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	<title>Guia Soncini &#187; Molto pop e anche un po&#8217; di corn</title>
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	<description>Elementi di capitalismo amoroso</description>
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		<title>All the way to the bank</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 15:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se e quando troverò il tempo di andare a vedere <em>Sex and the city 2</em>, ma sono deliziata dall&#8217;involontaria comicità di recensori che trasecolano perché santo cielo, in tivvù erano quattro signore così chic, e al cinema, già dal primo episodio, si sono trasformate in carampane con gag degne di Neri Parenti. In effetti non ha senso: sono passate dall&#8217;essere una serie via cavo trasmessa su un canale fatto a forma di nicchia, uno di quelli che son sinonimo di tv di qualità e di premi e di una noia mortale e di noi-non-abbiam-bisogno-di-abbassarci-ai-grandi-numeri, all&#8217;essere un marchio cinematografico che al primo giro ha sbigliettato 150 milioni e spicci di dollari sul solo territorio statunitense, e al secondo giro sta preoccupando gli analisti del botteghino perché, cielo, nel primo fine-settimana potrebbe incassare solo quaranta milioni di dollari invece dei sessanta previsti. Certo, è inspiegabile che abbiano scelto modalità narrative più larghe. Che sciocchi.</p>
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		<title>Ipotesi ottimista: non sanno fare i trailer  Ipotesi pessimista: l&#8217;unica cosa buona è la gonna con cui Carrie incontra l&#8217;inutile Aidan</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 02:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fescionvictimz]]></category>
		<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[fremdschämen]]></category>

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		<description><![CDATA[9 Movie Clips from SEX AND THE CITY 2 from ColliderVideos on Vimeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11814449&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11814449&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>9 Movie Clips from SEX AND THE CITY 2 from <a href="http://vimeo.com/user3546189">ColliderVideos</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Can it be that it was all so simple then?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 19:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[cuori sbucciati]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi tutto è questione di gusti, di generi, di momenti. Quasi tutto – enfasi sul quasi. Perché ci sono un paio di cose la cui opinione sulle quali distingue le persone: quelle con cui vale la pena avere a che fare, quelle che no. Una è Closer. Un&#8217;altra è The way we were. Se vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi tutto è questione di gusti, di generi, di momenti. Quasi tutto – enfasi sul <em>quasi</em>. Perché ci sono un paio di cose la cui opinione sulle quali distingue le persone: quelle con cui vale la pena avere a che fare, quelle che no. Una è <em>Closer</em>. Un&#8217;altra è <em>The way we were</em>. Se vi devo spiegare il perché, non so proprio cosa ci facciate qui. Comunque: cinque anni fa, tre anni prima che nel giro di due mesi morissero entrambi, Sydney Pollack si lasciò fare delle <a href="http://www.bfi.org.uk/features/interviews/pollack.html" target="_blank">domande</a> da Anthony Minghella. Una <a href="http://conductor71.tumblr.com/" target="_blank">donna</a> meravigliosa poco fa ne ha pubblicato uno stralcio, e io ho letto «and she says &#8216;I&#8217;m disappointed.&#8217; And he says &#8216;that&#8217;s a lover&#8217;s word.&#8217;», e mi sono ricordata di quella roba di Guccini, quella che ci son cose che dici «sì, insomma», cose che dici «bella», e cose che dici «maledizione, perché non l&#8217;ho scritta io?», e che una delle trecento immensità di quel film è che è tutto così: quel carpiato che supera l&#8217;abituale «ehi, ma quella sono io» e lo fa diventare «cazzo, questo avrei dovuto scriverlo io.»</p>
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		<title>Recensione breve della notte degli Oscar</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 06:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[The ex factor]]></category>
