Archivio per la ‘ categoria ’ The ego has landed

  1. L’invidia del fenicottero

    Domani a quest’ora saranno stati già scritti un tot di editoriali su come tutti quelli che negli ultimi otto mesi hanno espresso opinioni riconducibili alla matrice «Ammazza che cagata il film di Sorrentino» l’abbiano fatto per invidia. Saranno meno di quelli che sosterranno la nuova (e persino più sbronza) linea interpretativa, ovvero «Non vi è […]

  2. Insomma, poco fa su Twitter compare un’intervista del tenero filone giornalistico «Se parlo male un po’ di tutti, le agenzie mi riprendono, e se non loro almeno i blog, e se non i blog almeno altri giornali che nessuno leggerà ma mia mamma può dire alle amiche al paese che il figlio ha tanti ritagli». […]

  3. Parecchi anni fa, arrivò su Wikipedia una voce a mio nome. Ora, quel che vi serve sapere per capire l’inutilissima storiella che segue è che Wikipedia, enciclopedia basata sul volontariato dei compilatori che nei paesi seri riesce a essere comunque una cosa seria e con una sua attendibilità (certo, non considera Philip Roth una fonte […]

  4. È un format italiano, ché non è mica vero che li sappiamo solo importare e riadattare. È un format italiano diffuso in tutti i programmi che noi-sì-facciamo-giornalismo-serio, è un format a resa zero (per lo spettatore) e a resa altissima (per la reputazione dell’esecutore). Si chiama «Che lavoro fai?» «Urlo domande molto scomode, sperando non […]

  5. Mai, mai

    Qualche settimana fa sul New York è uscito questo racconto di Elizabeth Wurtzel, della quale leggo tutto il poco che ormai scrive perché è stata una ragazza di gran successo in anni in cui ero abbastanza giovane e impressionabile da farla risultare importantissima per la mia formazione. Poi si è perduta via in quel modo […]

  6. Se «non esiste il mezzo, esiste l’uso che se ne fa» non fosse un concetto troppo banale persino per me, la questione sarebbe poi solo quella: che alla fine, persino sul mezzo a più facile tracollo di niente da dire, a più immediata esposizione della crisi dei cinquanta, uno bravo lo riconosci perché riesce a […]

  7. Coraggio, fatti limonare

    Ho, su Lena Dunham, opinioni che non condivido, e che la pigrizia ha fatto sì non mi mettessi ad articolare (finora; abbastanza per caso, proprio in questi giorni ci sono alcune righe sulla signorina in un mio pezzo sulle culone che si esibiscono in un sistema dello spettacolo in cui già la 40 è troppo, […]

  8. L’aggiornamento Istat del rimorso

    Nella puntata serale di Centovetrine che è appena andata in onda, all’interno di una storyline in cui due adulti, senza mettersi a ridere, hanno dialoghi come «Provo solo rancore e sofferenza» «Tu non puoi odiarmi» «È vero, non riesco a odiarti, ma non riesco neanche più ad amarti» è appena andato in onda un pezzo […]

  9. The year of (not) being awarded

    è chiaro che il tuo coinvolgimento con questo film è fuori scala. e mi chiedo perché. perché il tuo sceneggiatore preferito ha fatto il film dell’anno centrando tutti i punti che c’erano da centrare, e probabilmente combinando qualcosa di epocale, oppure perché nessuno, prima di sorkin con zuckerberg, era riuscito a ritrarti in modo più […]

  10. «Il fatto è che un talento vero è qualcosa di divino, ma è anche una dannazione. Perché si nutre di una sensibilità estrema, dilatata, la quale a sua volta non ti porta a essere felice. Io sento gracidare il dolore del mondo. Non è un caso che non ci siano grandi romanzi allegri.» (Margaret Mazzantini […]