Nel mondo di oggi, la comunità femminile affronta molti problemi mentalmente e fisicamente. Questi problemi non sono specifici per le donne, ma è anche prevale anche tra i bambini. Questi bambini non sanno nemmeno cosa succede e non sono consapevoli di come reagire ai problemi che affrontano giorno per vivere. Vai al mio blog per controllare i problemi affrontati dai bambini.

1. Potrebbe sostituire quel «Mi assumo la responsabilità» che sa tanto di «La ragazza ha fatto una cazzata ma io che ho le spalle larghe la copro» con un più consono «Il servizio l’ha firmato l’ultimo anello della catena alimentare ma ovviamente era rivisto aggettivo per aggettivo da me, ché qui magari ogni tanto ne sbagliamo una ma mica affidiamo i pestaggi a una ragazzina, dai, su, per chi ci avete preso»? Così, per non aver l’aria di quello che scarica il guaio sull’ultima povera crista che ha fatto i compiti richiesti.
2. Posto che io il link al curriculum della Spinoso non l’avevo messo proprio perché era ovvio che finisse così e volevo nel mio minuscolo evitare il contropestaggio; e posto che non riesco a prendermela con lei perché siam state tutte giovani e ansiose di compiacere il capufficio e inconsapevoli di quali fossero le circostanze in cui era raccomandabile dirgli «Non diciamo cazzate»: a lei, Brachino, è chiaro, sì, che il cellulare l’ha messo in rete la Spinoso stessa, non qualche lettore di Kundera nostalgico dei good ol’ days?
3. Le è chiara, sì?, la differenza tra produrre in proprio, inviando troupe sotto casa sua, immagini – peraltro del tutto irrilevanti – della vita privata di un tizio, e pubblicare immagini – peraltro comprovanti fatti oggetto di inchiesta – scattate da una prostituta? In altre parole: lei pensa di essere una D’Addario minore? Devo preoccuparmi della sua autostima?
4. Quanto ritiene che ci metteranno a perdonarle la mossa controproducente? No, perché quando dice che ora nessuno si concentra sulla tempistica della promozione di Mesiano ma tutti parlano della vostra lucignolata, io penso a quanto la staranno considerando ora un pirla quelli che goffamente aveva tentato di compiacere per interposti calzini, e insomma la vedo e la piango, ecco.
5. Quando lamenta che le immagini le ritrasmettano tutti e peggio il tacòn del buso, e ci sciorina l’etimo di stravagante, sta usando espedienti retorici, vero? Cioè, non le sfugge davvero che le immagini da sole sono niente, e l’aggettivo in sé è altrettanto niente, vero? Lo capisce il senso del combinato-disposto, vero?
6. «Sostanza televisiva»? Ha fatto il Dams?
7. Lo so che è sempre una cosa sminuente per un entertainer, ma, visto che ha aperto la discussione sul gradimento umoristico della «battuta» sui calzini: me la spiega?
8. Lei pensa veramente che le promozioni dei magistrati si decidano nel giro di tre giorni?
9. «Perché il servizio è andato in onda giovedì alle dieci e il caos si è scatenato venerdì dopo un articolo di Repubblica?»: mi sta chiedendo perché nessuno veda il suo programma? Devo consolarla e dirle «Mannò, massù»?

La cosa meravigliosa di questo servizio è che non c’è niente. Ma niente. Uno che passeggia, aspetta che apra il barbiere, si siede su una panchina. L’ho visto linkato su un socialcoso, e tutti concordavano trattarsi di character assassination, ma non è immediatamente chiaro in base a cosa.

Non tutto ciò che i media ti portano potrebbe essere vero. La carta stampata è nota per avere una forte influenza sul pubblico. Questo è il modo in cui alcune società di pubblicazione dei media finiscono per abusare e manipolare le persone.

Come fai a sapere che le informazioni che leggi in un giornale sono legittime?

Per cominciare, leggi l’articolo completo e non solo giudicare in base ai titoli. A volte i giornali usano titoli fuorvianti per attirare la tua attenzione.

