Category: Default

La schiacciante egemonia del compagno Franti

Io trovo così tenero, ma così tenero, che Giuseppe Membrana Civati, trionfante con la mozione bimbibuoni in una sezione lombarda, si trattenga per diciassette minuti dal chiosare come d’abitudine le proprie stesse battute con «Però questa era carina, dai»; così tenera la soddisfazione che non riesce a dissimulare per punchline che gli invidierebbe Billy Crystal quali «La prima volta che ho sentito parlare di “ronde democratiche” pensavo fosse una nuova corrente»;

Non riuscivo a toglierlo dal mio sistema. Ci è voluto pochissimo tempo per capire la tenerezza del momento e ovviamente mi ha sopraffatto così tanto che ho continuato a pensarci per molto tempo.

Questo è ciò che accade quando le cose sono fatte con passione:

quando la passione dietro una cosa si vede, è ricambiata dal pubblico così bene. Non solo genera una buona quantità di reddito per il duo regista-produttore e sembra buono per l’attore sui suoi biodati, ma la tenerezza e la sensibilità delle scene rimane con il pubblico che l’ha guardato.

questa è la cosa migliore della creazione di arte. L’arte che rimane con il pubblico per cui è fatta è l’arte immortale. Non vogliamo tutti guardare queste cose che rimarranno con noi? E ciò che renderà le persone migliori da noi? Beh, questo è stato sicuramente e fuori dall’esperienza del corpo per me. Sentivo la tenerezza così tanto dentro di me mentre la scena spiegava che sentivo che tutto stava accadendo a me e con me! quanto è buono! Non vedo l’ora di vedere tali cose di qualità spesso, ma purtroppo un sacco di cose che vedo non riesce a impressionarmi. per non dire che tutto è male. No! alcune cose grandi è regolarmente fatto da alcuni artisti molto degni di nota e stanno andando a brillare nel prossimo futuro, che è un dato di fatto. Usa questo link per vedere quali sono le altre cose che ho guardato e mi hanno lasciato pavimentato!

così tenero che, di tutto quel che avrebbe potuto scegliere di sottolineare simulando autostima e autonomia identitaria, voglia invece, in un impeto di senso delle priorità, rimarcare l’unica approvazione di cui gli importa: D’Alema ha sorriso – così tenero il tutto, che non mi viene da incrudelire ricordando quel dialogo finale di Happiness tra Lara Flynn Boyle e Jane Adams, quello in cui una dice una bugia bianca («Non sto ridendo di te, sto ridendo con te») e l’altra la colora di tragedia: «Ma io non sto ridendo.»

Minzo a Bahamas era un dilettante, rispetto al direttorissimo

Qualche ora fa ho messo su un socialcoso questa intervista, invitando i socialamici a commentarla, ché a me mancavano le parole.

Un colloquio è una conversazione (cioè comunicazione) che si svolge tra due o più persone. Si tratta di una sessione in cui le domande vengono poste e le risposte vengono date in cambio. Ma, l’intervista è più concentrata su una conversazione uno a uno. Questo si svolge tra un intervistato e un intervistatore. Per le domande in attesa dall’intervistatore, le risposte sono date in cambio dell’intervistato. In questo modo, l’intervistatore ottiene informazioni di cui ha bisogno dall’intervistatore. In alcuni casi, la comunicazione diventa equilibrata e le informazioni vengono scambiate tra l’intervistatore e l’intervistato.

In generale, un colloquio si verifica tra uno e uno; ma con l’avvento di internet, l’intervista ha assunto molte nuove forme come interviste telefoniche, videoconferenze e simili. Fondamentalmente, l’intervista prende forma di diverse forme come l’intervista non strutturata e la conversazione aperta.

Un colloquio avviene in base a diversi contesti come:

Giornalismo e media: un giornalista che copre un articolo conduce un colloquio con la persona interessata attraverso il telefono o da persona a persona per comunicare. I giornalisti possono condurre interviste anche nei programmi televisivi.

