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Poi, una sera d’estate, senza una ragione davvero valida, ti ritrovi a vedere Baciami ancora.
Un film in cui le donne sono molto diverse tra loro: c’è il modello «continuo a rinfacciarti le corna che mi hai fatto dieci anni fa»; il modello «non mi amerai mai quanto hai amato lei»; il modello «siccome non mi metti incinta rimorchio nei bar»; il modello «mentre non c’eri mi sono messa col tuo migliore amico ma lo stronzo sei tu.»
Un film in cui le coppie sono tenute assieme da un’unica dinamica: uno dei due è ancora innamorato di qualche ex con cui non ha funzionato, e l’altro o l’altra è così [inserire aggettivo a scelta tra: paziente, determinato, innamorato] da tenersi in casa qualcuno che continua a pensare con struggimento all’ex. (Nei titoli di coda di Baciami ancora ci sono l’ex signora Muccino, alle scenografie, e quella in carica, ai costumi – ma sono certa che questo non c’entri.)
Un film in cui una che s’è rimorchiata uno in un bar ha una crisi isterica di pura indignazione se quell’uno, un mese dopo, non è esattamente contento quando lei gli annuncia garrula «Sono incinta» (generando il dialogo nel titolo qui sopra: la cosa migliore del film, nonché il momento in cui il tizio – che aveva conquistato la deficiente con l’arma bagnino-di-mondo «Le mie foto sono state esposte in una prestigiosa sezione del Louvre» – è diventato il mio idolo.)
Un film in cui se un quarantenne dice che lui e la moglie non scopano da un mese gli amici lo prendono per un segno di grossa crisi e, se due quarantenni scopano per sbaglio una volta per un totale di trentadue secondi dal toglimento di mutande al ricomporsi e aprire la porta alla bambina che bussa, lei resta incinta.
Un film, quel che è più grave, in cui si diseduca il gusto del pubblico inducendolo a credere che al mondo esista una donna che possa preferire Stefano Accorsi ad Adriano Giannini.
Sto tuttavia ripassando tutti i film italiani visti quest’anno, compresi gli italosvizzeri e gli italoturchi, e temo di dover ammettere che sì, Baciami ancora è il meno peggio (ma non ho ancora visto Virzì.)

PS Mi fanno notare che mi sono dimenticata Marco Cocci. Vero. A mia scusante, se l’è dimenticato anche Muccino. Quando si è accorto di averlo scritturato ma di non avergli scritto una parte, ha pensato che il Brasile andasse benissimo, come aggiornamento di quel plot che era «Sì, come in India: hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola?»

Comments so far:

  1. by clau on agosto 21st, 2010 at 00:45

    meno peggio di mine vaganti?! naaaa.

  2. by Guia Soncini on agosto 21st, 2010 at 00:56

    In Mine vaganti c’è un sofisticato frocio di città che resta sconvolto da un’inedita visione: una che arriva con le scarpe basse e si mette i tacchi prima di entrare a una festa; lo stesso sofisticato frocio di città dice al fidanzato «Penso a cosa sarebbe la mia vita se non ti avessi incontrato, se non fossi venuto a quel brunch quel giorno», e quello gli risponde «Anch’io penso così, solo che non lo so dire come lo dici tu», il che immagino significhi che il fidanzato pensa che Brunch sia un romanzo Adelphi; in Mine vaganti c’è una scena in cui the queer is considering the pussy, e su quella scena un consulente musicale zero didascalico ha messo Pensiero stupendo; quindi sì, nonostante apprezzi il fatto che la vecchia muoia di carboidrati, Mine vaganti è decisamente peggio di Baciami ancora.

  3. by nishangainberlin on agosto 21st, 2010 at 12:44

    Caldo..eh ! ..

  4. by alessandro on agosto 21st, 2010 at 14:33

    è proprio vero che d’estate ci si lascia andare a passioni inconfessabili.
    quello che mi chiedo è se film tipo mine ecc ecc e praticamente tutta la filmografia di ozpetek la guardino anche gli uomini etero, perchè a me dei film sui froci, come quelli imperniati su tragiche figure femminili d’altronde, non me ne frega un cazzo.
    sarà per questo che nonostante tutto muccino incassa di più?

  5. by kos on agosto 23rd, 2010 at 11:02

    Ho tollerato poco” baciami ancora” soprattutto per le urla. Tutti urlano, non parlano mai, stanno a dieci centimetri o meno dalla faccia dell’altro e poi sbattono qualcosa. Eccheppalle. Molto meglio Virzì cara Guia, ma molto.

  6. by M.r.B. on agosto 23rd, 2010 at 12:55

    Mi ero distratto, e ho visto solo 5 minuti fa il teaser vero e proprio di “The Social Network”.

    Aggiungere parole mie alle sue sarebbe velleitario.

    (nota a margine: in questo nostro mondo così brutale e decadente -signora mia- è bello vedere che lo spot tv per il suddetto film – mica la cartella stampa, o la versione per i festival, proprio lo spot tv- si chiuda con un cartello che recita non semplicemente “directed by David Fincher” ma anche “written by Aaron Sorkin”.)

  7. by mela on agosto 23rd, 2010 at 13:03

    anche nell’ultimo bacio urlavano tutti e diventavano isterici vedendo chi chiamava al cellulare – ma almeno lì c’era la novità tecnologica, da questo punto di vista è già antiquato …

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