Nella puntata serale di Centovetrine che è appena andata in onda, all’interno di una storyline in cui due adulti, senza mettersi a ridere, hanno dialoghi come
«Provo solo rancore e sofferenza»
«Tu non puoi odiarmi»
«È vero, non riesco a odiarti, ma non riesco neanche più ad amarti»
è appena andato in onda un pezzo della mia vita, che annoto qui per esorcizzare la profonda vergogna che provo in questo momento, avendo appena rivisto, all’interno di una telenovela e con in testa un biondo da parrucchiere economico, una tizia che mi somiglia ma che tra pochi minuti tornerò a fingere di non conoscere.
I due di Centovetrine, vado a memoria di certo saltando qualcosa, sono passati per lui truffatore sotto falso nome che seduce la figlia di lei, a caccia di dote; per lui redento e diventato grande chirurgo nel giro di sei mesi di galera che libera lei dal marito cattivo che l’ha fatta internare; per rapimenti e torture in Sudamerica o giù di lì; e ora, imborghesiti e ambiziosi, scivolano sul più classico degli ex di ritorno, che per disilludere lei svela il feroce rampantismo di lui, il quale (ma chi l’avrebbe mai detto) per fare carriera farebbe più o meno tutto. A quel punto lei lo molla sull’altare. Lui, scambiando il senso di colpa per amore, vuole riconquistarla.
Non moltissimi anni fa, in un periodo in cui i palinsesti erano abbastanza scarni da rendere necessaria un po’ di drammatizzazione della vita reale, ho saltato la figlia e il Sudamerica e l’ex, ma la scena appena andata in onda era pressoché uguale. Non sono in grado di ricordare se ci siano stati dialoghi alla «Tu non puoi odiarmi» (certo che ci sono stati, ma siate buoni, facciamo tutti insieme finta di credere al mio rimosso), ma di sicuro l’Adriano (il nome di quello di Centovetrine) del caso, esattamente come quello andato in onda pochi minuti fa, a un certo punto ha fatto la versione piccina del gran gesto, quella adatta ad amanti pigri o a sceneggiatori con poco budget: «Ho fatto una lista degli errori che ho fatto con te».
Mentre gliela leggeva a voce alta, alla povera crista col biondo sbagliato, mi sono ricordata di quella mia amica che è fan dei telefilm sbagliati, quella che chiamai ululando quella sera
«Quella testa di cazzo mi ha lasciato quaranta pagine di lettera che quanto mi ama e quanto ha sbagliato e quanto non si leverà dai coglioni mai.»
«E tu cos’hai fatto?»
«Ho scritto alla fidanzata.»
«…»
«Avrà un po’ di carattere, almeno lei.»
«…»
«Smettila di disapprovarmi.»
«Senti, ma le quaranta pagine: erano fronte/retro?»

..perche’ per scrivere alla fidanzata DOVEVANO almeno essere fronte/retro…
e con le pagine numerate