		<category><![CDATA[eh-ma-io-no]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi d'ascolto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto premiare film di cui mi fregava qualcosa e film di cui niente, film per cui simpatizzavo e film contro i quali antipatizzavo, ma mai in casa mia si era levato un tale umanime coro di consensi come quando Kathryn ha scippato l&#8217;Oscar a James. Se avete visto il Club delle prime mogli sapete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto premiare film di cui mi fregava qualcosa e film di cui niente, film per cui simpatizzavo e film contro i quali antipatizzavo, ma mai in casa mia si era levato un tale umanime coro di consensi come quando Kathryn ha scippato l&#8217;Oscar a James. Se avete visto il <em>Club delle prime mogli</em> sapete di che parlo, se non l&#8217;avete visto potete arrivarci con non troppa fantasia.</p>
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		<title>«Well acquainted with Cameron’s sense of humor — or lack of it»</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 12:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[maschi fallati]]></category>

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		<description><![CDATA[Una non vuole credere alle amiche sagge che dicono che dietro la messa al bando del produttore del film dell&#8217;ex moglie ci sia il perfido James, poi però legge questo, che se lo facesse un politico in Italia ci toccherebbero centodue anni di lagne sulla censura, altro che «creative differences», e qualche dubbio le viene. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una non vuole credere alle amiche sagge che dicono che dietro la <a href="http://www.variety.com/index.asp?layout=awardcentral&amp;jump=news&amp;articleid=VR1118015961&amp;cs=1" target="_blank">messa al bando</a> del produttore del film dell&#8217;ex moglie ci sia il perfido James, poi però legge <a href="http://nymag.com/daily/entertainment/2010/03/sacha_baron_cohen_james_camero.html" target="_blank">questo</a>, che se lo facesse un politico in Italia ci toccherebbero centodue anni di lagne sulla censura, altro che «creative differences», e qualche dubbio le viene. Infine si ricorda di quella storiella che alla fine delle riprese di <em>Titanic</em> la troupe si fosse fatta fare delle magliette «I survived James Cameron», e pensa che, come tutti, invecchiando sarà peggiorato. E anche che «Let’s just say that Cameron isn’t known to be, shall we say, ‘self-deprecating’» è un modo assai educato di dargli del quel che è: un vecchio trombone.</p>
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		<title>Ma non latiti tanto quando capiti a pranzo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 16:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[anche niente]]></category>

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		<description><![CDATA[Quelle mattine di inaspettata primavera e questioni da affrontare (ma tanto già lo sapevi che tornavo da te senza niente da dire), quelle mattine di amiche da consolare (è proprio da finale di carriera accompagnarsi a gente di cultura), rubriche da scrivere (but you don&#8217;t really care for music – do you?), interviste da improvvisare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quelle mattine di inaspettata primavera e questioni da affrontare (<em>ma tanto già lo sapevi che tornavo da te senza niente da dire</em>), quelle mattine di amiche da consolare (<em>è proprio da finale di carriera accompagnarsi a gente di cultura</em>), rubriche da scrivere (<em>but you don&#8217;t really care for music – do you?</em>), interviste da improvvisare (<em>I can&#8217;t do the talks like they talk on the tv</em>), amici da rassicurare (<em>c&#8217;è un trionfo di stendardi dove termina il dolore</em>), e soprattutto informazioni da desumere, tipo come sei finita addormentata dal lato del letto dove poi ti sei svegliata (<em>Cinderella, they ain&#8217;t sluts like you</em>); quelle mattine in cui stìvgiòbs e il suo shuffle sembrano saperla lunghissima (<em>ed in qualcuna delle mie risposte c&#8217;era il tuo nome</em>). Quelle mattine.</p>
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		<title>Caro Colin, firmato Irene</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 21:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[maschi fallati]]></category>

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		<description><![CDATA[Date premesse (mie) quali «Di recente m&#8217;è toccato vedere Otto e mezzo e mi sono fatta due palle», «Di poche cose mi frega meno che di Fellini», e «Non vedo il film di Tom Ford neanche se mi pagano», resta che Irene scrive talmente bene che sposo la sua causa, ed esigo a suo nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Date premesse (mie) quali «Di recente m&#8217;è toccato vedere <em>Otto e mezzo</em> e mi sono fatta due palle», «Di poche cose mi frega meno che di Fellini», e «Non vedo il film di Tom Ford neanche se mi pagano», resta che <a href="http://byronic.tumblr.com/post/405332933/dear-colin-firth-although-i-have-to-say-that-in" target="_blank">Irene</a> scrive talmente bene che sposo la sua causa, ed esigo a suo nome una risposta da mister Firth.<br />
