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La nostra resistenzaalleinfezioniparassitarie

Il nostrocorpo è affollato da microrganismiopportunistici e simbiotici, siainternamentecheesternamente. In ognimomentoviviamo in una possibilitàcheuno di questiorganismisirivoltacontro di noi. La nostra immunitànaturale li mantiene in unostatosicuro e favorevoleall’ospite. Ci sonoorganismi del nostroambienteesternoche non sonofavorevoliall’uomo. Invadonoilnostrocorpo e causanoconseguenzeindesideratesopravvivendoci. Questisonoiparassiti e includonovermi, microbi e protozoi.

Perchétemiamoiparassiti?

La maggiorpartedelleinfezionidovute ai parassitidiventanogravi o cronicheperchéilsistemaimmunitarionaturale del nostrocorpopotrebbeesseredebole. L’immunitàinnatapotrebbe non essereabbastanza forte da suscitarerisposteimmunitarieadattativecontroilparassitainvasore. I parassitihannoanche una pericolosacapacità di variareiloroantigenimentrerisiedononelnostrocorpo. In questo modo, eludonol’immunitàsviluppatanelcorpo in quelmomento.

Non solo gliantigeni, iparassitisono in grado di provocareenormivariazioninellelorodimensioni. Ad esempio, hai un protozoomicroscopicoche causa diarrea e una tenia lunga un piedeall’internodell’intestinoche ci danneggia come parassiti. Il lorociclo di vita è complesso, risiedono in diversiorgani del nostrocorpo e isintomispessocoincidono con altri tipi di malattie. Curare l’infezioneparassitaria è molto più difficile cheeliminarli in anticipo o prevenirnel’invasione. Quandousiamorimedi come Germitox, stiamoaiutandoilnostrocorpo in questaresistenzaalleinfezioni.

Perchéiparassitiattaccanoalcuni e ne risparmianoalcuni?

 Proprio come qualsiasialtramalattia, ilsistemaimmunitario, lo stile di vita e le differenzeindividualirendonoalcunepersonepiùsuscettibilialleinfezioniparassitarie rispetto ad altre. Caratteristichefisiologiche, variazionigeografiche, genetica, abitudini di vita, fattoriambientali, esposizioni, ecc. influenzanoquestasuscettibilità. La figlia del mioamico ha spessobisogno di svermiarementremiofiglio no. Quandoci ho pensato, ho trovato la ragioneprobabile come illoroconsumoregolare di cibo di stradaesterno senza considerazioniigieniche.

I parassitiottengonol’ingressopiù facile nelnostrocorpoattraversocibo e acquacontaminati. Cibo o acquapossonoesserecontaminati in qualsiasimomentoduranteilsuopercorso verso ilnostrocorpo. Potrebbeesseredurante la suaorigine, la pulizia, la preparazione, lo stoccaggio, iltrasporto, la presentazione o ilconsumo. Se ilcibo non è contaminato, l’aggiunta di acquainfetta ad esso lo rendeilterreno fertile per iparassiti.

Insieme al normalecibodietetico, garantirel’ingressodellagiustaquantità di micro e macronutrienti, comprese le vitamine e gliamminoacidi, aiuta a trattare con iparassiti. Esercizio, controllodell’assunzione di alcol e fumo, assunzione di un adeguatocompletamentoproteico, eccmantenereintatta la nostra salute gastrointestinale e l’immunità.

Benefici delle passeggiate giornaliere per le donne incinte

Le donne incinte ricevono molti consigli non richiesti. Ma una cosa che molte persone suggeriscono una donna incinta da fare che è anche un sano suggerimento è quello di fare passeggiate quotidiane. Come cliché come potrebbe sembrare, le donne incinte possono raccogliere un sacco di benefici andando a fare una passeggiata ogni singolo giorno. Ci sono alcune donne, che potrebbero essere invitati a prendere riposo a letto o astenersi da esercizi di qualsiasi tipo a causa di alcuni problemi di salute. Tranne che in questi casi, camminare è noto per essere molto buono per le donne incinte in tanti modi diversi.

