L’invidia del fenicottero

Domani a quest’ora saranno stati già scritti un tot di editoriali su come tutti quelli che negli ultimi otto mesi hanno espresso opinioni riconducibili alla matrice «Ammazza che cagata il film di Sorrentino» l’abbiano fatto per invidia. Saranno meno di quelli che sosterranno la nuova (e persino più sbronza) linea interpretativa, ovvero «Non vi è piaciuto perché vi ci riconoscete troppo» (che somiglia molto a «Mi ama ma ha paura dei sentimenti che prova per me, per questo mi dice “Sparisci, sgorbio” ogni volta che mi avvicino»), e meno di quelli che lo vedranno come un segnale di rinascita del scìnema itagliàno (la rifondazione fenicottera), ma saranno comunque un bel po’.
E io sono qui, seduta sulla riva del divano, ad aspettare che passino per dar loro ragione.
Non perché ce l’abbiano in assoluto, ma sapete meglio di me che la parte della ragione è un concetto relativo; e questa storia dell’invidia, invece, sta diventando il vero tema dominante della nostra incultura, persino più del sestessismo.
È vicino il giorno – potrebbe persino essere già successo a qualcun altro mentre ero distratta, e vi prego di rendervi per una volta utili notificandomi eventuali episodi – in cui il cameriere cui direte che gli spaghetti sono scotti vi dirà che è tutta invidia. Verrà il giorno in cui li riporterà in cucina e il cuoco si rifiuterà di rifarveli perché «quella rosica» (i romani hanno questo virtuosismo nel peggiorare l’impeggiorabile: prendi una categoria fessa come «invidia», e assegnale una terminologia pure cacofonica).
Quindi, questo è il giorno in cui io rivaluto Sorrentino. Che ha fatto un film inguardabile, ma almeno ci ha (quasi) preso l’Oscar, e insomma il diritto a dire «invidia» se l’è conquistato. In un universo in cui, se fai notare al tizio in fila alla cassa veloce dell’Esselunga che però ha duecento pezzi, quello t’accusa di essere invidiosa perché ha finito la raccolta dei bollini per le pirofile prima di te, beh, Sorrentino sembra improvvisamente un lucido analista del dissenso, e i suoi «tutta invidia» dichiarati o pensati paiono del tutto ragionevoli.
Questo, quindi, è il giorno in cui io mi rendo utile. Compilando per tutti voi una lista di circostanze nelle quali potete dire che chiunque formuli una qualunque critica nei vostri confronti è invidioso. Se siete nella lista, fatevi pure stampare una maglietta con scritto «A’ rosiconi»; se non siete tra gli esempi citati, io vi avviso: vi rendete ridicoli.
Procediamo: casi nei quali è molto plausibile che in effetti, sì, gli altri vi invidino davvero.

Siete Aaron Sorkin: avete scritto la perfetta scena televisiva, la perfetta scena cinematografica, il disadattato che tutti vorremmo essere, la femminista che tutti vorrebbero scoparsi, e prodotto una quantità di citazioni citabili che forse giusto Woody Allen – e senza che vi abbiano mai accusato di molestie.

Siete Kate Moss: avete il guardaroba perfetto, il disfacimento perfetto, il curriculum perfetto, la fedina penale perfetta, il perfetto punto di silenzio di fronte a tutti gli «è ingrassata», «è invecchiata», «è tutto photoshop» e altre uve acerbe.

Siete Fabio Fazio: avete inventato il mainstream di sinistra così come lo conosciamo, quelli che vi criticano si farebbero togliere un rene senza anestesia per venire a piazzare un libro in un vostro programma, Berselli inventò per il vostro pubblico la sua più folgorante definizione, e a cinquant’anni, invece di scappare con una stagista, vi siete concessi il supremo lusso del vostro primo insuccesso.

Siete Nanni Moretti: siete Nanni Moretti, mica serve dire altro.

Siete Philip Roth: sono decenni che avete per io narrante la prostata, e ancora ci stracciamo le vesti perché non vi danno il Nobel, e ancora ci struggiamo se dite che non volete più scrivere (roba che quel povero Salinger è probabilmente morto d’invidia preventiva per le reazioni al ritiro), e ancora non siamo venuti a vedere il bluff. Che, crudelmente, svelerete ridendoci in faccia quando morirete, a centovent’anni e tra un’altra dozzina di libri.

Siete Jack Nicholson: vedi alla voce Nanni.

Siete Miuccia Prada: neanche mettendovici d’impegno riuscireste a fare una cosa brutta, irrilevante, poco interessante. Prosperate in tempo di crisi persino più che nell’età della ricchezza diffusa, fabbricate oggetti che fabbricano desideri che sono il contrario di ciò che sapevamo di desiderare e desideravamo desiderare, riuscireste a farci comprare persino stampe di giraffe, di fenicotteri, di radici.