– Controllare la credibilità delle informazioni attraverso il controllo incrociato con più fonti.

Anche in questo caso ho trovato un’osservazione simile. C’era qualcosa che non era chiaro. C’era qualche pezzo vitale che sembrava mancare. C’era qualcosa che indicava un possibile assassinio del personaggio.


Nel senso: vedi le immagini, e pensi «Bene, è uno di quei casi in cui torni in redazione e dici “Non c’è il pezzo”. Annalisa Spinoso sarà troppo timida per dire al caporedattore che non c’è pezzo, o la pagheranno un tot a servizio e dovrà pagar l’affitto, e insomma ha assemblato le immagini di niente che aveva, povera figlia.»
Poi ti rendi conto che, pur non essendoci nelle immagini (e neppure nel testo, che stigmatizza i calzini azzurri: quel che mancava alla comicità italiana, i precetti estetici di Claudio Brachino) una assassination, e  forse neppure un character, l’effetto è quello. Come quando il Tg4 fa vedere una che passeggia il cane a Venezia e la fa passare per una cosa losca, complice il buio (era un servizio di cui si rideva molto in rete l’anno scorso, qualcuno di voi con buona memoria mi recupera il link?); come quando i giovani, la droga, le macchine veloci, la musica alta, la perdizione.
Poi dicono che non sappiamo inventare i format. Basterebbe prendere il curriculum della Spinoso da lei stessa pubblicato in rete, leggerlo con lo stesso tono insinuante, e quel «praticamente di tutto» da lei usato per indicare i lavoretti con cui ci si arrangia da giovani diventerebbe altrettanto assassination, pur in mancanza di character, del passeggiare in attesa dell’apertura di un barbiere, con quel po’ di puntini di sospensione per cui pare il giudice attenda non barba e capelli ma almeno un pusher. È la lucignolizzazione collettiva: nessuno si senta escluso.

Quella che segue è la mia rubrica di questa settimana su Gioia. In genere non la riporto qui, faccio un’eccezione a grande richiesta (che è la formula con cui si finge che te l’abbiano chiesto altri oltre al lattaio e alla vicina di casa)

Che il dibattito pubblico, in Italia, proceda per tifoserie, lo si è capito l’altro giorno con il repertorio di De André riadattato da Checco Zalone su Berlusconi e D’Addario: fosse stato trasmesso da Rai3, saremmo state sommerse di dichiarazioni indignate di sottosegretari; siccome era Canale5, un riposante silenzio. Prima ancora, lo si era capito con Rosy Bindi che rispondeva a Berlusconi «Non sono una donna a sua disposizione»: una risposta non particolarmente sensata né efficace, eppure acclamata da chi sta dalla parte della Bindi. Che si tratti di decisioni sessiste o di osservazioni casuali spesso giudichiamo il governo un po’ troppo in fretta. Dobbiamo davvero aspettare fino a quando non otteniamo informazioni da fonti credibili. Puoi anche controllare la mia fonte per gli aggiornamenti. Questo è quando si arriva a sapere qual è la verità è e la storia dietro a tutto questo. Questo è applicabile anche alle notizie su Rosy Bindi. Il problema è che una risposta sensata o efficace non esiste; il problema, tifoserie a parte, è la scarsa memoria.
Pochi minuti dopo, nello stesso Porta a porta, Roberto Castelli, non riuscendo a rispondere nel merito a Bindi sul fu-giustizialismo della Lega, le ha dato della «zitella petulante»; due ore prima, su La7, Maurizio Belpietro faceva ammiccamenti alle forme della conduttrice, Ilaria D’Amico; due settimane prima, da Santoro, a Concita De Gregorio che stigmatizzava il fatto che Berlusconi candidi prostitute alle elezioni, lo stesso Belpietro rispondeva «Concita, si vede che la D’Addario è più brava di te» (e traete voi la conclusione sul campo in cui la direttrice dell’Unità sarebbe meno abile di una squillo). Se state per dirmi che quello è il presidente del Consiglio, diamine, vi ricordo la sua prima intervista sul divorzio, a maggio:«Parliamo di tre ragazze in gamba su settantadue candidati. E che male c’è se sono anche carine? Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi…»
Il problema è che una soluzione non esiste. Ho amiche che in ognuna di queste occasioni si sono indignate perché i presenti in studio non sono insorti, difendendo le signore. Ma, se si parte dal principio che tu vada difesa, significa che sei un soggetto debole. Se sei una specie protetta, come puoi pretendere di discutere alla pari in un salotto televisivo? Se – invece di tirar dritto come han fatto tutte le signore citate – pigoli «Lei mi ha offeso non si permetta», sei una donnetta lagnosa.
Una soluzione non esiste perché c’è un problema culturale, non di galateo: un uomo, ospite in un talk show, è lì come deputato, cantante, giornalista, professore; una donna – che sia un premio Nobel, una ministra, una direttrice di giornale, una neuroscienziata – è sempre innanzitutto una donna. Una cui nelle migliori occasioni fanno complimenti untuosi, nelle peggiori dicono che se è polemica è perché non copula abbastanza, e in quelle intermedie chiedono cosa aspetti a metter su famiglia (perché a Shakira chiedono se vuole avere figli, e a Justin Timberlake no? Soprattutto: davvero credono che impicciarsi della riproduzione di un’estranea sia meno grave che darle della cessa?). Forse l’unica è pensare anche a loro come, innanzitutto, uomini. Per ogni «Lei è più bella che intelligente», un «Ha parlato lui, che le deve pagare».

