile, meno “pericolosa”… sono sempre filiazioni del mito medusa/perseo. purtroppo siamo ancora lì…

  5. by Andrea on maggio 9th, 2012 at 19:25

    No, ok, la battuta non era “Annunziata è strabica, quindi sexy”, era “è strabica, dunque fa ridere”. Lo fa, secondo quelli cui fa ridere, in quanto essere umano ridicolo, quanto fa ridere Giarda cogli orecchioni o Ferrara col panzone. Esistono esseri umani ridicoli di sesso femminile? Forse sì, che dite? E’ patetico sbertucciarne argomenti e professionalità di qualcuno mettendone alla berlina un difetto fisico? E’ sin troppo ovvio. Ma visto che abbiamo umiliato per anni un primo ministro e un ministro uomini in quanto “nani”, e ci siamo fatti tutti un sacco di risatissime, mò non è che possiamo dire “parbleau” perchè dicono strabica a una che, guarda caso, è strabica. Rossana dice che i commenti salaci “possono venire dopo”. Magari ci avverte lei, quando siamo autorizzati?

  6. by Guia Soncini on maggio 9th, 2012 at 19:47

    Andrea, le parole che stai cercando sono «Avete ragione, ho detto una cazzata»; sono lassù, impolverate, sull’ultimo scaffale, dismesse e faticose per il disuso.

  7. by Arianna on maggio 9th, 2012 at 19:26

    Ti stimo sorella.

  8. by ehi on maggio 9th, 2012 at 19:27

    Ti amo. Inseguii l’irrealizzatista per una cosa che scrissi tempo fa (dovevo fargli qualche domanda sui socialcosi), lui mi mandò n mail prima per avere le domande scritte, poi per capire bene cosa intendessi, voleva l’esegesi di ogni frase ecc. quindi mi scazzai e scrissi di altro. Quando il mio libro uscì si risentì molto con l’editore per non essere stato consultato. Evvai!

  9. by Maurizio on maggio 9th, 2012 at 20:23

    L’articolo è bello e mi piace come scrivi

    Condivido ciò che dici sui retwit, san tanto di sasso buttato e mano nascosta.. (Oddio suona molto meglio in napoletano!)

    Vero che quella di Sofri è una piccola caduta di stile, ma scagli la prima pietra chi non ha mai ironizzato su un difetto fisico di un amico..

    Onestamente non ci vedo del maschilismo strisciante, però non conoscendo Sofri non potrei giudicare da 160 caratteri

    Se posso dire la mia opinione sulla recente nomina, la Annunziata è un ottimo giornalista e sono certo che sarà anche un ottimo direttore, ma non ha nemmeno un account twitter, un blog, non credi che una figura con maggiore conoscenza della rete e dei suoi media sarebbe stata più indicata?

    Se non ricordo male ha anche ammesso che lei e le nuove tecnologie sono su mondi diversi.. non pensi che sia ora di svecchiare anche l’informazione?

    ps. non sono giornalista 😉 mi occupo di (ovviamente) informatica

  10. by Guia Soncini on maggio 9th, 2012 at 20:45

    No, Maurizio, non lo credo: a una «figura con maggiore conoscenza della rete e dei suoi media» darei da fare le tag e l’indicizzazione, non da dirigere un giornale. Non che il mio parere sia dirimente, non essendo io l’editore, che è quello che ci mette i soldi e sceglie un po’ chi gli pare per fare una roba che non glieli faccia perdere. Ah: «svecchiare l’informazione» non vuol dir niente, come molte frasi fatte.

  11. by Luigi Castaldi on maggio 9th, 2012 at 20:32

    Merdina retweetta merdina, il “maschilismo di sinistra” è puramente incidentale.

  12. by Fausto on maggio 9th, 2012 at 20:33

    E’ la sapiente relazione tra immagini e parole che mi fa impazzire.

    Subisco un tuo embargo su twitter, posso essere riammesso?

  13. by Diego on maggio 9th, 2012 at 21:29

    mi torna sempre e solo in mente questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=6v012wK9DAM

  14. by Marco Stancati on maggio 9th, 2012 at 21:39

    L’avevo proprio sottovalutata finora, signora Soncini. Me ne scuso. Dopo tutte le cose sgangherate lette o sentite nella giornata, il suo scritto mi ha riconciliato con la mediazione dell’informazione e il senso dell’approfondimento. La ringrazio. Buona serata!

