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	<title>Guia Soncini &#187; Michetti</title>
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	<description>Elementi di capitalismo amoroso</description>
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		<title>Cliché? Muà?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[Parecchio Zeit e parecchissimo Geist]]></category>
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		<description><![CDATA[La settimana prossima esce Facce da schiaffi. Sì, lo so: il titolo è brutto e la copertina orribile. Siccome l&#8217;ha scritto un mio amichetto, l&#8217;ho letto lo stesso, e ho appena finito, e giuro che fa molto rumorosamente ridere (e, per quanto mi riguarda, anche molto immedesimare, imbarazzare, e aprire Skype per dire all&#8217;autore «Come ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana prossima esce <em>Facce da schiaffi</em>. Sì, lo so: il titolo è brutto e la <a href="http://www.addeditore.it/images/carza.jpg" target="_blank">copertina</a> orribile. Siccome l&#8217;ha scritto un mio <a href="http://mattiacarzaniga.wordpress.com/" target="_blank">amichetto</a>, l&#8217;ho letto lo stesso, e ho appena finito, e giuro che fa molto rumorosamente ridere (e, per quanto mi riguarda, anche molto immedesimare, imbarazzare, e aprire Skype per dire all&#8217;autore «Come ti permetti, stronzetto»)</p>
<p>Avevo pensato di intrattenervi con una recensione lunga che spiegasse in dettaglio come io non somigli per niente a La Frociarola né al Ricco Che Fa Il Povero e meno che mai allo Snob Che Ama Il Trash, e voi neanche, ne sono ragionevolmente certa: lì dentro è pieno di tipi umani che non vi somigliano affatto. Poi ho pensato che era meglio una recensione breve, scritta da uno bravino nel suo genere.</p>
<p><object width="640" height="480" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TmpH5GNcLvA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="480" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/TmpH5GNcLvA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Sto qui nel girello, lanciatemi dei giocattoli dal tavolo dei grandi, tra una portata e l&#8217;altra</title>
		<link>http://www.guiasoncini.com/2011/07/29/sto-qui-nel-girello-lanciatemi-dei-giocattoli-dal-tavolo-dei-grandi-tra-una-portata-e-laltra/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 14:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luddismi]]></category>
		<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[un paese di mitomani]]></category>

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		<description><![CDATA[Cose che ti svoltano l&#8217;estate dei pettegolezzi, ma anche il complesso di superiorità, ma anche un paio di pezzi di costume. Mentre discuti di un tuo vecchio pallino (ogni «è cambiato da quando sta con quella» nasconde la nostra non voglia di ammettere che Tizio è sempre stato esattamente così, è la sua natura, nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cose che ti svoltano l&#8217;estate dei pettegolezzi, ma anche il complesso di superiorità, ma anche un paio di pezzi di costume. Mentre discuti di un tuo vecchio pallino (ogni «è cambiato da quando sta con quella» nasconde la nostra non voglia di ammettere che Tizio è sempre stato esattamente così, è la sua natura, nessuna relazione modifica più di tanto il carattere &#8211; o l&#8217;assenza di carattere &#8211; ma vuoi mettere quant&#8217;è più comodo nascondere i propri comportamenti ridicoli dietro un «Sennò Tizia s&#8217;innervosisce»), sentir fare un commento incomprensibile su qualcosa che Tizio ha postato su G+, il socialcoso cui ci siamo tutti iscritti ma che nessuno usa, quello organizzato a cerchie, in cui dividi i contatti in gruppi e notifichi i tuoi pensierini a diversi gruppi a seconda di interessi e confidenza.<br />