Siete Martin Scorsese: come più recente atto di una carriera contenente taluni capolavori, avete fatto un film di favolosa grandiosità, di favoloso moralismo, di favolosa magnificenza, poi vi siete seduti sulle rovine della società e avete aspettato che vi dicessero che eh, però è diseducativo, però non si fa così, però ci andava l’avvertenza «non rifatelo a casa».

Siete Bruce Springsteen: vedi alle voci Nanni e Jack.

Siete Lena Dunham: vi hanno dato tre milioni e settecentomila dollari d’anticipo per un libro all’età alla quale molte di noi avrebbero preso come una fortuna il ricevere trecentosettantamila lire; ve ne state nuda in scena con tutta la disinvoltura del mondo avendo il doppio della cellulite di noialtre che abbiamo sprecato i migliori anni a dire «Spegni la luce»; avete un garbo e un equilibrio nella gestione del dissenso che molte di noi non raggiungono neanche passati i cinquant’anni.

Siete Fabio Volo: all’età alla quale il romanziere medio italiano sta pubblicando un’opera prima tirata in tremila copie, avevate incassato più diritti d’autore di quanti quello ne avrà accumulati in sette vite; quasi tutte le cose che fate hanno successo epperò le fate con un modo e un tono che rendono impossibile trovarvi antipatico; invece di una casa a Capalbio ne avete presa una a New York; piacete pure alle donne.

Siete Louis CK: avete il garbo di Lena Dunham, la precisione narrativa di Nanni Moretti, la rilevanza nel presente di Miuccia Prada, la capacità di produrre one-liner di Aaron Sorkin. E siete l’unico rossiccio che io abbia mai trovato sdraiabile, che mica è un primato da poco.

Siete Lorenzo Jovanotti: la mezz’età ha attutito quell’intollerabile bionditudine, l’incapacità di sbagliarne una (canzone, dichiarazione, idea, collaborazione) è sull’orlo della stucchevolezza, l’abilità a non farsi mettere in mezzo quando tutti ci provano è da studiare. Sarebbe tutto troppo, per fortuna la monogamia vi rende un po’ noiosi.

Ecco, il catalogo è questo. Prima di dire «tutta invidia», accertatevi d’essere uno di loro. In tutti gli altri casi, lo dico per il senso del ridicolo di tutti noi, prendete in considerazione l’idea che gli spaghetti siano scotti.

Comments so far:

  1. by Lucrezia on marzo 3rd, 2014 at 6:56

    Tra gli ultimi post, ce ne sono due o tre che mi hanno fatto applaudire da sola davanti al computer. Questo è da standing ovation.

  2. by Angelo on marzo 3rd, 2014 at 11:06

    Ce sformi, eh, che non sei una direttrice di giornali nana!

  3. by francesca on marzo 3rd, 2014 at 15:23

    anche Michael C. Hall per essere rossiccio e’ assai sdraiabile

  4. by mati on marzo 3rd, 2014 at 15:26

    Premesso che concordo su tutto, a partire dal titolo di questo post fino alla recensione del film di qualche mese fa.
    Mi sfugge, però, il nesso. Com’è possibile che gli Americani, quelli cui questo blog guarda sempre, quelli che loro si che lo sanno fare il cinema e noi no, che sanno scrivere i giornali e noi no, che sono meglio di noi e dovremmo prenderli a modello … com’è che all’unanimità hanno osannato questo film?
    Al di là dei fenicotteri, Servillo è il più grande e spero di vederlo presto in un filmone americano.

  5. by Guia Soncini on marzo 3rd, 2014 at 15:31

    Premesso che io ho molto rispetto per il successo, specie per il successo delle sòle; premesso che l’unanimità mi pare un’idea azzardata, dato che ogni votante vota per i fatti suoi e non sappiamo comunque di quanti voti vinca chi vince (per dire: l’Hollywood Reporter ha fatto otto interviste a votanti rimasti anonimi, e se si vanno a leggere i giudizi della maggior parte di loro alla voce foreign movie si troverà che io sono stata tutto sommato benevola: eppure poi ha vinto); premesso tutto quel che ci pare, compreso il fatto che il giorno che dovrò aspettare un premio per formulare un giudizio su un’opera spero sia il giorno del mio funerale, restano molte obiezioni che si potrebbero fare al sillogismo «Oscar, quindi». Non so, la prima che mi viene in mente: Orson Welles.

  6. by asharedapilekur on marzo 3rd, 2014 at 16:09

    Avete presente il fastidio che si prova quando tu hai appena commentato il libro di Giobbe in aramaico e l’unico che alza la mano per commentare fa solo una prugnosa critica a un aspetto minorissimo, senza curarsi minimamente dell’importante tema centrale da voi svolto?