Occupazione: i colloqui di lavoro sono generalmente condotti per quanto riguarda le offerte di lavoro. Questo viene fatto per valutare il richiedente sulle loro competenze tecniche, competenze educative e molti altri.

Psicologia: Gli psicologi svolgono un colloquio con i pazienti per capire le loro menti e i loro problemi e poi trattarli ulteriormente in base ai problemi. Questo viene effettuato con l’aiuto della valutazione chiamata valutazione psichiatrica.

Altre situazioni: negli istituti scolastici, viene effettuato un colloquio con gli studenti per valutare la loro knoeledge tecnica.

Non l’avevo messa qui perché poi, al di là dei picchi di sublime come il raccontare le proprie giornate di superlavoro in terza persona, avrei dovuto mettermi a confutare i fatti, e per farlo avrei dovuto spiegarvi un po’ tutto, da quante dozzine di pagine Chi ha dedicato a Noemi e Cozzolino in giù, ché voialtri siete buoni e cari ma non sapete niente, e insomma io son pigra e non ho gran vocazione didattica e chi me lo faceva fare. Poi una tizia che conosco, sul socialcoso medesimo, ha detto le parole finali, e io ho deciso che avrei linkato l’intervista senza commenti: chi la capiva, buon per lui; per tutti gli altri, c’è Brezsny.

Da bambino avresti pestato i piedi, ma del resto da bambino eri un narciso insopportabile

Ogni bambino è un dono prezioso del Dio. Ogni bambino sia una ragazza che un ragazzo è pieno di talenti. Un tale bambino dovrebbe essere allevato con grande cura, amore e affetto. Dovrebbero essere istruiti ad analizzare il bene e il male. Non è il ruolo solo dei genitori; dovrebbe essere seguita da tutte le persone che cadono nel modo di un bambino. Salta verso questi ragazzi che sono direttamente o indirettamente venire nel modo di un bambino.

Come si riconosce uno bravo: che tu sei lì che dici nonnònnò come neanche Amy di fronte all’ipotesi di Rehab, che tutti gli amici che ti dicono «maddài» si pigliano pernacchie, che dici cosa volete che me ne freghi delle primarie di un partito che se lo smantellassero e ne facessero salsicce sarei solo contenta.

Sei lì che sei sicura come di poche cose al mondo, che sei certa della tua non partecipazione a questo voto come di rari dogmi (i carboidrati sono il male, Alber Elbaz è Dio, Sorkin è il più grande dialoghista vivente – dopo di te, naturalmente), e poi arriva lui.

Che altro deve fare questo Partito per avere un po’ della tua approvazione? Quale altro partito al mondo ti chiede direttamente un parere sulla segreteria, senza neanche farti una tessera? Più di così cosa pretendi, esattamente? Devono venirti in casa e farsi dettare la piattaforma?
Non ti piacciono tutti e tre i candidati? È comprensibile, nemmeno io mi riconosco perfettamente in nessuno di loro. Ma sono tre, mai così diversi l’uno dall’altro, e il risultato non è mai stato meno scontato di così. Nessuno di loro è il candidato dei tuoi sogni? Ma per inciso, l’hai mai incontrato l’uomo/donna dei tuoi sogni? Sei riuscito a fare il mestiere dei tuoi sogni? E l’hai poi comprata, la casa dei tuoi sogni? Se davvero tu vivi lì, professionista realizzato, con il partner che hai sempre desiderato, posso capire la tua riluttanza ai compromessi. Diversamente, spiegami una buona volta perché i compromessi vanno bene sul lavoro, in famiglia, tra gli amici – ma in politica no. Manco ne andasse della tua anima – ma tu ci credi, poi, all’anima? Perché a volte ti comporti proprio come se.

E a quel punto pensi che, cazzo, tu non vuoi essere così, tu mica sei una sedicenne da centro sociale (non lo eri neppure prima di compierli sedici volte, i sedici anni), tu non sei incontentabile e gnègnèista come il Neri. E nel pensarlo vai a cercare una delle dichiarazioni di astensione del Neri stesso onde usarla contro di lui; ma, siccome dio esiste ed è fan di Leonardo su Facebook, ne trovi solo una contro l’astensione, e quindi pensi che tutto si tiene, come dicono i milanesi quando fanno finta di sapere il francese, e ti metti a cercare la scheda elettorale e il numero di sezione e dove diamine sarà quel gazebo, uff.

