Giovedì scorso era stato Santoro, e avevo pensato dipendesse dal suo essere campano, c’entrasse la stessa renitenza a una dizione decente per la quale non riesce a mettere la erre al punto giusto quando dice «interpretare»; ma ieri sera, in un servizio, l’ha fatto anche un giornalista del tg di Mentana, e quindi mi sono resa conto che, evidentemente, c’è una certa confusione e pochissimo cielo.
Golpe è una parola spagnola. La “e” finale si pronuncia. Quando lo pronunciate «golp» immagino lo facciate perché pensate che lo spagnolo sia una lingua esotica, e quindi le vocali finali non si pronuncino. Ecco: no. Non si pronuncerebbe, la “e” finale, se la parola fosse francese, ma non lo è: immagino non vi sfugga che in francese lo stesso concetto si esprime con la parola coup (d’État, ma in questo caso più propriamente de foudre.)
Incidentalmente e sommessamente, suggerirei a tutti di utilizzare lingue con cui hanno una qualche familiarità. Una volta tanto, c’è anche l’espressione italiana. Colpo di Stato. Si pronuncia come si scrive.

Je t’adore. Anzi, ti adoro, va’
Sine die pronunciato “sain dai” era peggio, dai.
Però, signora mia, quanta ignoranzità c’è nell’aria.
Eppoi pure in francese in molte parole accentate sulla prima sillaba la “‘e” finale un po’ si pronuncia -> [(ə)]. Fonetica a parte, il tg di Mentana qualche notizia la dà, accontentiamoci.
Ma certo, qui si è fan del tg di Mentana, e non solo quando all’uscita di un servizio egli esprime disappunto per la realizzazione del servizio stesso.
Sto provvedendo a erigerti un altarino votivo, così da essere più facilitata nell’adorarti come mia nuova divinità pagana.
Stabilito che avere un bel culo è un talento, assodato che rifarsi la tette è un ottimo investimento, scoperto che quando apre bocca è cassazione a lei tutta la mia stima.
Riconosciamogli almeno il merito di non avventurarsi per le accidentate lande di “putsch”, con tutte qvelle konzonanti.