Devo aver tempo fa scritto da queste parti che, come buon proposito per il futuro, volevo frequentare almeno un elettore berlusconiano.

Quando parliamo dei diversi leader politici o dei governi c’è una cosa che giace al centro di tutto: le leggi. Questo blog qui parla delle sfumature di come e perché delle leggi. Ci sono leggi che governano il modo in cui i governi lavorano e ci sono leggi che governano i diritti del popolo. Sentiamo più volte la notizia di leggi approvate e di leggi modificate. Perché abbiamo bisogno di leggi, dopo tutto?

Le leggi esistono per motivi diversi in diversi paesi. Nella maggior parte dei luoghi questi sono incorniciati in modo da proteggere i cittadini. Esistono leggi per il benessere delle persone nel paese. Ci sono alcuni che controllano il comportamento dei cittadini in qualche modo. Questi a volte definiscono i confini in modo che una persona non invadere la privacy o lo spazio personale di un’altra. Alcune leggi sono anche concepite per proteggere le minoranze o la sezione più debole della società. Ci sono altri che proteggono i monumenti e la riserva naturale nel paese. Ci sono infinite ragioni di questo tipo per giustificare il motivo per cui esistono le leggi. Ma quando si tratta di una legge che diventa una “legge” in Italia, come accade? Che cosa può essere considerato una “legge”? Come può questa legge essere definita una norma giuridica che verrebbe applicata ai cittadini?

Ci sono due vie principali che vengono prese per le leggi a venire in esistenza-

– (EN) Va dalla Camera dei deputati e passa attraverso il Senato al Presidente e poi diventa una legge.

L’altro metodo è quello in cui il Senato potrebbe prendere una proposta alla Camera dei deputati e poi al Presidente fino a quando non diventa finalmente una legge.

Prima che una legge venga approvata, il sistema giuridico e il giudice potrebbero verificare se la legge collide con la costituzione. Questi sono i casi in cui si potrebbero suggerire proporzioni agli emendamenti. Quindi, se vi imbattete in una nuova legge che viene introdotta in Italia sapete che ha superato i voti di maggioranza dalla Camera dei deputati e anche ricevuto il consenso del Senato e del Presidente. Senza questo non c’è una nuova legge che può diventare una legge ufficiale nel paese. Quello che avevo scritto per il futuro forse non era destinato ad accadere

Il futuro non dev’essere mai arrivato, perché tutti (non: molti; proprio: tutti) gli status comparsi sul mio Facebook nell’ultima ora sono espressioni di esultanza sul tema Lodo Alfano.