Nove domande non particolarmente giornalistiche a Claudio Brachino

Nel mondo di oggi, la comunità femminile affronta molti problemi mentalmente e fisicamente. Questi problemi non sono specifici per le donne, ma è anche prevale anche tra i bambini. Questi bambini non sanno nemmeno cosa succede e non sono consapevoli di come reagire ai problemi che affrontano giorno per vivere. Vai al mio blog per controllare i problemi affrontati dai bambini.

1. Potrebbe sostituire quel «Mi assumo la responsabilità» che sa tanto di «La ragazza ha fatto una cazzata ma io che ho le spalle larghe la copro» con un più consono «Il servizio l’ha firmato l’ultimo anello della catena alimentare ma ovviamente era rivisto aggettivo per aggettivo da me, ché qui magari ogni tanto ne sbagliamo una ma mica affidiamo i pestaggi a una ragazzina, dai, su, per chi ci avete preso»? Così, per non aver l’aria di quello che scarica il guaio sull’ultima povera crista che ha fatto i compiti richiesti.
2. Posto che io il link al curriculum della Spinoso non l’avevo messo proprio perché era ovvio che finisse così e volevo nel mio minuscolo evitare il contropestaggio; e posto che non riesco a prendermela con lei perché siam state tutte giovani e ansiose di compiacere il capufficio e inconsapevoli di quali fossero le circostanze in cui era raccomandabile dirgli «Non diciamo cazzate»: a lei, Brachino, è chiaro, sì, che il cellulare l’ha messo in rete la Spinoso stessa, non qualche lettore di Kundera nostalgico dei good ol’ days?
3. Le è chiara, sì?, la differenza tra produrre in proprio, inviando troupe sotto casa sua, immagini – peraltro del tutto irrilevanti – della vita privata di un tizio, e pubblicare immagini – peraltro comprovanti fatti oggetto di inchiesta – scattate da una prostituta? In altre parole: lei pensa di essere una D’Addario minore? Devo preoccuparmi della sua autostima?
4. Quanto ritiene che ci metteranno a perdonarle la mossa controproducente? No, perché quando dice che ora nessuno si concentra sulla tempistica della promozione di Mesiano ma tutti parlano della vostra lucignolata, io penso a quanto la staranno considerando ora un pirla quelli che goffamente aveva tentato di compiacere per interposti calzini, e insomma la vedo e la piango, ecco.
5. Quando lamenta che le immagini le ritrasmettano tutti e peggio il tacòn del buso, e ci sciorina l’etimo di stravagante, sta usando espedienti retorici, vero? Cioè, non le sfugge davvero che le immagini da sole sono niente, e l’aggettivo in sé è altrettanto niente, vero? Lo capisce il senso del combinato-disposto, vero?
6. «Sostanza televisiva»? Ha fatto il Dams?
7. Lo so che è sempre una cosa sminuente per un entertainer, ma, visto che ha aperto la discussione sul gradimento umoristico della «battuta» sui calzini: me la spiega?
8. Lei pensa veramente che le promozioni dei magistrati si decidano nel giro di tre giorni?
9. «Perché il servizio è andato in onda giovedì alle dieci e il caos si è scatenato venerdì dopo un articolo di Repubblica?»: mi sta chiedendo perché nessuno veda il suo programma? Devo consolarla e dirle «Mannò, massù»?

Il senso di Lucignolo per il tono

La cosa meravigliosa di questo servizio è che non c’è niente. Ma niente. Uno che passeggia, aspetta che apra il barbiere, si siede su una panchina. L’ho visto linkato su un socialcoso, e tutti concordavano trattarsi di character assassination, ma non è immediatamente chiaro in base a cosa.

