Avreste dovuto dirmelo prima

Cose che ho scoperto in questi giorni.

Che, in un numero imprecisato ma abbondante di anni di vita («Ho smesso di festeggiare i compleanni la terza volta che ne ho compiuti 28»), non sono ancora riuscita a quantificare i minuti di coque che rendono le uova di mio gradimento.

Che non sapere rispondere alla domanda sul numero di minuti ma mettersi a spiegare esattamente la consistenza gradita del bianco, concludendo con la richiesta di parere circa il numero di minuti necessari a ottenere quella tal consistenza, incredibilmente non fa sentire i camerieri coinvolti nel processo decisionale e stimati, ma anzi li innervosisce parecchio.

Che Going the Distance è un sommo capolavoro, nonché un film che, l’avessero prodotto in Italia, avrebbe visto la stagista trentunenne smettere di mangiare entro la metà del primo tempo.

Che c’è solo una cosa equiparabile alla fatica di essere mia amica, ed è essere Giùdlò, l’amico di Robertino, in Sherlock Holmes. [Coooosa, non avevi ancora visto Sherlock Hoooolmes, ce la meni a sangue con Robertino e poi non l’avevi vistoooo, ma com’è possibileeeee – E questo è ancora niente: ho visto il secondo Sex and the City, ero vergine anche di quello, e non è affatto il disastro che mi avevate detto, popolazione mondiale inaffidabile che non siete altro.]

Che «we’re doing drinks at 7.30 and dinner at 8» è il tipo di invito di fronte al quale la collegiale di provincia che è in me arriva puntuale come non le è mai successo nella vita, terrorizzata che alle 7 e 31 non le diano più da bere.

Che c’è un solo posto al mondo in cui si può vivere se si è a dieta, un solo posto al mondo in cui reputano assolutamente normale che una chieda delle eggs benedict senza muffin, un hamburger senza bun, un bloody mary senza vodka. Ed è lo stesso posto in cui a dicembre te la depilano ad abete, ma questa sarebbe un’altra storia.

Comments so far:

  1. by luca on dicembre 8th, 2010 at 11:30

    La moda degli elenchi ha devastato anche la nostra eroa; un misto di pensiero debole, d bunsensismo, di ovvio poetico, di casalinghitudine, di nostalgia: potremmo chiamarlo fabiofazismo.

  2. by K a on dicembre 8th, 2010 at 12:08

    Anche Renee in Desperate Housewives dice «Ho smesso di festeggiare i compleanni la terza volta che ne ho compiuti 28». Deve essere il nuovo trend sul diminuirsi l’eta’…oltre alla depilazione ad abete, riguardo cui voglio assolutamente delucidazioni!

  3. by vity on dicembre 8th, 2010 at 21:24

    Sono al fianco di mia moglie che mi ha fatto leggere il tuo post, vorrei sapere, l’uovo te l’hanno portato con la desiderata consistenza del bianco? Se si, hai poi chiesto quanti minuti di cottura sono stati necessari?

  4. by Guia Soncini on dicembre 9th, 2010 at 5:16

    (Una medaglietta di latta per K a che riconosce le citazioni, presto.)
    Vity: sono una vile, mi sono arresa alla mia inadeguatezza nozionistica e le ho chieste in camicia, scusandomi anche un po’.

  5. by A*** on dicembre 9th, 2010 at 16:52

    Vivo di Virgin Mary.
    Bevo ‘ste bicchierate di pomodoro che manco il Conte Dracula ulalà di Carletto il Principe dei Mostri!
    Depilarla ad abete se hai un piercing a forma di stellina proprio lì farebbe parecchio Natale!
    In attesa dei pacchi….

  6. by K a on dicembre 10th, 2010 at 1:17

    Invio indirizzo per la mia medaglietta.

  7. by clau on dicembre 26th, 2010 at 22:17

    Sono curiosa, mi sfugge il motivo per cui going the distance sarebbe un sommo capolavoro, perchè a me ha deluso abbastanza…le intenzioni erano buone, il risultato un po’ meno.