(E non solo perché, la sera del giorno in cui ho infine visto <em>Otto e mezzo</em>, ho cenato con Irene, e nonostante la mia indegnità di spettatrice mi ha fatto assaggiare dei calamari al sesamo che ancora me li sogno.)<br />
(E comunque Mastroianni è uno dei più gran fighi evah. Non a livello Gassman, ma comunque lassù nell&#8217;empireo dei fighi assoluti.)</p>
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		<title>La netta differenza tra l&#8217;essere divulgativi e la più totale incompetenza</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[backstage]]></category>

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		<description><![CDATA[Accade d&#8217;avere, nello stesso lunedì postsanremese, da scrivere una rubrica televisiva e una canzonettistica, e quindi di studiarsi vecchi video per trovare due idee che non si sovrappongano. Accade d&#8217;incappare in quello qua sotto, e di pensare molte cose, che si riducono poi a una. Che tutta la gente che piace, quella tra la quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accade d&#8217;avere, nello stesso lunedì postsanremese, da scrivere una rubrica televisiva e una canzonettistica, e quindi di studiarsi vecchi video per trovare due idee che non si sovrappongano.<br />
Accade d&#8217;incappare in quello qua sotto, e di pensare molte cose, che si riducono poi a una.<br />
Che tutta la gente che piace, quella tra la quale si porta molto il cecchinaggio su Fabio Fazio, dovrebbe guardarlo di più, Fazio, ché magari impara qualcosa; e che in filigrana a lui che chiede a Stipe cosa significhi R.E.M., e al come traduce e spiega la risposta, vedi un retropalco in cui è andato lì e gli ha detto «Ci sono tot milioni di persone che ci guardano e non vi conoscono, devo farti una domanda banale»; esattamente come, in filigrana alla Clerici che chiede a quella di <em>Avatar</em> «Ti senti più un&#8217;attrice latina o americana», vedevi otto inutili autori che un minuto prima si erano resi conto di aver dimenticato di preparare l&#8217;intervista.<br />
(E comunque io vado matta per <em>Lotus</em>, ecco.)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fKkMkYFZejc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/fKkMkYFZejc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Ci sono più cose in quei 43 secondi, Clint, di quante ne contengano i tuoi 133 minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[maschi fallati]]></category>

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		<description><![CDATA[Near the conclusion of North by Northwest, Cary Grant finds himself in something of a pickle. His true love, Eva Marie Saint, is dangling helplessly in space on the face of Mount Rushmore. If she falls, splat. The reason she has not fallen is that Grant is holding her with one hand while the other [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Near the conclusion of <em>North by Northwest</em>, Cary Grant finds himself in something of a pickle.<br />
His true love, Eva Marie Saint, is dangling helplessly in space on the face of Mount Rushmore. If she falls, <em>splat</em>. The reason she has not fallen is that Grant is holding her with one hand while the other grabs a rock ledge. Not easy. Watching all this is Martin Landau, the subvillain, who stands a few feet away holding the precious statuette that contains valuable microfilm inside, said microfilm being of great danger to America should it fall into enemy hands. Grant, desperate, looks up at Landau and asks for help.<br />
Landau walks over to Grant and, instead of bending down and aiding to him, puts his foot on Grant&#8217;s fingers and begins pressing down. He grinds his shoe down as hard as he can.<br />
That&#8217;s the pickle.<br />
Now, between that moment and the end of this superb Ernest Lehman-Alfred Hitchcock collaboration, the following occurs.</p>
<p>(a) Landau is made to cease and desist.<br />
(b) Grant savees himself.<br />
(c) Grant also saves Eva Marie Saint.<br />
(d) The two of them get married.<br />
(e) The microfilm is saved for America.<br />
(f) James Mason, the chief villain, is captured and handed over to the authorities.<br />
(g) Grant and Saint take a train ride back east.</p>
<p>That&#8217;s a lot of narrative to be successfully tied up. and I would like you to guess how long it takes in terms of screen time for it to be accomplished. Got your guess? Here&#8217;s the answer––<br />
