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- Ma sei a casa? Non scendi a prenderti un aperitivo con Hank Moody?
- Stai zitto, guarda.
- Che è successo?
- Che mi sono portata il cofanetto in aereo, porca la puttana porca. La lettera, cazzo.
- Eh, beh. Io te l’avevo detto.
- Capolavoro.
- Ora non esageriamo.
- A me se uno mi scrive una roba del genere può anche chiedermi degli organi da asportare da sveglia. Che poi è quel che dev’essere successo a te col cuore, altrimenti ti farebbe un qualche effetto.
- Ma tu non eri quella che come si fa a essere così coglioni dal valutare la gente da quel che scrive, nessuno assomiglia a quel che scrive…
- Il fatto che conosca il trucco mica mi rende meno sensibile. E poi ti ricordo che mi sono formata sulla leggenda secondo cui Tina Brown aveva detto di Martin Amis «Mi scoperei chiunque scrivesse così», mica si cresce mai fuori da certi archetipi.
- Cresce. Fuori. Vabbè.
- Aaahhh…
- No, no, va bene, mi fa piacere scoprire questa nuova tolleranza per i calchi, ne approfitterò al più presto.
- L’Hank Moody che è in te non ce la farebbe. O anche il Martin Amis, come preferisci.
- Martin Amis dev’essere ‘nammerda. E comunque se vi dicono «Non so come stare con te» li prendete a mazzate.
- Ma non è quello, sciocco. È «I can’t tell you why you should waste a leap of faith on the likes of me, but damn, you smell good.»
- Ah, quella sì. Me la rivendo nella prossima vita.

Comments so far:

  1. by clau on agosto 24th, 2009 at 14:02

    concordo, capolavoro.

  2. by alessandro on agosto 24th, 2009 at 17:11

    quindi il succo è che sappiamo quando ci stanno fregando ma ci piace lo stesso…masochisti contenti di esserlo.

  3. by ila on agosto 24th, 2009 at 19:09

    Non me la ricordavo. Lucciconi ogni volta.

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