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	<title>Guia Soncini &#187; Molto pop e anche un po&#8217; di corn</title>
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	<description>Elementi di capitalismo amoroso</description>
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		<title>Scrivo queste righe nascosta in fondo a un&#8217;amarezza</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collateralismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Volevo dire quanto siamo vecchi. Io e gli altri novantanove che non so chi siano (tranne tre o quattro che conosco e che nelle scorse settimane mi hanno detto «Sì, pur&#8217;io»), quanto siamo vecchi noialtri cui Rolling Stone ha chiesto i cento migliori dischi della musica italiana, anzi ce ne ha chiesti dieci e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo dire quanto siamo vecchi. Io e gli altri novantanove che non so chi siano (tranne tre o quattro che conosco e che nelle scorse settimane mi hanno detto «Sì, pur&#8217;io»), quanto siamo vecchi noialtri cui <em>Rolling Stone</em> ha chiesto i cento migliori dischi della musica italiana, anzi ce ne ha chiesti dieci e poi la media la elaboravano loro. Quanto siamo vecchi noialtri che siamo riusciti a restare arroccati sulla convinzione che il miglior Fossati sia <em>Panama</em> (son vecchi loro, io ho votato <em>Macramé</em> – guarda che <em>Macramé</em> ha quindici anni, all&#8217;epoca non avevi ancora le cosce frolle – fatti i cazzi tuoi, <em>Macramé</em> è recente – ma se era un altro secolo – t&#8217;ho detto fatti i cazzi tuoi.) Quanto siamo vecchi noi che De Gregori eh beh vuoi che non sia <em>Rimmel</em> (ve l&#8217;ho già detto che sono giovane, sì? ve l&#8217;ho già detto che ho votato <em>Canzoni d&#8217;amore</em>, sì?) Vecchi e pretenziosi (esiste una combinazione peggiore? No, davvero, parliamone. Reginetta di bellezza che vuol essere considerata per l&#8217;intelligenza? Film italiano con protagonisti poveri? Eterosessuale maschio che parla di moda? Davvero, per quante terrificanti abbinate mi vengano in mente nessuna batte «vecchi e pretenziosi»), vecchi e abbastanza pretenziosi da votare Cremonini, mica i Lùnapop (sono giovane! <em>50 special</em>! Ve la canto?), abbastanza pretenziosi da metterci gente di cui nessuno ma proprio nessuno sa a memoria una canzone (non fatemi fare nomi, la lista è <a href="http://www.inkiostro.com/2012/01/30/rolling-stone-i-100-dischi-italiani-piu-belli-di-sempre/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter&amp;utm_campaign=Feed%3A+Inkiostro+%28inkiostro%29&amp;utm_content=FriendFeed+Bot" target="_blank">qui</a>, ce ne sono almeno cinquanta di cui non sapreste canticchiare un ritornello neanche se ne andasse della vostra vita), ma neanche un Baglioni. Sì. Avete letto bene. Cento dischi (mica cinque: cento) della musica italiana e non uno straccio di Baglioni, di cui anche il più stronzo di voi ne sa a memoria venti a star stretti. Insomma, volevo scrivere tutto questo. Poi ho scritto al direttore (chi è giurato ha i suoi privilegi) per chiedergli un link alla classifica. E lui mi ha risposto che il giornale è in edicola domani, quindi la classifica sarà sul sito domani. Poi, immagino, è tornato a battere sulla sua Olivetti, e a far finta che il mondo sia un bel posto.</p>
<p><em>aggiornamento delle otto di sera</em> Si stava meglio quando si stava luddisti: adesso il link <a href="http://www.rollingstonemagazine.it/musica/notizie/rolling-stone-e-siamo-al-numero-100/47531" target="_blank">c&#8217;è</a>, e non solo contiene ben tre volte la parola <em>listing</em>, roba da mandargli Moretti a casa con una roncola, ma maniavanteggia sulle assenze. Di Baglioni? Figuriamoci: degli Assalti frontali, chiunque essi siano, di Claudio Rocchi, che Google sia benedetto. Come dice un tizio che conosco, paiono quello che scrisse l&#8217;enciclopedia musicale e non ci mise Gaber o Ani DiFranco o le Hole, ma ci mise Des&#8217;ree.</p>
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		<title>La tv del dolore</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[làivblogghing]]></category>