  15. by Maurizio on maggio 10th, 2012 at 0:28

    Sarà, ma conosco molti media online che non se li fila “de pezza” nessuno, quanti siti anche di editori importanti non li segue nessuno?

    Non è una questione di tecnicismi, se non sai di avere a disposizione degli strumenti, non li utilizzi.

    Guarda anche quante trasmissioni TV oggi si propongono di interagire con la rete, ma lo fanno sempre con l’occhio della TV di una volta, una vera interattività è ancora lontana.

    Persino Servizio Pubblico, più che qualche sondaggino non lo fa..

    Beh, poi staremo a vedere, magari mi sbaglio..

  16. by simona on maggio 10th, 2012 at 10:27

    Immensa

  17. by Stica on maggio 10th, 2012 at 13:08

    “adesso che faccio” si sarà chiesto Sofri dopo “aver realizzato”, poverino. Come in quella coppia de I soliti Idioti chei cerca di dissimulare il comportamento scorretto con un monologo meta-politically-correct sulla normalità. La cosa più divertente di questa storia è che oramai va di moda sembrare dei coglioni “l’ho twittato a caso, mica l’ho capita”, piuttosto che dire “ho fatto una cazzata”. E non è né il primo né l’ultimo.
    http://www.youtube.com/watch?v=dht0mfGYPz4

  18. by Marco on maggio 10th, 2012 at 14:19

    A me sembra una battuta di cattivissimo gusto su un difetto fisico. Ha poco a che vedere con il sessismo. Era quello che stava forse cercando di dire Andrea, prima che lo demolissi mettendogli in bocca parole che non dette. Spero che ora non farai a pezzi anche me per aver sostenuto la stessa tesi… 😀

    (Caduta di stile di Sofri a parte, il RT non vuol dire per forza assenso o essere d’accordo con qualcuno. Io retwitto spesso tante cazzate dette dal politico di turno, ad esempio…)

    P.S. mi piace come scrivi. #ciao

  19. by Guia Soncini on maggio 10th, 2012 at 14:25

    Facciamo così. Adesso mi trovate non dico cento ma un paio di battute genere «La direzione del tg di la7 a Mentana: quel nano da circo», «Piperno candidato allo Strega nella sezione roiti inscopabili», e altre assimilabili a quella analizzata, fatte dagli stessi soggetti, e io a quel punto prometto di prendere sul serio le vostre obiezioni.

  20. by un qualunquista on maggio 10th, 2012 at 15:04

    L’impressione è che si sta a guardare al dito invece che alla luna. E una certa ipocrisia dei “Sinistri” non si scopre adesso ma non si affronta mai. p.s. così “tanto per” segnalo che G. Pansa ospite da Piroso ha detto chiaro che la Annunziata gli fa alquanto sangue. Davvero aveva l’occhio da triglia

  21. by Andrea on maggio 10th, 2012 at 15:41

    Inversione dell’onere della prova, si chiama. Un trucchetto comune fra gli avvocati, tentarla. Quelli maldestri, però. E’ chi sostiene una tesi (“dare della strabica a una donna è sessismo”) che dovrebbe fornire le prove. E in questo caso le prove non sono fornibili perchè stanno tutte nella testa di Gianluca Neri (e Luca Sofri) se vuoi. “Le dò della strabica, ma voglio far intendere che è una cozza intrombabile”. In assenza di altri elementi, si chiama processo alle intenzioni. Io non voglio mica dire che la tesi non sia sostenibile in assoluto, può anche darsi che Gianluca Neri nel fondo della sua anima nera voleva dire “cozza”, ma un filo di dubbio, e di autoironia nel leggere un’opinione diseenziente (che se stiamo qui a dibattere è perchè ti si stima, mica per odio etnico) non ci starebbe male.