Qualche tempo fa, mentre mi aggiravo arringando qualunque editore mi capitasse a tiro su Leonardo e su come il mondo sarebbe stato migliore se gli avessero fatto scrivere un libro, un’amica saggia mi disse «Ma Leonardo non deve scrivere un libro: Leonardo deve spiegarmi ogni mattina come la devo pensare sul fatto del giorno.»

Ha senso quando si sta scrivendo un libro per essere in grado di leggere il più possibile. C’è un vecchio detto cinese che dice “un uomo deve leggere ventimila libri per poterne scrivere uno!

Questa è la quantità di ricerca che è necessaria per essere in grado di sfornare un grande pezzo di letteratura o di ricerca. Ci sono così tanti siti su internet oggi, ma il miglior sito di tutti è quello che mi è capitato quando stavo dando rifiniture alla mia ultima novella. Questo sito non è un sito qualsiasi, ma ha meravigliose prospettive di aiutare uno scrittore che ha una storia di blocchi di scrittura sofferenti (la tua veramente)

Non siamo riusciti a trovarti abbastanza velocemente! E ‘così banale che non ho mai e in grado di andare oltre le dieci pagine dei loro libri.

E loro ci sono autori che cattureranno la vostra attenzione dalla prima parola e anche dopo l’ultima pagina è fatta e si chiude la copertina del libro, il vostro cuore è desideroso di saperne di più sui personaggi del libro. Vuoi essere in grado di tornare nell’universo nel libro e vedere i personaggi, di sentire le loro emozioni e di vivere la loro vita. Ti è mai successo?

Ho letto alcuni degli autori e ho sentito come toccare i loro personaggi nella vita reale. è una sensazione surreale e sono sicuro che nessuna parola può eguagliare quel tipo di sentimento. Ma il messaggio è forte e chiaro; leggere quanto si può mettere le mani su nel caso in cui si desidera vedere il proprio nome come l’autore sugli scaffali di molte leggi e libri molto adorati!


In effetti quell’uomo è di una tale clamorosa lucidità, di una tale inarrivabile saggezza, di una tale totale totalità, che tempo fa gli perdonai persino un pezzo sulla De Filippi che pareva concepito dalle pagine degli spettacoli di Repubblica, e oggi lo assolvo dal reato di spunto inaccettabile (un articolo di Adinolfi su Europa: dai, su, siamo seri) perché da lì arriva a dire un paio di cose che una si mette il link da parte e può risparmiarsi le prossime duecento discussioni con i volenterosi esegeti locali del ricambio.

Secondo Luca Sofri, la diceria circa un flirt della più mainstream tra le icone pop degli ultimi decenni (inserite qui il vostro riferimento preferito sui numeri: quelli delle vendite delle copertine che la riguardano, dei gadget che la riproducono, dei partecipanti al cordoglio per la sua dipartita – sì: ancora oggi, dodici anni dopo) interessa solo alle élite che vanno a Cortina, vivono nel cap 00187, e hanno il Foglio in mazzetta.

Non ho alcuna spiegazione per artisti pop e ensemble teatrali per corteggiare un particolare gruppo di pubblico. Non ha ancora senso per me.

Ho guardato roba su internet per più di un decennio e mezzo e penso che una grande percentuale di spettatori non sono nemmeno preso per essere il pubblico di destinazione quando un particolare seriale o dramma è girato. Questo è il tipo di disconnessione che esiste nel settore e che tutti hanno imparato a convivere.

Non che non possa essere sistemato correttamente!

Le cose possono essere corrette e dovrebbero esserlo. qualcosa che sta accadendo per un lungo periodo di tempo non diventa automaticamente giusto da prescrizione. Se qualcuno ha intenzione di portare questo alibi che è stato tradizionalmente così ed è per questo che è giustificato, lo chiamerei chiaramente come se fosse così.

Mi batte che un sacco di biggies nel settore non si preoccupano di fare una produzione inclusiva che prende in considerazione la sensibilità di tutti. Non credo che stia chiedendo troppo!