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		<description><![CDATA[Per multiple ragioni. La bruttezza o inutilità di molti film candidati (cioè: di praticamente tutti quelli che ho visto io); il fatto che quando sarà finita sarà l&#8217;alba, Ricky Gervais mi avrà fatto ridere molto meno di quanto avrebbe fatto Ricky Memphis, e io mi chiederò cosa son rimasta sveglia a fare, ché i Globe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per multiple ragioni. La bruttezza o inutilità di molti film candidati (cioè: di praticamente tutti quelli che ho visto io); il fatto che quando sarà finita sarà l&#8217;alba, Ricky Gervais mi avrà fatto ridere molto meno di quanto avrebbe fatto Ricky Memphis, e io mi chiederò cosa son rimasta sveglia a fare, ché i Globe li odio; il completo rosso da male agli occhi che ha Gervais in questo momento mentre parla con Ryan Seacrest sul tappeto anch&#8217;esso rosso; il fatto che sia la prima diretta di Giuliana Rancic dopo <a href="http://www.people.com/people/article/0,,20556665,00.html" target="_blank">l&#8217;intervento</a>. Tutto ciò premesso, sul tappeto c&#8217;è già Georgino, è già molto figo, e andiamo a cominciare.</p>
<p>00.06 Kelly Osbourne, o del dimagrire con una tigna che lèvati, mettere tutto il proprio impegno del diventare una fèscionvictim, e tuttavia restare sempre inguardabile.</p>
<p>00.13 «Face-down drunk»: George Clooney illustra il proprio programma per la serata, o quello per farsi una ragione dell&#8217;avere un&#8217;accompagnatrice alta quindici centimetri più di lui.</p>
<p>00.14 Piper Perabo è ancora viva, ed è vestita come la figlia di Carrie Bradshaw e Cindefuckin&#8217;rella.</p>
<p>00.16 Jessica Chastain meriterebbe un premio solo per com&#8217;è irriconoscibile rispetto al film: mica il premio-alla-trasformazione varrà solo se ti trasformi in una cessa, no?</p>
<p>00.19 In mezzo alla diretta del red carpet, su E!, ci sono gli spot del programma di Nigella Lawson. Un cui braccio, anche dopo la dieta, pesa quanto una passeggiatrice da tappeto rosso intera.</p>
<p>00.23 Alcune cose non cambiano mai: non so cosa ci faccia lì Amanda Peet, e in monospalla bianco perdipiù, ma è sempre la più clamorosa figa del mondo mondiale.</p>
<p>00.25 Adesso metto da parte questo frammento in cui la cicciona in tenda verde (crudelmente affiancata a un&#8217;inquadratura di Elle McPherson) definisce «terrible, I wouldn&#8217;t want to do it, it was just so perfect» l&#8217;idea di fare un seguito di <em>Bridesmaids</em>, e poi mando Staffelli a rinfacciarglielo quando sarà ben lieta di interpretare il seguito.</p>
<p>00.31 La sindrome contraria a quella di Kelly Osbourne ce l&#8217;ha Nicole Richie, e si chiama «applicandosi, chiunque può diventare belloccia e persino elegante, pure quelle su cui non avresti scommesso tre euro.»</p>
<p>00.34 Madeleine Stowe! Quindi il tema della serata, oltre a quello «vestiti bianchi», è «sono ancora vive»</p>
<p>00.35 Elle McPherson ha un vestito da Barbie Reginetta del Ballo, la wrestler di Clooney ha le scarpe sbagliate. Curiosamente, la seconda cosa si nota più della prima.</p>
<p>00.36 Sarah-Michelle Gellar ha un tie-dye più adatto a copricostume che a un vestito da sera. Rooney Mara, senza piercing e senza quella frangetta terrificante che ha nelle foto promozionali del film di Fincher, è – uau – una donna. Persino belloccia, come donna.</p>
<p>00.38 Saranno felici, Dolce e Gabbana, di aver vestito Brolin che quando Seacrest gli chiede di chi sia il vestito balbetta cose tipo macosavoletechemiricordi.</p>
<p>00.47 Mozione burine for the win: Sofia Vergara ha il più bel colore di vestito, comunque si chiami (petrolio, direi)</p>
<p>00.50 Ma Rooney Mara ha anche le fossette, ma la delizia. (Seacrest le ha chiesto se ha tenuto i piercing «intimi» che aveva in <em>Uomini che odiano le donne</em>, e lei ha detto che alcuni sì, sennò poi si deve ripirsare per il sequel.)</p>
<p>00.55 All&#8217;ennesimo rappresentante del cast di <em>Modern Family</em>, mi rendo conto che sono così vecchia da aver visto edizioni in cui la comedy da tener d&#8217;occhio era <em>Desperate Housewives</em>. Era un mondo migliore, quello.</p>
<p>00.56 Charlize Theron è strafiga pure in bianco e con le piume in testa. E sembra psicotica tanto quanto con la maglietta di Hello Kitty.</p>
<p>00.57 Se Bryan Cranston fosse espressivo in <em>Breaking Bad</em> quanto lo è intervistato dalla Rancic, magari quella serie sarebbe meno inguardabile.</p>
<p>01.00 Stavo rosicando per la scollatura fin sotto l&#8217;ombelico di Charlize Theron, trentasette anni e uno stomaco da dodicenne, quand&#8217;è comparsa Doppiomento Deschanel a consolarmi. La bruttezza dei <a href="http://instagr.am/p/hiuYs/" target="_blank">disegni del suo smalto</a> è da denuncia ad Amnesty.</p>
<p>01.02 Certe cose non cambiano mai: un&#8217;altra stagione di premiazioni, un&#8217;altra Angelina da sentirsi male dalla bellezza e coll&#8217;aria «Uff, sì, mi metto un vestito da sera, ma cheppalle, dai, Brad, pèttinati, lo so che ti scoccia, sapessi ammé»</p>
