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  1. Land of opportunities

    Ancora prima che le mie sinapsi formulassero l’istantaneo pensiero «Vabbè, ma se uno è scemo deve far causa a se stesso, tipo quelli che comprano i numeri del lotto da Vanna Marchi», già mi stavo chiedendo: tv star? Guido Venitucci? E chi cazz’è? Forse con «in Rome» intendono quella serie della HBO di cui non [...]

  2. Della materia di cui son fatti i cliché

    A un certo punto ho scritto un libro. Questa notizia qui mi fa venire in mente che, a pagina 74, c’era scritto così:

  3. - Quindi tu sai chi è eNZO. – Cosa te lo fa pensare, e soprattutto dove diamine eri che ti cerco da ore. – Hai cominciato a insultarlo. – Insulto solo quelli che conosco? – No, in effetti insulti solo quelli con cui fai roba. Gesù. – No, guarda: manco con la figa di un’altra. [...]

  4. La battuta neanche la faccio

  5. D’accordo, vi hanno fatto il culo da piccoli, ma così vi siete conquistati il diritto a un ambitissimo autografo del papa. Per i più fortunati, anche la foto col cellulare. E, per tutti, un tour guidato sotto le pontificie sottane.

  6. Amore è

    Non andarsene sbattendo la porta (o, peggio, lasciandola aperta) nonostante, arrivando da sei aerei in due giorni, si trovi un pezzo di formaggio al posto della cena promessa e, come pasto sostitutivo, un veto alla visione dell’Isola, perché mica si può interrompere l’avvincentissima conversazione su Penati.

  7. Io gente che non sa stare in video ne ho vista, ma uno che fa tutte le pause nei punti sbagliati delle frasi, che continua a dondolare sul baricentro senza pace… Ma Mity Simonetto non può dargli qualche lezione? Diamine, così conciato è proprio un punto debole, per il povero Silvio.

  8. Per non parlare dei bambini che muoion di fame in Africa mentre tu lasci lì le verdure. Comunque facciamo progressi, eh: mentre continua a essere incomprensibile la frequenza con cui Veltroni viene intervistato (e perché Achille Occhetto no, per dire? aveva pure preso più voti), l’organizzatore di circhi massimi pronuncia le parole più vicine a [...]

  9. Una non vuole credere alle amiche sagge che dicono che dietro la messa al bando del produttore del film dell’ex moglie ci sia il perfido James, poi però legge questo, che se lo facesse un politico in Italia ci toccherebbero centodue anni di lagne sulla censura, altro che «creative differences», e qualche dubbio le viene. [...]

  10. Caro Colin, firmato Irene

    Date premesse (mie) quali «Di recente m’è toccato vedere Otto e mezzo e mi sono fatta due palle», «Di poche cose mi frega meno che di Fellini», e «Non vedo il film di Tom Ford neanche se mi pagano», resta che Irene scrive talmente bene che sposo la sua causa, ed esigo a suo nome [...]