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  1. Believe me: looks are everything

    Non avevo mai fatto caso a quanto tutta la mia vita fosse stata scandita da Mike Nichols. Da quel fidanzato di quand’ero piccola che mi fece vedere per la prima volta Carnal Knowledge, ribaltando per sempre tutto ciò che credevo degli uomini, delle donne e delle loro relazioni; a quel fidanzato di quando credevo d’esser [...]

  2. Piers Morgan prende il posto di Larry King (continuando oltretutto a fare American Idol, il che mi pare sublime), e Jeremy Clarkson usa la sua rubrica sul Sunday Times per raccontare l’improbabile storia di lui che a parlare coi produttori americani ci è andato ma solo per prenderli per il culo infilando versi di canzonette [...]

  3. È esattamente da questi particolari, che si giudica un giocatore.

  4. Altro che «dov’eri l’11 settembre»

    Tra qualche anno, ricorderemo il 27 maggio 2010 come il giorno che nessun uomo ti cagava perché a tutti era arrivato l’iPad.

  5. Uno dei miei più cari amici è il massimo esegeta di Keith Richards in generale e di Exile on Main St. in particolare. Diciamo che il pacchetto «Keef e l’estate del 1971» sta a lui come West wing sta a me: roba con cui sfinire gli amici che sbuffano «sì, me l’hai già raccontato, almeno [...]

  6. E comunque il rigore non c’era

    Poiché in quel paese le cose, per farmi dispetto, succedono sempre quando io sono lontana, mi dicono che stasera Valter Veltroni – già inauguratore con tappeti rossi di buche stradali, già disposto a perdere in tutte le competizioni, già spiritista del Lingotto – presenterà la sua operina morale sull’Heysel da Fabio Fazio. Mi aspetto molto, [...]

  7. Il flickr della Casa Bianca è roba da far esplodere il rilevatore di fighismo percepito (il portafortuna; il campetto di basket; la – aiutami a dire – sottile e inquietante sensazione che il mondo sia attualmente governato da un set della Leibovitz.) Epperò c’è una foto, quella qua sotto, che mi sembra l’illustrazione perfetta per [...]

  8. Who’s got the last laugh now