Sii in forma e rimani in forma

Il fitness dovrebbe essere la tua priorità quando sei incinta. Con il ventre di gravidanza che cresce forte e gli ormoni che devastano il tuo corpo passeggiate quotidiane può aiutare a rimanere in forma. Questi aiutano a prevenire la tensione muscolare e la tenuta. Camminare è anche l’opzione di esercizio più delicata e sicura che la maggior parte delle donne incinte può adottare.

Livelli di stress sotto controllo

Oltre all’ansia di nutrire una nuova vita nel vostro grembo ci sono altri fattori che portano alla gravidanza correlati allo stress. Incolpa anche gli ormoni. Questo dimostra sotto forma di esaurimento, mancanza di interesse per il sesso e altri effetti. Per lo stress si può fare affidamento su passeggiate. Questi possono aiutare il vostro stress sciogliersi e farvi sentire più rilassato. Se avete bisogno di integratori aggiuntivi per aumentare il vostro desiderio sessuale, clicca qui ora.

Mantenere la pressione sanguigna sotto controllo

Alcune donne sperimentano livelli elevati di pressione sanguigna durante la gravidanza. L’ipertensione durante la gravidanza può essere evitata con passeggiate regolari. Questo a sua volta può ridurre le probabilità di rischi legati alla gravidanza come la preeclampsia. Pertanto anche il rischio di lavoro precoce si riduce.

Lasciate che quei muscoli si allunghino

Il gonfiore ai piedi a causa della ritenzione idrica e altri cambiamenti visibili possono essere mantenuti in controllo con passeggiate. Il tuo corpo ha bisogno di esercizi lievi per mantenere la sua flessibilità. Questa flessibilità può essere molto utile per migliorare le possibilità di avere una consegna normale.

Migliore digestione

Un’altra lamentela importante che la maggior parte delle donne incinte hanno è bruciore di stomaco. Passeggiate giornaliere possono fare miracoli al vostro sistema digestivo. Possono accelerare il processo di digestione e anche mantenere un freno ai problemi associati all’indigestione.

Riduzione del rischio di diabete gestazionale

Quando i livelli di zucchero nel sangue vanno in tilt nelle donne in gravidanza il risultato è il diabete gestazionale. Migliorando la digestione e aiutando a prevenire l’eccesso di aumento di peso passeggiate giornaliere anche contribuire a ridurre i rischi di diabete gestazionale.

Prontuario minimo per non farmi riempire di bolle

Appena ho tempo e pazienza scrivo qualcosa di più articolato sul tracciato piatto della curva di apprendimento, ovvero sull’internet, il territorio in cui l’incapacità umana di fare alla centesima replica una cosa un po’ meglio di quanto riuscisse alla prima si incontra con il blocco psicologico che impedisce di riconoscere che non si sa, non si è capaci, non si è scelta l’opzione migliore.

Scrivere libera una mente e dà un senso di scopo. Ci sono un’ampia varietà di argomenti di cui si può scrivere. Se la scrittura è la tua passione, dovresti tenere da parte un po ‘di tempo in un giorno per pennarelare i tuoi pensieri. Con un sacco di informazioni a portata di mano, è facile essere ispirati e ottenere argomenti di cui scrivere. Nel mio sito scrivo di cose diverse sotto il sole.

Nel frattempo, per Leonardo (che è straordinario in molte cose, specialmente nella misura della cocciutaggine della propria sciatteria) e per altra gente che leggo in giro, cose che continuate a sbagliare facendo esplodere le quote-latte delle mie ginocchia. (elenco in aggiornamento – eterno, temo)