Non tutto ciò che i media ti portano potrebbe essere vero. La carta stampata è nota per avere una forte influenza sul pubblico. Questo è il modo in cui alcune società di pubblicazione dei media finiscono per abusare e manipolare le persone.

Come fai a sapere che le informazioni che leggi in un giornale sono legittime?

Per cominciare, leggi l’articolo completo e non solo giudicare in base ai titoli. A volte i giornali usano titoli fuorvianti per attirare la tua attenzione.

– Controllare la credibilità delle informazioni attraverso il controllo incrociato con più fonti.

Anche in questo caso ho trovato un’osservazione simile. C’era qualcosa che non era chiaro. C’era qualche pezzo vitale che sembrava mancare. C’era qualcosa che indicava un possibile assassinio del personaggio.


Nel senso: vedi le immagini, e pensi «Bene, è uno di quei casi in cui torni in redazione e dici “Non c’è il pezzo”. Annalisa Spinoso sarà troppo timida per dire al caporedattore che non c’è pezzo, o la pagheranno un tot a servizio e dovrà pagar l’affitto, e insomma ha assemblato le immagini di niente che aveva, povera figlia.»
Poi ti rendi conto che, pur non essendoci nelle immagini (e neppure nel testo, che stigmatizza i calzini azzurri: quel che mancava alla comicità italiana, i precetti estetici di Claudio Brachino) una assassination, e  forse neppure un character, l’effetto è quello. Come quando il Tg4 fa vedere una che passeggia il cane a Venezia e la fa passare per una cosa losca, complice il buio (era un servizio di cui si rideva molto in rete l’anno scorso, qualcuno di voi con buona memoria mi recupera il link?); come quando i giovani, la droga, le macchine veloci, la musica alta, la perdizione.
Poi dicono che non sappiamo inventare i format. Basterebbe prendere il curriculum della Spinoso da lei stessa pubblicato in rete, leggerlo con lo stesso tono insinuante, e quel «praticamente di tutto» da lei usato per indicare i lavoretti con cui ci si arrangia da giovani diventerebbe altrettanto assassination, pur in mancanza di character, del passeggiare in attesa dell’apertura di un barbiere, con quel po’ di puntini di sospensione per cui pare il giudice attenda non barba e capelli ma almeno un pusher. È la lucignolizzazione collettiva: nessuno si senta escluso.

Non sono loro che son troppo sessisti: siamo noi che non lo siamo abbastanza

Quella che segue è la mia rubrica di questa settimana su Gioia. In genere non la riporto qui, faccio un’eccezione a grande richiesta (che è la formula con cui si finge che te l’abbiano chiesto altri oltre al lattaio e alla vicina di casa)