Andare a guardare, non trovarla. Avere un sospetto, pregare si realizzi, farsi prestare il computer su cui è loggata gente che manco lo conosce, Tizio, ma è presente tra i suoi contatti. Scoprire che, quando si guarda la di lui pagina essendo sul proprio computer, non si vedono nove decimi delle cose da lui postate. Mentre i comuni amici si sconquassano di risate al pensiero del tapino che dice «Per carità, questa meglio che intervenga il meno possibile, sennò quell&#8217;altra chi la sente, mannaggia a me e a quando ho millantato un torrido passato, fammela mettere in una cerchia tutta sola, così non può commentare le cose più delicate innervosendomi la legittima», controllare cosa ci si è perse.<br />
Tra i pensierini condivisi dal nostro eroe talora con 127 talora con 135 dei suoi più intimi amici, e la cui avvincenza ci si è dolorosamente perse, e che credevo mi amassi, come puoi escludermi da tali affinità elettive e intimità emotive, trovare: quant&#8217;è faticoso il trasloco; quant&#8217;è costoso il trasloco; quanto si può risparmiare sul trasloco; quanto sono ladri quelli che ti fanno il trasloco; il tema degli pseudonimi su gughelplàs; il tema dell&#8217;identità su gughelplàs; il tema di quelli che ti aggiungono senza conoscerti su gughelplàs; il tema della presenza delle aziende su gughelplàs; il tema del piùunare su gughelplàs; i ministeri al nord; il fatto che non può fare così freddo, è estate; il fatto che non può fare così caldo, finirà pure l&#8217;estate; il nuovo sistema operativo del Mac; la batteria della macchina che si scarica sempre sul più bello; la gente che usa troppe parole inglesi, c&#8217;mon.</p>
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		<title>Io le amiche le scelgo per la sintesi</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 09:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intolleranze]]></category>
		<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>

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		<description><![CDATA[- Ma non mi dici mai niente! Ma Game of Thrones è di Benioff! Ma devo vederlo? - Ce so&#8217; i draghi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Ma non mi dici mai niente! Ma <em>Game of Thrones</em> è di Benioff! Ma devo vederlo?<br />
- Ce so&#8217; i draghi.</p>
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		<title>Generazione Il Ciocco</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 01:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intolleranze]]></category>
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		<category><![CDATA[fremdschämen]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella prima avrà pure perso, ma la mia si è impermeabilizzata. È un fenomeno che osservo ormai da alcuni anni, senza mai trovare una spiegazione. Una schiacciante maggioranza dei trenta-quarantenni impiegati in professioni intellettuali, tra quelli che conosco, ha un bagaglio di non-conoscenze che rasenta l&#8217;analfabetismo. No, non con le modalità del non saper niente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella prima avrà pure perso, ma la mia si è impermeabilizzata. È un fenomeno che osservo ormai da alcuni anni, senza mai trovare una spiegazione. Una schiacciante maggioranza dei trenta-quarantenni impiegati in professioni intellettuali, tra quelli che conosco, ha un bagaglio di non-conoscenze che rasenta l&#8217;analfabetismo. No, non con le modalità del non saper niente che lamentava Trovimov in quel testo teatrale che i soggetti in questione non hanno letto ma che magari conoscono perché l&#8217;hanno visto al cinema nella scena del beccaccino di un film di quand&#8217;erano al liceo. Non sanno niente proprio tecnicamente: non distinguono una Hepburn da un&#8217;altra, non hanno letto <em>Il Padrino</em>, non hanno visto <em>Via col Vento</em>. Hanno basi culturali meno solide di una qualunque massaia cui l&#8217;antennista abbia sintonizzato Rete4.<br />
Da una certa età in poi, poi, sembra impossibile tappare i buchi: perché sei troppo impegnato a darti un tono e a fingere di non sapere per scelta; perché sei troppo intento a tentare di far credere che, se non la conosci, quella cosa non sia poi così importante; perché l&#8217;ammontare delle lacune è così enorme che è inutile anche cominciare; perché le basi si chiamano basi perché si mettono all&#8217;inizio, e la narrativa di formazione ti forma quando hai tempo e il lusso di sprecarlo, ma presto diventa tardi, a diciott&#8217;anni è quasi già troppo tardi.<br />