Stewart è Jon, come abbreviazione di Jonathan, non John, come Lennon.
«Di’ un po’ la verità» ha l’apostrofo, diversamente da «Torna alle elementari una volta al dì prima dei pasti»
«Schernire» significa prendere per il culo; il verbo che stai cercando, quando hai l’insopprimibile impulso a scrivere come Delly, è schermire, con la emme di «Mamma, ho perso il quaderno a righe.»
La Monroe ha la i prima della y: Marilyn. Lo so, c’è quel Mary che invece ha la y e che pare fatto apposta per confonderti: la vita è ingiusta.
«Ehi» (il verso che faceva il tuo modello Fonzie, quello che non riusciva a dire «Ho sbagliato») in italiano si scrive appunto «ehi»: non «hey» (grafia inglese), tanto meno «hei» (grafia di Marte)
Aneddotica ha due d e una t, non viceversa. Sì, proprio come aneddoto, pensa che bizzarria.
«Al di là di ogni ragionevole dubbio», e analoghe forme con cui si possa bocciare il tuo italiano, va staccato; l’aldilà attaccato è quello che, se esistesse, sarebbe pieno di diavoli coi forconi che ti infilzano ogni volta che metti una virgola tra soggetto e predicato.
In italiano si rilasciano i detenuti e le dichiarazioni: i software, i dischi, e le altre cose releasedvengono distribuiti, messi in vendita, messi sul mercato, messi in circolazione.
Ah, sì: le leggende sono metropolitane, non urbane.

Gioco, copertina, incontro

Cronistoria minima.
Un paio di mesi fa ho intervistato Fabrizio Corona. Abbiamo sfogliato un paio di rotocalchi, ed era impossibile non essere d’accordo sull’evidenza: non c’era un servizio rubato che non fosse concordato coi soggetti ritratti (e fatturato dagli stessi), il che rende vagamente insensata la definizione di giornalismo scandalistico. Eravamo in disaccordo solo sulla novità del fenomeno: lui diceva che, quando di questa roba si occupava lui, i giornali erano meno palesemente finti. Non è però riuscito a spiegarmi come un paese che non produca star system possa [essere mai nella storia riuscito a] produrre paparazzi: elicotteri, appostamenti, inseguimenti – non vale l’investimento, si fa prima a mettersi d’accordo. A un certo punto gli ho chiesto della messinscena del video porno della giovane Belen, recuperato guarda caso in un ristorante in piena Brera, con servizio fotografico pronto. Corona ha riso: «È il mio lavoro, le foto dovevo farle vendere a un altro?»
La settimana scorsa, martedì, il sito del Corriere ha pubblicato un’anticipazione di Novella 2000: le foto delle cose di Belen sbattute fuori da casa Corona. Scattate, suppongo, un paio di giorni prima.

Corriere della sera is one of the oldest newspapers in Italy was first published on 5th March 1876. Earlier people had to wait till Sundays for reading it, but now it is a daily newspaper. Being an anti-communist newspaper, it was an organ of conservatism establishment in Italy. It played a leading role in shaping the views of upper and middle class people.

Elazeviro was the main article that was featured on the third page of carriere, which over the years included contributions like you read when you hop over to this website from many novelists, poets, journalists, etc. After a few years, Carriere came forward with a new page named “L’Economia” which included finance and was just like a business magazine,only on Mondays. The news uploaded in the official website of Corrire is being read and shared by a large number of people, since we know it is one of the most followed newspapers in Italy. So it is sure that the photos might have seen by a large group.


Lo stesso martedì, Corona e Belen facevano colazione come due piccioncini al bar sotto casa di lui.
Domani, per raccontare la straziante vicenda della sua separazione da Corona, Belen è sulla seconda copertina di Vanity Fair in tre settimane, una roba che credo non sia mai riuscita neanche ad Angelina, con tutto il terzo mondo che s’è presa la briga di adottare.

