Ha pubblicato un libro (ma d'altra parte chi non), se proprio ci tenete il titolo è scritto qua sopra bello grosso: sappiate però che dentro non ci sono le figure.
Scrive di canzonette e d'altro per D di Repubblica, e di tv e d'altro per Gioia; è terrorizzata all'idea di trovarsi, un giorno, costretta a cercare un lavoro vero.
Il re del valzer. Commovente, come sempre. Stuzzicare un po’ i propri lettori, insultarli. A volte serve, per destarli. Secondo lodevole tentativo in pochi gg e nessuno se lo fila/ si fila i tuoi messaggi in codice. Forse ti conviene tornare a Carly Simon, Take That e froci relativi. I tuoi lettori sono esperti di congiuntivi, meno, forse, di emozioni.
by laprofe on novembre 2nd, 2010 at 18:54
Io in passato avrei commentato volentieri, anche perchè mi sembrava di avere delle affinità musicali con la Soncini: Springsteen, il Guccini di “Bionda senza averne l’aria”(sì, lo so, il titolo della canzone è un altro), Robbie Williams quando canta e non si droga… Ma sinceramente non ho una gran voglia di farmi impallinare da quel cecchino serbo nel quale si trasforma la Soncini quando parte alla ricerca della ennesima sciatteria linguistica dei poveretti che le scrivono.
Pazienza: spazio agli acritici adoratori di sua Maestà Guia, alias Luigi XIV
Non sono un acritico adoratore. Pensavo che al pezzo, bello, fosse dovuto qualche commento. In generale credo che un diplomatico sia più abile (utile) di un cecchino. E la tenutaria qui non è che ci sappia fare granchè quanto a diplomazia. La conobbi, il primo contatto, in radio, credo facesse un programma con Mixo e mi colpì dapprima la voce, sorridente e radio-friendly, poi il talento. Disse qualcosa di Giletti, probabilmente vero ma poco “aziendale”, e pensai che non sarebbe durata a lungo. Ecco. Altri episodi di qua e di là nel mondo della stampa e liti, avrà le sue ragioni ma ritengo sia troppo intelligente per non capire di rischiare di passare per una a cui piace farsi cacciare. Una sorta di Giannino del costume femminile. Qui può fare quello che vuole, la trovo coerente, ma certamente sperpera il proprio talento aspettando che la ruota giri. Profe non disperi. Come sa meglio di noi, talvolta s’impara. L’amore è un treno che deraglia.
by ilaria.esse on novembre 6th, 2010 at 02:23
@isa de gustibus.
io questa sera ho compreso una grande verità :
il giudicare mi allungherà la vita di un po’, quando sarà troppo pesante da sopportare saprò cosa fare: smettere.
Il re del valzer. Commovente, come sempre. Stuzzicare un po’ i propri lettori, insultarli. A volte serve, per destarli. Secondo lodevole tentativo in pochi gg e nessuno se lo fila/ si fila i tuoi messaggi in codice. Forse ti conviene tornare a Carly Simon, Take That e froci relativi. I tuoi lettori sono esperti di congiuntivi, meno, forse, di emozioni.
Io in passato avrei commentato volentieri, anche perchè mi sembrava di avere delle affinità musicali con la Soncini: Springsteen, il Guccini di “Bionda senza averne l’aria”(sì, lo so, il titolo della canzone è un altro), Robbie Williams quando canta e non si droga… Ma sinceramente non ho una gran voglia di farmi impallinare da quel cecchino serbo nel quale si trasforma la Soncini quando parte alla ricerca della ennesima sciatteria linguistica dei poveretti che le scrivono.
Pazienza: spazio agli acritici adoratori di sua Maestà Guia, alias Luigi XIV
io ho una foto con lui e ne vado fierissima.
Non sono un acritico adoratore. Pensavo che al pezzo, bello, fosse dovuto qualche commento. In generale credo che un diplomatico sia più abile (utile) di un cecchino. E la tenutaria qui non è che ci sappia fare granchè quanto a diplomazia. La conobbi, il primo contatto, in radio, credo facesse un programma con Mixo e mi colpì dapprima la voce, sorridente e radio-friendly, poi il talento. Disse qualcosa di Giletti, probabilmente vero ma poco “aziendale”, e pensai che non sarebbe durata a lungo. Ecco. Altri episodi di qua e di là nel mondo della stampa e liti, avrà le sue ragioni ma ritengo sia troppo intelligente per non capire di rischiare di passare per una a cui piace farsi cacciare. Una sorta di Giannino del costume femminile. Qui può fare quello che vuole, la trovo coerente, ma certamente sperpera il proprio talento aspettando che la ruota giri. Profe non disperi. Come sa meglio di noi, talvolta s’impara. L’amore è un treno che deraglia.
@isa de gustibus.
io questa sera ho compreso una grande verità :
il giudicare mi allungherà la vita di un po’, quando sarà troppo pesante da sopportare saprò cosa fare: smettere.