    Ecco: MILANESI DEMMERDA (dove “Milanesi” sta per “persone del Nord”, ossia persone nate dalla Toscana in su) che quando scrivete il vocativo romanesco A ci mettete il cazzo di apostrofo:

    A’ ROSICONI

    ma perché? Non c’è niente da elide (=elidere), è popo na A:

    A ROSICONI

    ********

    Siete le stesse persone che dicono ‘STI CAZZI per esprimere stupore anziché totale disinteresse, e che fraintendono totalmente il significato di ME COIONI, che non spiegherò, lasciandovi nel buio della grande bellezza

  7. by Guia Soncini on marzo 3rd, 2014 at 16:13

    Ho abitato vent’anni a Roma: pensi veramente di dovermi spiegare “‘sti cazzi”?
    Mi guadagno da vivere con le parole: pensi veramente di darmi una notizia dicendomi che a Milano lo usano al contrario?
    Sono quella che hai appena letto: pensi veramente ci sia la remota possibilità che non ci sia un ragionamento dietro un apostrofo e che la più plausibile ipotesi che tu possa formulare non sia “sono io che non ci arrivo”?

  8. by mati on marzo 3rd, 2014 at 17:21

    Imprecisione mia. Per unanimità non intendevo quella dei votanti, che ovviamente non possiamo conoscere, ma quella di stampa e critica popolare. Se scrivo “the great beauty” su google escono tante belle cose e da fonti autorevoli (tipo NYTimes). Sommate all’Oscar mi fanno pensare che forse gli americani sono più caciaroni di noi e non dobbiamo sempre osannarli.
    O forse noi avvertiamo quel senso del ridicolo che loro non percepiscono perchè il figlio muto lo capisce la mamma.
    Boh, è tutta politica, l’Oscar è il nuovo Strega.

  9. by Cristiano on marzo 3rd, 2014 at 17:53

    A me è piaciuto. Dall’inizio alla fine.

  10. by Andrea on marzo 3rd, 2014 at 19:13

    Azzarderei esistano, nella platea dei tuoi proseliti che non hanno condiviso la crociata antisorrentiniana anche animal spirits diversi dall” “E’ tutta invidia”.
    Tipo, non so, “Hai scritto una cazzatella alla fine di una serata in cui ti girava storta, e poi anzichè passarci oltre, o limarla, o dire che ricordavamo male, o cambiare idea facendo finta di, ti ci sei incaponita, scatenando un opposto irragionevole fanatismo filosorrentiniano”. Il che, se vogliamo semplificare, si categorizza come “moriresti pur di non avere torto”, caratteristica propria dei genii; e degli ottusi.
    Insomma prendi anche tu in considerazione l’ipotesi che no, gli spaghetti non sono scotti, è che a te piacciono crudi.

  11. by Guia Soncini on marzo 3rd, 2014 at 19:18

    Chissà cosa c’entro io, e quel che scrivo di Sorrentino, e l’imperdibile parere contrario del commentatore da blog col cento per cento d’interventi “Ci tengo tantissimissimo a fare la figura del fesso dimostrando di non aver capito di che si parla ma con una certa assertività”, con una riflessione sull’automatismo “tutta invidia”

  12. by Andrea on marzo 3rd, 2014 at 19:29

    C’entra che semplicemente non esiste, quest’automatismo. Te lo sei inventato di sana pianta come altre costruzioni retoricamente efficaci ma inesistenti. Lo avrai forse letto in bocca a qualche altro regista, o filmmaker, ne hai tratto una polemica immaginaria, e te lo sei intestata. Circa il fatto che siamo un Paese fondato sulla mitomania, hai mille ragioni.

  13. by Guia Soncini on marzo 3rd, 2014 at 19:35

    Guardi, io sono disponibile a farmi una ragione di qualsivoglia motivazione per la sua ossessione nei miei confronti – si annoia, non le sembra vero che risponda pure all’ultimo dei cretini, vuole vedere quanto ci metto a metterla in spam, si annoia – ma neppure la mia grande bontà d’animo arriva a pensare di mettersi a discutere con uno che dice che no, non esiste un tic dialettico «tu rosichi» nelle discussioni italiane. Cioè, va bene vivere nella capanna di Unabomber e uscirne solo per venire a elemosinare attenzione qui, però non è che si possa pretendere un compendio della realtà a dispense, da «la Terra non è piatta» ai cento «tutta invidia» passati sotto gli occhi di chiunque viva nel presente nelle ultime cinque ore.

  14. by Andrea on marzo 3rd, 2014 at 19:52

    Non lo so, stamattina sono tornato alla capanna trascinando la carcassa sanguiinolenta dell’orso strangolato a mani nude, ho acceso la radio a transistor ed ho sentito solo un flusso ininterrotto di orgogli nazionali, rivincite dell’Italia migliore ed altri veltronismi assortiti. Ed anche all’epoca, ricordo un forte unanimismo (meritato) ed un solitario vaccagare di Servillo a una demente che se lo meritava, unico esempio citabile nemmeno di invidie presunte, ma di tafazzismi di provincia (peraltro brandito da uno che non è che si credeva Servillo; ERA Servillo). Ma, boh, gli anni nella selva mi avranno certamente disconnesso dal mondo.
    Baciottonissimi.