<p>01.11 Charlize Theron è veramente molto figa, ma è tipo un po&#8217; meno amabile di D&#8217;Alema. Michelle Williams, in compenso, non trova pace coi capelli, stasera sono arancioni, non ho ancora capito se cortissimi o raccolti in un modo strano: sembra Rita Pavone [aggiornamento: cortissimi, per – <a href="https://twitter.com/#!/piersmorgan/status/158731771884740608" target="_blank">pare</a> – ragioni struggentissime]. Kate Beckinsale pesa trenta chili. Salma Hayek ha baciato Charlize Theron: per baciarla, a Theron non è bastato piegarsi, s&#8217;è dovuta accovacciare.</p>
<p>01.15 Sì, Tilda, ti si nota di più. Ma per le ragioni sbagliate. Cioè: quei capelli? Davvero? Cosa sei, un&#8217;adolescente ribelle che vuol fare dispetto a papà?</p>
<p>01.18 Angelina, o del «come sono annoiata d&#8217;essere figa»</p>
<p>01.19 Angelina guarda Ryan Seacrest con la stessa splendidamente finta concentrazione e attenzione con cui Carla Bruni si rivolge ai bambini poveri.</p>
<p>01.20 Non solo il vestito è bianco di seta nuda, ma sul punto vita ha anche delle pince. E quindi è ufficiale: quando Scarlett O&#8217;Hara s&#8217;innervosiva per l&#8217;obesità del proprio punto vita di quaranta centimetri, era perché aveva visto quello post-triplo parto della signora Jolie.</p>
<p>01.28 Rancic sta intervistando una ragazzina di cui ho colpevolmente non colto l&#8217;identità <em>[dice la mia correttrice di bozze: la primogenita di Moden Family]</em>, ma ho colto che le è esplosa la lampo, e quindi stanno cinguettando che è perché il vestito è vintage. Ne parlano come fosse degli anni Cinquanta. È un Dolce e Gabbana.</p>
<p>01.32 Anche Nicole Kidman è ben più magra del già sottilissimo solito. Ho idea che questa stagione dei premi sia stata preceduta da una precollezione di irrigazioni al colon.</p>
<p>01.39 Ma Leonardo no, lui è sempre il solito caro vecchio buzzicone. Meno male.</p>
<p>01.40 Sono mesi che dico che Emma Stone ha il miglior agente. E anche la miglior stylist: è in Lanvin.</p>
<p>01.41 Madonna: «Ryan Seacrest, playboy!» Seacrest: «I learnt from the best»</p>
<p>01.44 Jessica Biel è strafiga mora, bionda, rossa, nuda, vestita, e persino con &#8216;sto straccio col sopra da paggetto e il sotto da Alba Parietti.</p>
<p>01.53 «I get happier every year, I think that&#8217;s the secret», dice Elle McPherson, poi rovina tutto consigliando di bere tanta acqua (e anche che la parte che preferisce del proprio corpo è il cuore.)</p>
<p>02.00 «Dov&#8217;ero rimasto», esordisce minaccioso Gervais.</p>
<p>02.01 «The GG are to the Oscars what Kim Kardashian is to Kate Middleton.»</p>
<p>02.03 La faccia di Tina Fey mentre cerca disperatamente di trovare divertente Gervais. Ma pure quella di Elton John.</p>
<p>02.06 La debolezza del monologo di Gervais era struggente, aspettavo che finisse come fosse stato mio figlio che non ricordava la poesia di Natale.</p>
<p>02.10 E il primo premio (attore non protagonista) va a Christopher Plummer per <em>Beginners</em>, mai visto né sentito. Cominciamo bene con la mia asinaggine.</p>
<p>02.14 Mentre leggono le candidature come attrice in una serie comica, Tina Fey fa capoccella dietro Amy Poehler. Niente le viene male quanto il «sono una personcina sèmplisce», ma niente. Quasi neanche scegliere i vestiti da sera.</p>
<p>02.20 Julianne Moore è insopportabile, ma santo cielo quanto le sta una meraviglia il verde. Certo, anche avere Sam Seaborn di fianco è donante.</p>
<p>02.21 L&#8217;avevo promesso, e angiolinianamente mantengo: <em>Downton Abbey</em> ha scalfito il primato della Hbo per le miniserie più pallose e premiate, e quindi io ora lo rivaluterò. In fondo è un Losito inglese, è normale che lo apprezzi.</p>
<p>02.26 Kate Winslet parla, e il mondo qua fuori si chiede: ma chi è il figo seduto di fianco a Evan Rachel Wood?</p>
<p>02.32 Anni fa ho intervistato Jake Gyllenhaal. Ho passato mezza intervista a fargli scandire come si pronunciava il suo nome. Perché presentandolo ai Globe glielo pronuncian diverso? Mi mentì?</p>
<p>02.37 Io di <em>Boss</em> mi sono fermata a metà della puntata pilota, ma sono comunque felice che non abbia vinto quello di <em>Breaking Bad</em>, ecco.</p>
<p>02.38 Se la più fertile industria dello spettacolo è ridotta a candidare miglior serie drammatica <em>American Horror Story</em>, pensa i Telegatti. (Poi ha vinto <em>Homeland</em>, più di contenuti, più presentabile.)</p>
