McInerney, più diplomaticamente, la mette sul «Sarà stato pure tanto rilevante, ma io continuavo a dimenticarmi esistesse»; BEE, invece, che il dio del rant lo benedica, mi ricorda quel passaggio di quello strepitoso racconto in cui l’allora fidanzata di Franzen, alle prese con la propria mancanza di capacità (per comodità denominata blocco dello scrittore) e [...]
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L’altra sera parlavo con una persona di quanto sia una stronzata la convinzione (propria peraltro di persone stimabili) che le grandi storie abbiano bisogno di protagonisti che il pubblico ama. In particolare, di come Scarlett O’Hara sia il più odioso personaggio forse dell’intera storia della letteratura, ma questo non renda quel libro (quel film) meno [...]
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Svegliarsi tardi, ma mai tardi quanto la nottata avrebbe giustificato.
Trovare tutt’un carteggio che richiede un’approvazione senza sforzo in cui si scopre di essere colei a casa della quale è appena stata organizzata una cena.
Scoprire che il menu è una delizia, che la spesa la farà qualcun’altra, a spignattare penserà qualcun’altra, a te è richiesto solo [...] -
The Bonfire of the Vanities e i racconti di FSF. Pride and Prejudice e Richard III. Little Women e l’Inferno. La differenza tra un armadio delle borse e un chindol è che il primo è un lavoro eternamente incompiuto. Il secondo, basta una notte di vigilia per portarlo a perfezione. Chiamatelo pure uotelse.
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Quel che accade, quando per la prima volta da mesi hai due ore di treno senza altre incombenze che leggere Vanity Fair, è che scopri Martina Colombari che tiene in braccio bambini morti, Ignazio Marino che dà interviste sul tè, e – soprattutto – che finalmente leggi una puntata della serie di interviste di Gabriele [...]
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In un tempo che sembra collocarsi sette vite fa, il giornale per cui lavoravo mi chiese un articolo per scrivere il quale dovetti telefonare al mio scrittore preferito. Mi trattò peggio di come io tratterei una telefonatrice importuna in uno dei miei giorni peggiori. Ci rimasi male, ma soprattutto capii istantaneamente una cosa che poi [...]
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- ‘Spetta Robe’, prima che vai… Ti sei scopato qualcuna che conosco, di recente?
- Hm… Non lo so, tu conosci un sacco di persone. …Tipo?
- Tipo mia moglie.
- Ah… “Così” di recente
(Mi hanno regalato il corrispondente fumettaro di Closer. E io che oggi dovevo lavorare.) -
Comprende tutto il percorso che va dallo sbuffare «Non posso essere per sempre schiavo di questo personaggio» al tromboneggiare «Ho bisogno di libertà creativa», passando per la convinzione che il proprio successo di pubblico sia legato alle proprie infinite doti, e non al fatto di aver azzeccato una miracolosa formula (che è una in più [...]
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Mi rendo conto che arrivo tardi, e mi scuso se qualcuno l’ha già fatto notare e ne avete già discusso e trovato un (altro) senso senza che io me ne accorgessi, ma a compensare i molti vantaggi del non incrociare mai i giornali italiani c’è il piccolissimo svantaggio di avere alcune lacune. Io, fino a [...]
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Ho un debole per Prada. È un’affermazione che si presta a equivoci, perché lo sappiamo come funziona in genere coi deboli: che gli altri guardano l’oggetto del tuo cieco desiderio, e scuotono la testa e pensano «Mah, cosa ci troverà…» Con Prada non va così, perché non solo fanno un’innegabile quantità di bella roba, ma [...]