  15. by Guia Soncini on marzo 3rd, 2014 at 19:58

    «Tafazzismi» – è incredibile la precisione con cui la sciatteria linguistica rifletta il non saper ragionare. Ah, e se dovesse chiedersi perché il suo prossimo commento non compaia: sì, il tono tra lo spirito di patate e la confidenza che ci si prende senza che sia stata concessa non è mai una buona idea, gli amici al bar gliel’avrebbero detto, se solo lei avesse avuto almeno degli amici al bar.

  16. by baku on marzo 3rd, 2014 at 23:58

    cagate.su.cagate.

    sei invecchiata. e non sei migliorata.

  17. by baku on marzo 4th, 2014 at 0:08

    Andrea ti ci sgama e te ti appelli alle stronzate. as usual.

    Guarda che il tuo articolo è talmente debole che in america ti guadagnerebbe il cartone in braccio.

    E ad esser onesti fino in fondo, Andrea scrive meglio e più lucidamente di te, e questo ti fa incazzare. Ed è anche il motivo per cui gli rispondi. Ma siccome non hai coraggio, bloccalo. E fatti il recintino con le pecorelle che ti fanno sentire lupetta. Bona.

  18. by Romanaccio on marzo 4th, 2014 at 0:49

    Ehm ehm… “‘sti cazzi!” può anche esprimere stupore, ad esprimere disinteresse è invece: “E ‘sti cazzi?”

  19. by Un'attrice on marzo 4th, 2014 at 3:49

    Leggendo questo tuo illeggibile susseguirsi di banalità che scrivi come se veramente pensassi di aver talento, posso solo sperare che a parlare per te sia l’invidia. Altrimenti, cara auto indulgente blogger di quart’ordine, ho per te una triste notizia: tu, amica mia, di cinema non hai mai capito nulla. E sarebbe il caso che la prossima volta che ti sfiorasse quella mente vuota l’idea di nominare nomi del cui talento non possiedi neppure 1/100000000, iniziassi a prendere seriamente in considerazione l’auto mutilazione. Ti assicuro che ti stai facendo male, rendendoti ridicola di fronte a migliaia di persone che di cinema capiscono e che si passano il link del tuo blog per farsi due risate alle spalle del tuo ritardo culturale.
    Get a job. Get a LIFE!!
    Un’attrice.

  20. by El on marzo 4th, 2014 at 7:33

    Louis ck sdraiabile. Brividi.

  21. by Ababa on marzo 4th, 2014 at 12:55

    Sì ma, Soncini, adesso spiegaci perché la critica estera ha altamente apprezzato un film che – mi ritrovo d’accordo col suo giudizio – è assai più limitato di quanto voglia essere.

  22. by Ababa on marzo 4th, 2014 at 12:59

    Ah, e per l’attrice: non so quanti anni lei abbia, sicuramente più di me che sono un povero – inconsapevole – ignorante ragazzino di quindici anni (già questo basterebbe per “no, no, non puoi parlare con me”), ma credo che i tuoi toni volutamente offensivi abbiano ben poca efficacia e, problema ancor maggiore, riflettono la tua impossibilità ad accettare un pensiero che si discosti dal tuo – ma guardi un po’, è proprio un sintomo di (sic) “ritardo culturale”.

  23. by olivia on marzo 4th, 2014 at 15:55

    gentilissima attrice,

    lungi da me fare l’avvocato d’ufficio di soncini che si difende benissimo da sola (ad esempio con l’indifferenza, che è quasi sempre la più valida delle soluzioni) ma non le viene in mente che oh, stupore, la grande bellezza può anche non piacere ? criticarlo perchè ha vinto l’oscar è lesa maestà ? e a chi ?

    che poi, un film può anche essere ben interpretato (oddio, in questo film ci sono attori straordinari e alcuni che chiamano a squarciagola la parola tedesca), avere una sceneggiatura spettacolare, una fotografia ineguagliabile eppure non piacere. capita.

    aggiungerei che non è condizione indispensabile essere attori dal talento eccezionale per esprimere un’opinione. è invece sufficiente acquistare un biglietto, sedersi in poltrona e guardare il film.

    e comunque, serenamente, ‘sta storia dell’invida andrebbe abbandonata più o meno in quinta elementare a favore di argomentazioni più adulte, essù.

  24. by Manuela on marzo 4th, 2014 at 16:01

    Sarebbe interessante verificare quanti portatori dei tic “tutta invidia” e “sestessismo” siano affetti anche dal morbo dello sparatore da dietro il muretto.

  25. by V on marzo 4th, 2014 at 16:25

    prenderla tanto sul personale per un film manco l’avesse scritto vostra madre, poi magari postate su facebook quei mantra tipo “creperò ma difenderò il tuo diritto ad esprimerti” e democrazia e roba del genere.
    la coppia Sorrentino-Servillo è una delle poche cose esportabili del nostro cinema.
    Gli errori di questo film sono solo del regista e dello sceneggiatore, quindi del regista, non degli attori.
    Oggettivamente (si, la verità è unica) può essere passabile (su canale 5, mica al cinema) fino ad un certo punto. Dall’apparizione della suora e dei fenicotteri cartoon è inguardabile.
    allora bravo Sorrentino, hai le qualità per dirigere film da Oscar, ma lassa stà la sceneggiatura. Studia e fatti una cultura che sei ancora giovane.
    poi io i blog i cui autori ritengo ignoranti scrivani li evito proprio, se passate di qui è perchè ci trovate sempre un punto di vista interessante che vi piace leggere.

