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«Bette Davis was so rude, so constantly rude,» Holm remembered years later. «Why, I walked onto the set about the first or second day and said, “Good morning,” and do you know her reply? She said, “Oh shit, good manners.” I never spoke to her again – ever.» (Sempre da questo libro qui)
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Ho come l’impressione che tra le priorità di Gisele non ci sia lo stare simpatica alle donne.
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E niente, sono andata in edicola, ho preso il Vanity di cui si diceva ieri, ho guardato il servizio fotografico di Belen, e mi è tornata in mente quella volta, mi pare fosse Point de vue, che intervistarono Carla Bruni ed era appena uscito Rien de grave e lei, dell’ex figliastra o rivale o boh, [...]
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Se la mia amica Paola non fosse scema, mi avvertirebbe quando c’è qualcosa da leggere su quella stronza di Rachida Dati e quelle dementi che il-quality-time, invece di farmi perdere quattro preziosi giorni prima di inoltrare a tutte quelle che si devono realizzare come donne e come calciatrici l’arma fine di mondo sintetizzata in «Dice: [...]
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Non so se e quando troverò il tempo di andare a vedere Sex and the city 2, ma sono deliziata dall’involontaria comicità di recensori che trasecolano perché santo cielo, in tivvù erano quattro signore così chic, e al cinema, già dal primo episodio, si sono trasformate in carampane con gag degne di Neri Parenti. In [...]
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Tra qualche anno, ricorderemo il 27 maggio 2010 come il giorno che nessun uomo ti cagava perché a tutti era arrivato l’iPad.
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I parrucchieri giapponesi ti mettono l’asciugamano da davanti (file under: inchieste sul campo)
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Io rimango convinta che lui, nella sibillina scena finale, le sussurri all’orecchio una cosa come «Spiace, ma a casa conservo ancora una certa dignità» (madame La Rosa e la mizz Rozzella che questo secolo si merita)
