Tutti quelli che prendono per il culo i passeggeri del volo Roma-Milano che, in astinenza dopo 40 minuti di cellulare spento, si precipitano a riaccendere prima ancora che l’atterraggio sia completato per rassicurare segretarie autisti colleghi e parenti che «Sono atterrato ora», neanche venissero da qualche anno di prigionia nella giungla, tutti quelli che li irridono non sono evidentemente mai saliti su un treno che porti gli italiani in villeggiatura sull’Adriatico. Ci sono viaggiatori, in numero sufficiente da non renderli eccezioni, che passano l’intero tragitto al telefono significando ai loro cari la dislocazione minuto per minuto. «Abbiamo appena passato il cartello Imola.» Essendo sedute a portata d’udito, si può solo sperare che dall’altra parte giunga l’appropriata risposta «E ‘sti cazzi.»

E sì, ‘sti cazzi
Tu nel paese reale romagnolo?? Era un evento da non perdere. Ma tienici informati!
Veramente io l’ho visto (sentito) fare anche sulla FR1 a Roma, da Monterotondo a Tiburtina.
Poi scendevo.