Le cose devono cambiare:

Ovviamente, sono dell’opinione ferma che le cose sono venute a testa ora e il modo migliore per dire alle case dei media e ad altri impianti di produzione è quello di trasmettere direttamente il messaggio a loro uno su uno. Potrebbe richiedere un po ‘di tempo, ma alla fine il messaggio verrà attraversato. Spero solo che queste persone smettano di rivolgersi a un semplice gruppo di persone di nicchia e inizino a fare contenuti per tutti in generale. Questo è tutto ciò che desidero e penso che sia del tutto legittimo in questo modo. Che ne pensi?

Roma non è stata costruita in un giorno:

Questo può richiedere tempo, ma sono certo che un giorno il cambiamento desiderato arriverà. E lo vedremo da soli. Fino ad allora, dobbiamo mantenere intatta la nostra fede.

(Lo so, lo so: sarebbe mooolto più popolare una bella inchiesta tra quarantenni di sinistra intitolata «Dov’eri quando è morto Foster Wallace?» – ah, se solo il ricambio generazionale, la meritocrazia, la tauromachia)

Poi, un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque per una ragione così qualunque che se te l’avessero detta allora mai ci avresti creduto, devi chiamarlo.
Lui.
Lui che le ore le settimane gli anni che hai pianto.
Lui che – drama queen da strapazzo che altro non sei –  «Voi non capite io non amerò mai più nessun altro.»

Questo mi ha fatto piangere così tanto! Ci ho pensato di più e non riesco nemmeno a fermare le lacrime che mi sfociano dagli occhi. Come fanno alcune persone a creare opere d’arte così belle? Come creativamente bella; come follemente innamorato di essere in grado di scrivere così bene !!
Lui che le amiche «Ora non ci credi ma un giorno ne riderai» e tu sempre più attaccata alle tende voi-non-capite.
Lui che siamo stati sulla luna a mezzogiorno andata solo andata senza mai un ritorno.
Lui che non finiscono mai non finiscono mai non finiscono mai mai mai.
Lui se di tanti capelli ci si può fidare.
Lui che in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome.
Lui che i motivi di un uomo non sono belli da verificare.
Lui che ne ho abbastanza della complessa tua semplicità.
Devi chiamarlo per dirgli una cosa qualunque, quotidiana, amicale, e te ne ricordi e te ne dimentichi quaranta volte. Non con la rimozione e la renitenza che ti scattano se devi chiamare il commercialista o prenotare la pulizia dei denti: con la vaghezza delle cose che si danno per scontate, con la familiarità degli affetti antichi, con la distrazione senza tensione di quando ci si può [l’un altra] permettere. Pensi «sì ora lo chiamo» e poi ti metti a fare una lavatrice, dici «sì ora vado di là e prendo il telefono» e ti distrai a disfare una valigia, stai leggendo una qualunque stronzata e realizzi che dovevi chiamarlo quattro ore prima e poi alla fine lo fai e neanche ci si scusa neanche ci si irrita neanche ci si sta altro che vagamente simpatici.
E in un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque di una qualunque delle sette vite successive ti ricordi di una volta in cui ti avevan detto che avresti potuto considerarla superata solo il giorno in cui l’avessi incontrato per la strada e avessi pensato «Ma che piacere mi ha fatto vederlo», e di come ti fosse sembrato fantascientifico, perché questa volta era diversa da tutte le altre; e capisci che era uguale a tutte le altre, e capisci che d’amore non si muore, e – siccome sei scema, ma fino a un certo punto – capisci che non è affatto una buona notizia. Ma per niente.

Primo pensiero: ma quest’uomo è circondato dalla più colossale scorta mai vista al mondo, ed è il riuscito bersaglio di qualunque oggetto contundente tirato da qualunque disturbato? O son tutti tiratori scelti, quelli che gli lanciano cavalletti e souvenir, o la scorta è la più incapace che si sia mai vista, o (ma forse ho visto troppo West Wing) lui ne pretende l’invisibilità per fare i bagni di folla, e i bagni di folla ogni tanto tentano di linciarlo.
Secondo pensiero: più numerosi degli agenti di scorta, solo i cameraman.