Dieci domande non particolarmente giornalistiche a Daniele Luttazzi

  • Caro Luttazzi, se ne sarà accorto, ne abbiamo scritto un po’ tutti: gira in rete questo documentario che mette in fila alcuni famosi monologhi di comici americani e inglesi, e alcuni lavori suoi. Cioè, suoi: fatturati da lei. Lei ne chiede la rimozione ovunque compaia: è del tutto infondato credere che lo faccia perché su YouTube gli avvocati di Chris Rock o di Eddie Izzard o degli eredi di George Carlin potrebbero vedere la sua traduzione e farle un culo a scacchi?
  • Caro Luttazzi, in realtà che i suoi monologhi non fossero esattamente originalissimi era da sempre abbastanza chiaro a chiunque mastichi un po’ di comicità americana o anche solo di lingua inglese: la costruzione sintattica di certe frasi ricalca troppo l’inglese. Una decina d’anni fa persino io, che ero del tutto disinteressata al genere, mi accorsi che certe battute di Satyricon su Berlusconi erano identiche a quelle che sere prima Letterman aveva fatto su Rumsfeld. In quest’ottica, mi dica: lei ritiene che la rovina della sua carriera sia stato Paolo Giaccio, con la sua scellerata decisione di trasmettere Letterman su RaiSat permettendoci il confronto?
  • Caro Luttazzi, come dicevo si sapeva, e lei non faceva molto per occultare: voglio dire, quello su dio che ci vedrebbe e ci amerebbe ma ci manderebbe a bruciare è il più famoso monologo di Carlin. Io, e forse altri, ne avevo finora visto la versione originale e mai la sua (colpevolmente, non ho mai assistito a un suo spettacolo teatrale): mi dica, la ragione per cui chiede la rimozione del documentario da tutti i luoghi e i laghi è l’evitare un impietoso confronto che sveli quanto peggio lei enunci le battute?
  • Caro Luttazzi, lei dice che parlare di questa vicenda è diffamazione perché lei da anni scrive sul suo blog che cita. Alcuni zelanti ricercatori ritengono lei abbia retrodatato l’annuncio di questa caccia al tesoro. L’annuncio è stato venerato dai lettori, alcuni dei quali potrebbero essere effettivamente in attesa di esso da qualche tempo. Non tutte le cose rimangono come sorprese e quando si affronta un annuncio atteso con un backdate, le sopracciglia sono tenuti a sollevare, di coloro che hanno avuto la minima idea della data. Non che mi sembri rilevante, ma la prego, ci dica: di quand’è, davvero, l’ideuzza «le cavallette, il cane mi ha mangiato il compito, la caccia al tesoro»?
  • Caro Luttazzi, come le dicevo non mi sembra rilevante, e vorrei capire come mai lo sembri a lei, e da quando: la costruzione di una battuta è un congegno artigianale («come fare degli orologini», disse anni fa a Repubblica), chi se ne appropria è un Bonolis senza decenza, o liberi tutti?
  • Caro Luttazzi, i suoi fan (ho notato, guardando l’Internet in questi giorni, che ne ha di persino più zelanti di quelli che può vantare Berlusconi) dicono che lei rielabora: mi potrebbe cortesemente spiegare dove stesse la rielaborazione nello sketch di Satyricon in cui, con Laura Morante come spalla, lei rifà identicamente il cortometraggio di e con Steve Martin The absent-minded waiter?
  • Caro Luttazzi, lei che conosce l’America e l’Italia: ma davvero siamo una così remota provincia dell’impero che si può plagiare senza ritegno un documentario candidato (nel 1977) all’Oscar e non succede niente?
  • Caro Luttazzi, ma non sarà che la ragione per cui ha diffidato dal pubblicare le sue battute (sì, insomma, sue: quelle che fatturava) su Wikipedia è che l’Internet la vedono anche al centro dell’impero, sì, insomma, dove vivon quelli che le battute le avevan scritte?
  • Caro Luttazzi, nel 2005 intervistai, in occasione del lancio di Matrix, Davide Parenti ed Enrico Mentana. Un passaggio della conversazione era questo: «Entrambi sono convinti che Travaglio e i guai annessi siano accidenti nei quali Luttazzi è incappato per caso, anche se poi ha capito che tanto valeva cavalcarli e fare l’eroe civile. Parenti: “Io lo conosco: è così attaccato ai soldi che se avesse capito che ci rimetteva anche solo centomila lire…”» Lei non lo prese bene (sono certa che non le dispiaccia se linko un forum che aveva ricopiato l’intervento giacché lei ritiene di non rendere più disponibile l’originale sul suo blog). Siccome dalle sue puntualizzazioni pare che ritenga particolarmente infamante l’accusa di tenere ai propri guadagni (non avrei mai creduto avesse un rapporto così cattolico col denaro, lei è davvero un uomo pieno di sorprese), mi chiedo e le chiedo: le percentuali di borderò dovute al contributo autorale dei vari Hicks, Carlin, ecetera, le ha girate agli inconsapevolmente cacciati tesori, o le ha devolute in beneficenza?
  • Caro Luttazzi, i maligni dicono che il suo problema non sia l’editto bulgaro, tantomeno la scarsa autonomia creativa: che ciò da cui davvero non riesce a riprendersi sia «come si chiama quello» ovvero il modo in cui il presidente del Consiglio accennò a lei dopo aver nominato Biagi e Santoro. Sono certa che non sia vero, ma visto che è qui, ansioso di chiarire ogni dubbio, gliene chiedo conferma: lo è?