    PS: il fatto che sia stata formulata in ocasione del conferimento di un incarico di prestigio non dovrebbe essere rilevante. Se la faceva in occasione della nomina della Annunziata a direttrice di Rocca Cannuccia News non era diverso.

    http://metilparaben.blogspot.com/2012/05/c-lazzo-e-lazzo.html

  22. by Guia Soncini on maggio 10th, 2012 at 16:08

    No, non si chiama inversione dell’onere della prova, perché (fai attenzione, ché sennò finisce come con «neanche in senso lato dare dello strabico/a a qualcuno equivale a dargli del/la cozzo/a; tanto è vero che si sono inventati addirittura uno strabismo che fa sangue (di Venere)», «sì, certo, intendeva strabica quindi sexy», «ma no, certo che no», e poi il giorno dopo sei di nuovo qui a dire che strabica non è dispregiativo, e va bene che abbiam tutti molto tempo da perdere ma non vedo perché investirlo per tappare le falle che ti ha evidentemente lasciato l’impallarsi di Angry Birds sul computer dell’ufficio) – dicevo, non è tale perché, se mi dici che un certo modo di rapportarsi non è sessista, stai implicando che lo si utilizza indifferentemente per uomini e donne. Ovvero che, abitualmente, di fronte a un incarico professionale conferito a un uomo, il soggetto preso in esame non critichi, dell’uomo, le competenze, il curriculum, i risultati ottenuti, bensì il suo aspetto fisico. L’onere della prova, non esistendo battute in tal senso, io me lo sono già accollato: non ce ne sono. Se vuoi avere diritto di replica (avercelo senza coprirti di ridicolo, intendo), smentiscimi.
    Quanto all’autoironia, c’entra più o meno come la ricetta della lepre in umido: non hanno dato della strabica a me. L’avessero fatto, avrei risposto «Ma ti sei visto», che per inciso temo sia simile alla risposta con cui li avrebbe liquidati Annunziata se perdesse il suo tempo su Twitter. Ma continua così, ché su cento volte che, non riuscendo a sostenere una tesi sensata, dici «Eh ma non sei autoironica» o «Eh ma non accetti il dissenso», su cento almeno un’interlocutrice che ci casca la trovi. Ah, per inciso: tutte queste righe sono una risposta al tuo commento, ché il mio post parlava d’altro, e l’argomentazione che mi hai virgolettato non è quella che ho articolato io. Non bisognerebbe arrischiarsi alla sintesi, quando la comprensione del testo non è il proprio punto forte.

  23. by Stica on maggio 10th, 2012 at 17:30

    comunque tutto questo discorso è applicabilissimo a Sabina Guzzanti. Che è una donna.

  24. by Andrea on maggio 10th, 2012 at 17:33

    Di queste trenta righe di tuo commento, al netto degli insulti, il cuore è:

    “stai implicando che lo si utilizza indifferentemente per uomini e donne. Ovvero che, abitualmente, di fronte a un incarico professionale conferito a un uomo, il soggetto preso in esame non critichi, dell’uomo, le competenze, il curriculum, i risultati ottenuti, bensì il suo aspetto fisico”.

    E la risposta (a una domanda già di per sè capziosa, perchè contiene un “abitualmente” che non c’entrerebbe: qui si parlava di questo singolo caso), è che sì, effettivamente ci sono molti uomini che, nominati a qualche incarico, sono stati aggrediti sul piano fisico. “Abitualmente” o meno, più o meno delle donne, con un pregiudizio implicito o meno, questo semmai sarebbe l’indagine da fare, e non è lecito inferire una legge da un caso singolo. Se vai su Spinoza, ottima cartina di tornasole, oltetutto di buon livello, e fai un cerca con Brunetta, o con Ferrara quando gli venne dato lo spazio che tuttora detiene su Rai1, avrai tutte le prove che cerchi, altro che “non ce ne sono”.

    Detto questo: sono un cretino, mi sono coperto di ridicolo, ho grossi problemi di comprensione del testo causati da grosse falle neuronali causatemi da Angry Birds; infine dico cazzate. Tutto come già detto. Ti voglio un sacco bene: TVTUMDBB XXXX

  25. by Guia Soncini on maggio 10th, 2012 at 18:26

    Ed esattamente in quale universo «il soggetto preso in esame» diventa «Spinoza»? Io, a ‘sto punto, risponderei, incistandomi un altro po’. Voglio dire: vuoi mettere aver l’ultima parola?

  26. by zippo on maggio 10th, 2012 at 18:02

    Ma cosa c’entra il maschilismo?