<p>02.51 Se anche non fossi la piccola fan di Sua Madonnità che sono, la faccia furibonda di Elton John mentre lei ringrazia per il Globe che gli ha scippato, beh, miglior fotogramma della serata. Altro che ringraziare Harvey The Punisher Weinstein: il vero punisher è lei.</p>
<p>02.58 Dalla poca prontezza nell&#8217;inquadrare le reazioni dei premiati, in regia dev&#8217;esserci un italiano.</p>
<p>03.02 Michelle è innanzitutto una mamma, neanche stesse vincendo una fascia da miss.</p>
<p>03.08 Conosco gente che sarebbe felice se la svegliassi per annunciare la vittoria del nano. Io non ho idea, mica vedo roba coi draghi.</p>
<p>03.11 Georgino entra in scena, a presentare il film di Brad, con lo stesso bastone con cui è entrato Brad per presentare il suo. Michetti. (Nel frattempo Angelina s&#8217;è messa la giacchetta come vostra zia, sta anche un po&#8217; gobba. Sono commoventi, questi suoi tentativi d&#8217;umanizzarsi. Vani, ma commoventi.)</p>
<p>03.21 La clip di <em>50/50</em>, il film che la vostra attendibilissima cronista (sì, insomma: io) ha scoperto stamattina esistere ed essere candidato.</p>
<p>03.22 Non volevo che vincesse <em>Moneyball</em>, perché la gente brava non vuoi che vinca per delle sceneggiature brutte. Quindi, non sono per niente contenta che abbia vinto Woody Allen per il filmetto parigino.</p>
<p>03.23 William H. Macy e Felicity Huffman sono la coppia più bella del mondo, senza gara.</p>
<p>03.24 Jessica Lange, senza più marito ma con tanto botox a farle compagnia, vince per <em>American Sommacagata Story</em>.</p>
<p>03.31 «I haven&#8217;t kissed a girl in a few years [beat] on tv» – Sua Madonnità improvvisa l&#8217;uccisione di Ricky Gervais.</p>
<p>03.34 Non vorrei essere un autore di Gervais nei minuti in cui sta strillando «Trovatemi una risposta a quella stronza!»</p>
<p>03.44 Non riesco a pensare a niente di più triste di Tina Fey che tenta di far la simpatica con la pennellona di <em>Glee</em>. Anzi no, una cosa c&#8217;è: quello che faceva il cretino in <em>Friends</em> è ancora vivo, ha i capelli grigi, e ha appena vinto per il ruolo di se stesso in una immagino imperdibilissima comedy.</p>
<p>03.47 Siccome Jessica Chastain è molto carina, sembrava più profondo far vincere Octavia Spencer. Con quel che ci avrà messo a trovare qualcuno che la vestisse, che almeno stia un po&#8217; sul palco.</p>
<p>03.49 Non le hanno manco fatto salire la musica per interromperla, vuoi mai che faccia il discorso strappalacrime sui diritti civili e lo riprendano i tg e ci faccia pubblicità.</p>
<p>03.59 «I coulda been a penguin» – Helen Mirren è deliziosa anche quando le scrivono testi debolissimi.</p>
<p>04.11 Niente di nuovo: Robertino è sempre il più figo dell&#8217;universo universale.</p>
<p>04.12 Angelina riesce a essere sempre ciò che non esiste in natura; a questo giro, troppo magra.</p>
<p>04.13 Scorsese. Niente film muto di Harvey, niente filmetto di Allen, niente sòla di Georgino Clooney.</p>
<p>04.14 «Why don&#8217;t you make a movie your daughter can see for once»</p>
<p>04.17 <em>Modern Family</em> è bruttassai, ma poteva andar peggio: poteva vincere <em>New Girl</em>.</p>
<p>04.18 D&#8217;accordo, Vergara è burina. Però è strafiga e molto simpatica. Mi vengono in mente certe burine di qui che non saprebbero fare il finto ringraziamento bilingue neanche se provassero per un mese.</p>
<p>04.23 Quello che indossa la Pfeiffer è il terzo punto di blu meraviglioso della serata. Decretiamo che il blu è il nuovo viola? Sì, dai, mica può esserlo il bianco, santo cielo.</p>
<p>04.25 Non ha vinto Owen Wilson ennesimo imitatore di Woody Allen né Ryan Gosling nell&#8217;unico film dell&#8217;anno in cui il suo canebagnatismo fosse attraversato da una qualche vitalità. Ha vinto il francese muto, solo che ora parla, e non capisco gnènte.</p>
<p>04.32 Questa cosa che Ricky Gervais esca sul palco col bicchiere di birra per far vedere quant&#8217;è trasgressivo manco alla filodrammatica di Roccacannuccia.</p>
<p>04. 35 Yesssss Meryl</p>
<p>04.38 «And God: Harvey Weinstein» (voi non avete idea del sollievo con cui si guarda Meryl Streep avvicinarsi al microfono, in una sera di discorsi noiosi)</p>
<p>04.40 <em>The Artist</em> miglior film comico, e il protagonista miglior attore, e poi Meryl Thatcher, Marilyn Williams, la canzone di Madonna&#8230; Sono distratta, o Harvey ha vinto tutto?</p>
<p>04.44 È come se fosse di nuovo il 1998, <em>Shakespeare in love</em>, <em>La vita è bella</em> – il mondo in mano ad Harvey. Ma almeno allora non aveva una moglie che ci infestava di monospalla.</p>
