Ze day ze no-carb died

Potrei dirvi molte cose della sfilata di Prada. Che la nuova Anna da ammirare in prima fila non inizia più per W ma per DR, e tuitterava come un’assatanata e vestiva di verde come chi di sua beltà si fida. Che c’era un solo direttore con giacca blu dell’esatto blu dei bermuda dell’uomo-Miuccia, e un solo amico con scarpe d’oro e orologio di Topolino. Che al quinto marinaretto che è uscito in passerella mi sono ricordata di una tizia che qualche mese fa aveva il timbro del privé del Plastic sul polso, e il timbro era Tadzio, e io avevo sorriso complice e lei aveva detto con la certezza delle pure «Non conosco questa parola», e se nella vita dovete scegliere una cosa da invidiare, date retta ammé: scegliete la verginità culturale. Che l’applauso che prende Miuccia quando si degna d’affacciarsi un secondo emmezzo a fine sfilata è sempre e comunque quintuplicato rispetto a quello che prende la collezione, e un giorno scriverò dieci volumi sul culto della personalità e a lei ne sarà dedicato almeno uno. Potrei dirvi molte cose, ma sono tutte irrilevanti rispetto al fatto che, prima della sfilata, oltre ai soliti camerieri con vassoi di drinkz improbabili, ce n’era uno con un carretto che non gridava gelati ma lattine di birra, ed è stato lì che ho capito che Miuccia aveva deciso di rovinarci tutte, di metterci all’ingrasso, di praticare una selezione della razza per cui alla fine resteranno decentemente vestite solo quelle che non s’inculoniranno pur bevendo cereali fermentati. In altre parole: sono rovinata.

Comments so far:

  1. by Timido79 on giugno 20th, 2010 at 21:45

    Sei fantastica! xxx

  2. by simona on giugno 20th, 2010 at 23:37

    la birra non mi piace preferisco un calice di vino..ah..di vini me ne intendo moestamente…

  3. by hans castorp on giugno 21st, 2010 at 8:14

    beh allora moi aussi: hans castorp, eccheccavolo