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  1. Ci sono giorni che tutto si tiene, come dicono i milanesi quando fingono di sapere il francese. Ora, per esempio, stavo tentando di scrivere l’intervista a una signora che, tra le altre cose, mi aveva parlato a lungo di quanto Michael Douglas sia il suo massimo sex symbol, e di quanto le fosse parso fragile [...]

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  2. Potrei dire molte cose, delle millecinquecentosettantasei parole con cui Francesco Piccolo interviene su quella questione che riesce a essere meno appassionante del sistema elettorale alla tedesca e della maternità di Gianna Nannini, ovvero: gli scrittori sinceramente democratici e il loro pubblicare per la principale casa editrice italiana (che happens to be di proprietà del principale [...]

  3. Rivalutare la Casa di Pony

    A completamento dell’operazione «Guardare un anno di cinema italiano e ricordarsi perché non si guardano film italiani da anni», ho infine visto Virzì. Ora, voi capite che vedere La prima cosa bella dopo aver visto lo svizzero, il turco e il Mamiani* è quasi scorretto. Cioè: a me, in questo momento, il film di Virzì [...]

  4. Poi, una sera d’estate, senza una ragione davvero valida, ti ritrovi a vedere Baciami ancora. Un film in cui le donne sono molto diverse tra loro: c’è il modello «continuo a rinfacciarti le corna che mi hai fatto dieci anni fa»; il modello «non mi amerai mai quanto hai amato lei»; il modello «siccome non [...]

  5. Giusto ieri parlavo con un amico la cui vita sembra attualmente uscita da un film di Hitchcock, ma scritto male. A un certo punto della sua cronaca della sua ultima settimana, ho detto una cosa tipo «Vabbè, adesso però io dalla poltrona del cinema sto spernacchiando lo sceneggiatore perché tutto questo non è verosimile.» Poi, [...]

  6. Le grandi verità, in prestito ediscion

    «Gli amori in cui si vota uguale finiscono, e non ti resta manco la soddisfazione di potergli dire “E comunque ho sempre pensato che sei unammmerda perché hai votato Veltroni nel 2008″» (un’amica, poco fa, costringendomi a chiedermi che elezioni ci fossero state nel 2008)

  7. Non credo di aver mai letto un’intervista interessante a Gwyneth Paltrow. E, con l’eccezione della guerra termonucleare globale Angelina-Jennifer, che fa sì le due siano talmente determinate a far volare polpette sotterranee che lo farebbero persino se intervistate da Rakam, non è che le interviste di copertina di Vogue in generale spicchino mai per brillantezza. [...]

  8. Che il capo del governo, poi, si senta sotto stress, lo dimostra l’assenza delle solite barzellette al vertice notturno. Solo una battuta: “Ci sono rimasto male quando ho saputo che Bocchino era un deputato e non un punto del nostro programma”. (d’accordo, i retroscenisti, ma allora voglio vedere un’indignata querela tipo subito)

  9. Dice: il feedback dei lettori. Dice: ascoltali, filateli, severgninizzati. La rubrica di sabato mi è valsa una tirata sui valori dei giovani d’oggi, e un’accusa di sindrome d’onniscienza da una che manco conosce l’ortografia di onnisciente. Se rinasco, voglio essere Ilvo Diamanti. E non solo per piacere a Leonardo.

  10. A real Algonquin Round Table, indeed

    Passi un’intera serata a sghignazzare con i michetti sulle declamazioni di un volume che sembra planato lì per svoltarvi la serata. Persino il tonno con le pesche e i gamberi coi peperoni passano in secondo piano (vabbè, si fa per dire) di fronte a stralci che contengono, in ordine sparso: numero un (1) pene ormai [...]