Dicevo, è un fenomeno che osservo da anni, ma ieri, per caso, ho improvvisamente capito. Tutti costoro – gente che non distingue Tom Wolfe da Virginia Woolf; che se le chiedi un grande romanzo del Novecento o ti sciorina una lista di letture obbligate del liceo o fa nomi il cui imbarazzo indotto sembra un regalo di Martina Stella a Stefano Accorsi; che non sa che Hugh non è stato l&#8217;unico Grant della storia della commedia romantica, anche perché pensa che la commedia romantica sia un genere inventato da Nora Ephron (non che sappiano chi sia Nora Ephron, ma insomma ci siamo capiti) – tutti quanti, ma tutti, ritengono gravissimo non conoscere ogni oscuro gruppo di Pittsburgh, ogni lato B di cantautore della provincia di Birmingham, ogni vita opere ed etichette di dj di Miami. Tutti gli analfabetismi si somigliano, e nessuno è analfabeta a modo suo, d&#8217;accordo, ma è mai possibile che tutti costoro abbiano unanimemente deciso che le uniche nozioni rilevanti siano quelle concernenti la discografia? Secondo me è colpa di Rick e Clive.</p>
<p><em>(le righe qui sopra contengono citazioni più o meno parafrasate da: cantautore lombardo; cantautore emiliano; romanziera francese; romanziere russo – lo specifico per i quarantenni che passassero di qui e ai quali servisse l&#8217;aiutino da casa.)</em></p>
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		<title>Le grandi verità che è pur tempo ti vengano svelate</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 16:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anche niente]]></category>

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		<description><![CDATA[Se quando dicono cose tremende di te cambio discorso, non è per dimostrarti in qualche scivoloso modo solidarietà in contesti in cui, mettendomi a discutere, sarei in minoranza: è perché al mondo non esistono argomenti in tua difesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se quando dicono cose tremende di te cambio discorso, non è per dimostrarti in qualche scivoloso modo solidarietà in contesti in cui, mettendomi a discutere, sarei in minoranza: è perché al mondo non esistono argomenti in tua difesa.</p>
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		<title>Bringing up goatee</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 08:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sangria in the Park]]></category>
		<category><![CDATA[everyone looks posh in b/w]]></category>

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		<description><![CDATA[Accade questo. Che un amico fa una dichiarazione di principio: odio i romance movie. Io sono a favore delle dichiarazioni di principio, specie quelle insensate, e a favorissimo dei pregiudizi di genere, inteso come gender prima ancora che come genere cinematografico: esattamente come non voglio avere niente a che fare con donne etero che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accade questo. Che un amico fa una dichiarazione di principio: odio i romance movie. Io sono a favore delle dichiarazioni di principio, specie quelle insensate, e a favorissimo dei pregiudizi di genere, inteso come <em>gender</em> prima ancora che come genere cinematografico: esattamente come non voglio avere niente a che fare con donne etero che si interessino di calcio e uomini etero che si interessino di moda, diffido degli uomini che guardano i film di baciare e delle donne che guardano i film di sparare. È quindi per puro gnègnèismo che dico all&#8217;amico «Vabbè ma almeno <em>Bringing Up Baby</em>, almeno <em>His Girl Friday</em>, almeno <em>The Philadelphia Story</em>»: lo sventurato non ha visto nessuno dei tre. Trasecolo. Basisco. Vengo meno. Vado su Amazon.<br />
