C’è stato un tempo in cui il cinema italiano produceva personaggi memorabili, one-liner che facevano invidia a Woody Allen (parlandone da vivo), caratteristi che avrebbero potuto gareggiare con Thelma Ritter. C’è stato un tempo, anche, in cui Lucio Dalla era il più gigantesco gigante mai comparso sulla scena canzonettistica. L’incrocio di quei due tempi nello spazio di un solo set – altro che Maya – avvenne esattamente trent’anni fa: nel gennaio del 1982 usciva la più inarrivabile commedia italiana contemporanea, il più insuperato trattato sociologico, la più eterna istantanea di una repubblica fondata sulla mitomania. Dopo Borotalco, il cinema italiano avrebbero anche potuto chiuderlo. Anche solo per Borotalco, Carlo Verdone avrà l’eterna gratitudine di tutti noi, noi che nessuno, mai più, ha fatto un film che ci assomigliasse così vergognosamente.

E allora parliamo di Verdone, va bene.Preferisco di gran lunga il cinema alle canzonette. Vogliamo dire che “Borotalco” è un piccolo capolavoro della commedia italiana? Sì, sono d’accordo. Basta citare tre caratterizzazioni: Brega – Infanti – Manfredi. Se un regista-autore riesce a far recitare bene, sia pure per pochissimo, persino Roberta Manfredi, beh… Ma hai presente la telefonata della medesima con la madre? E avrei bisogno di molto più spazio per dilungarmi su Brega e Infanti. Tu dirai, e De Sica? Su di lui potrei scrivere un libro, lo seguo con dolore da “Liquirizia” di Samperi. Comunque: per me Verdone è un vero, grande Autore e suggerisco una rilettura di un suo film poco amato “Al lupo al lupo”. La scena di chiusura è da grande. Parliamo più spesso di cinema? Le tue cinque migliori commedie italiane del dopoguerra, per es. Io suggerisco il n. 1: “C’eravamo tanto amati” di Scola. Per gli altri 4, esprimiti.
Guia: nessuno, mai più, ha fatto un film che ci assomigliasse così vergognosamente.
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Nadia: Ma non era tutto finito con Massimo?
Valeria: Sostanzialmente… sì, ma poi ho scoperto che non posso fare a meno del suo sesso.
Nadia: Ma non mi avevi detto che è bisessuale?
Valeria: Pe’ me po’ esse’ bisessuale, trisessuale, quadrisessuale, pentasessuale. So solo che da quer punto de vista… è da applauso.
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Ahhh, capisco! :-)))
Sebbene la coinquilina sia da decenni il mio imbattuto modello linguistico (dico «pentasessuale» persino più spesso di «Lucio Dalla è mio fratello» o di «Ma mi manca, dio se mi manca»), m’immedesimo infinitamente più nella fidanzata «ricordati il sale, grosso, no fino» o «a questo je sfigura tutto»
Nick: http://www.guiasoncini.com/2011/07/23/i-depressi-che-sollievo/
Risottolineo MvM che alle 16,10 rifrasava il seguente: “Carlo Verdone avrà l’eterna gratitudine di tutti noi, noi che nessuno, mai più, ha fatto un film che ci assomigliasse così vergognosamente”.
borotalco stupendo
ma come dice nick anche al lupo al lupo molto bello, alternanza di momenti seri e malinconici con altri di comicità irresistibile. con un grande rubini nel ruolo del fratello perfettino che a un certo punto sbrocca…
Alberto, ma hai presente CV che fa il dj e urla: ” ‘A senzatetto…!!!” e la cubista sfiancata… Non so, ci sono alcune cose che… E chiudo con “Il cargo battente bandiera liberiana…”
- Ah, sei qui.. ti cercavo
- E cosa sono, un bottone?
:-)
Chiedo preventivamente scusa per l’ off topic, ma volevo segnalarle che sull’homepage del Corriere,riportando la notizia secondo cui Lady Gaga avrebbe plagiato una canzone di Madonna degli anni ’80,titolano: “Rumore sul web”…praticamente, un’ autocertificazione di aver copiato la notizia da un sito anglofono!
#lasettimanadelleintervisteridicole: vabbè…la madforfree è ridicola, ma non lo sa.
http://popup.vanityfair.it/2011/10/12/cosa-comprate-in-edicola/#comments
Solo Infanti, immenso. Carlo Verdone mi è piaciuto nel sottovalutato “Sono pazzo di Iris Blond”
A boja, a’nfame!: http://www.youtube.com/watch?v=QYyv0F3R3y4