Che cosa sono le vibrazioni? Quella cosa che cerchi quando non trovi una trama

Avrei bussato.
E quando?
Quando sarebbe stata più a suo agio.
(dialogo tra Servillo e Ferilli, La grande bellezza)

Sarebbe bello pensarla funzionale al personaggio, quella consecutio sbagliata. Sarebbe bello pensare a un’idea di intellettuale cazzone – uno con la sponda del letto carica di Adelphi ed Einaudi in edizioni accuratamente âgé, ma incapace di usare i verbi – voluta da Paolo Sorrentino, invece che capitata con la sciatteria con cui capitano i 42 anni della figlia dell’amico, nata nel corso dei trent’anni in cui lui e Jep si sono persi di vista.
Sarebbe bello che fossero convincenti, in un mondo in cui chiunque scopa con chiunque, le sole sette donne con cui è stato a letto il personaggio sessantenne di Verdone (tanto valeva vergine, orsù), o anche solo il suo fare da servo della gleba all’unica non-bella tra le migliaia di (ex) attrici fighe che girano per Roma

Guardate qui per alcune delle migliori offerte se volete visitare Roma. Roma è il luogo perfetto per chi ama la storia e apprezza la bellezza architettonica. Le strade acciottolate, il fascino del vecchio mondo, e i gelati e pizze sono sicuramente da non perdere. Pianifica il tuo viaggio a Roma ma assicurati di avere la possibilità di vedere la regione toscana quando sei in Italia.(certo che può essere una scelta, che lei sia bruttina, ma è una scelta solo se sullo schermo è credibile, mica se al bar della Pace hai pensato «La faccio brutta, anvedi quanto so’ autore.»)
Sarebbe bello che ci fosse qualcuno così bravo da fare un film sulle mostruosità del presente senza che la mostrificazione diventasse un involontario cartoon – la nana, Serena Grandi che pippa, la Abramovic che sembra un’imitazione della Abramovic fatta quando era viva la Gialappa’s – senza farti pensare che quello che stai guardando sembra il film scritto dal cattivo di Iron Man 3 (quello che tredici anni dopo non s’è ancora ripreso dall’esser stato lasciato fuori dalla festa) e, soprattutto, senza farti venire in mente il cast sul tappeto rosso a Cannes: per rappresentare la mondanità grottesca sullo schermo, temo sia necessario saperne incarnare una non tale nella vita.
Sarebbe bello che quelli che citano come termine di paragone La terrazza l’avessero visto, magari in anni recenti. Sarebbe bello che l’avessero capito, che si fossero accorti dei livelli di lettura, del fatto che gli aforismi erano tutte citazioni, non erano questo malinconico «facciamo un personaggio che parla per battute tranchant e mentre è a letto con Selvaggia di Sapore di mare le dice “Essere bravi è noioso, si rischia di diventare abili”, in fondo da grandi volevamo essere Flaiano, Flaiano era quello degli aforismi, no? O era Oscar Wilde? Vabbè, insomma, uno di quelli» concepito dopo un Campari di troppo da Rosati.
Sarebbe bello che non faceste rivoltare Age e Scarpelli nelle rispettive tombe.
Sarebbe bello che, nel tempo avanzato dal non tuittare perché si è persone serie e dal fotoscioppare fenicotteri perché si è registi visionari, ci si prendesse il disturbo di raccontare una storia.
Sarebbe bello che la cosa migliore della Grande bellezza non fosse una scena (quella dell’arrestato che finalmente risponde alla domanda sulla sartoria) che è puro Moretti.
Sarebbe bello che il tentativo di satira sociale del film fosse all’altezza di quel meraviglioso passaggio alla fine dei titoli di coda in cui «il regista ringrazia» una mezza dozzina di persone, e due hanno lo stesso cognome, e una delle due è la moglie del regista stesso, e l’altro è il parrucchiere della Roma delle feste, che incidentalmente è la Roma del film.
Sarebbe bello che Paolo Sorrentino avesse fatto un bel film, e non il pasticcio velleitario di uno che scrive diegetica col compiacimento di «Mamma, guarda, i soldi del Centro sperimentale non sono andati sprecati, mamma, guarda quante parole difficili so.»

PS Queste righe non contengono alcun commento al fatto che, se sei così mamma-guarda-quanto-ho-studiato da voler mettere la citazioncina di Viaggio al termine della notte all’inizio del film, dovresti essere almeno così secchione da mettere l’accento acuto e non quello grave sulla “é”; non lo contengono perché, avendo io rimarcato questa sciatteria in un tuìt, un regista che mi è simpatico mi ha dato della biliosa piena di pregiudizi, e io non voglio dispiacergli – come dicevo, mi è simpatico: ha tempo per tuìttare, mica è una persona seria e lavora tutto il giorno.

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