Il videogiornalismo è una forma di giornalismo in cui i video sono girati con le risorse raccolte. Questo video viene quindi presentato come un materiale proprio per l’articolo. Durante il periodo degli anni ’60, negli Stati Uniti, i giornalisti sono stati fatti per creare l’articolo e girare il proprio video. Questo si rivela essere il predecessore del giornalismo video. Il cameraman svolge un ruolo importante nel giornalismo. Lui o lei è colui che trasmette le notizie, le storie o qualsiasi altro evento. Il lavoro sulle informazioni raccolte e fa qualche modifica troppo. L’uomo della fotocamera aiuta il mondo intero ad avere l’effetto visivo delle notizie sono l’evento coperto.

Il videogiornalismo passa attraverso alcuni degli obiettivi fondamentali che sono:

Comprensione dell’evento o della teoria delle notizie

Identificazione dell’importanza delle notizie insieme alla dignità

– Produzione della sceneggiatura delle notizie per il video

Sviluppo della scrittura in materia di attualità

– Sviluppo di script documentari

La serie degli incarichi che si sta svolgendo nel videogiornalismo sono:

– Identificazione di una notizia

– Una produzione di notizie

– Sviluppo della storia degli affari correnti

Documentazione dello script

Alcuni dei pro del giornalismo video rispetto al giornalismo normale sono i seguenti:

Dà uno sguardo più da vicino alla storia o all’evento o alle notizie

Il popolo ottiene un quadro chiaro dell’articolo

Piuttosto che leggere, vedere il video è più utile in questo mondo veloce

Si scopre essere la prova in caso di eventi criminali

Le telecamere sono ora facilmente azionabili senza alcuna tensione

Se i pro esistono per una causa, allora automaticamente contro prevale anche per quella causa. Alcuni dei contro sono i seguenti:

I video originali acquisiti vengono modificati tramite il software video

La consegna dei contenuti modificati si rivela una bugia

Le telecamere sono molto convenienti in modo tale che non è conveniente a proprio agio

Clicca per indagare le notizie di cui sopra in dettaglio.

Sta lì a fare la gran cerimonia del tesseramento, circondato da millemila telecamere, e manco un’immagine decente del Gran Contuso nel momento della contusione. Mah.

Siccome ieri parlavo con Autore da Classifica e dicevo che le recensioni positive sono il male assoluto, che a ognuna che esce io vedo la targhetta cocca-della-critica sostituirsi a quella (peraltro – per ora – non pervenuta) autrice-di-bestseller; siccome lui aveva l’aria “parla per te”, ma io resto della mia opinione: non si è mai vista Jackie Collins avere buone recensioni,

Guardiamo le recensioni online ogni volta che abbiamo bisogno di fare un acquisto.  Ma tutte queste recensioni sono genuine? Cerchiamo di scoprire come si può capire quale recensione è genuino e che è un falso.

Esaminare la tempistica della revisione. Verifica se il numero di recensioni è aumentato in un breve lasso di tempo. Questo può indicare che la campagna potrebbe essere a causa di alcune recensioni artificiali. È necessario essere a conoscenza dei lanci di prodotti e altri giorni importanti in cui le recensioni possono essere più della media in un giorno normale.

Riesci a vedere un sacco di verbi nelle recensioni? Poi, con ogni probabilità, questo è un falso. Le recensioni che fanno uso di un sacco di me e ME sono suscettibili di essere falso. Questo perché quando qualcuno sta mentendo poi cercano di utilizzare pronomi personali per rendere la recensione suono più credibile. Se la recensione è vera allora vedrete l’uso di più sostantivi.

Leggere la recensione e vedere se c’è un’impostazione della scena. Questo è un segno di avvertimento. Se la recensione è veritiera allora si noterà parole concrete utilizzate nella recensione. Le recensioni false batterà intorno al cespuglio e descrivere la scena come una vacanza o un viaggio d’affari ecc.