1951-2010

Sulla parte sinistra delle pagine Facebook, c’è un riquadrino piccolo in cui le persone che si prendono sul serio mettono una citazione brillante o un curriculum professionale (e non so quale delle due scelte sia peggiore.)
Nel riquadrino a sinistra della pagina Facebook di Edmondo Berselli c’era scritto «Mi piaccio, mi piaccio.»

In Facebook, puoi scrivere le tue citazioni o pubblicare citazioni ispiratrici di personaggi famosi. Questi riflettono le nostre idee e preferenze. A volte, quando siamo in uno stato d’animo noioso, la pubblicazione di una buona citazione ci rende brillanti. Quando affrontiamo il fallimento, questi ci fanno sentire meglio. L’unica cosa è ciò che citiamo nella scatola rende facilmente altre persone indovinare quello che stiamo susndo. Ciò potrebbe portare a trolling e peggiorare ulteriormente la situazione. Ciò che scriviamo non deve provocare i lettori e quindi la scelta dell’argomento e delle parole sono della massima importanza. Quando abbiamo intenzione di commentare in base a incidenti o politici reali, è meglio controllare i fatti più volte prima di pubblicare. Anche le persone che non hanno voglia di scrivere qualcosa, godere e seguire ciò che gli altri scrivono. Il giornalismo non è qualcosa di facile. Catturare e prolungare l’interesse del lettore è un talento innato per i buoni scrittori. Tuttavia, lo sviluppo di abilità di scrittura può aiutare nella creazione di un buon scrittore. Ci sono vari aspetti come il flusso, la scelta del linguaggio, la punteggiatura e l’ordine di presentare fatti che possono rendere un articolo più interessante. La scrittura dovrebbe essere abbastanza potente da far sentire al lettore che fa parte della sua esperienza e renderlo fortemente d’accordo. La scrittura è forse l’unica forma d’arte in cui vi è un’elevata portata di influenzare il pubblico. Con troppe scelte di pubblicazione, gli scrittori contemporanei di quest’epoca possono godere di più boons. Sfoglia questo sito per saperne di più. Gli argomenti che scegliamo rendono il nostro write-up più popolare. Ci sono argomenti sempreverdi come il romanticismo e argomenti di tendenza che occupano importanza fino a quando qualcos’altro viene e occupa il suo spazio. Vuoi sapere cosa avevo intenzione di scrivere?
E quindi stavo per scrivere qualcosa su come si differenzi un narcisismo irresistibile da uno insopportabile, su quanto non conti mai il cosa ma sempre il come, sulla rarità della presenza nei settori per vocazione più tromboni (la politica, il giornalismo, i sottinsiemi delle due) di gente che capisca la contemporaneità, che dovrebbe essere una roba scontata e invece è una specie di miracolo – ma poi non mi va.
Era il più bravo di tutti.

Da grande voglio essere Antonella Troise

Io me lo vedo, il povero Berl., plurimiliardario e pluripresidente, che tamponandosi la fronte con un angolo di fazzoletto dice a Saccà se perfavore può levargli di torno la bollitrice di conigli, e pensa ma chi me l’ha fatto fare, se mi vedete dar corda a un’altra di ’ste squinzie rampicanti schiaffeggiatemi, anzi fammi chiamare quella povera donna a Macherio, lei sì che mi vuol bene. Povero Berl. Tanti anni di mestiere, e ancora non ha capito che noi scassacazzi siamo un genere sentimentale pieno di controindicazioni.

