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Raffinate critiche

Una è felice di non essere Kate Moss per pochissime ragioni, quasi solo una: non avere fotografi intorno tutto il giorno tutti i giorni e l’implicito dovere di essere figa sempre (d’accordo, dovrei scegliere un esempio più sensato di una che riesce a stare bene anche nelle foto in cui sta male, ma insomma ci siamo capite.)
Una è entusiasta del fatto che non ci siano sue foto indicizzate su Google, se non un paio molto vecchie e scattate da professionisti della mostrificazione: poche cose dan più soddisfazione dei «Ma sei diversa» a mandibola più o meno calata dei poveri cristi che prima di incontrare una la guglano nella vana speranza che questo li faccia essere preparati.
Una è nota tra gli amici per dire quasi solo «Magna de meno» a quelle che si lagnano perché «Vorrei tanto dimagrire ma»; è nota per articolare più ampiamente solo quando è in giornata paziente, e in quelle giornate dire «Ingrassa solo chi mangia troppo, tutto il resto son puttanate. Se ti interessano più i vestiti, dimagrisci. Se dai la precedenza alle fettuccine, evidentemente di essere magra non te ne frega niente, quindi non fare la lagna.»
Una pensa che ognuna sia come le va di essere in quel momento: più grassa, più magra, più interessata a entrare in un Roland Mouret o a scofanarsi un’intera cheesecake. Per fortuna, le scelte sulle dimensioni del girovita sono tra le più reversibili che si hanno disposizione.
Una si sveglia la mattina e, come primo link che conduce qui, trova questo.
Una neanche si chiede se questi davvero non abbiano mai sfogliato un rotocalco popolare, apprendendone l’importanza, per il format prima/dopo, di selezionare foto non dico temporalmente adiacenti ma almeno dello stesso decennio (non certo per etica, figuriamoci: solo per non smarrire l’effetto desiderato in rivoli di «Vabbè, al liceo era diversa, e grazie al cazzo.»)
A una è chiaro che questi i rotocalchi popolari non li guardano, e se li guardassero troverebbero fascista, volgare, maschilista e ogni sinonimo di orrendo il modo in cui essi rotocalchi si accaniscono sulla cellulite delle soubrette.
Una spera solo che questi si trovino un hobby, un cane, una fidanzata (culona e baffuta, insomma all’altezza del Brad Pitt che sta ben nascosto in loro), perché essere così annoiati da mettersi a ipotizzare che una faccia ritoccare una foto di una delle rubriche che scrive per sembrare la sorella magra della lei stessa che scrive l’altra rubrica (quella con la fotina che loro usano per dimostrare che, ah!, è grassa), ecco, tutto ciò è malsana premessa allo svuotare il frigo per noia, ed è tutto un disastro circolare, già te li vedi nella notte che pucciano i cracker nella maionese, in mutande slabbrate e forfora scomposta, già vedi maniglie che si accumulano sui fianchi, frustrazione, caccia alla prossima sconosciuta da insultare sull’internet, e insomma, non vi si stringe il cuore?

Comments so far:

  1. by pog on febbraio 20th, 2010 at 13:00

    e se avessi usato precedentemente photoshop per ingrassarti?
    Un detective serio ci avrebbe pensato, batman per esempio non se lo sarebbe fatto sfuggire

  2. by Isa on febbraio 20th, 2010 at 13:45

    Non ci credere alle cose che ti dicono di te, sono tutti un po’ invidiosi chissà chissà perché

  3. by Riccardo on febbraio 20th, 2010 at 15:40

    Si però potevi anche firmare con il tuo nome il commento che hai lasciato su quel blog.

    Dire che sei riconoscibile è dire poco.

  4. by enrico on febbraio 20th, 2010 at 15:51

    Ho risposto direttamente sul blog.

    Era chiaramente una boutade, suvvia…

  5. by Guia Soncini on febbraio 20th, 2010 at 16:01

    Gentile Riccardo con la mail finta, qualunque psicologo da poco le direbbe che la sua si chiama «proiezione»; gli psicologi un po’ meno d’accatto, quelli temo si rifiuterebbero di riceverla: non è un caso abbastanza interessante.

  6. by Guia Soncini on febbraio 20th, 2010 at 16:11

    Gentile (almeno spero sia gentile, ché per compensare tanta cialtroneria qualche qualità dovrà pur averla) Enrico, la sua risposta mi sembra inutilmente lunga e – pur nel suo essere prolissa – priva dell’unica frase che le avrebbe dato un qualche senso: «In effetti ho scritto una cazzata.»
    D’altra parte, non è che ci potessimo aspettare l’improvvisa crescita di neuroni nel deserto.
    Per la vita, le sconsiglio l’uso di termini inutilmente complessi dei quali evidentemente le sfugge il significato, quali «boutade.»
    Per il resto mi stia bene, e si allontani da quel frigo: c’è vita, là fuori.

  7. by jacopo on febbraio 20th, 2010 at 16:45

    Guia io ogni giorno leggo il blog di Enrico, pazzoperrepubblica, e ti assicuro che mai abbiamo insultato le persone..
    Quello di enrico era semplicemente una boutade. Noi i giornalisti di repubblica li critichiamo per i refusi e non per come sono. Era solo uno scherzo. Ogni tanto nvieni a fare un giro su quel blog.