Che il dibattito pubblico, in Italia, proceda per tifoserie, lo si è capito l’altro giorno con il repertorio di De André riadattato da Checco Zalone su Berlusconi e D’Addario: fosse stato trasmesso da Rai3, saremmo state sommerse di dichiarazioni indignate di sottosegretari; siccome era Canale5, un riposante silenzio. Prima ancora, lo si era capito con Rosy Bindi che rispondeva a Berlusconi «Non sono una donna a sua disposizione»: una risposta non particolarmente sensata né efficace, eppure acclamata da chi sta dalla parte della Bindi. Che si tratti di decisioni sessiste o di osservazioni casuali spesso giudichiamo il governo un po’ troppo in fretta. Dobbiamo davvero aspettare fino a quando non otteniamo informazioni da fonti credibili. Puoi anche controllare la mia fonte per gli aggiornamenti. Questo è quando si arriva a sapere qual è la verità è e la storia dietro a tutto questo. Questo è applicabile anche alle notizie su Rosy Bindi. Il problema è che una risposta sensata o efficace non esiste; il problema, tifoserie a parte, è la scarsa memoria.
Pochi minuti dopo, nello stesso Porta a porta, Roberto Castelli, non riuscendo a rispondere nel merito a Bindi sul fu-giustizialismo della Lega, le ha dato della «zitella petulante»; due ore prima, su La7, Maurizio Belpietro faceva ammiccamenti alle forme della conduttrice, Ilaria D’Amico; due settimane prima, da Santoro, a Concita De Gregorio che stigmatizzava il fatto che Berlusconi candidi prostitute alle elezioni, lo stesso Belpietro rispondeva «Concita, si vede che la D’Addario è più brava di te» (e traete voi la conclusione sul campo in cui la direttrice dell’Unità sarebbe meno abile di una squillo). Se state per dirmi che quello è il presidente del Consiglio, diamine, vi ricordo la sua prima intervista sul divorzio, a maggio:«Parliamo di tre ragazze in gamba su settantadue candidati. E che male c’è se sono anche carine? Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi…»
Il problema è che una soluzione non esiste. Ho amiche che in ognuna di queste occasioni si sono indignate perché i presenti in studio non sono insorti, difendendo le signore. Ma, se si parte dal principio che tu vada difesa, significa che sei un soggetto debole. Se sei una specie protetta, come puoi pretendere di discutere alla pari in un salotto televisivo? Se – invece di tirar dritto come han fatto tutte le signore citate – pigoli «Lei mi ha offeso non si permetta», sei una donnetta lagnosa.
Una soluzione non esiste perché c’è un problema culturale, non di galateo: un uomo, ospite in un talk show, è lì come deputato, cantante, giornalista, professore; una donna – che sia un premio Nobel, una ministra, una direttrice di giornale, una neuroscienziata – è sempre innanzitutto una donna. Una cui nelle migliori occasioni fanno complimenti untuosi, nelle peggiori dicono che se è polemica è perché non copula abbastanza, e in quelle intermedie chiedono cosa aspetti a metter su famiglia (perché a Shakira chiedono se vuole avere figli, e a Justin Timberlake no? Soprattutto: davvero credono che impicciarsi della riproduzione di un’estranea sia meno grave che darle della cessa?). Forse l’unica è pensare anche a loro come, innanzitutto, uomini. Per ogni «Lei è più bella che intelligente», un «Ha parlato lui, che le deve pagare».

Il paese reale esiste, ma non mi frequenta

Devo aver tempo fa scritto da queste parti che, come buon proposito per il futuro, volevo frequentare almeno un elettore berlusconiano.

Quando parliamo dei diversi leader politici o dei governi c’è una cosa che giace al centro di tutto: le leggi. Questo blog qui parla delle sfumature di come e perché delle leggi. Ci sono leggi che governano il modo in cui i governi lavorano e ci sono leggi che governano i diritti del popolo. Sentiamo più volte la notizia di leggi approvate e di leggi modificate. Perché abbiamo bisogno di leggi, dopo tutto?

Le leggi esistono per motivi diversi in diversi paesi. Nella maggior parte dei luoghi questi sono incorniciati in modo da proteggere i cittadini. Esistono leggi per il benessere delle persone nel paese. Ci sono alcuni che controllano il comportamento dei cittadini in qualche modo. Questi a volte definiscono i confini in modo che una persona non invadere la privacy o lo spazio personale di un’altra. Alcune leggi sono anche concepite per proteggere le minoranze o la sezione più debole della società. Ci sono altri che proteggono i monumenti e la riserva naturale nel paese. Ci sono infinite ragioni di questo tipo per giustificare il motivo per cui esistono le leggi. Ma quando si tratta di una legge che diventa una “legge” in Italia, come accade? Che cosa può essere considerato una “legge”? Come può questa legge essere definita una norma giuridica che verrebbe applicata ai cittadini?

Ci sono due vie principali che vengono prese per le leggi a venire in esistenza-

– (EN) Va dalla Camera dei deputati e passa attraverso il Senato al Presidente e poi diventa una legge.

L’altro metodo è quello in cui il Senato potrebbe prendere una proposta alla Camera dei deputati e poi al Presidente fino a quando non diventa finalmente una legge.