<p>04.49 Georgino reciterà pure a faccette, ma è un ottimo ringraziatore di premi: trenta secondi di discorso, e ci ha infilato pure la battuta sull&#8217;uccello di Fassbender. Un professionista.</p>
<p>04.55 Miglior film drammatico <em>The Descendants</em>. Non <em>The Help</em>. Vedo le scommesse perdute.</p>
<p>04.58 Quel che non ha vinto Harvey, l&#8217;ha vinto Georgino. E non per il film sbagliato. Poteva andare molto peggio. Poteva andare come le battute di Gervais, per dire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The year of (not) being awarded</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 16:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[è chiaro che il tuo coinvolgimento con questo film è fuori scala. e mi chiedo perché. perché il tuo sceneggiatore preferito ha fatto il film dell’anno centrando tutti i punti che c’erano da centrare, e probabilmente combinando qualcosa di epocale, oppure perché nessuno, prima di sorkin con zuckerberg, era riuscito a ritrarti in modo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>è chiaro che il tuo coinvolgimento con questo film è fuori scala. e mi chiedo perché. perché il tuo sceneggiatore preferito ha fatto il film dell’anno centrando tutti i punti che c’erano da centrare, e probabilmente combinando qualcosa di epocale, oppure perché nessuno, prima di sorkin con zuckerberg, era riuscito a ritrarti in modo più preciso? (da una conversazione avvenuta su Skype esattamente un anno fa)</em></p>
<p>Ho sempre guardato con divertita perplessità quelli che a ogni fine d&#8217;anno sbottavano «meno male»: era mai possibile che ogni anno fosse il peggiore? Era chiaramente un tic, su. Poi è arrivato il 2011. Che mi ha fatto decidere che c&#8217;è qualcosa che non va negli anni che finiscono per 1, e non c&#8217;entra l&#8217;11 settembre (vi sembro una che formula pensieri relativi alla storia-con-la-esse-maiuscola e al resto dell&#8217;umanità?) – c&#8217;entro io e, al massimo, Bret Ellis, parlandone da vivo.<br />
È arrivato il 2011 che è stato un anno talmente fastidioso che ho girato per banchetti radicali a cercare un referendum per farlo finire in anticipo, un anno talmente insoddisfacente che mi son messa a leggere gli oroscopi per quello dopo, un anno talmente di merda che ho acquisito crediti karmici perché i prossimi undici siano fantasmagorici.<br />
Finché poco fa, non ho capito seguendo quale suo ragionamento, una tizia su Twitter mi ha chiesto quale fosse la mia scena preferita di <em>The Social Network</em> (il sermone della discoteca, i gemelli dal preside, il sermone della discoteca, il lancio della bottiglia di birra, il sermone della discoteca, certi controcampi processuali sui tic di Eisenberg, il sermone della discoteca, «Good luck with your videogame», il sermone della discoteca, «Drop the &#8220;The&#8221;» – non lo so, sono mesi che non lo vedo, cosa volete che mi ricordi), e mi sono resa conto che l&#8217;anno scorso, di questi tempi, stavo tifando perché <em>TSN</em> vincesse tutti i premi esistenti come non avrei tifato neanche se l&#8217;avessi scritto io.<br />
E mi sono resa conto che nell&#8217;ultima settimana ho visto parecchi dei film che si spartiranno gli Oscar di quest&#8217;anno, e che si dividono in brutti (<em>The Iron Lady</em>), bruttini (<em>The Ides of March</em>), bruttissimi (<em>Moneyball</em>), inutili (<em>The Help</em>). E ho pensato che dovevano dirmelo prima, che il prezzo per una buona annata è una stagione di mediocri prodotti dell&#8217;ingegno. Avrei accettato subitissimamente, diamine. Mi avranno mica preso per una donna di contenuti.</p>
<p><em>I was taken seriously. I was a joke. I was avant-garde. I was a traditionalist. I was underrated. I was overrated. I was innocent. I was partly guilty. I had orchestrated the controversy. I was incapable of orchestrating anything. I was considered the most misogynist American writer in existence. I was a victim of the burgeoning culture of the politically correct. The debates raged on and on, and not even the Gulf War in the spring of 1991 could distract the public&#8217;s fear and worry and fascination from Patrick Bateman and his twisted life. I made more money than I knew what to do with. It was the year of being hated. (BEE, Lunar Park)</em></p>
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		<title>V&#8217;è andato il cervello in leopolda, curatevi finché siete in tempo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 22:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento (non necessariamente) precoce]]></category>

