È un format italiano, ché non è mica vero che li sappiamo solo importare e riadattare. È un format italiano diffuso in tutti i programmi che noi-sì-facciamo-giornalismo-serio, è un format a resa zero (per lo spettatore) e a resa altissima (per la reputazione dell’esecutore). Si chiama «Che lavoro fai?» «Urlo domande molto scomode, sperando non [...]
Archivio per la ‘ categoria ’ The ego has landed
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Qualche settimana fa sul New York è uscito questo racconto di Elizabeth Wurtzel, della quale leggo tutto il poco che ormai scrive perché è stata una ragazza di gran successo in anni in cui ero abbastanza giovane e impressionabile da farla risultare importantissima per la mia formazione. Poi si è perduta via in quel modo [...]
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Se «non esiste il mezzo, esiste l’uso che se ne fa» non fosse un concetto troppo banale persino per me, la questione sarebbe poi solo quella: che alla fine, persino sul mezzo a più facile tracollo di niente da dire, a più immediata esposizione della crisi dei cinquanta, uno bravo lo riconosci perché riesce a [...]
Tags: colonne sonore, struggimenti
Permalink - Categoria: Fanatismi, Smalltown girl, The ego has landed -
Ho, su Lena Dunham, opinioni che non condivido, e che la pigrizia ha fatto sì non mi mettessi ad articolare (finora; abbastanza per caso, proprio in questi giorni ci sono alcune righe sulla signorina in un mio pezzo sulle culone che si esibiscono in un sistema dello spettacolo in cui già la 40 è troppo, [...]
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Nella puntata serale di Centovetrine che è appena andata in onda, all’interno di una storyline in cui due adulti, senza mettersi a ridere, hanno dialoghi come «Provo solo rancore e sofferenza» «Tu non puoi odiarmi» «È vero, non riesco a odiarti, ma non riesco neanche più ad amarti» è appena andato in onda un pezzo [...]
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è chiaro che il tuo coinvolgimento con questo film è fuori scala. e mi chiedo perché. perché il tuo sceneggiatore preferito ha fatto il film dell’anno centrando tutti i punti che c’erano da centrare, e probabilmente combinando qualcosa di epocale, oppure perché nessuno, prima di sorkin con zuckerberg, era riuscito a ritrarti in modo più [...]
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«Il fatto è che un talento vero è qualcosa di divino, ma è anche una dannazione. Perché si nutre di una sensibilità estrema, dilatata, la quale a sua volta non ti porta a essere felice. Io sento gracidare il dolore del mondo. Non è un caso che non ci siano grandi romanzi allegri.» (Margaret Mazzantini [...]
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(la prima parte della storia, qui; il messaggio non è per me: è stato ricevuto e cortesemente forwardato da conoscente che aveva invitato l’intervistatore a produrre registrazione)
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Credevo di aver visto il peggio del peggio del narcisismo, della mancanza di senso del ridicolo, del prendersisulserismo – credevo di aver visto tutto osservando i romanzieri italiani. Ma qui, con l’autrice che stronca la stroncatura, si raggiungono vertici che vanno oltre la mia più sfrenata immaginazione.
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Alec Baldwin su Charlie Sheen e sui gravi drammi di loro altri, migliardari dello sciòbìz.

