Archivio per la ‘ categoria ’ Vedi alla voce

  1.   C’è stato un tempo in cui il cinema italiano produceva personaggi memorabili, one-liner che facevano invidia a Woody Allen (parlandone da vivo), caratteristi che avrebbero potuto gareggiare con Thelma Ritter. C’è stato un tempo, anche, in cui Lucio Dalla era il più gigantesco gigante mai comparso sulla scena canzonettistica. L’incrocio di quei due tempi […]

  2. A lot of potential

    Sabato uscirà una cosa che ho scritto sulla sindrome-Teresina, ovvero la seminuova e sempre più diffusa patologia maschile in seguito alla quale il soggetto ha una relazione con te – nel boschetto della sua fantasia. Dopodiché può succedere di tutto: può averti lasciato spezzandoti il cuore (come, appunto, nella variante Teresina), può restare in attesa […]

  3. Portatemi quelli che «il giornalismo anglosassone», ho un regalo per loro

    (i tabloid li ho omessi, ma naturalmente ci sono anche loro, qui – grazie a Nomfup)

  4. Mi vedo scritto su tutti i muri

    Credo di averlo già raccontato: ho amici molto crudeli che, ogni sabato, si chiedono in quale passaggio della rubrica di canzonette che scrivo si identificherà l’uomo convinto di essere un mio ex (ne avete uno anche voi, no? Mica sarò solo io, dai. Ditemi che è normale. Che ogni donna ha diritto a un semisconosciuto […]

  5. «Perché m’annoio»

    (In questo stronzissimo anno che ha come principale caratteristica quella di far morire la gente sbagliata, ho fatto due o tre cose che volevo fare da alcuni decenni. Una era parlare con Carlo Verdone di quanto Manuel Fantoni sia ancora oggi il sommo interprete del carattere italiano.)

  6. Working girl [Intercettazioni #28]

    - Mi chiama continuamente. Ed è colpa tua. – Ora che c’entro io, siete migliori amiche, assumitene la responsabilità. – Tu l’hai inventato. Non fosse per te… – No, amore della tua mamma: io me ne sono liberata, tardivamente ma con una nettezza di cui nessuno di voialtri che vi lamentate è stato capace. – […]

  7. This party of apes

    Stavo ripensando a questa scena di Vivien Leigh in piscina completamente fuori di testa, e Laurence Olivier che ha chiamato l’ospedale psichiatrico, e l’infermiera che per rabbonirla e avvicinarsi dice «Io la conosco: lei è Scarlett O’Hara», e lei che bercia «Io non sono Scarlett O’Hara! Io sono Blanche DuBois!» Stavo pensando che essere il […]

  8. Mi vedo scritto su tutti i muri, edizione d’autore

    TAD WHITNEY Hey, C.J. C.J. holds up her index finger, pretending to talk to someone on the cell phone. C.J. Yeah, okay. Well, we’re gonna put those figures out at the morning briefing… Yeah. Thank you. [hangs up] TAD What was that about? C.J. I… you know… I honestly couldn’t tell you. TAD I saw […]

  9. Della materia di cui son fatti i cliché

    A un certo punto ho scritto un libro. Questa notizia qui mi fa venire in mente che, a pagina 74, c’era scritto così:

  10. Truman Capote l’ha strepitato, come quasi tutto, prima e meglio, ma una delle cose più difficili per chi scrive è far accettare a chi gli sta intorno l’idea che è tutto materiale. L’umanità ti pianta musi per qualunque cosa: perché hai raccontato esattamente com’è andata quella volta che; perché hai rielaborato quella volta che; perché […]