  26. by baku on marzo 4th, 2014 at 18:20

    oggesù.toccaspiegalle tutte. è un gran film “anche se” ha molti difetti: i fenicotteri, la vecchia, il prete che fa la stessa scenetta un sacco di volte.

    della soncia non rompe al mondo (e non romperebbe nuklla se non fosse voce pubblica sui media, per capirci) che non ami laGB ma che dia del coglione a tutti. è lei che non ammette di avere un’opinione, ma la verità. e non è una tantum lo fa always. eppercui tutti quanti capite i termini della questione a bit meglio. oppure no, che poi, insomma, chissene.

  27. by frank on marzo 4th, 2014 at 19:19

    Con l’argomento di fondo l’articolo va completamente fuori bersaglio: non e’ affatto necessario essere uno di quelli li per vedere gente intorno che si rode il fegato. Invidiamo il vicino che porta a casa la Prosche Carrera (mai per il Cayenne), non Lapo che ha cinque Ferrari di cui una mimetica. Invidiate la gnocca della classe, che limona con quello palestrato e che mena, non la fotomodella internazionale. Si desidera (e quindi si invidia) cio’ che si vede (Marco Aurelio e Hannibal Lecter).
    Peraltro: le menti migliori della mia generazione sono Lorenzo Jovanotti, Miuccia Prada e un paio di caratteristi americani. Dio non distruggera’ il mondo per rispetto a Fabio Volo, Fabio Fazio e KAte Moss. (Peraltro di nuovo: gli eletti son tutti bianchi caucasici. Ahi aHi ahi…..).
    Mah….

  28. by frank on marzo 4th, 2014 at 19:27

    Con l’argomento di fondo l’articolo va completamente fuori bersaglio: non e’ affatto necessario essere uno di quelli li per vedere gente intorno che si rode il fegato.
    Che invece e’ cio’ che viene implicitamente assunto, tacciando di ridicolaggine e apostasia dalla vera fede tutti quelli che, non essendo in quella lista, osassero professarsi invidiati.
    Ci auguriamo il male del vicino che porta a casa la Prosche Carrera (mai per il Cayenne), non di Lapo che ha cinque Ferrari di cui una mimetica. Sfigurereste con l’acido la gnocca della classe, che limona con quello palestrato e che mena, non la fotomodella internazionale. Si desidera (e quindi si invidia) cio’ che si vede (Marco Aurelio e Hannibal Lecter).
    Peraltro: le menti migliori della mia generazione sono Lorenzo Jovanotti, Miuccia Prada e un paio di caratteristi americani. Dio non distruggera’ il mondo per rispetto a Fabio Volo, Fabio Fazio e KAte Moss.
    Mah……
    (Peraltro di nuovo: gli eletti sono tutti bianchi caucasici. Ahi ahi ahi…..).

  29. by mrcresca@inwind.it on marzo 5th, 2014 at 11:03

    Oh, io darei ragione all’Andrea.
    Poi è in parte vera anche la storia dei rosiconi, ma… cioè, sig.ra Soncini, Le farei dare un’occhiata a quello che ha scritto, del film, certa gente su facebook.
    Gli allineati al Suo pensiero, con tutto il rispetto, sono generalmente sottosviluppati e/o gente che proprio non ha avuto la possibilità, perché è andata a lavorare a 18 anni o viveva dove “c’è soltanto la TV”.
    Non bene.

  30. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 13:12

    Un film che apprezzano i culturalmente attrezzati, proprio. Una sua caratteristica precipua. Vado a provare la nuova no-carb a base di gnocco fritto.

  31. by Rosario on marzo 5th, 2014 at 13:33

    Riportando la discussione su quello che scrive l’autrice – e non su di essa – e al netto del discorso pur spassoso sull’invidia, chiedo: perché “inguardabile”? mi sembra di capire che la critica che mette d’accordo tutti sia la lentezza (la cosa che ‘ha copiato Fellini’, o Scola, la trovo inconsistente). Sono l’unico a pensare si tratti di un espediente narrativo che Sorrentino ha scelto di proposito? (confermato dal campo lungo infinito dei titoli di coda: atto d’amore nei confronti di Roma e forse anche chiave di lettura).

  32. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 13:39

    Sì, il filmino della proloco finale è una chiave di lettura come un’altra (non è perché ho il complesso di superiorità, se anche non ce l’avessi e mi trovassi in un consesso più qualificato dei commenti di un blog: è un film uscito da dieci mesi, e dopo dieci minuti non era già più interessante discuterne – nel senso che tutte le persone con cui valesse la pena parlare la pensavano nello stesso modo, e su quel pubblico di riferimento che sono le sciampiste con velleità culturali non è carino infierire.)