Prima che una legge venga approvata, il sistema giuridico e il giudice potrebbero verificare se la legge collide con la costituzione. Questi sono i casi in cui si potrebbero suggerire proporzioni agli emendamenti. Quindi, se vi imbattete in una nuova legge che viene introdotta in Italia sapete che ha superato i voti di maggioranza dalla Camera dei deputati e anche ricevuto il consenso del Senato e del Presidente. Senza questo non c’è una nuova legge che può diventare una legge ufficiale nel paese. Quello che avevo scritto per il futuro forse non era destinato ad accadere

Il futuro non dev’essere mai arrivato, perché tutti (non: molti; proprio: tutti) gli status comparsi sul mio Facebook nell’ultima ora sono espressioni di esultanza sul tema Lodo Alfano.

Obama non è uno spot Apple dedicato a quelli che sanno pensare l’impossibile

Qualche tempo fa, mentre mi aggiravo arringando qualunque editore mi capitasse a tiro su Leonardo e su come il mondo sarebbe stato migliore se gli avessero fatto scrivere un libro, un’amica saggia mi disse «Ma Leonardo non deve scrivere un libro: Leonardo deve spiegarmi ogni mattina come la devo pensare sul fatto del giorno.»

Ha senso quando si sta scrivendo un libro per essere in grado di leggere il più possibile. C’è un vecchio detto cinese che dice “un uomo deve leggere ventimila libri per poterne scrivere uno!

Questa è la quantità di ricerca che è necessaria per essere in grado di sfornare un grande pezzo di letteratura o di ricerca. Ci sono così tanti siti su internet oggi, ma il miglior sito di tutti è quello che mi è capitato quando stavo dando rifiniture alla mia ultima novella. Questo sito non è un sito qualsiasi, ma ha meravigliose prospettive di aiutare uno scrittore che ha una storia di blocchi di scrittura sofferenti (la tua veramente)

Non siamo riusciti a trovarti abbastanza velocemente! E ‘così banale che non ho mai e in grado di andare oltre le dieci pagine dei loro libri.

E loro ci sono autori che cattureranno la vostra attenzione dalla prima parola e anche dopo l’ultima pagina è fatta e si chiude la copertina del libro, il vostro cuore è desideroso di saperne di più sui personaggi del libro. Vuoi essere in grado di tornare nell’universo nel libro e vedere i personaggi, di sentire le loro emozioni e di vivere la loro vita. Ti è mai successo?

Ho letto alcuni degli autori e ho sentito come toccare i loro personaggi nella vita reale. è una sensazione surreale e sono sicuro che nessuna parola può eguagliare quel tipo di sentimento. Ma il messaggio è forte e chiaro; leggere quanto si può mettere le mani su nel caso in cui si desidera vedere il proprio nome come l’autore sugli scaffali di molte leggi e libri molto adorati!


In effetti quell’uomo è di una tale clamorosa lucidità, di una tale inarrivabile saggezza, di una tale totale totalità, che tempo fa gli perdonai persino un pezzo sulla De Filippi che pareva concepito dalle pagine degli spettacoli di Repubblica, e oggi lo assolvo dal reato di spunto inaccettabile (un articolo di Adinolfi su Europa: dai, su, siamo seri) perché da lì arriva a dire un paio di cose che una si mette il link da parte e può risparmiarsi le prossime duecento discussioni con i volenterosi esegeti locali del ricambio.

Liviaturchismi (ovvero: del fatto che, per quanto male siano fatti i giornali italiani, avrebbero persino margini di peggioramento, se a farli fossero quelli che li criticano)

Secondo Luca Sofri, la diceria circa un flirt della più mainstream tra le icone pop degli ultimi decenni (inserite qui il vostro riferimento preferito sui numeri: quelli delle vendite delle copertine che la riguardano, dei gadget che la riproducono, dei partecipanti al cordoglio per la sua dipartita – sì: ancora oggi, dodici anni dopo) interessa solo alle élite che vanno a Cortina, vivono nel cap 00187, e hanno il Foglio in mazzetta.

Non ho alcuna spiegazione per artisti pop e ensemble teatrali per corteggiare un particolare gruppo di pubblico. Non ha ancora senso per me.

