A margine delle cose senz’altro intelligentissime che verranno dette da altri sul fatto che quest’anno a Bologna muoiono proprio tutti, tutti quelli sbagliati, vorrei appuntare che quest’intervista di Roberto Roversi, uno degli articoli più pieni di citazioni citabili mai pubblicati in lingua italiana, mi ha riconciliato con la categoria dei librai, che la storia delle Sfumature mi aveva fatto venir voglia di mandare a Guantanamo persino più velocemente degli editori e degli scrittori.
A margine di tutto, poi, vorrei puntualizzare che il titolo quassù non viene da Anidride Solforosa non per fare le originali a tutti i costi, e neppure perché io sia più fan del Dalla successivo che di quello roversiano (ebbene sì, lo sono, ma insomma parliamo di gare tra diversi gigantismi). È perché qualcuno dovrà pur sollecitarvi a rendervi conto per tempo* di quanto abbiate sottovalutato gli Stadio e il loro aver fatto alcuni pezzi la cui grandezza certi gruppetti che si portano in società, certe band che piacciono alla gente che piace nella cerchia dei bastioni, beh, quelli lì se li sognano, ecco.
*dovete ancora imparare: voi siete nati ieri, siete nati ieri.


grazie. Soprattutto per l’intervista contiene un paio di immagini da capogiro. Di Stadio io amo “Fine di un’estate”. la versione dal vivo è meravigliosa e anche Curreri come interprete è piuttosto sottovalutato.
anche la sigla dei Ragazzi del Muretto? http://www.youtube.com/watch?v=EwMC9dr_0Jc
Scusi guia ma non scrive più su D Repubblica?
ehi!
“If Winter comes, can Spring be far behind?” è Shelley …
troppo gggiovane per.. perche` testi cosi` Lui poi non li piu` avuti e nemmeno ha piu` cantato con la stessa intensita` e questi si` che sono struggimenti veri..
http://nishangainberlin.blogspot.de/2012/09/perche-testi-cosi-lui-poi-non-li-piu.html
che bello
bastò e avanzò per innamorarsi
avanti il prossimo