Ve la faccio breve. «Gli mando i dvd» diventa «Amiche, ma non sapete, l&#8217;amico nostro non ha visto» diventa «Mandiamogli i dvd» diventa «Non si trovano tutti e tre i dvd su nessun sito» (inutilità dell&#8217;internet) diventa «Passiamogli i file» diventa «Passiamoli anche, questi e altri, ad altre capre come lui.» Viene infatti fuori che sono non pochi, tra gli adulti di nostra conoscenza, quelli che non hanno visto non solo i tre titoli succitati (che incidentalmente sono i tre film che fanno più ridere della storia del cinema – per l&#8217;amico è chiaramente un problema di marketing: si tratta solo di fargli capire che sono film di ridere, omettendogli che sono di ridere e baciare e quindi sbattere i denti), ma anche parecchi altri classici che noialtre signore si danno per scontati. E qui si aprirebbe tutt&#8217;una questione sul ruolo di Vieri Razzini e della Rai3 degli anni Ottanta nella formazione delle persone perbene, e anche sull&#8217;intrinseca demenza di gente che si sente intelligentissima guardando Sky quando sarebbe tanto più produttivo guardare i Bellissimi di Rete4.<br />
Ve la faccio breve. Poco fa, in una sessione di consulto con le mie socie del campo di rieducazione, si discuteva se inserire o no un certo Cukor, io ero contraria perché lo trovo un film non riuscito per una serie di ragioni, e mentre argomentavo mi sono fermata, mi sono trovata lunare, e mi sono chiesta: ma perché, a parte la facile scelta dell&#8217;isola deserta (su cui comunque immagino ci sia il problema dell&#8217;elettricità per il lettore dvd), c&#8217;è un qualsivoglia film con Katharine Hepburn e Cary Grant che io (ove con <em>io</em> si intende <em>chiunque</em>) non sceglierei di salvare da un incendio al posto di un qualsivoglia essere umano?</p>
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		<title>(Questa è per certi miei amici, ma un tardivo queer Xmas, pieno di carghi e bandiere, anche a tutte voi, eh)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 21:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Che je vuoi di']]></category>
		<category><![CDATA[Geni compresi]]></category>
		<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[fremdschämen]]></category>
		<category><![CDATA[Montatore di Panna]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guiasoncini.com/wp-content/uploads/2010/12/url-22.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4691" title="url-2" src="http://www.guiasoncini.com/wp-content/uploads/2010/12/url-22.jpg" alt="" width="544" height="358" /></a></p>
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		<title>Ditemi dove si firma per la mozione Kevin</title>
		<link>http://www.guiasoncini.com/2010/12/16/ditemi-dove-si-firma-per-la-mozione-kevin/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[backstage]]></category>
		<category><![CDATA[cose di ormoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei che tutti gli amici con cui ho discusso ai tempi della questione Ferro (sembra un secolo fa, quando il coming out di Tizianone pareva rilevante) leggessero quest&#8217;intervista a Kevin Spacey. I don&#8217;t live a lie. You have to understand that people who choose not to discuss their personal lives are not living a lie. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei che tutti gli amici con cui ho discusso ai tempi della questione Ferro (sembra un secolo fa, quando il coming out di Tizianone pareva rilevante) leggessero quest&#8217;<a href="http://www.thedailybeast.com/blogs-and-stories/2010-12-14/kevin-spacey-on-his-new-film-casino-jack-interview/" target="_blank">intervista</a> a Kevin Spacey.</p>
<p>I don&#8217;t live a lie. You have to understand that people who choose not to  discuss their personal lives are not living a lie. That is a  presumption that people jump to.</p>
<p><strong>There are lies of omission. But I have never heard that you are at  all hypocritical in your daily life with your close friends and family.  You&#8217;ve admitted you&#8217;re a political animal so you have to understand the  social significance of your being more open when discussing this. But  you&#8217;ve been great to keep this all on the record. I appreciate that.  That speaks to your innate integrity. </strong></p>