––forty-three <em>seconds</em>.</p>
<p>(<em>Adventures in the Screen Trade</em>, pagina 117)</p></blockquote>
<p>(No, niente, è che volevo scrivere di come <em>Invictus</em> sia un film con dialoghi tutti di frasi fatte senza neanche la scusa del grottesco che aveva <em>Il divo</em>, con una sceneggiatura scritta da uno che non ha non dico mai visto una puntata di <em>West</em> <em>Wing</em> ma neppure mai sentito un discorso di Veltroni – battuta tipo: «Non è un santo virgola è un uomo punto esclamativo coi problemi di un uomo ripunto riesclamativo» –, con un Mandela rispetto al quale Valterone nostro pare un gigante del pensiero politico e del senso delle priorità, una crasi tra la cartellonistica Benetton e gli spot dei Ringo Boys dilatata su due ore e un quarto equamente divise tra scene inutili – la metà delle quali sono di cameriere che gli portano cose e lui che ringrazia cerimoniosamente, e se non sono la metà sono comunque più di quante ce ne fossero in <em>Gosford park</em> – e scene di cinque minuti che potevano durare quaranta secondi. Volevo. Poi mi sono resa conto che William Goldman, in uno dei più strepitosi libri sul cinema che abbia mai letto, l&#8217;aveva detto meglio.)</p>
<blockquote><p>But they got great reviews from the auteur critics.<br />
The reason is this: Once an auteurist surrenders himself to an idol, for reason passing understanding, said auteurist flies in the face of one of life&#8217;s basic truths: People can have good days, and people can have bad days.<br />
<em>Any</em> movie by Chaplin, even shit by Chaplin, is terrific. (I wish them all a very long life  on a desert island with nothing but <em>The Countess from Hong Kong</em> for company.) <em>Any</em> John Ford, another of their favorites. And, of course, any Hitchcock.<br />
I think the last two decades of Hitchcock&#8217;s career were a great waste and sadness. He was techically as skillful as ever. But he had become encased in praise, inured to any criticism.<br />
Hitchcock himself had become The Man Who Knew Too Much.<br />
So yes, I think the auteur theory ruined him – or at least his belief in it. And I think that belief is dangerous to any director. I mentioned before that no director I ever met said out loud he believed in the auteur theory. But God knows what&#8217;s silently eating away at them in the dark nights of their soul.</p>
<p>(pagina 105)</p></blockquote>
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		<title>Blue Valentine, molto blue</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altra mattina sono passata da Leicester square poco dopo mezzogiorno, e dietro le transenne c&#8217;erano già un po&#8217; di ragazze in attesa, coi cellulari pronti a scattare, perché la sera all&#8217;Odeon ci sarebbe stata l&#8217;anteprima di Valentine&#8217;s day. Ho pensato per una inutilmente moralistissima frazione di secondo che santo cielo, dal trailer pareva proprio orrendo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra mattina sono passata da Leicester square poco dopo mezzogiorno, e dietro le transenne c&#8217;erano già un po&#8217; di ragazze in attesa, coi cellulari pronti a scattare, perché la sera all&#8217;Odeon ci sarebbe stata l&#8217;anteprima di<em> Valentine&#8217;s day</em>. Ho pensato per una inutilmente moralistissima frazione di secondo che santo cielo, dal trailer pareva proprio orrendo, e insomma oggigiorno si starebbe lì ad aspettare una celebrità anche se facesse un film fatto di 110 minuti di monoscopio. Poi sono tornata in me, e ho smesso di fingere di credere che la voglia di star lì a strillare e chiedere autografi sia legata alla qualità dei prodotti.<br />
Poi ho letto <a href="http://rogerebert.suntimes.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20100210/REVIEWS/100219994" target="_blank">che</a> «is being marketed as a Date Movie. I think it&#8217;s more of a First-Date Movie. If your date likes it, do<em> not</em> date that person again. And if you like it, there may not be a second date», <a href="http://www.ew.com/ew/article/0,,20343652,00.html" target="_blank">che</a> «every line of dialogue is stale, every joke falls flat, and every performance has been phoned in between text messages to agents blinking, &#8221;SOS!&#8221;» e <a href="http://movies.nytimes.com/2010/02/12/movies/12valentine.html" target="_blank">che</a>, in sintesi, «it’s a disaster: cynically made, barely directed, terribly written», e ho capito cosa stavano aspettando le londinesi. L&#8217;incidente stradale. Gatti spiaccicati compresi.</p>
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