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La settimana prossima esce Facce da schiaffi. Sì, lo so: il titolo è brutto e la copertina orribile. Siccome l’ha scritto un mio amichetto, l’ho letto lo stesso, e ho appena finito, e giuro che fa molto rumorosamente ridere (e, per quanto mi riguarda, anche molto immedesimare, imbarazzare, e aprire Skype per dire all’autore «Come ti [...]
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Oggi sarebbe il centoquindicesimo compleanno di un tizio la cui rilevanza non ho davvero la pazienza di spiegarvi, né sfoggiando il kit della piccola critica letteraria, né aiutandovi con paragoni tra Anson Hunter e Hubbell Gardner, né rievocando i miei sedici anni e il giorno in cui vedere appuntate da uno che mi piaceva le [...]
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La frase del titolo la scandì Ex Fidanzato Cattivo, una sera in cui straparlavo o barcollavo o un combinato delle due, in un decennio lontano. Mi è tornata in mente poco fa, trovando, nel mio nuovo livre de chevet, questo suggerimento del 2003: On the whole, observe the same rule about gin martinis – and [...]
Tags: Hitch, libri altrui, una volta qui era tutto spelling
Permalink - Categoria: Modelli, The ex factor -
È una questione di allenamento. Gli intervistati interessanti (che sono una categoria persino più rara di coloro che sono interessanti nella vita vera), dopo un po’ che paghi l’affitto cercando di far dire quello che vuoi tu a gente che ha la pretesa di dire quel che vuole lei, li sgami subito. Anche se non [...]
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Domani esce una robina che ho scritto su quel che abbiamo imparato dai film di Woody Allen. A leggere questo prima, avrei scritto del come e il perché e il quanto sono Woody Allen (e così spero di voi.) I do think we live in a nightmare and I feel the same way that Blanche [...]
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Se sei il più bravo di tutti ad argomentare su qualunque cosa, e uno dei tuoi più cari amici è l’autore di uno dei più grandi romanzi degli ultimi trent’anni, allora puoi realizzare il sogno di ogni umano: leggere, da vivo, il tuo coccodrillo (versione alfabetizzata del più umano tra i desideri: quello di assistere [...]
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Credevo di aver visto il peggio del peggio del narcisismo, della mancanza di senso del ridicolo, del prendersisulserismo – credevo di aver visto tutto osservando i romanzieri italiani. Ma qui, con l’autrice che stronca la stroncatura, si raggiungono vertici che vanno oltre la mia più sfrenata immaginazione.
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«Un piccolo libraio di Roma, da solo, ha venduto 1.300 copie del mio ultimo romanzo. Roba che neanche Dan Brown.» (Incipit dell’intervista a Gioia di romanziere sconosciuto al quale, per ragioni che trascendono l’umana comprensione, l’intervistatrice non scoppia a ridere in faccia)
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“His voice wasn’t up to much, all that cigarette smoking made him sound a little Marianne Faithfull, but that purple robe was divine.” (con amici così, chi ha bisogno di recensori)
