[dedica] Ai nuovi padri che, disarmati, stanno imparando la tenerezza delle culle

Quella creatura morbida e minuscola era me stesso, questo maschio quarantenne saturnino e polemico, collerico e generoso […] E, credetemi sulla parola se non vi è mai capitato, una figlia femmina che somigli fortemente a suo padre è un dono meraviglioso del fato. Ancor più della donna amata, è l’immagine pura della morte. Un’autentica benedizione. Se poi in queste mie parole leggerete il sarcasmo o la malinconia, lasciatevelo dire, non avete capito proprio niente.

Non è nemmeno così brutta, il suo problema è un altro ma fatico a metterlo a fuoco. Mi arrovello per qualche secondo, poi mi soccorre il marinaio che ha ben investito: è secca. Ecco, si tratta di questo. Non c’è acqua in questo genere di donna. È arida, riarsa, stepposa. È l’osso di seppia lasciato sulla battigia dalla risacca di un oceano prosciugato. Un secolo di rivendicazioni femministe l’ha disidratata.

Le mani sulle cosce, sugli inguini, sul pene […] non è sesso, non è fallo, non è simbolo, è solo un’escrescenza carnosa […] Un ultimo, declinante riverbero dell’impulso a ghermire la femmina […] Regredisce lungo una diversa ascisse temporale, verso rapporti non paritetici, verso sottomissioni benefiche, verso scompensi paradisiaci […] Si sente vuoto, disteso, affrancato. Non ha più donne libere e fiere davanti a sé, solo schiave d’amore da hard discount. Schiave loro, schiavi noi, schiavi tutti.

La forza basaltica con cui quest’uomo ha appena formulato una promessa di eternità che ben presto la morte gli impedirà di mantenere echeggia nelle sale del ristorante come sotto le volte a crociera di una basilica romanica dell’anno Mille.

Abbiamo quarant’anni e siamo degli adolescenti deprivati. Non devi essere severo con noi, papà. Ciò che ci corrode è la discrepanza tra le aspettative lungamente coltivate da un’infanzia e un’adolescenza satolle e le reali acquisizioni di un gramo presente.

La figliolanza m’impedisce di mentire.

Bisogna per forza passare attraverso il tedio di sé, se si vogliono raggiungere certi risultati.

La loro uva era avvelenata, il loro istrionismo disperato.

Erano belle, queste donne padrone di se stesse, ma erano il resto di niente. Brillavano di una bellezza malinconica, autunnale, di congedo, di crepuscolo civile più che di scintillanza mondana. C’era in loro qualcosa che non cessava mai di dire addio, una tragedia minuscola ma indistruttibile come una pallina di mercurio.

Nessuna ironia ci avrebbe salvati.

Tengono banco proseguendo la loro chiacchiera micidiale in presenza di noi maschietti.

«Siamo seri, il cazzo è superato», conclude tracannando il fondo del bicchiere […] Il lesbismo di ripiego, partorito dalle inevitabili delusioni della vita, è una posizione dialettica inattaccabile. Ma ci sono vittorie che sanno di sconfitta, e sono le più amare.

Per quella gente, l’insuccesso era un delitto di lesa maestà sociale.

Un altro tabù, forse l’ultimo, era caduto: i bambini venivano platealmente dichiarati segmento merceologico privilegiato.

Ero ancora vivo, ero il padre, ero l’animale che aveva ancora l’osso nel pene, eppure ero già morto.

Prima ipotesi. Se non gli uomini, a Giulia piacevano forse le donne? L’ho scartata subito.

(il gibbone prometteva benissimo, ma il libro quasi eccede nel mantenere: qualunque pagina a caso apriate è un sommo capolavoro di tardo anninovantismo e triplette d’aggettivi pretenziosi; se avete anche voi vicino casa una libreria con deriva-chilometro-zero, di quelle per professoresse democratiche in cui servono birre artigianali, ve lo consiglio come reading da pasto: i vostri commensali vi ameranno, mentre si strozzano – però siate civili, non spiegazzate la copia che rimetterete a posto prima d’andarvene)

Comments so far:

  1. by Enrico on ottobre 3rd, 2013 at 14:06

    c’è gente che ha ancora il coraggio di scrivere “urgenza esistenziale”?

  2. by Simone on ottobre 3rd, 2013 at 15:20

    Scrive davvero “pene”?
    Fra tutte, comuncque, preferisco “Bisogna per forza passare attraverso il tedio di sé, se si vogliono raggiungere certi risultati”, che ci rivela la vera letteratura di riferimento, qua: le telecronache di Champions Mediaset.

  3. by olivia on ottobre 3rd, 2013 at 15:21

    ‘ero l’animale che aveva ancora l’osso nel pene, eppure ero già morto’
    ma la modernità, ma la trasgressione, ma il sonotroppoavanti

  4. by S. on ottobre 6th, 2013 at 23:12

    Sento la mancanza di uno strategismo sentimentale.

  5. by Jacopo on ottobre 8th, 2013 at 16:25

    Guia, Guia. Stavo facendo ricerche sul femminile all’epoca del pollice digitale. E mi sono ricordato di te, come ti chiamavi?…ah, Guia S., come ho fatto a dimenticarlo? Avrà un blog? Speriamo, perché io su Twitter e roba simile non ci sono né sarò mai. Sì, ce l’ha. Strano, pensavo fosse più cool non avercelo, meglio così. E fa pure la réclame di un suo libro. Ma sì, ti perdono. Non sei mica un’imitatrice, quante ce ne sono, Roma è piena, tutte stronze come te, o almeno ci provano, strafatte di ego. Ma tu sei la vera Guia, diffidare delle imitazioni. Già leggere il tuo tag cloud è una delizia. Ben ritrovata.
    Ora entrerò nel merito, ché sono un po’ finito fuori tema.

  6. by olivia on ottobre 9th, 2013 at 9:59

    guia, che dire. ti sono particolarmente vicina.

  7. by Guia Soncini on ottobre 10th, 2013 at 1:58

    Eh.

  8. by antonella on ottobre 10th, 2013 at 17:50

    Voglio sapere l’esito finale delle ricerche sul femminile all’epoca del pollice digitale.

    No, scherzavo.

  9. by Jacopo on ottobre 22nd, 2013 at 17:18

    Antonella, aspetto il tuo contributo. Scherzo?

  10. by azzurra on ottobre 25th, 2013 at 3:44

    cattivissima te.
    d’altronde scurati non è baricco. che non è culicchia, che non è de carlo. e meno male.
    SMAK!

  11. by azzurra on ottobre 25th, 2013 at 3:45

    già uno che dice “credetemi sulla parola” e non è manco dickens, mi fa un certo che…

  12. by gianluca on ottobre 26th, 2013 at 11:41

    cazzo questo articolo non l’ho capito.

  13. by Fedefunk on ottobre 27th, 2013 at 13:45

    Ma qualche scrittrice decente che parli degli stessi argomenti c’è?

  14. by gianluca on ottobre 27th, 2013 at 22:26

    bello il titolo,ma il post non l’ho capito 🙂