Ieri sera, mentre pretendevo di tenere acceso in contemporanea Un grande canile, mi offrivo di lavare i piatti, facevo conversazione, meditavo che avrei dovuto scrivere del finale di Desperate Housewives, ché quella sì che è stata roba televisivamente rilevante, mi chiudevo fuori di casa, e quando finivo di fare tutto questo Saviano stava ancora monologando.
Ieri sera, mentre la Littizzetto riciclava stancamente repertorio, Favino metteva su l’aria da «sono un attore vibrante e molto impegnato», Fazio augurava alla prossima erede Favino un mondo senza pilates e televoto, senza personal shopper e senza girocollo, così non nata e già così piena di anatemi e di camicie alla coreana.
Ieri sera, mentre i fratelli grandi di quelli che occupano i grattacieli si mettevano il vestito della festa e occupavano la prima serata, e mentre gli zii buoni sgomberavano i nipoti ribelli ma sempre tutto con un buffetto e tanta comprensione.
Ieri sera, mentre vedevo il futuro, e il futuro non era mica la gauche-caviar, era la gauche-CondéNast.
Ieri sera, mentre gli uomini che in genere mi spiegano cosa devo pensare e, soprattutto, quanto farà quel programma di cui non so che pensare, mentre loro facevano tutti le stesse previsioni che erano poi le cifre che si sarebbero viste dieci ore dopo e io di ‘sta cosa che lo share sia una scienza esatta in tanti anni ancora non sono riuscita a cominciare a capacitarmi.
Ieri sera, mentre al Canile si rifletteva se attribuire una gravidanza a uno appena tornato dall’aldilà, una cattolica fin lì ligissima era improvvisamente smaniosa di darla a uno che fin lì gliel’aveva chiesta in tutti i modi ma ora non la voleva più, e il di lei figlio-Trota, al primo appuntamento della sua vita di gay maggiorenne, già progettava i prossimi trent’anni di vita di coppia, e chissà cosa pensa Saviano di questi gay delle fiction fatti a forma di donne etero, chissà se son più moderni o più antichi delle donne etero del decennio scorso, quelle che nelle fiction eran fatte a forma di uomini gay.
Ieri sera, mentre chiedevo su Twitter che differenza ci fosse tra la tv del dolore di Maria De Filippi e quella di Fabio Fazio che intervista la mamma di Beslan, e ricevevo tonnellate di risposte iniquamente divise tra «vergognati anche solo di averlo detto» e «ora ti spiego che Beslan è roba di guerra e non di televoto», ma quasi nessuna formulata rendendosi conto che, se va in televisione, è televisione.
Ieri sera, mentre andava in onda la replica di Vieni via con me e io esattamente come l’anno scorso pensavo «Hanno evidentemente ragione loro, e ora scusate, questo rumore che avete sentito sono le mie palle che crollano a terra.»
Ieri sera, mentre la gente che vuole la tv di qualità si sentiva rasserenata quasi quanto lo è quando legge un buon libro, sorseggiando una tisana, mentre i bambini giocano con giocattoli di legno.
Ieri sera, mentre la società civile a casa annuiva vigorosa e quella in studio applaudiva convinta a ogni lode al Presidente della Repubblica, a ogni nostalgia delle librerie di quartiere, a ogni signoramiismo sulle ricevute nei ristoranti, a ogni grillismo in ritardo sul bere l’acqua di sorgenti lontane, a ogni non sequitur di senso se non di sintassi.
Ieri sera, mentre il ceto medio riflessivo si allargava come accade in caso di evento, quel tanto che basta a includere, oltre alle professoresse democratiche, le sciampiste con velleità culturali che ritengono più presentabile farsi scaldare da Saviano che da un calciatore, le zelanti tardive contenutiste con uno scaffale Ikea per i totem culturali da spendersi in società, le quali correvano a controllare dove fosse l’Ossezia per poi – con l’impeto di chi se ne occupa da sempre e aspettava da anni al varco del telecomando ma nessuna D’Urso mai, per tacer di quanto trascuri quell’area Giletti – per poi dirti che chi critica un programma che parla di Beslan deve vergognarsi, sìssìssì; ecco, ieri sera mi è mancato persino più del solito Edmondo Berselli.


…chapeau!
Guia, sapevo ma ora e’ evidenza per tutti : sei regina del multitaking come solo una donna puo’.!!!
Probabilmente ieri ti sei persa, dalla Venier, Cavina che s’incaponiva contro Ciavarro perché egli (Cavina) ha preferito mangiare pane e salame piuttosto che fare “Sapore di Mare” perché lui ha sempre cercato la qualità…
Avete scritto elogi principeschi a segoleneroyal ai tempi?avete fatto il pantheon con jfk papa’ della sinistra? Avete elogiato lech walesa santo quanto il suo amico papa?ce lo meritiamo fazio eccome
E’ che era proprio noiosa, la trasmissione. Dopo 80 secondi c’era da impiccarsi, per la noia.
E come dicevano i situazionisti, la noia è sempre controrivoluzionaria.
Infatti sembrava un programma per nonni-orfani.
“multitaking”??? Fhhhhhhhhhhhhhh Guia vieni a trovarmi, ti mostro la mia collezione di boxer in bisso marino… Camillo Hannibal Langone
Che bello che dove vivo io non si prende la7. In compenso si assumono sostanze e ci si trastulla in altro modo.
<3
Il fatto che siamo passati dalla gauche-caviar alla gauche-CondéNast è un concetto su cui buonanima Berselli avrebbe sicuramente acconsentito.
…Credevo le mancasse Furio jesi!
parlarene male ma comunque parlarne…
Nessuno degli intellettuali che conosco si sente di sostenere in pubblico che La Vita è Bella è il film impresentabile di un autore che ha fatto carriera recitando interi monologhi sul sesso e le feci (e faceva ridere!) e ora si occupa di “arte cinematografica” e declama ispirato Dante in Santa Croce. Del resto come si fa a giudicare brutto un film sull’olocausto? Sullo sfondo scorre una specie di anatema morale che recita, “se il film ti fa schifo è perchè sei antisemita!” aveva detto E.B.
siupppaaaaaaaaar! perfetto cosi`com´e`come sempre-sempre
ma giulio base dei commenti non è giulio base vero?
Guarda bethmarch, può non piacermi particolarmente Roberto Benigni ma tu sei fuori come una tegola.
@Vincent era una citazione di Edmondo Berselli pure parecchio semplice