Primo contendente a miglior messaggio della serata: «L’ha fatta, sei felice e piangente?»

Poi, se mi riprendo, parliamo di tutto il resto. Del fatto che io comunque ai concerti di Springsteen trovo sempre il modo di piangere tutte le lacrime che non so di avere, una volta perché fa Bobby Jean quando non ci spero più, una volta perché Irene si sposa e va a chiedergli la dedica, e figuriamoci se, riuscendo quel tizio lì a commuovermi con un matrimonio manco mio, potevo non piangere con My city of ruins fatta a messa funebre, e Tenth Avenue Freeze-Out che lo sapevo ma ci son rimasta come una scema lo stesso, e quel best of solo mio che mi deve aver spiato negli anni per comporre i bis, roba da quasi perdonargli l’assenza di Thunder Road, era ovvio che mi sarei sfatta di lacrime, e ciononostante mi ostino a truccarmi gli occhi e a uscire dallo stadio che paio un panda colato.

Secondo contendente a miglior messaggio della serata: «Ho visto Irene che lo toccava lussuriosa»

Se mi riprendo, dicevo, ne parliamo. Del mio essermi resa conto a quasi quarant’anni che il mio disco del tempo non delle mele ma dei primi limoni parla di uno che a diciannove anni è costretto a sposarsi avendola ingravidata; di quanto è appropriata, su Glory Days, l’insistita inquadratura a Little Steven, che è ingrassato persino più di me; del fatto che quando parla in broccolino dicendo che la Scialfa è a casa coi figli ma ci saluta tanto è persino più imbarazzante di Garrone quando parla in francese e tuttavia fa piangere pure lì ed è ovvio che non mi piacerà mai uno presentabile, con un tale burino come imprinting, ma è altrettanto ovvio che nessun burino mai sa esserlo splendidamente quanto lui, ed è così che li fanno, in New Jersey, i comma 22.

Terzo contendente a miglior messaggio della serata: «È il solito concerto al termine del quale la daresti un po’ a chiunque, “ma per malinconia”?»

Se domani mi resta del raziocinio, ne parliamo. Anche di come si alzi l’asticella, e una volta bastava «Mi sposo», adesso c’è quella col cartello che nella sua pancia il suo feto sta ballando nel buio, e quella che chiede di ballare con Jake Clemons, così Bruce può fare l’anziano fuori gara un po’ offeso un po’ magnanimo, e insomma le Courteney Cox di quand’eravamo bambine erano un modello irraggiungibile ma molto più abbordabile. Anche di come cazzo facessimo a essere così giovani da vedere concerti senza maxischermo, solo quel puntino sul palco e la nostra assenza di miopia, e non c’è uno spreco più insopportabile della gioventù inconsapevole. No, dei postumi della malinconia no.

Comments so far:

  1. by elisa on giugno 10th, 2012 at 21:23

    pensa che a Bobby Jean ti ho pensata! però Thunderoad poteva farla…3 ore e 40 più 3 ore e 40 meno…

  2. by alessandro on giugno 11th, 2012 at 16:12

    …e non c’è uno spreco più insopportabile della gioventù inconsapevole.
    riassume tutto. vale ancora la pena leggerti.

  3. by david on giugno 11th, 2012 at 18:02

    duole ripetere http://www.youtube.com/watch?v=rXY0XD7ahZQ

  4. by andy on giugno 14th, 2012 at 20:20

    Si, però non puoi farmi ballare con la storia di un disperato che uccide una guardia giurata, si prende l’ergastolo e chiede al giudice di ripensarci e mandarlo sulla sedia elettrica.
    Perché poi io salto e ballo ma mi fa un po’ l’effetto “Enola Gay”