<p>Look, at the end of the day people have to respect people&#8217;s  differences. I am different than some people would like me to be. I just  don&#8217;t buy into that the personal can be political. I just think that&#8217;s  horseshit. No one&#8217;s personal life is in the public interest. It&#8217;s  gossip, bottom line. End of story. Now some people feed that. They&#8217;ll go  to the trendy restaurants where all the photographers are and then  bitch about being famous. But if you don&#8217;t want to feed that and you  want your life to be based around what your work is then it ends there.  Your saying that you are gay and that is how you walk about in the world  and it has nothing to do with your true private life is a good  distinction for you to draw. But it&#8217;s not such a good distinction for  other people. Personally, I don&#8217;t really think that distinction exits.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cronistoria minima della notte che Alber mi fece fare in bianco (l&#8217;unico uomo per cui)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 16:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fescionvictimz]]></category>
		<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[fintibiondismi]]></category>

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		<description><![CDATA[23.30 L&#8217;amica M. dice che lei andrà alle 5, «se dobbiamo andare alle 7 e mezza è inutile.» Obietto confusamente. 00.05 L&#8217;amico F. dice che sta mettendo la sveglia, poi vede se gli va di alzarsi. Protesto rumorosamente. 01.30 Inutile Amico Etero precettato a comprare il comprabile in un Lanvin meridionale ha il cellulare spento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>23.30 L&#8217;amica M. dice che lei andrà alle 5, «se dobbiamo andare alle 7 e mezza è inutile.» Obietto confusamente.<br />
00.05 L&#8217;amico F. dice che sta mettendo la sveglia, poi vede se gli va di alzarsi. Protesto rumorosamente.<br />
01.30 Inutile Amico Etero precettato a comprare il comprabile in un Lanvin meridionale ha il cellulare spento. Sbaglierà sicuramente vestito. Figuriamoci se ha un punto di vista presentabile sui monospalla.<br />
03.35 Invio a uno dei giornali che si occupano del mio sostentamento un articolo che aspettano in mattinata, allorché sarò uno straccio. Metto la sveglia per due ore dopo.<br />
04.00 Sono sveglia.<br />
05.00 Sono sveglia. Tanto valeva che andassi a fare la nottata.<br />
05.30 Messaggio dell&#8217;amica M.: a San Babila c&#8217;è più fila che in Vittorio Emanuele. Dev&#8217;essere colpa di quel giornale che avevo sfogliato dall&#8217;estetista, quello che diceva che l&#8217;esclusiva della vendita di Lanvin era nell&#8217;H&amp;M di San Babila.<br />
06.00 D&#8217;accordo, raggiungo l&#8217;amica M. davanti al negozio di V.E.<br />
06.30 Ma sono pochissime. È la fila più corta che abbia mai visto. Dilettanti. Saranno meno di cento. Mi infilo di fianco all&#8217;amica, che sta a metà della fila e si sta sentendo male per aver dato un morso a uno dei disgustosi cornetti offerti alle aspiranti compratrici. Niente caffè, in compenso carboidrati. Povero Alber, in che mani.<br />
06.35 Amico F. ha il cellulare spento. Io e amica M. scuotiamo la testa «Cialtrone. E dire che è l&#8217;unico di noi con un lavoro vero, dovrebbe essere abituato a svegliarsi la mattina.»<br />
06.40 Amica S. e le sue occhiaie passano a salutarci. Ella è diretta in San Babila, dove deve fare delle foto alle fascioniste (l&#8217;unica di noi che abbia avuto il buonsenso di monetizzare l&#8217;insonnia) e dove si spera riesca a entrare prima di noi. Il mandato è: se entri prima che le cavallette finiscano tutto, per me rosa con le ruches. Una taglia a caso: se c&#8217;è una cosa che ho imparato da Kate Moss for Topshop, è che le taglie di queste collezioni sono totalmente inattendibili (e anche che gli inglesi son più furbi: la fila te la fanno fare di giorno, meno congelante e più fotografabile, e il negozio lo aprono di sera.)<br />