  33. by lavalentina on marzo 5th, 2014 at 13:52

    Ieri ho rivisto il film proprio per essere sicura che la mia non fosse tutta invidia. Invece la prima impressione è stata tragicamente confermata: La Grande Bellezza può convincere solo chi sa già che lo apprezzerà. Film pretenzioso ma sotto sotto vacuo, metafore tagliate con l’accetta, scene da strapparsi gli occhi tipo quella dei bambini vestiti da suorine/pretini, attori ormai ridotti a recitare se stessi (Servillo ha cambiato il suo nome all’anagrafe in Ilgrandeservillo, se non lo chiamano così nemmeno si gira; Verdone che se la crede tantissimo: ma quand’è che il suo è diventato cinema d’autore e lui un grande interprete? Mi devo essere persa qualcosa.), spremiagrumi collocati al centro simmetrico della scena, colori caldi contrapposti a colori freddi per farti capire che c’è un nuovo sceriffo in città, Kubrick levati dalle palle, che è ora che all’università si studi il simbolismo della nana che si staglia sulla grande insegna del Martini. Fellini ci deve delle scuse.

  34. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 13:55

    Non scherziamo sulle cose serie: Verdone ha fatto cose gigantesche, avercene avuti, di Verdone.

  35. by Rosario on marzo 5th, 2014 at 13:56

    Ad avercelo, un salone da parrucchiera…

  36. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 14:01

    Non mi sia letteralista, giovanotto: io non conosco neanche una sciampista con saloni da parrucchiera. Il mio osservatorio-sciampiste sul tema ha in compenso registrato un editore, un produttore televisivo, una giornalista, un bassista, un architetto. Tutti deliziosamente smaniosi di fare la scelta culturale giusta, e troppo inattrezzati per capire che stavano invece sembrando delle reginette di bellezza con Siddharta sul comodino.

  37. by Rosario on marzo 5th, 2014 at 14:52

    Ammetto di condividere molte delle critiche sensate al film (non la lentezza). Tuttavia c’ho visto un atto d’amore in forma di film, qualcosa su cui forse tutti in Italia sorvolano. So che ora suonerò come il volume “In Cucina con Amore” di Sophia, però forse da expat – e quindi anche l’Academy – ci si sofferma su altri aspetti di questo film. Forse ha ragione Quit the doner.

    ps: sul comodino ho le Pussy Riot e Daniela Ranieri.

  38. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 14:53

    (Va bene essere determinati ad aderire a un cliché, ma forse quel comodino è troppo.)

  39. by baku on marzo 5th, 2014 at 15:08

    tesò I fatto una cazzata. capita. però scavarsi ancora la buca. e shampiste e tutti coglioni tranne te. sei una riempirubriche di provincia, con un grip in disfacimento sul suo tempo. sei contemporanea come minoli. e infatti scrivi su IL, che se c’è un magazine più vorreimanonsonoingrado, me lo dovete proprio segnalare.

  40. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 15:11

    «Non capisco come mai il mio venire qui tre volte al giorno a dirti che sei irrilevante non ti convinca di quanto ti disprezzi, cosa devo fare di più, citarti articoli a memoria, citofonarti?»

  41. by baku on marzo 5th, 2014 at 16:02

    Uhm no, se non stessi sui media & discorso pubblico non saresti rilevante. Non sei più interessante. Però occupi uno spazio di discussione.E’ che lo occupi a caso. Non è che se Louis CK per citare un tuo amico facesse show a casa sua se lo filerebbe qualcuno.

  42. by silvia on marzo 5th, 2014 at 17:10

    aggiungerei “siete francesco de gregori”

  43. by Jane Lane on marzo 5th, 2014 at 19:33

    Why so bitter?
    Premettendo che “inguardabile” e’ un’altra cosa e che in questo noiosissimo lungo lamento di un’ambiziosa intellettualoide priva di intelletto non emerge un solo motivo per cui tu lo ritenga tale, e premettendo anche che non ho mai letto tante volte la parola “invidia” nelle sue numerose declinazioni in vita mia come in questo tuo fiume di inutili parole giustapposte, mi vengono in mente una serie di ipotesi per tanto immotivato livore:

    1) sei invidiosa e basta
    2) Sorrentino ti ha rubato la sceneggiatura
    3) sei la classica italiota mediocre che non tollera i vincenti
    4) sei la classica italiota mediocre che pensa che lamentarsi sia fico
    5) Sorrentino ti ha rubato la ragazza
    6) sei la classica italiota mediocre che pensa che il cinismo a tutti i costi sia fico
    7) ti rispecchi troppo nel personaggio di Stefania e quindi ti brucia sentirti dire che non vali nulla da chi pensavi di aver ingannato
    8) stai a rosica’
    9) sei la classica italiota mediocre che pensa che odiare sia fico
    10) sei leghista
    11) Toni Servillo ti ha lasciata
    13) sei tremendamente invidiosa
    14) Sabrina Ferilli ti ha rubato il ruolo
    15) pensi di essere una persona intelligente
    16) pensi di essere una persona interessante
    17) Paolo Sorrentino ti ricorda qualcuno che ti ha (giustamente) picchiata da piccola
    18) sei incredibilmente invidiosa
    19) hai semplicemente un QI particolarmente basso
    20) sei cieca
    21) sei cieca, stupida, invidiosa e per questo Toni Servillo ti ha lasciata, Sabrina Ferilli ti ha fregato il ruolo, Paolo Sorrentino ti ha picchiata e Carlo Verdone ti ha fatto il gesto dell’ombrello.

    In ogni caso ti suggerisco di lasciare la critica cinematografica a chi ha mezzi, conoscenza ed intelligenza sufficiente per occuparsene, smetti di invidiare chi sa fare, smetti anche di provare a pensare, ti prego, e trovati un hobby… Magari saresti in grado di ricostruire le unghie magistralmente!

  44. by Lananafachic on marzo 5th, 2014 at 19:37

    Andrea, baku, instancabili adepti del marcoferradinismo, perseverate. Prima o poi con qualcuna vi andrà bene.

  45. by Jane Lane on marzo 5th, 2014 at 19:48

    Sempre io.
    Lavalentina, Carlo Verdone fa cinema d’autore da sempre. Io non so cosa o quanto tu sappia di cinema, ne cosa tu intendi per cinema d’autore, pero’ perdonami se ti faccio notare che sbagli a non considerare tale quello di Verdone. Permettimi di chiarirti le idee: “Cinema d’autore è un termine usato per descrivere quei film che rispecchiano la personalità del loro regista, che il più delle volte è anche lo sceneggiatore.”. Verdone come Woody Allen, ragazzi, vi piaccia o no, fa cinema d’autore. E, vi piaccia o meno, ha fatto dei film veramente belli.

    Vi presentate come fans di Moretti ma, a giudicare dalle critiche che cercate di mettere insieme per smontare LA GRANDE BELLEZZA, lasciatevi dire che voi di Moretti non avete mai capito nulla, e che siete quelli di cui lui per anni ha riso– che, guarda un po’, e’ anche quello che sta facendo Sorrentino…

    Senza umiltà non si arriva da nessuna parte. E la Soncini sembra non esserne provvista. Questo rende il suo senso critico pari a 0, come si evince da un blog che non da una spiegazione critico-razionale del letame che riversa su Sorrentino, facendo apparire questa critica come un attacco personale ad una persona che ti ha fatto qualcosa.

    Qui non si parla neppure più di capirne o meno di cinema (ed attenzione all’apologia della soggettività, perché quando si entra nel territorio della critica, ci sono dei canoni che vanno conosciuti ed applicati ai film che si critica), qui si va verso gravi carenze logico-razionali.

  46. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 19:51

    Jane Doe, stai serena: non mi ha fatto niente.

  47. by olivia on marzo 5th, 2014 at 20:02

    cento righe per dirti che sei illeggibile (semicit.)

    @baku: senza polemica, ma chi sarebbe contemporaneo/a secondo te in italia ?

  48. by Jane Lane on marzo 5th, 2014 at 20:04

    Allora il tuo problema e’ veramente la totale incapacità di formulare una critica e motivarla in modo sensato da un punto di vista cinematografico, giusto? Ma perché non scrivi d’altro? Magari di musica ne sai un casino… O di caccia e pesca, che ne so? Ma il cinema lascialo veramente perdere, o inizia a spiegare le motivazioni per cui sto film non ti e’ piaciuto. E magari evita aggettivi come “inguardabile” per un film intelligente (se poi tu non l’hai capito, fair enough), con una fotografia quasi perfetta, un cast ed una colonna sonora ragionati, come in Italia non capita con nessun altro regista– sicuramente confezionato per vincere ai festival, ma McQueen non fa lo stesso? Ti sentiresti di definire i suoi film “inguardabili” solo perché ha giustamente puntato in alto ed ha vinto?

  49. by Guia Soncini on marzo 5th, 2014 at 20:09

    Detesto puntualizzare l’ovvio, ma le righe che stai commentando non parlano (se non molto marginalmente) di un film uscito dieci mesi prima. Se sei così interessata al mio parere sul film (ed è un’ipotetica di pura buona educazione, ché date le centinaia di righe di commenti che stai lasciando non mi pare «disinteressata» sia un’ipotesi ragionevole), in archivio troverai fin troppo dettagliati appunti di quando il film uscì e ancora parlarne non era noioso quanto oggi. Ah: se io fossi Sorrentino, difensori il cui argomento è «fotografia quasi perfetta» li sfiderei a duello.

  50. by Jane Lane on marzo 5th, 2014 at 20:14

    Per fortuna del cinema Italiano, pero’, non sei Sorrentino. Anche se il livello di spocchia pare essere più o meno lo stesso…

    Leggero’ gli appunti di cui parli, comunque, grazie!

