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Archivio per la ‘ categoria ’ Intolleranze

  1. Io capisco i quotidiani con dieci pagine di politica al giorno perché hai trenta redattori che non san fare niente se non coprire le manfrine dei sottosegretari e mica puoi licenziarli, capisco anche la convinzione dei direttori residenti nel cap 00187 che l’ombelico che interessa a loro sia notiziabile, ma a voi pare normale che [...]

  2. Io le amiche le scelgo per la sintesi

    - Ma non mi dici mai niente! Ma Game of Thrones è di Benioff! Ma devo vederlo? – Ce so’ i draghi.

  3. (il resto del kolossal «Il Locale di vicolo del Fico ha chiuso, non ci resta che l’impegno sociale», qui)

  4. È una questione di usability, come direbbero quelli i cui genitori hanno investito tanto per far loro studiare l’inglese. Se hai delle uscite (dei gate, direbbero sempre quelli) che stanno a venti minuti dall’area bar e negozi che c’è subito dopo i controlli, quella in cui si fermano i passeggeri non in ritardo, se hai [...]

  5. Le paia di jeans che possiedi. Le calorie che ingerisci ogni giorno. I contatti sui social network. La sezione «magliette con cui posso giusto dormire da sola» dell’armadio. Gli ex di cui ti ricordi. I numeri di telefono cui rispondi. Gli impegni che definisci «urgenti», «improrogabili», «non annullabili» La pila di libri da leggere. Il [...]

  6. Pianisti, bordelli, respectable job

    Avevo appena finito di leggere l’ennesimo cascame dell’orianafallacismo: giornalista delle pagine politiche passa la telefonata con intervistata renitente a dire «No la prego non mi riattacchi poi il direttore mi sgrida», e postumamente aggiunge domande aggressive, che facciano sembrare lui di prontissimo intelletto e lei mestruata o giù di lì, domande di quattro righe l’una, [...]

  7. Le grandi verità, matematica ediscion

    Qualunque sia il numero di soggetti che, con cadenza variabile, intasano la vostra casella di posta con messaggi che contengono variazioni sulla recriminazione «Certo, se tu ogni tanto rispondessi», la percentuale di essi che si pongono il problema di scrivere cose sufficientemente interessanti da meritare risposta sarà comunque uguale a zero.

  8. Su Rai2 sta scorrendo da più di un’ora un programma di Minoli su Mazzini. Non so quante volte Minoli abbia nominato il soggetto del programma, mi sembrano milioni ma magari sono solo centinaia o decine. Ognuna delle quali, Minoli ha pronunciato «Mazzini» come se la sua zz fosse quella di «azzurro»; ogni volta, un gesso [...]

  9. Generazione Il Ciocco

    Quella prima avrà pure perso, ma la mia si è impermeabilizzata. È un fenomeno che osservo ormai da alcuni anni, senza mai trovare una spiegazione. Una schiacciante maggioranza dei trenta-quarantenni impiegati in professioni intellettuali, tra quelli che conosco, ha un bagaglio di non-conoscenze che rasenta l’analfabetismo. No, non con le modalità del non saper niente [...]

  10. «Joe»? «Just call me Joe»? As if you were one of those stupid 22-year old girls with no last name? «Hi, I’m Kimberly!» «Hi, I’m Janice!» Don’t they know you’re supposed to have a last name? It’s like they’re an entire generation of cocktail waitresses. (Meg Ryan in You’ve Got Mail) La prima volta che [...]