06.50 Conteggio per distribuzione dei braccialettini. Non sono manco capaci di contare, eroicamente pongo rimedio a un inizio di sommossa popolare convincendo una ragazzina mansueta a far cambio con una povera americana del quarto gruppo separata dalla sua amica nel terzo. La ragazzina è mansueta ma non scema: «Solo perché è il doppio di me e non finisce le cose della mia taglia.» Io e M. siamo nel quarto gruppo, braccialettino viola, c&#8217;è scritto 9 e 05, ci dicono che possiamo tornare per quell&#8217;ora. C&#8217;è qualcosa di molto bello in questo dilettantismo: è la prima volta, in un&#8217;intera carriera di elemosinatrice di acquisti, che mi permettono di abbandonare la fila.<br />
06.55 Mentre mi allontano sento un tizio che dice che lui il braccialettino però lo deve dare alla fidanzata per la quale sta tenendo il posto. Lo guardo come guardo le donne che vanno alla partita.<br />
07.00 Prima delle prime colazioni. Al tavolo a fianco, signore con braccialettino provenienti da San Babila protestano per il mancato rispetto dell&#8217;ordine d&#8217;arrivo: «È una questione di principio», dice quella coi loghi Fendi a quella coi loghi LV.<br />
07.15 Visita a S., che a San Babila ha gli occhi sbarrati: quella con il numero 1 scritto sulla mano è lì dalle 9 di ieri sera.<br />
07.20 Sms della Vodafone: F. ha acceso il telefono. Cialtrone.<br />
07.30 M. vuole spostare la macchina. Segue un&#8217;ora nel traffico e poi di ricerca di grattini per il parcheggio durante la quale vedo il nostro arrivo in tempo sfumare e le mie ruches nei sacchetti di altre.<br />
08.20 Seconda prima colazione, nel bar di fronte a H&amp;M. Dalla vetrina vediamo F., in fila in attesa di un braccialettino di colore minore.<br />
08.40 F. ci spiega che per l&#8217;uomo non ci sono braccialettini, sono in fila attendendo non so cosa. Nel frattempo vedo M. sbattere gli occhioni al tizio all&#8217;entrata.<br />
08.45 Ci fanno entrare in anticipo? Ma io li amo, questi cialtroni.<br />
08.46 Ho tre borse di tela coi proventi in beneficenza, l&#8217;unica cosa che non ha la limitazione «un solo esemplare per tipo», figurati se stavo a guardare cos&#8217;erano prima di arraffarle.<br />
08.50 Sotto c&#8217;è un&#8217;altra fila, che non si capisce dove porti. Il reparto Lanvin, transennato alla nostra sinistra, ha all&#8217;interno solo commessi con tshirt col fiore (meravigliosa) e neanche una cliente.<br />
08.55 Un commesso chiama «9 e 20», M. si nasconde dietro la propria coda di paglia per paura che ci caccino per eccesso di anticipo, io coraggiosa dichiaro la nostra appartenenza al gruppo 9.05, ci mandano davanti a una transenna.<br />
09.00 Siamo in fila davanti a una transenna di fronte a un reparto vuoto. Non capisco lo scopo del gioco: farci sfondare? Hanno capito che la rivoluzione è fotogenica?<br />
09.05 Una commessa ci urla che ora ci faranno entrare, di non spingere, che avremo un commesso a testa che ci badi. Certo, siam tutte vergini di acquisti, qui. Intanto arriva un sms di F., bestemmiante dal reparto uomo dove le XS son finite e le altre taglie sono per giocatori di rugby.<br />
09.06 Siccome conosco le mie polle, mi dirigo innanzitutto verso le minutaglie. Borzetta, check. Magliette: accesso impedito da affollamento di inutili commessi per metro quadro, oltretutto ignari di cosa ci sia e cosa no. Una poverina chiede una S e quello ostacola il mio arraffare mettendosi lentissimo a controllare le etichette. Perdo il conto al terzo «Non mi rompa i coglioni» in risposta a dilettantesca offerta di aiuto. Agguanto l&#8217;unica XS rimasta, le altre magliette ci sono solo in taglia M, che è una XXL a tutti gli effetti. Il vestito rosa con le ruches, presto. Le taglie in disordine. 38. Tanto mica me lo devo mettere. Il trench zebrato. 40. Magari me lo provo, ecco. Cerco amica M., la trovo, e la sua babysitter in veste di commessa sequestra anche le mie cose, con un «sono qui per aiutarti» che neanche l&#8217;infermiera del cuculo. Sono certa che abbiano un piano, nella loro inadeguatezza, solo mi sfugge quale sia. Continua a chiedermi cos&#8217;altro voglio. Innanzitutto, non avere intorno una che mi chieda cosa voglio. I guanti! Avevo dimenticato i guanti. C&#8217;è rimasta solo una L, figuriamoci. Non che non li prenda lo stesso. Una collana. Due. Non capisco quanto costino. Vabbè, allora solo quella di plastica. Non che le altre.<br />
