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Archivio per la ‘ categoria ’ Been there (screwed that)

  1. Quattro giorni di permanenza. Un elicottero caduto. Un incendio visto dal largo. Un terremoto percepito. Restate sintonizzati, per altri effetti collaterali.

  2. Così com’è finito il mio

    - I’ll tell you what I think is happening: I think you can’t walk away, so you’re burning down the house. – Yes.

  3. Il lato glam della dittatura

    «Gulnara Karimova si presenta per quello che è: madre, donna. Artista, a suo modo [...] indossa abito lungo, stivali bassi, al collo un ciondolo a forma di farfalla, come pure gli orecchini. “Sono di mia figlia. Ho chiesto a lei il permesso di usarli. È molto orgogliosa di potermi prestare qualcosa, la fa sentire importante.” [...]

  4. Non esistono lasciatori e lasciati, gente che ama di più e di meno, soggetti dominanti e mammole destinate a subire, vincitori che fuggono e perdenti che inseguono: esistono quelli che «in the twist of separation, you excelled at being free», e quelli che no.

  5. “I’m not an expert in basketball,” he said, explaining his ignorance of the rules. “I know more about soccer than I do about basketball.” (Lapo-imbarazzo è l’anagramma del mio nome-Elkann, dopo essersi messo in mezzo a una partita per ottenere posti in prima fila nella cui platea non è richiesto un test di QI)

  6. Ritengo da molto tempo una cosmica ingiustizia (meglio: una dimostrazione del fatto che i cellulari son tutti prodotti da industrie comandate da uomini) il fatto che i pannelli di comando dei telefoni sian tutti diversi, e insomma se devi leggere gli sms fedifraghi nei cinque minuti in cui un maschio medio sta sotto la doccia [...]

  7. Il collocamento sul mercato di qualunque cosa – vestiti, canzonette, fidanzati – è questione di tempismo molto più che di qualità intrinseche. C’è stato un tempo in cui quella che «Non capisci che ci ucciderà questo nostro esistere a metà» e che «Non la vedi la stupidità di una relazione che non ha francamente neanche [...]

  8. «Io trovo esilarante che stiate lì, ognuno col proprio team, a lamentarvi dell’ignominia altrui. Non tanto e non solo per la quantità di componenti in comune che hanno i due team, gente che quand’è con te dice quant’è psicopatico lui e quand’è con lui dice quanto sei stronza tu – e fanno bene, ché bisogna [...]

  9. It doesn’t take a genius

    Alla fine. Alla fine di troppissime conversazioni la cui morale è che ha vinto lui, perché ne stiamo parlando, e niente è chiaro dei suoi illogicissimi comportamenti tranne la feroce determinazione a stare al centro dell’attenzione; alla fine di anni di prediche, intermediazioni, tentativi di farvi fare la pace più o meno sgraditi, imbarazzi spropositati [...]

  10. Weak in the knees