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Le lacrime amare di Guia Von Punt (vabbè)

Tutti coloro che hanno fatto la poco raccomandabile esperienza di vedere Up in the air in mia compagnia si ricordano i miei sospiri empatici; tutti coloro che mi conoscono e che l’hanno visto anche senza di me hanno riconosciuto l’unica ossessione sensata che una donna possa avere: quella per le miglia (sì, anche quella per il bagaglio a mano e quella per non avere i coglioni rotti da uomini che ti si presentino a casa a sorpresa, ma ora non fatemi andare fuori tema.)
Farei – faccio, ho fatto – qualunque cosa per accumulare miglia. Un paio d’anni fa c’era un articolo, mi pare sul New York Times, su quelli che prendevano i voli interni, non so, andavano da Seattle a Park City, stavano due ore in aeroporto, andavano a Washington, tornavano a casa, tutto perché con quei tre voli superavano la soglia di miglia con cui poi eccetera. Io non lo trovai affatto strano.
Prima che facciate quelli che arricciano parti del corpo, sappiate che non sono sola. Per dire, la scorsa primavera sono andata in Giappone con degli amici, uno dei quali ha preferito pagarsi il volo, accumulando ulteriori miglia, che vedere quasi azzerarsi tutte le miglia che aveva fin lì stipato sfruttandole per un volo-premio. Sì, quelle già da parte gli sarebbero bastate per una comoda Magnifica (il pretenzioso nome della business class Alitalia) Malpensa-Narita, ma poi sarebbe rimasto senza. Sono rischi che un uomo non può correre. (Come sarebbe, e io? E io ho pagato una cifra astronomica per un Heathrow-Narita che mi ha però dato un sacco di punti British, e di come la British abbia due diversi conteggi, uno per i punti e uno per le miglia, vi parlerò un’altra volta, ché so che volete approfondire.)
Insomma, ho passato gli ultimi giorni a tentare di moltiplicare i miei punti (anzi: le mie miglia) in tutti i modi, avendo scoperto che ci sono una serie di negozi con i quali l’American Express è convenzionata e nei quali il miglio e un quarto normalmente corrispondente a ogni euro speso diventa tre, cinque, dieci miglia e spicci. E solo oggi, dopo giorni e giorni di acquisti inutili in esercizi commerciali scomodi a solo scopo moltiplicatorio, solo oggi, grazie a una cortese e premurosa operatrice dell’American Express, la migliore amica che una puntista possa avere, ho scoperto che, su richiesta, era attivabile l’opzione carrello-per-tre, e ogni spesa in ogni supermercato nell’ultima settimana mese anno decennio vita avrebbe potuto valermi triplici miglia. Sono disperata. Non mi capacito delle occasioni perdute. Chi mi ridarà i punti non accumulati, gli amori perduti, le calorie senza miglia? Vorrei vomitare tutto ciò che ho mangiato e ricompattarlo in vaschette e riportarlo all’Esselunga alla Sma alla GS e chiedere se mi accreditano tardivamente i punti, e giuro che non lo farei per dimagrire.

Comments so far:

  1. by A*** on dicembre 31st, 2010 at 00:19

    Non pensare a quelle perdute, immagina solo quanto potrai andare lontano con la prossima zucca che acquisterai, modern Cinderella!

    Vedi che se la guardi in prospettiva il 2011 è ricco di possibilità.

  2. by ex-xxcz on dicembre 31st, 2010 at 01:24

    Bellissimo articolo, mi sono ritrovato in pieno… Salvo che il carrello felice l’avevo attivato qualche mese fa sull’Esselunga (ma purtroppo di solito vado alla Conad, vanificando il tutto)

  3. by olivia on dicembre 31st, 2010 at 03:40

    ora ti dico una cosa che farà l’effetto delle unghie sulla lavagna.
    15 anni fa ho fatto tipo 5-6 viaggi intercontinentali (tra cui australia e nuova zelanda in due momenti separati) senza nemmeno pormi il problema dell’accumulo dei punti. cioè, io non sapevo manco che esistesse l’accumulo dei punti. ma esisteva già ? ditemi di no, cosi, per simpatia.
    ah, e poi ho fatto scadere credo 12000 punti fragola all’esselunga.
    vivevo d’amore, che ci vuoi fare.

  4. by Mr. Tambourine on dicembre 31st, 2010 at 13:23

    “Ma sarà la prima che incontri per strada”, ricorda.

  5. by Isa on gennaio 1st, 2011 at 17:11

    Si spiega così il tentativo di acquisto da Cisalfa? “Ogni cosa è collegata”? (Buon anno Sonc)

  6. by ladinsane on gennaio 2nd, 2011 at 00:07

    dear, se vuoi vomitare qualcosa non devi portarlo all’esselunga, devi portarlo a mediaset!!! se hanno già abbastanza, c’è sempre sky…
    comunque questo film mi intrippa, dopo samuer d’a coppola niente mi può + sorprendere…

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