09.12 All&#8217;uscita ci strappano il braccialettino. Non c&#8217;è rispetto per i souvenir. Mi consegnano qualcosa che non guardo, e mi indicano i camerini. Fuori dalle transenne. Dilettanti.<br />
09.15 Ovviamente per i camerini c&#8217;è una fila ridicola. Ci cambiamo in mezzo al negozio, rimproverate da commesse di passaggio. Il mio vestito con le ruches sta benissimo, sopra a due maglioni e un paio di pantaloni da alzataccia. Cedo i guanti a S. sentendomi assai magnanima.<br />
09.18 La cassiera dice che per Jimmy Choo, l&#8217;anno scorso, c&#8217;era dieci volte il casino. Pubblico di merda. E che le hanno offerto 300 euro per la maglietta commessi-only di Jimmy Choo, quella che in versione Lanvin mi cederebbe per 50.<br />
09.20 I guanti fanno punti good karma: la mia carta di credito non funziona, quella di S. sì, quindi le mie ruches le paga lei.<br />
09.21 Amico F., sulla strada dell&#8217;ufficio, saluta e augura buon proseguimento. Ah, il vantaggio di essere gente che si veste nel reparto uomo.<br />
09.25 Accattonaggio fascionista/1 «Oddio, ma mi hanno dato il sacchetto grande, ma quello piccolo ha un disegno diverso. Vado a dirgli che pesa troppo, che devono dividermi le cose tra due sacchetti»<br />
09.30 Terza prima colazione, con S. e M.<br />
09.40 Telefonata di Inut. Am. Et. da Palermo: ha preso il braccialettino per le 13 e 45. C&#8217;era posto alle 10 ma deve andare a lavorare. Non ha mai lavorato in vita sua, oggi deve lavorare. Cialtrone.<br />
10.00 Negozio di San Babila. Magari non c&#8217;è fila. Magari c&#8217;è ancora qualcosa.<br />
10.20 Accattonaggio fascionista/2 «Scusi, quelle scatole di scarpe vuote, non è che possiamo prenderle?»<br />
10.30 Accattonaggio fascionista/3 «Guarda che ci sono dei porta-abiti che di là non ti hanno dato» «Vado a chiederli alla cassiera di qua» «Te li hanno dati?» «Sì, ma mi sa che in realtà me li aveva dati anche quell&#8217;altra» «Allora uno è mio»<br />
10.45 Amica P., interessata alla moda come io alla Champions League, ci raggiunge sulla strada per andare a comprare degli abitini per la figlia da Gap. Mi chiede cos&#8217;ho comprato, guarda le ruches e l&#8217;animalier, alza un sopracciglio, viene contusa a colpi di «Pfui»<br />
10.55 M. va a far finta di lavorare, io vado a fare la quarta prima colazione con P. e S. Tanto Lanvin fa le taglie grandi.<br />
11.00 Altra amica P., fascionista ma pigra, chiama da Tel Aviv: sta entrando col braccialettino del prossimo turno, vuole sapere cosa comprare.<br />
13.40 Inut. Am. Et. telefona dal desertificato reparto di Palermo. Le magliette sono finite, e così i guanti. Viene investito da una selva di «Te l&#8217;avevo detto», e precettato a comprare una maglietta della collezione uomo. «Sì, quella viola con la tigre. S, o ancor meglio XS» «Ho capito, vuoi che ti si vedano le minne»<br />
13.50 «Ti sei fatta comprare una maglietta con gli smeraldi sui capezzoli» «Taci, cialtrone»<br />
17.45 Amica F., fascionista che mai si abbasserebbe a una coda, fa sapere che nel negozio di Oxford Street hanno ancora le mie ruches. E che lei non le ha comprate. Pane. Denti.<br />
23.30 Intervistata che inseguo da una settimana mi manda un messaggio da Los Angeles dicendosi immediatamente disponibile a parlare, l&#8217;unica sera in cui sono andata a dormire presto nella mia vita.<br />
13.00 Amica F. manda foto di due veri Lanvin che sta comprando, due di quelli che non costano come roba di H&amp;M, da un camerino di Harvey Nichols.<br />
13.10 Vado a disfare i miei sacchetti per consolarmi dell&#8217;umiliazione. Scopro che, all&#8217;uscita dalle transenne, mi avevano dato una borsa con fiore applicato, per le prime cento fanatiche, con dentro una specie di cheappissima pashmina. Alber vuole più bene a me, ecco.</p>