  8. by jacopo on febbraio 20th, 2010 at 16:55

    e cerca di non prendertela tanto.. Ariosto clo suo Orlando furioso insegnava proprio qusto: l’ironia è indispensabile se non si vuole diventare matti.. E un po’ di autoironia alle volte fa molto bene

  9. by sandro on febbraio 20th, 2010 at 17:25

    A me è sembrato proprio un colpo basso, con la pezza peggiore del buco. Non so com’ è, ma a volte,come in questo caso, mi sembra di vedere un ghigno compiacente, come per una provocazione ben organizzata:
    ormai tutti quelli così li chiamo mauriziobelpietro.
    E’ proprio vero che stiamo diventando una società gelatinosa..
    essere dei sinceri democratici, è difficile in questo paese; se poi si ha anche talento,
    fuggi che é notte..

  10. by talentosprecato on febbraio 20th, 2010 at 20:04

    mi son ricordata quello che ti dissi su friendfeed, proprio a proposito delle “foro”, e tengo ancora in mente quello che rispondesti, che poi è tra le cose che hai scritto qui. Brava;)

  11. by il compagno dimarco on febbraio 20th, 2010 at 21:21

    io comunque ti preferivo cicciottella.

  12. by gablag on febbraio 21st, 2010 at 04:30

    piucchealtro…sei cosi carina…ma una foto un po piu impertinente e meno modella…nooo???
    sara’ che su repubblica ce lhanno per vizio di fare servizi con modelle sempre tristi e un po incazzate…spero in te per portare una ventata di sfrontata allegria

  13. by barbara on febbraio 21st, 2010 at 10:49

    Non starai rosicando un po’ troppo?
    Io ho sempre e solo letto le tue interviste agli attori perchè hai senso del
    ridicolo e tu lo perdi completamente se si parla di te, anzi della tua ciccia?

    Dai.

  14. by Guia Soncini on febbraio 21st, 2010 at 11:17

    Cara Barbara, hai ragione.
    In effetti la sofisticata ironia del titolo «Guia Michelin» sopra una notizia falsa, seguita da altro post dove si balbetta che la falsità in questione è una «boutade» che «fa parte del gioco», seguita da un terzo intitolato «Punta sul vivo» poi cancellato perché il centro trapianti cardiologici ai leoni era chiuso per ferie, beh, in effetti tutto questo c’entra sicuramente e col senso del ridicolo e col rosicare – solo non miei.
    Temo non c’entri invece moltissimo con la mia ciccia, ma questo magari te lo spiego un’altra volta, ché non vorrei destablizzarti con troppe informazioni tutte insieme.

  15. by Tina on febbraio 21st, 2010 at 13:02

    alla faccia di chi cce vò mmmale (come si dice), ti suggerisco per quando passi a milano una mia recente scoperta: gelateria paganelli, via fara.
    mi ci hanno portato ieri e a livello gelato siam lì con biancolatte, se non un po’ più su.

  16. by diegodatorino on febbraio 21st, 2010 at 14:28

    guia c’ha ragione a strafottere. potendo peraltro la guia contare su quella mistica transumanza che permette di avere ragione anche non avendocela. di essere bellissimi anche coi tanti chili.

  17. by barbara on febbraio 21st, 2010 at 21:46

    E nun ce vonno stà

  18. by Frank57 on febbraio 22nd, 2010 at 02:18

    Mi sembra che la reazione sia spropositata ed eccessiva, anche alla garbata replica di Enrico che conosco come persona intelligente e degna di stima. Per farsene un’idea basterebbe frequentare PPR, che non denigra le persone (neppure ci si insulta tra noi, pensa te) e gestisce con capacità, serietà ed ironia un blog che, almeno per me, è un gradevole punto di riferimento. Non si denigrano i giornalisti, perchè non è da feticisti quali noi siamo, dove la critica è per stimolare ciò che si ama.
    Il PPR+ racchiude il merito che si vuol riconoscere a colui che scrive il pezzo migliore del mese, il PPR- a chi scrive quello peggiore, ma non per offendere, quanto per invitarlo a raggiungere il livello cui ci ha abituati.
    Certo non immaginavo che da quella maionese evocata si sprigionasse una dose, per fortuna non letale, di veleno. Inappropriata, credimi. Perchè i giornalisti di Repubblica, almeno per me, valgono per ciò che scrivono: un tanto a rigo e non un tanto al chilo. Adoro, per dire, l’immenso Gianni Mura.

  19. by kittese on febbraio 22nd, 2010 at 11:01

    sì, ma che boutade era? mica era divertente.
    più che altro mi sorprende che tra i vari commenti al quel post non ce ne sia neanche uno che abbia accennato a un sano “e ‘sti cazzi?”. peccato che arrivo sempre tardi, sennò ce lo mettevo io.

  20. by Schadenfreude on febbraio 22nd, 2010 at 13:04

    ma come si fa a capire dalle foto di una faccia se una sotto è magra oppure no? comunque a me sembri Juliette Greco…

  21. by cris on febbraio 22nd, 2010 at 15:24

    Tanto per dire: hanno dato della snob alla tenutaria… Dovrebbe bastare questo per tranquillizzarla riguardo al grado di approfondimento di cui sono capaci…

  22. by mike tuscany on febbraio 22nd, 2010 at 18:18

    si puo’ dire che lei era molto piu’ bella nelle foto cosiddette grasse, nelle quali tutto e’ tranne che grassa? Anzi, la trovavo molto attraente.

    M

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