Cronistoria minima.
Un paio di mesi fa ho intervistato Fabrizio Corona. Abbiamo sfogliato un paio di rotocalchi, ed era impossibile non essere d’accordo sull’evidenza: non c’era un servizio rubato che non fosse concordato coi soggetti ritratti (e fatturato dagli stessi), il che rende vagamente insensata la definizione di giornalismo scandalistico. Eravamo in disaccordo solo sulla novità del fenomeno: lui diceva che, quando di questa roba si occupava lui, i giornali erano meno palesemente finti. Non è però riuscito a spiegarmi come un paese che non produca star system possa [essere mai nella storia riuscito a] produrre paparazzi: elicotteri, appostamenti, inseguimenti – non vale l’investimento, si fa prima a mettersi d’accordo. A un certo punto gli ho chiesto della messinscena del video porno della giovane Belen, recuperato guarda caso in un ristorante in piena Brera, con servizio fotografico pronto. Corona ha riso: «È il mio lavoro, le foto dovevo farle vendere a un altro?»
La settimana scorsa, martedì, il sito del Corriere ha pubblicato un’anticipazione di Novella 2000: le foto delle cose di Belen sbattute fuori da casa Corona. Scattate, suppongo, un paio di giorni prima.
Lo stesso martedì, Corona e Belen facevano colazione come due piccioncini al bar sotto casa di lui.
Domani, per raccontare la straziante vicenda della sua separazione da Corona, Belen è sulla seconda copertina di Vanity Fair in tre settimane, una roba che credo non sia mai riuscita neanche ad Angelina, con tutto il terzo mondo che s’è presa la briga di adottare.