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		<title>Nessun uomo-che-mi-faccia-ridere resterà riservato (titolo alternativo: ammé hanno dedicato una poesia di compleanno e a voi no, pappappero)</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 22:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Michetti]]></category>
		<category><![CDATA[voglio-un-uomo-che-mi-faccia-ridere]]></category>

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		<description><![CDATA[AN ODE TO THE OVERWHELMED (and undersexed) And as you stand there Late again Because you forgot to allow time to dry your hair And the elevator was slow And you left 10 minutes late to begin with With your shoes that pinch And your pants that are a little too small Since you started [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AN ODE TO THE OVERWHELMED (and undersexed)</p>
<p>And as you stand there<br />
Late again<br />
Because you forgot to allow time to dry your hair<br />
And the elevator was slow<br />
And you left 10 minutes late to begin with</p>
<p>With your shoes that pinch<br />
And your pants that are a little too small<br />
Since you started eating white bread again</p>
<p>And as you paw through your bag<br />
Looking for the suite number<br />
That you’re not sure you wrote down to begin with</p>
<p>Let us now praise you.</p>
<p>You, the untidy.<br />
You, the careless.<br />
You, the easily distracted by sparkly things.</p>
<p>The money you spend on watching TSN alone<br />
Could feed a family in Africa –<br />
Which reminds you that you are still waiting for Veltroni to go there and stay.</p>
<p>And that despite your best efforts,<br />
You rarely eat a square meal,<br />
You almost never get enough sleep<br />
And exercise seems like a word that magazines have developed<br />
Just to make you feel bad about yourself.</p>
<p>But you are good and brave.<br />
You, flying by the seat of your pants<br />
Making it work<br />
Putting out flames<br />
Saying your madonne<br />
And dancing your dance of now and easily later and hardly maybe and<br />
I’ll–have-to-call-you-back-on-that-could-you-send-me-an-email-to-remind-me-to-call-you-back-on-that?</p>
<p>But you have gifts that no one knows about.<br />
You have the strength to bend in the wind<br />
You have the joyful spirit that loves a good belly laugh,<br />
You have the wisdom to understand that everything will all come out all right in the end (so stop bothering me now) and<br />
You have the faith to light a candle rather than curse the darkness.</p>
<p>That is, if you could find the book of matches from that romantic restaurant that you went to for your anniversary but since you didn’t have a reservation they made you wait at the bar for half an hour during which you had two appletinis and the rest of the night is a bit of a blur.</p>
<p>So much for the overpriced parigine.</p>
<p>You are beautiful.</p>
<p>You are beautiful.</p>
<p>Frazzled and overworked and overpaid<br />
You are the one who forgot your pin number<br />
And forgot your receipt for the dry cleaners<br />
And forgot your keys which you just set down five seconds ago, so where could they possibly have gone?</p>
<p>But you never forget to say, “There&#8217;s literally no one in the world I don&#8217;t hate right now”<br />
And you never forget to give a big smile to your friends<br />
And you never fail to show raging patience when the<br />
Too-tightly wrapped and overly-conscientious start to offer their<br />
Oh-so-helpful suggestions about how you might feel better if you would just learn to alphabetize your spice rack &#8211; if only you had one.</p>
<p>You are beautiful.</p>
<p>So, wear the palmasco on Monday for no reason.<br />
And why not just refuse to participate in the Marni sale this year?<br />
And give yourself a compliment for something you did well today.</p>
<p>Because you are the most beautiful woman I’ve ever known.</p>
<p>(l&#8217;originale <a href="http://theorganizedartistcompany.typepad.com/the_organized_artist_comp/2009/05/an-ode-to-the-overwhelmed.html" target="_blank">qui</a>)</p>
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