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Il fescionvittimismo ha i giorni contati, come no

Momenti che rimpiangi di non andare sempre in giro con una macchina fotografica (o almeno con uno straccio di Blackberry): nel brand niù store di Lanvin a Ginza, quello per il quale monsieur Elbaz ha fatto una nuova borsa che si trova solo lì e che voi capite bene sarebbe stato un crimine contro l’umanità non comprare, in una vetrinetta nella quale c’era anche una borsa di pelle rosa così morbida che di certo eran feti umani dei quali non si sarebbe potuto fare miglior uso e che c’è voluta tutta la continenza santagostinica per non comprare, è esposta la scatola di latta a tre piani dei Caran d’Ache di Alber, con dedica amanuense della quale ho memorizzato solo la chiusa: «Ils me sont indispensables.»

Comments so far:

  1. by plettrude on maggio 17th, 2010 at 14:25

    (pelle di neonato, muoio)
    (volevo anche elemosinare paziente di poter rileggere il ff, e giuro, starei lì in silenzio senza dire nulla e rebloggare nulla. guarda te come mi prostro)

  2. by Manuela on maggio 17th, 2010 at 17:05

    La non conoscenza di Lanvin presuppone l’ aver vissuto su un altro pianeta… o l’ essere venuti alla luce nel terzo millennio.

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