Una notevole sceneggiatura si riconosce dal fatto che i buoni sono interessanti quanto i cattivi. C’è una ragione se su tutti i quotidiani inglesi tutti i boxini con gli articoli più letti oggi hanno solo link alla vicenda del News of the World che intercettava i telefoni delle celebrità ma anche quelli delle bambine rapite: [...]
Archivio per la ‘ categoria ’ Collateralismi
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L’Italia è una repubblica fondata sul romanzo nel cassetto. L’Italia è una repubblica fondata sull’irriproducibilità delle lasagne della mamma. L’Italia è una repubblica fondata sull’assenza di responsabilità individuale. L’Italia è una repubblica fondata sul «l’unico paese al mondo in cui». L’Italia è una repubblica fondata sul non sentirsi abbastanza valorizzati. L’Italia è una repubblica fondata [...]
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In questo momento, mentre lì è mezzanotte e mezza, la Cnn trasmette le immagini della folla fuori dalla Casa Bianca. Non so quanti siano né dove tenessero le bandiere che hanno portato, ma sono così autenticamente contenti, e c’è qualcosa di così profondamente commovente in queste immagini che ci si sente subito sceme nei propri [...]
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Non c’è mica niente di male, a non capirne di moda al punto di non distinguere stilisti e marchi, o anche solo vivi e morti. Basterebbe evitare di parlarne. Tanto è un genere minore, una nicchia, un’informazione marginale.
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Lo so, arrivo tardi, e ci sono dentro un sacco di cose sbagliate e ingenue e stucchevoli. Ma l’articolo con cui Sebastian Junger ricorda Tim Hetherington è il più straziante che abbia letto da un bel pezzo.
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«È una canzone, non è un saggio» (Marraca$h, poco fa, alla conduttrice che, finita di lucidare l’argenteria, gli chiedeva come gli fosse venuto in mente di scrivere quella scostumata canzone in cui si chiede «Ma sembra solo a me che son tutte troie?»)
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Un paio d’ore fa, Mauro Masi, evidentemente non abbastanza occupato col kit del piccolo Direttore Generale della Rai che gli hanno regalato, ha telefonato in diretta all’Isola dei Famosi. Sentendosi autoironico come neanche la Parietti quando cantava Etienne, ha esordito con «Voglio dirle che non mi dissocio», simpatico metariferimento al se stesso che chiamava Santoro. [...]
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Vedere al tg le immagini del Teatro Del Verme. Chiedersi quanti anni siano passati da quella sigla tv in cui usciva dalla spazzatura. Verificare che sono venti. Pensare che non si conosce nessuno che vent’anni dopo stia sempre allo stesso punto, a tentare di épatare borghesi che non si épatavano già vent’anni prima, a fare [...]
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No, niente, è che continuo a vedermi questa scena di Sir Reginald che lo ninna cantandogli canzoni già riadattate in morte di principesse. È che è pure nato a Natale. È che se non fossero inglesi sarebbero di Las Vegas. È che, peggio delle smanie da orologio biologico delle donne, solo quelle degli uomini. È [...]
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