  27. by Andrea on maggio 10th, 2012 at 18:41

    Spinoza è molto più che un “soggetto”: essendo un blog collettivo, è la summa ragionata di migliaia di “intelligenze” (vabbè) prevalentemente di maschi e prevalentemente di sinistra, quindi il fior da fiore quintessenziale di tutti i gianluchineri e commentatori-scemi-di-nome-andrea del mondo. Che, a dispetto del loro essere anime protese all’Elevazione delle Masse, fanno – da sempre – un sacco di battute cattive, talora razziste e talora omofobe, basta andare e capare. Anche sessiste, sì. Ma non era questo il caso.

    Ultima parola: ce l’avrai sempre, per definizione, in quanto padrona di casa, quando mi bannerai tornerò ad Angry Birds e ai siti di feticisti del piede. Ma ti vorrò sempre benissimo. Bacini Bacini. Smuacckissimo

  28. by Guia Soncini on maggio 10th, 2012 at 18:43

    I soggetti ideali fanno battute cattive. È un’informazione che terrò senz’altro presente, il giorno in cui deciderò di scrivere qualcosa su un soggetto ideale e non su un caso concreto.

  29. by Andrea on maggio 10th, 2012 at 19:02

    Già. Lucia Annunziata è un caso concreto, Neri e Sofri l’epitome dei “maschi di sinistra”.

  30. by Andrea on maggio 10th, 2012 at 19:07

    Vabbè, scusa. Basta, mi azzitto qualunque feroce insulto tu mi rivolga che poi a questo punto ho da lavorare, mannaggia a te. E’ che è divertente. Non pubbblicare questo, plz.

  31. by ber on maggio 10th, 2012 at 19:27

    sofri figlio di sinistra? Mi sono perso qualcosa?

  32. by Francesco on maggio 10th, 2012 at 20:45

    La cosa grave della battuta in questione è che non fa ridere, farla diventare il manifesto del maschilismo di sinistra mi sembra una tesi ardua da dimostrare. tra l’altro i due personaggi in questione non credo siano due giganti del pensiero di sinistra.

  33. by Broono on maggio 11th, 2012 at 4:14

    Vabbè ma il problema di quest’analisi è che presuppone dolo, che a sua volta presuppone padronanza.
    Ora senza entrare nello specifico, chiunque abbia modo (voglia) di seguire Sofri nella sua vita pubblica, sa che quando fu distribuita la simpatia lui ebbe evidentemente un sacco di altra roba da fare e questo nel suo caso è così marcato che ne fa ormai cifra stilistica al confine con l’ostentazione orgogliosa.
    E’ chiaro che quando uno così privo di pratica nel campo della simpatia decide di spingervisi, non può che scivolare ancora prima di aver indossato i pattini.
    Per dire che in questo caso è assolutamente credibile la sua giustificazione “non l’avevo capita”.
    Non praticando gli mancano proprio i parametri.
    Per risolvere il cortocircuito “allora perché l’ha retuittata?” è sufficiente sapere che la battuta riguardava un tema, l’arrivo del HP in un’area del web che il suo Post sta-va cominciando a presidiare con un certo successo, sul quale non può che essere sensibile, quindi affrettato, quindi maldestro (ma parecchi passi prima della malafede che la tua analisi pone come base) e che la battuta l’ha fatta Neri, il quale gode ai suoi occhi di una credibilità che, da collaboratore della moglie (di Sofri), dev’essersi fatta evidentemente “sulla fiducia” al punto che il retuìt probabilmente scatta anche solo leggendo il nome.
    Insomma, stiamo parlando di uno che legge qualche centinaio di tuìt al giorno e che, sprovvisto del colpo d’occhio fulmineo necessario per valutare la simpatia, per economia di tempo deve aver scelto una categoria di nomi dei quali farsi megafono a prescindere.
    Il parametro “sono nomi della mia cumpa?” in più di un’occasione ha dato prova di essere sufficiente.
    E’ una piccola allegoria della milano degli ape elevata a sistema, non avessero l’urgenza di farsi riferimento culturale potresti tranquillamente immaginare in secondo piano Jerry Calà che suona il pianoforte.

