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Il lato glam della dittatura

«Gulnara Karimova si presenta per quello che è: madre, donna. Artista, a suo modo [...] indossa abito lungo, stivali bassi, al collo un ciondolo a forma di farfalla, come pure gli orecchini. “Sono di mia figlia. Ho chiesto a lei il permesso di usarli. È molto orgogliosa di potermi prestare qualcosa, la fa sentire importante.” [...] Gulnara Karimova è anzitutto una donna dalla quotidianità (quasi) normale. “Ogni giorno cerco di cenare con i miei figli. La domenica mattina prepariamo assieme i pancakes. [...] Credo che da me abbiano preso la capacità di concentrazione, l’essere focalizzati sugli obiettivi, come pure la gioia di stare con gli altri.” [...] [durante il divorzio] “Sono stata davvero male. Ma credo sia possibile essere di nuovo felice. L’importante è incontrare un uomo con la tua stessa mentalità.” [...] Tutto il resto sono dettagli di una trentasettenne (stra)ordinaria. Film preferito: “Vento di passioni, con Brad Pitt. Anthony Hopkins strepitoso.” Attore del momento: “Gerald Butler, il più promettente.” [...] Capo d’abbigliamento: “Jeans e ballerine.”» (pagine 41-43 di IoDonna, inserto del Corriere della Sera, in edicola ieri)

«La nuova centralità dell’Uzbekistan preoccupa però non poco l’Occidente perché si tratta di uno dei paesi che ha [sic] la peggiore fama al mondo per il rispetto dei diritti umani. [...] Il presidente a vita Islam Karimov, i clan che lo appoggiano, la sua famiglia e soprattutto la figlia maggiore Gulnara, sono accusati [...] “Gli operativniki usano la tortura come prassi, afferma Surat Ikramov, capo del Gruppo per la difesa dei diritti umani in Uzbekistan. [...] Gli arresti arbitrari e le uccisioni sono all’ordine del giorno, secondo il rapporto di Amnesty international diffuso giovedì scorso. [...] L’ex ambasciatore britannico Craig Murray che ha scritto il libro Assassinio a Samarcanda fece sottoporre ad autopsia i corpi di due oppositori morti. Si è scoperto che erano stati bolliti vivi. Tutto è sotto il controllo di Karimov e della bella Gulnara [...], una corporation che, secondo i suoi detrattori, gestisce ogni cosa: dalla raccolta del cotone da parte dei bambini-schiavi al transito delle merci Nato dirette in Afghanistan. [...] Chi si mette sulla strada del presidente e dei suoi cari, rischia. L’ex marito di Gulnara si è visto chiudere lo stabilimento di imbottigliamento della Coca Cola in Uzbekistan; tre suoi parenti sono finiti in prigione e altri 24 sono stati espulsi.» (pagina 19 del Corriere della Sera in edicola ieri)

Comments so far:

  1. by barynia on maggio 30th, 2010 at 13:54

    Non ha gli occhi abbastanza a mandorla per essere una mafiosa interessante

  2. by Fabio Novembre on maggio 18th, 2011 at 18:06

    E l’attesissimo Oscar per la categoria “Schizofrenia editoriale” viene assegnato a….: Corriere della Sera!!!
    Segue ovazione…

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