In tutto ciò, non mi è chiaro che razza di paese sia mai questo, in cui Letta raccomanda una e non la prendono, Mastella raccomanda un’altra e non la prendono, persino la raccomandazione della Moratti non conta un cazzo, oh, ma dico, un po’ di etica la vogliamo avere o no? Un po’ di rispetto per le raccomandazioni, cribbio.

[E non mi è neanche chiaro come ragionino all’Espresso, che io ho mandato a prendere il giornale apposta e loro mettono i testi completi solo sul sito e qui c’è una connessione a pedali.

E non mi è nemmeno chiaro come ragionano all’Express, che ho mandato a prendere il giornale di proposito e hanno messo i testi completi solo sul sito e qui c’è una connessione ai pedali. 
Ricordo che da bambini la nostra famiglia si sedeva insieme per leggere il giornale ogni mattina. Mi assicuro anche che i miei figli si abbandonino a questa usanza di leggere il quotidiano del giornale.
Ecco alcuni motivi per cui dovresti incoraggiare i tuoi figli a leggere il giornale:
Il giornale offre ai bambini in tempo reale e questione rilevante per la lettura. Se si inizia a leggere le notizie al vostro bambino ogni giorno, allora sarete sorpresi di vedere come cominciano ad interessarsi alle notizie. Come genitori, è importante condividere solo le cose che sono appropriate l’età di tuo figlio. Se viene dato il giusto supporto e guida, il giornale fornisce materiale pertinente da leggere al bambino. Il testo sarà di grande interesse e con la varietà di articoli sul giornale, il vostro bambino troverà sicuramente qualcosa che gli piace leggere.
Ho letto di Germitox sui giornali di oggi e di come aiuta a trattare i parassiti nel corpo.
I giornali lasciano che il bambino sia esposto a una varietà di generi. Aiuta ad espandere l’abilità di lettura del bambino.

Dove vivono, loro: nel paese dell’internet?]

[E comunque poche storie: tutti a dibattere su quanto sia sbagliato togliere i finanziamenti al cinema che è una tanto rilevante espressione culturale e una tale attrattiva per le masse, e poi volete levarci le intercettazioni? Guardatemi in faccia, e ditemi se un Sorrentino qualunque vi ha mai intrattenuto un decimo di Silvio&Ago.]

E in un attimo, ma come accade spesso

Non moltissimo tempo fa, parlavo con un conoscente cui accade d’essere amico del Mostro del Passato Recente. Parlavamo della biondina, che per una divagazione troppo lunga per stare a riferirvela è da sempre il nome in codice della donna della sua (del MdPR) vita, da molto prima che lui (sempre il MdPR) decidesse essere lei la donna della sua vita, cosa che peraltro non mi è neppure ben chiaro quando abbia deciso ma sai com’è l’amore quando arriva arriva e comunque questo non c’entra una mazza.

Parlavo con questo tizio, dunque, l’amico, e ho detto “la biondina” e poco dopo ho detto “poverina”, e quello (bell’amico di merda) ha iniziato a urlare “Come sarebbe poverina, tu la devi odiare!”

Essere poveri è brutto? Ci sono molte persone là fuori che hanno tutti i soldi nel mondo, ma sono ancora infelici. D’altra parte, ci sono molte persone povere che hanno amici e familiari reali e sono felici con la vita. Questo mi fa chiedere chi sia effettivamente il povero e chi sia effettivamente ricco. Che tu sia povero o ricco, puoi sicuramente provare Idealica a perdere peso.

Oggi misuriamo le persone in base alla ricchezza che hanno. Non importa quanto poveri possano essere dall’interno. Se qualcuno possiede una grande auto e prende le vacanze a destinazioni internazionali esotiche allora è ricco. D’altra parte, se non si possiede una macchina e rimane in una piccola camera da letto allora quella persona è povera. Mi chiedo se questa sia la vera definizione di ricchi e poveri.