  51. by lavalentina on marzo 5th, 2014 at 20:15

    @Jane Lane: Illuminata dalla tua wikipediata sul cinema d’autore chiedo venia e vado a studiare il sacro Mereghetti.

  52. by Jane Lane on marzo 5th, 2014 at 20:33

    @lavalentina: la mia Wikipediata per dimostrarti che non serve una laurea in storia del cinema d’autore per evitare di parlare a sproposito… Le opzioni che si hanno per evitare di parlare a sproposito (vizio supremo della gente arrogante) sono tendenzialmente quattro:

    1) parlare di ciò che si conosce;
    2) informarsi prima di affrontare un argomento che non si conosce;
    3) assicurarsi che la persona che si vuole abbindolare sia ancora piu ignorante di noi sull’argomento che ci apprestiamo ad affrontare a sproposito;
    4) tacere.

  53. by lavalentina on marzo 6th, 2014 at 11:26

    Jane Lane, con le persone prive di ironia non mi so proprio rapportare, ma questo è un limite mio. Prevengo la tua prevedibile contro-risposta aggiungendo che evidentemente non è nemmeno l’unico, così stai tranquilla e mettiamo fine all’accapigliamento più ininteressante della storia di internet.

  54. by Lucrezia on marzo 6th, 2014 at 13:31

    http://www.ilmenzogniero.altervista.org/roma-termina-tragedia-discussione-su-la-grande-bellezza-due-morti/

  55. by Jane Lane on marzo 6th, 2014 at 17:10

    Sylvania! (cit)

  56. by alessandra on marzo 6th, 2014 at 17:55

    io al catalogo aggiungerei anche Patti Scialfa e Gino castaldo( v. alla voce Springsteen), comunque secondo me gli spaghetti erano davvero scotti.

  57. by El on marzo 9th, 2014 at 16:24

    Jane lane riguardo il parlare a sproposito forse dovresti fare un paio di cose in merito: ripassare o studiare un po’ di grammatica, comprendere che “cinema d’autore” non significa un cazzo – lo diceva già tempo addietro un famosissimo regista francese che tu ovviamente non conosci – e leggere la recensione che un certo Valerio Caprara ha fatto su quella cagata di film per cui hai iniziato a sentirti cosí intelligggente perché, cavolicchi, tu sí che l’hai capito.
    Per gli altri minus che passano per caso e sempre per caso lasciano 100 commenti: non c’era niente da capire.

  58. by Jane Lane on marzo 9th, 2014 at 17:53

    Cara El,
    senza sprecare altro fiato con persone che, mi sembra evidente, non han trovato nulla di meglio da fare che criticare Sorrentino per giorni, ti comunico che non mi sento un’eletta ad aver capito LA GRANDE BELLEZZA. Devo essermi espressa male. Quel che intendo dire è che non averlo capito è sintomo di IQ particolarmente basso. O di totale distacco dalla realtà. O di una concomitanza delle due patologie.

    Consiglio: smetti di parlare con le parole dei registi francesi, e prova a formarti un TUO gusto ed un TUO pensiero critico.

    Smetti (tu come altri) di criticare persone di livello evidentemente superiore al tuo (siano essi registi, attori, fisici nucleari, blogger bilingui, cuochi televisivi, parrucchieri, esseri pensanti in genere), e fatti una vita che sia TUA.

    Piuttosto vai al cinema… O credi che nessun regista sia abbastanza talentuoso da meritare il tuo tempo?

  59. by Jane Lane on marzo 9th, 2014 at 18:54

    * “Blogger bilinguE”– Perdonate il refuso.

    Comunque che palle. Non si può parlar d’altro?
    Se avete blog in cui criticate (magari positivamente, for a change!) altri film (2013/14) mandatemi il link.

  60. by Guia Soncini on marzo 9th, 2014 at 20:07

    Veramente io ho provato a far presente che qui si parlava di https://twitter.com/gassmangassmann/status/442631344003493888 e non del film di Sorrentino, ma eravate così determinati a parlarne comunque che ho ritenuto socialmente doveroso lasciarvelo fare, dice che la repressione poi fa peggio.

  61. by El on marzo 9th, 2014 at 21:53

    È talmente ritardata che manco si è accorta dell’ultima frase che ho scritto. Però la frustrazione che si evince da quel “che palle” mi fa pensare che la tecnica Soncini – quella di lasciar commentare i troll in libertà – dopotutto funzioni.

  62. by Angelo on marzo 10th, 2014 at 21:33

    OT: ma quanto perde in charme Scandal con i vestiti pensati solo per mascherare la pancia di Kerry Washington?

  63. by giovanni on marzo 14th, 2014 at 13:56

    Purtroppo gli antropologicamente superiori, quelli che a diciotto anni non sono andati a lavorare, sono troppo profondi per leggerla.
    Le restiamo noi dei piani bassi, se ne faccia una ragione.