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		<description><![CDATA[Poco fa m&#8217;è comparso un tweet di Billy Crystal. M&#8217;ero anche dimenticata d&#8217;essere iscritta, giacché non lo usa mai. Diceva «Farò gli Oscar così la farmacista la smette di chiedermi di ripetere il nome quando vado a ritirare le medicine che mi hanno prescritto. Non vedo l&#8217;ora di condurre la serata.» L&#8217;ho rituittato immediatamente (sentendomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco fa m&#8217;è comparso un tweet di Billy Crystal. M&#8217;ero anche dimenticata d&#8217;essere iscritta, giacché non lo usa mai. Diceva «Farò gli Oscar così la farmacista la smette di chiedermi di ripetere il nome quando vado a ritirare le medicine che mi hanno prescritto. Non vedo l&#8217;ora di condurre la serata.» L&#8217;ho rituittato immediatamente (sentendomi anche molto figa, ché il tweet del <em>New York Post</em> tradotto in titolo – BILLY CRYSTAL CONDUCE GLI OSCAR – è arrivato sei minuti dopo) per varie ragioni sintetizzabili in una. Crystal è il più bravo di tutti. Ed è il mio preferito. Ed è la miglior cosa che potesse capitare a quella serata ormai in declino. Ed era, di tutte le <a href="http://nymag.com/daily/entertainment/2011/11/who-should-host-the-oscars.html" target="_blank">soluzioni prospettate</a> dopo il <a href="http://insidemovies.ew.com/2011/11/09/oscar-producer-announcement/" target="_blank">casino</a> successo con Brett Ratner, quella rubricabile come troppo-bella-per-essere-vera. La prima risposta che mi è arrivata, da uno sconosciuto iscritto al mio Twitter, è stata «Facce nuove». Mi sono chiesta, esattamente, cosa intendesse. Voleva le Olsen, a condurre? Nah, non son più di primo pelo neanche loro. Justin Bieber? Dakota Fanning? La bambina del nuovo film di Cameron Crowe, oltre a essere una delizia, è nata nel 2004: sarà nuova abbastanza? Me lo sono visto, il pubblico italiano, picchettare il Kodak Theatre chiedendo di rottamare Billy. Non è nuovo abbastanza, non ce lo vogliamo, a condurre il più grande spettacolo dopo i Telegatti.</p>
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		<title>Giochiamo che questa era una all news</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 19:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[il lentissimo declino dell'impero]]></category>

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		<description><![CDATA[È in serate come questa che capisci che non sono i soldi, non è il terzopolismo, non è che non poteva andare a Mediaset e cosa andava a fare alla Rai. È in serate come questa, in cui durante il tg che dirige e sta conducendo Enrico Mentana annuncia che dopo Otto e mezzo lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È in serate come questa che capisci che non sono i soldi, non è il terzopolismo, non è che non poteva andare a Mediaset e cosa andava a fare alla Rai. È in serate come questa, in cui durante il tg che dirige e sta conducendo Enrico Mentana annuncia che dopo <em>Otto e mezzo</em> lui sarà di nuovo lì, a seguire l&#8217;episodio odierno della non-crisi di non-governo, è in serate come questa che capisci che Mentana è lì perché, nella terra in cui è salvatore degli ascolti, può ribaltare, azzerare, scombinare il palinsesto come gli pare, mettendo su edizioni speciali a ogni battito d&#8217;ali di farfalla a Montecitorio o a Wall Street, proprietario feudatario imperatore e tutte le metafore che vi vengono in mente di un canale che ogni tanto, graziosamente, cede per qualche ora a programmi altrui. Per un maniaco del lavoro, è una specie di bengodi. Che poi sia anche il più bravo di tutti e quindi in onda funzioni e la straordinarietà delle sue edizioni risulti quindi sensata è del tutto secondario, rispetto al fatto che il piccolo Enrico è contentuccio come ogni bambino che abbia trovato il proprio playground ideale. (Però un&#8217;intervista esclusiva a Gori me la aspettavo, diamine.)</p>
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		<title>Cavalli e segugi, pochissimi i non-equini</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[fintibiondismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quaranta settimane di gravidanza, più cinque di vita della bambina. E non una foto, un articolo, un gnènte finché Hugh Grant non ha deciso di comunicare che sì, ha avuto una figlia. Di che cosa parlo quando dico che sui giornali ci finisci solo se ci vuoi fortemente finire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quaranta settimane di gravidanza, più cinque di vita della bambina. E non una foto, un articolo, un gnènte finché Hugh Grant non ha deciso di comunicare che sì, ha avuto una <a href="http://www.dailymail.co.uk/tvshowbiz/article-2056360/Hugh-Grant-baby-Tinglan-Hong-Actor-father-1st-time.html" target="_blank">figlia</a>. Di che cosa parlo quando dico che sui giornali ci finisci solo se ci vuoi <a href="http://periodici.repubblica.it/d/index.jsp?num=691&amp;page=123" target="_blank">fortemente</a> finire.</p>