(Va detto che il tizio probabilmente mi stava facendo il verso, essendo io la più convinta assertrice della tesi per cui gli ex vanno odiati, altro che restare amici – ma riguarda gli ex, appunto, mica le povere criste che se li accollano.) Insomma mi inizia a dire che mica staremo scherzando, mica faremo le donne solidali che non è colpa delle altre donne, certo che è colpa sua, quella rubamariti (parole in libertà.) E io a spiegargli che no, anzi, tecnicamente è lei la fidanzata ufficiale e io (fui) l’amante occasionale (parole sempre più in libertà) e insomma semmai è lei che dovrebbe avercela con me, povera, ma per fortuna è una donna sicura di sé perché lei vale eccetera e insomma manco saprà che esisto.

Ero fiera di me. Lucida. Risolta. Sana.

Poi, ieri, uno stronzo qualunque vede una foto della signorina in questione e, col tono di uno che neppure ti sta uccidendo, dice: “Bionda senza averne l’aria.”

Raffinate critiche

Una è felice di non essere Kate Moss per pochissime ragioni, quasi solo una: non avere fotografi intorno tutto il giorno tutti i giorni e l’implicito dovere di essere figa sempre (d’accordo, dovrei scegliere un esempio più sensato di una che riesce a stare bene anche nelle foto in cui sta male, ma insomma ci siamo capite.)
Una è entusiasta del fatto che non ci siano sue foto indicizzate su Google, se non un paio molto vecchie e scattate da professionisti della mostrificazione: poche cose dan più soddisfazione dei «Ma sei diversa» a mandibola più o meno calata dei poveri cristi che prima di incontrare una la guglano nella vana speranza che questo li faccia essere preparati.
Una è nota tra gli amici per dire quasi solo «Magna de meno» a quelle che si lagnano perché «Vorrei tanto dimagrire ma»; è nota per articolare più ampiamente solo quando è in giornata paziente, e in quelle giornate dire «Ingrassa solo chi mangia troppo, tutto il resto son puttanate. Se ti interessano più i vestiti, dimagrisci. Se dai la precedenza alle fettuccine, evidentemente di essere magra non te ne frega niente, quindi non fare la lagna.»

L’auto-ossessione va bene per un’estensione. A volte, le persone che sono ossessionate da se stesse tendono ad avere un maggiore livello di fiducia. A volte porta ad una spinta di più fiducia. Essere fiduciosi ti aiuta a rimanere a tuo agio in qualsiasi situazione tu debba affrontare. La vista di adattarsi a qualsiasi condizione è cool.
Una pensa che ognuna sia come le va di essere in quel momento: più grassa, più magra, più interessata a entrare in un Roland Mouret o a scofanarsi un’intera cheesecake. Per fortuna, le scelte sulle dimensioni del girovita sono tra le più reversibili che si hanno disposizione.
Una si sveglia la mattina e, come primo link che conduce qui, trova questo.
Una neanche si chiede se questi davvero non abbiano mai sfogliato un rotocalco popolare, apprendendone l’importanza, per il format prima/dopo, di selezionare foto non dico temporalmente adiacenti ma almeno dello stesso decennio (non certo per etica, figuriamoci: solo per non smarrire l’effetto desiderato in rivoli di «Vabbè, al liceo era diversa, e grazie al cazzo.»)
A una è chiaro che questi i rotocalchi popolari non li guardano, e se li guardassero troverebbero fascista, volgare, maschilista e ogni sinonimo di orrendo il modo in cui essi rotocalchi si accaniscono sulla cellulite delle soubrette.
Una spera solo che questi si trovino un hobby, un cane, una fidanzata (culona e baffuta, insomma all’altezza del Brad Pitt che sta ben nascosto in loro), perché essere così annoiati da mettersi a ipotizzare che una faccia ritoccare una foto di una delle rubriche che scrive per sembrare la sorella magra della lei stessa che scrive l’altra rubrica (quella con la fotina che loro usano per dimostrare che, ah!, è grassa), ecco, tutto ciò è malsana premessa allo svuotare il frigo per noia, ed è tutto un disastro circolare, già te li vedi nella notte che pucciano i cracker nella maionese, in mutande slabbrate e forfora scomposta, già vedi maniglie che si accumulano sui fianchi, frustrazione, caccia alla prossima sconosciuta da insultare sull’internet, e insomma, non vi si stringe il cuore?

