Molto tempo fa, in una galassia lontana, RaiSat era una realtà abbastanza nuova da risultare esaltante per la pretenziosa minoranza con velleità culturali di cui faccio parte. Per dire: trasmetteva Letterman, e a parte qualche puntata negli alberghi americani noi la late night all’americana mica l’avevamo mai vista. Mica potevi guardare Jon Stewart sull’internet quando ti pareva, mica Jimmy Fallon intervistava Madonna in streaming su Facebook, mica c’erano i torrent di Leno, o Craig Ferguson su YouTube. Era un altro secolo. I giornali però erano già fatti nel modo suicida in cui avrebbero continuato a venire fatti poi: con la convinzione che quello di cui si parla a cena nei due o tre codici postali romani in cui risiedono quelli che sui giornali ci scrivono sia di interesse di chi dovrebbe leggerli. E quindi, allora come oggi, ci pareva che tutti dovessero sapere di cosa parlavamo quando parlavamo del Letterman della sera prima, con cui avevamo molta più familiarità di quanta ne avessimo con Rete4. All’epoca Carlo Freccero non era ancora passato alla nicchia digitale e, non essendo parte in causa, un giorno, di passaggio in una conversazione e senza avvisaglie circa il suo stare emettendo una sentenza definitiva sul nicchismo e i suoi esponenti, disse quella che a tutt’oggi è la cosa più saggia che abbia sentito dire da lui in assoluto e che abbia sentito dire da chiunque sul tema. La frase era, più o meno, «Con gli ascolti che fanno, farebbero prima a mandare un vhs a casa di ognuno di quelli che vogliono vederlo», e mi è tornata in mente quando, poco fa, me ne è comparsa davanti una versione aggiornata, sotto forma del tweet qui immortalato.



A dire il vero, i ratings di Mad Men parlano di 3.5 milioni di spettatori negli USA. Mi sfugge qualcosa, sicuramente, sarà l’orario.
A dire il vero, potrebbe anche non essere l’orario. Potresti anche non arrivarci mai. Sarebbe delizioso.