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		<title>E comunque io sono anni che vi dico di magnare de meno, e vi fate impressionare dal primo che ve lo dice in inglese</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 21:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Una sana anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[You ain't a beauty but, hey, you're alright]]></category>
		<category><![CDATA[cose di chili]]></category>
		<category><![CDATA[cose di uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Di come Alessandro Baricco abbia la capacità di sovrapporsi alle cose che ti fa scoprire raccontandotele, di farti restare impresso il modo in cui te le ha raccontate quasi quanto le cose stesse, ho già detto e scritto. A quale altro «stay hungry» alludessi qui l&#8217;hanno capito subito alcune commentatrici più sveglie (nonché più fan.) Quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di come Alessandro Baricco abbia la capacità di sovrapporsi alle cose che ti fa scoprire raccontandotele, di farti restare impresso il modo in cui te le ha raccontate quasi quanto le cose stesse, ho già detto e <a href="http://periodici.repubblica.it/d/index.jsp?num=712&amp;page=88" target="_blank">scritto</a>. A quale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lv04-8yanV4&amp;feature=related" target="_blank">altro</a> «stay hungry» alludessi <a href="http://www.guiasoncini.com/2011/10/06/stivgiobs-1955-2011/" target="_blank">qui</a> l&#8217;hanno capito subito alcune commentatrici più <a href="http://www.guiasoncini.com/2011/10/06/stivgiobs-1955-2011/comment-page-1/#comment-10402" target="_blank">sveglie</a> (nonché più <a href="http://www.guiasoncini.com/2011/10/06/stivgiobs-1955-2011/comment-page-1/#comment-10370" target="_blank">fan</a>.) Quello che però non sanno (non sapete) è che, da quando è morto il morto celebre di cui meno mi sia importato nel 2011, ogni volta (ognuno dei milioni di volte) in cui qualcuno la mena col discorso agli universitari, con la robetta motivazionale la cui efficacia mi pare di parecchie spanne inferiore a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6YrA_r96ZD8&amp;feature=related" target="_blank">quella</a> di T. J. Mackey, ogni volta non mi torna in mente la canzone: mi torna in mente, appunto, Baricco, quell&#8217;ultima volta in cui <a href="http://www.oceanomare.com/ipsescripsit/articoli_musica/stayhard.htm" target="_blank">scrisse</a> la rubrica più bella mai comparsa sulla stampa italiana.</p>
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		<title>Del perché lui dura da cinquant&#8217;anni, e gli altri vengono rimpiazzati in cinquanta minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 19:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[anche niente]]></category>

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		<description><![CDATA[«Questo format, che poi che format è? Uno usa la scrivania, e dice &#8220;Questo è il mio format&#8221;, usa un divano, e dice &#8220;Questo è il mio format&#8221;» (Pippo Baudo, due minuti fa, nello studio di Lilli Gruber, liquida il caso-Dandini)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Questo format, che poi che format è? Uno usa la scrivania, e dice &#8220;Questo è il mio format&#8221;, usa un divano, e dice &#8220;Questo è il mio format&#8221;» (Pippo Baudo, due minuti fa, nello studio di Lilli Gruber, liquida il caso-Dandini)</p>
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		<title>Penne sui tavoli, gatti sotto i tavoli, e notizie alla pizzaiola</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[fremdschämen]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[there's no business like show business]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un social network che si chiama Twitter, forse ne avete sentito parlare. Gli americani usano di preferenza quello (rispetto a Facebook, ha il vantaggio che puoi non interagire mai: è un asocial network, in un certo senso), specialmente i famosi. I giornalisti che si occupano di mondo dello spettacolo lo sanno: molto di ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un social network che si chiama <em>Twitter</em>, forse ne avete sentito parlare. Gli americani usano di preferenza quello (rispetto a Facebook, ha il vantaggio che puoi non interagire mai: è un asocial network, in un certo senso), specialmente i famosi.<br />