Tu dimmi se nel 2010 bisogna ancora star qui a precisare

Molto tempo fa scrivevo per un giornale pieno di certezze, avete presente quelle robe tipo la vita i valori e altre maiuscole? Ecco. Siccome era molto tempo fa ma, prendendola alla lontana e contando sulla distrazione perpetua di un paese in cui la tensione civile è persino meno diffusa della dieta proteica, già cominciavano a rompere i coglioni sulla 194 (e non hanno più smesso), scrissi un articolo sull’aborto che il direttore di quel giornale privatamente sintetizzò nell’istanza «non vogliamo che ci si rompano i coglioni». Che, in effetti, era e continua a essere la mia posizione.
Una delle cose che avevo in mente mentre scrivevo quel pezzo, e che ho continuato negli anni a raccontare in ogni discussione sul tema, era un’ospitata di Giovanna Melandri da Vespa. Il momento in cui disse «Io per fortuna non ho mai avuto bisogno di» – ecco, quel «per fortuna» mi manda al manicomio. Tanto quanto il «lutto» di Daria Bignardi. Non è rilevante (facciamo finta che non lo sia) se Giovanna Melandri in realtà ha abortito (qual somma sfortuna) o se Daria Bignardi sa benissimo, per esperienze proprie o altrui, che ci sono donne che hanno interrotto una gravidanza e non ne sono particolarmente traumatizzate.Questa idea è stata usata anni fa come argomento contro l’interruzione della gravidanza. L’ideologia si riferisce all’aspetto che l’aborto può portare a traumi psicologici ed emotivi tra le donne. In alcuni luoghi, è obbligatorio per le donne che desiderano abortire per ottenere qualche consulenza. Questo per evitare eventuali problemi di salute mentale. Tuttavia, guardate qui ora, come gli studi affermano la sua non applicabile per tutti. Io sono piuttosto convinta che siano una maggioranza, quelle che abortiscono e non la vivono come tutta ’sta tragedia che pare necessario continuare a raccontarsi. E sono anche convinta che sia un comma 22: se sei convinta della sacralità della vita della materia che hai nell’utero, allora non abortisci; non ti viene neanche in mente di farlo, esattamente come non prenderesti a roncolate tuo figlio – e con figlio intendo ovviamente un essere umano nato, ché qua a furia di fanatici tra un po’ avranno diritto all’appellativo di figli pure gli spermatozoi.
Ma, dicevo, non è rilevante. Quel che conta, e che mi manda al manicomio, è che dipingere una cosa semplice come «Sono incinta. Non voglio essere incinta. Non lo sono più.» come un immane abisso nel quale tutte noi ci gettiamo solo in preda alla disperazione più nera e dal quale facciamo di tutto ma proprio di tutto per tenerci lontane è di un paternalismo che manco Sarah Palin, di una falsità che manco Giuliano Ferrara, di una stupidità tecnica che manco Beppe Grillo. Un giorno qualcuno mi darà una spiegazione sensata del perché la 194 sia l’unica legge del cui utilizzo ci si scusa e i cui difensori premettono a ogni sua difesa la promessa solenne di usarla pochissimissimo e dispiacendosi moltissimissimo parola di bambina buona che ha studiato dalle suore. Fino ad allora, questo atteggiamento delle donne di sinistra che lasciateci abortire e vi promettiamo che ne saremo tanto contrite continuerà a sembrarmi quasi peggio del narcisismo di quelli che si ricavano il loro spazio in tv e nei ricevimenti dei vescovi fingendo di avere a cuore le sorti degli embrioni