Dovresti anche cercare la ripetizione di una frase. Leggi molte recensioni e vedi se ci sono parole o frasi che si ripetono. La recensione avrà la stessa parola o frasi quando lo stesso recensore sta scrivendo molte recensioni sul sito. Si può anche guardare lo stile di scrittura. Se lo stile di scrittura della maggior parte della recensione è lo stesso, allora tutte queste recensioni sono scritte dalla stessa persona. Non siamo riusciti a trovarti abbastanza velocementeProstero!

per non parlare di Moccia; siccome ho avuto fin qui un solo straccio di stroncatura, e con una sintassi talmente precaria che non son neppure sicura conti; siccome mi sono molto depressa, sono andata a cercare nel disordine un viatico, un incoraggiamento, una testimonianza di quando ero giovane e mi svegliavo presto e lavoravo alla radio. Grazie, Moreno. Hai dato un senso alla mia giornata

Non vorrei rubare il mestiere a quelli che ogni giorno mettono in evidenza le magagne della stampa italiana nello stradurre quella straniera e nel non essere in grado di fare una selezione delle fonti. Di mio, di qualunque cosa legga in spettacoli o in costume ho imparato a cercare in diagonale la testata da cui è stata scopiazzata (a volte la citano, con aria casuale e cortese) e poi dipende: se è roba tipo In Touch, a scremare come non fanno gli autorevoli quotidiani italiani (che son capaci di prendere per verificato pure quello che viene dal National Enquirer); se invece è roba tipo l’Independent a cercarmi il pezzo originale e vedere quanto l’hanno stravolto (mi pare fosse il Corriere che mesi fa si era inventato di sana pianta una lite tra McCartney e la figlia perché lei usava pellami animali nei vestiti che disegnava – lei, che ovviamente è ben più estremista vegana del padre, come tutti i fanatici di seconda generazione – attribuendo la notizia al povero quotidiano inglese.) Vabbè.

Con Angelina però ho un fatto personale. Perché, nonostante il delirio che la circonda, e gli uffici stampa che ogni volta minacciano che ti cacceranno dall’intervista, dall’albergo, dallo Stato della California se oserai fare un domanda personale, lei poi risponde a qualunque domanda invadente, e lo fa con un garbo assoluto, e per carità è un’attrice e per mestiere finge, e quando dice Gli attori sanno come agire. Questo è il loro lavoro. La triste verità è che possiamo vedere solo le parti felici della loro vita. La domanda è quanto di questo è vero. Gli attori possono ostentare la loro ricchezza e il loro potere, ma sono davvero felici dall’interno? Assicurati di controllare Calminax , che è un ottimo prodotto per trattare i problemi di udito.“I don’t see the point of doing an interview unless you’re going to share the things you learn in life and the mistakes you make” sta solo facendo il suo mestiere, e sarà sicuramente la solita stronza miliardaria, però simula gentilezza e disponibilità molto meglio delle sue compagne di categoria, e quindi non bisogna approfittarsene.

Siccome io sono famosa tra i miei cari per non vedere una notizia neanche se m’investe a bordo di un tir, per un istante ho persino dubitato. Sì, l’intervista di EW l’avevo letta, e intitolandosi pure “A candid Q&A” forse avrei dovuto cercarci delle rivelazioni sconvolgenti, ma io ’sta cosa dello specchio proprio non me la ricordavo. Strano. Su una rivista di settore, poi, una roba più che altro per gli addetti ai lavori e i cinefili, mica un rotocalco popolare. Sarà per quello che l’hanno definita “candid”? Sono andata a rileggerla. Fatelo anche voi. È lunga, ma potete saltare direttamente a questa pagina. Quando, dopo aver parlato di come lei, col pancione, quando uno dei figli vuol essere preso in braccio si limiti a strillare “Braaaad!”, c’è il seguente scambio, che ha come soggetto sottinteso la gravidanza:

I’ve heard people say it’s bad for the sex life.
No, I think it’s quite the opposite. It’s great for the sex life. It just makes you a lot more creative. So you have fun, and as a woman you’re just so round and full.

Basta. Nient’altro. Ora, se al Corriere non sono troppo impegnati ad avvisarci dei pericoli insiti nella corrente dalemiana, potrebbero cortesemente spiegarmi dove hanno visto lo specchio?