I giornalisti che si occupano di mondo dello spettacolo lo sanno: molto di ciò che è notiziabile (che il dio delle parole orrende mi perdoni), riguardo al mondo delle celebrità, ormai passa di lì: è lì che le attrici pubblicano le loro foto struccate, che annunciano nuovi lavori, interviste, copertine, persino nascite. Lo sanno persino i giornalisti che si occupano di spettacoli in Italia, per quanto categoria non esattamente all&#8217;avanguardia: da qualche settimana su Twitter c&#8217;è Fiorello, e ogni volta che scrive una qualunque sciocchezza l&#8217;Ansa ci fa un lancio d&#8217;agenzia.<br />
Insomma il 4 luglio, dopo averlo preannunciato nelle settimane precedenti, Guy Oseary, da sempre produttore di Madonna, <a href="https://api.twitter.com/#!/guyoseary/status/87910856813326336" target="_blank">tuitta</a> che è ufficiale: la signora ha festeggiato l&#8217;Independence Day entrando in studio di registrazione. Se anche uno quel giorno fosse stato distratto e si fosse perso il primo annuncio, quando Sua Madonnità comincia la seconda tornata di registrazioni Oseary ne <a href="https://api.twitter.com/#!/guyoseary/status/95164170907025408" target="_blank">reinforma</a> le folle.<br />
Due mesi dopo, Madonna è a Venezia a presentare il suo film. Conosco più gente che in questi giorni è a Venezia di quanta ne conosca che abbia un abbonamento allo stadio. Ho ricevuto ogni sorta di resoconto dal giro di interviste della signora Ciccone alla stampa italiana: pettegolo, estetico, contenutistico.<br />
Trentasei ore dopo, cioè al termine della seconda giornata di promozione, quella dedicata alla stampa straniera, il mio Twitter era pieno di «Madonna annuncia a Venezia che il primo singolo dal nuovo disco uscirà tra febbraio e marzo.» Mi sono chiesta come mai nessuno degli italiani le avesse fatto quella domanda, come mai la risposta venisse resa nota solo dagli stranieri, in fondo era l&#8217;unica notizia. Poi mi è passato di mente.<br />
Oggi ho visto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QRSywgKRuMA" target="_blank">questa</a>, e ho capito tante cose. Che il mondo è bello perché il mainstream è parecchio variegato, e ci sono anche interlocutori per cui la notizia è quale film di Visconti possa mai preferire, una che ha chiamato il figlio Rocco. E che lo stuporone di fronte a «sto lavorando al nuovo disco» è in realtà un consiglio promozionale: l&#8217;unica cosa che può fare, Madonna, per farsi notare dagli italiani quando entra in studio, è sperare che Oseary venga rituittato da Fiorello. O almeno da Nicola Savino.</p>
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		<title>I used to do that. Quite a bit. It&#8217;s not like I officially retired</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 17:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[cose di ormoni]]></category>
		<category><![CDATA[una volta qui era tutto spelling]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedo scusa per la (ulteriore) trasformazione di questo coso in una Smemoranda con le dediche, ma vorrei risparmiare sullo scatto alla risposta e dire pubblicamente a un paio di amiche che nella sesta puntata di Louie, quella di giovedì scorso, Louis C.K. porta Pamela Adlon al Gitane. E lei dice un paio delle cose più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per la (ulteriore) trasformazione di questo coso in una Smemoranda con le dediche, ma vorrei risparmiare sullo scatto alla risposta e dire pubblicamente a un paio di amiche che nella sesta puntata di <em>Louie</em>, quella di giovedì scorso, Louis C.K. porta Pamela Adlon al <em>Gitane</em>. E lei dice un paio delle cose più immedesimabili nella storia delle serie televisive – tipo che batte persino se stessa in <em>Californication</em>, tipo che batte persino Hank Moody, e Hank Moody è il personaggio più immedesimabile che chiunque mai abbia scritto, persino più di Jack Nicholson in <em>Carnal Knowledge</em>, più di Rhett Butler, più di<em> </em>Tom Waits quando chiama Martha, più di Sam Seaborn quando dice a Josh «Guys like you? I&#8217;m one of them.»</p>
]]></content:encoded>
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