  34. by un qualunquista on maggio 11th, 2012 at 15:53

    è una guerra fra poveri

  35. by antonio on maggio 11th, 2012 at 22:07

    io propenderei per andrea, però Soncini scrive in modo così piacevole che per me ha ragione a prescindere (però – “di pero’ ce ne possono essere i pacchi” – basta con la menata della “comprensione del testo”)

  36. by Marossi on maggio 12th, 2012 at 12:57

    Andrea complimenti, i tuoi ragionamenti sono puntuali e ben espressi, e sopratutto reggi gagliardamente il mal di mare che le risposte ad minchiam che ti sono arrivate avrebbero provocato in molti.
    La Soncini scrive meglio di quanto pensi, però ha ragione sul sessismo imperante. Ha ragione anche se, bisogna dirlo, è proprio un cesso.

  37. by camillo langone on maggio 12th, 2012 at 17:03

    Vi sono fenomeni più pestilenziali: il panino formaggio e prosciutto, la birra in lattina, la pizza a domicilio, e poi il kebab!!!
    Ora scusate vado a farmi la manicure

  38. by brandavide on maggio 12th, 2012 at 17:14

    In verità vi dico… le obiezione di Andrea, per quello che conta, mi sembravano molto valide; meno, molto meno la tesi difensiva di Broono, che per quanto giustamente sottolinei la pignainculaggine del Sofri, esagera rappresentandolo quasi come un’idiota.
    Puoi non essere bravo a elaborare battute o a raccontare barzellette, ma qui si tratta di mancata comprensione del testo anche se a qualcuno non piace che si dica, di un testo oltretutto che tratta di cose a te molto vicine, anzi, che riguarda te, il tuo lavoro, in cui hai anche una certa fortuna, non capirlo non si chiama mancanza di simpa o sagacia, si chiama stupidità.

    Non capisco perchè contro il convincente Andrea la Soncini si scagli con tutte le armi più strane e micidiali del wushu quando l’arma definitiva è molto semplice, ed è questa: è assolutamente vero che ci sono e ci sono state innumerevoli teste di minchia che si sono scagliati contro la panza di Ferrara, i nei di Vespa, l’asfalto in testa dello psiconano (c’è bisogno di scrivere di chi sto parlando? no, ecco.) senza nessun preoccupazione di correttezza. Solo che erano le teste di comici, Grillo, la Guzzanti, Marcorè e, a dire la verità, anche a loro si faceva notare il cattivo gusto di quella comicità.
    Se Lerner o la Berlinguer avessero maneggiato la stessa comicità sarebbe stato giusto trattarli da gabibbi.
    Se lo fa Sofri jr. e si allinea al bagaglino libero di farlo, e la Soncini di percularlo, col coro.

  39. by Defederiki on maggio 12th, 2012 at 22:24

    …e invece é bona,fa pure sangue e almeno a parole ne manda a coricarsi sul divano senza cuscino a pacchi.
    Ce ne fossero…dannazione.

    Ps mi sembra chiaro che ha ragione.

  40. by El on maggio 13th, 2012 at 12:11

    Qualcuna sopprima andrea ed il suo stentatissimo italiano, plz.

  41. by Francesca on maggio 13th, 2012 at 16:14

    Poi questo credersi rilevante di Gianluca Neri ha rotto i coglioni.

  42. by Sabrina on maggio 14th, 2012 at 17:09

    Va be’ non è importante, però io sto con Andrea. Secondo me avrebbero fatto la stessa battuta se il direttore fosse stato Sechi. Il maschilismo esiste, a dx e a sx e andrebbe sterminato, ma in questo caso mi sento di dire calmi, che siamo tutti perfettibili. Grazie, mi sono divertita a leggervi, Guia e Andrea, anche se più di tutti mi ha fatto ridere Sofri con la sua colossale figura di merda.

  43. by Alfio on maggio 15th, 2012 at 6:53

    Soncini ma che incredibile cazzata! Certo che il maschilismo esiste… infatti se al posto della annunziata c’era la gruber mi sarei aspettato tutta una serie di commenti decisamente maschilisti…
    Lo strabismo della annuziata è come la grassezza di ferrara puoi anche fingere di non notarlo ma è la prima cosa a cui pensi… ed infatti Gianluca Neri spesso usa questo tipo di umorismo da I elementare…
    Tutto il caso che ci hai montato è francamente assurdo mi sembra un malriuscito tentativo di ottenere attenzione, ma forse sarei maschilista, quindi ipotizzo un infiammazione della prostata.