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Ma non latiti tanto quando capiti a pranzo

Quelle mattine di inaspettata primavera e questioni da affrontare (ma tanto già lo sapevi che tornavo da te senza niente da dire), quelle mattine di amiche da consolare (è proprio da finale di carriera accompagnarsi a gente di cultura), rubriche da scrivere (but you don’t really care for music – do you?), interviste da improvvisare (I can’t do the talks like they talk on the tv), amici da rassicurare (c’è un trionfo di stendardi dove termina il dolore), e soprattutto informazioni da desumere, tipo come sei finita addormentata dal lato del letto dove poi ti sei svegliata (Cinderella, they ain’t sluts like you); quelle mattine in cui stìvgiòbs e il suo shuffle sembrano saperla lunghissima (ed in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome). Quelle mattine.

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