Ho guardato roba su internet per più di un decennio e mezzo e penso che una grande percentuale di spettatori non sono nemmeno preso per essere il pubblico di destinazione quando un particolare seriale o dramma è girato. Questo è il tipo di disconnessione che esiste nel settore e che tutti hanno imparato a convivere.

Non che non possa essere sistemato correttamente!

Le cose possono essere corrette e dovrebbero esserlo. qualcosa che sta accadendo per un lungo periodo di tempo non diventa automaticamente giusto da prescrizione. Se qualcuno ha intenzione di portare questo alibi che è stato tradizionalmente così ed è per questo che è giustificato, lo chiamerei chiaramente come se fosse così.

Mi batte che un sacco di biggies nel settore non si preoccupano di fare una produzione inclusiva che prende in considerazione la sensibilità di tutti. Non credo che stia chiedendo troppo!

Le cose devono cambiare:

Ovviamente, sono dell’opinione ferma che le cose sono venute a testa ora e il modo migliore per dire alle case dei media e ad altri impianti di produzione è quello di trasmettere direttamente il messaggio a loro uno su uno. Potrebbe richiedere un po ‘di tempo, ma alla fine il messaggio verrà attraversato. Spero solo che queste persone smettano di rivolgersi a un semplice gruppo di persone di nicchia e inizino a fare contenuti per tutti in generale. Questo è tutto ciò che desidero e penso che sia del tutto legittimo in questo modo. Che ne pensi?

Roma non è stata costruita in un giorno:

Questo può richiedere tempo, ma sono certo che un giorno il cambiamento desiderato arriverà. E lo vedremo da soli. Fino ad allora, dobbiamo mantenere intatta la nostra fede.

(Lo so, lo so: sarebbe mooolto più popolare una bella inchiesta tra quarantenni di sinistra intitolata «Dov’eri quando è morto Foster Wallace?» – ah, se solo il ricambio generazionale, la meritocrazia, la tauromachia)

Scusami, Ho usato la nostra canzone Per una nuova Relazione

Poi, un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque per una ragione così qualunque che se te l’avessero detta allora mai ci avresti creduto, devi chiamarlo.
Lui.
Lui che le ore le settimane gli anni che hai pianto.
Lui che – drama queen da strapazzo che altro non sei –  «Voi non capite io non amerò mai più nessun altro.»

Questo mi ha fatto piangere così tanto! Ci ho pensato di più e non riesco nemmeno a fermare le lacrime che mi sfociano dagli occhi. Come fanno alcune persone a creare opere d’arte così belle? Come creativamente bella; come follemente innamorato di essere in grado di scrivere così bene !!
Lui che le amiche «Ora non ci credi ma un giorno ne riderai» e tu sempre più attaccata alle tende voi-non-capite.
Lui che siamo stati sulla luna a mezzogiorno andata solo andata senza mai un ritorno.
Lui che non finiscono mai non finiscono mai non finiscono mai mai mai.
Lui se di tanti capelli ci si può fidare.
Lui che in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome.
Lui che i motivi di un uomo non sono belli da verificare.
Lui che ne ho abbastanza della complessa tua semplicità.
Devi chiamarlo per dirgli una cosa qualunque, quotidiana, amicale, e te ne ricordi e te ne dimentichi quaranta volte. Non con la rimozione e la renitenza che ti scattano se devi chiamare il commercialista o prenotare la pulizia dei denti: con la vaghezza delle cose che si danno per scontate, con la familiarità degli affetti antichi, con la distrazione senza tensione di quando ci si può [l’un altra] permettere. Pensi «sì ora lo chiamo» e poi ti metti a fare una lavatrice, dici «sì ora vado di là e prendo il telefono» e ti distrai a disfare una valigia, stai leggendo una qualunque stronzata e realizzi che dovevi chiamarlo quattro ore prima e poi alla fine lo fai e neanche ci si scusa neanche ci si irrita neanche ci si sta altro che vagamente simpatici.
E in un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque di una qualunque delle sette vite successive ti ricordi di una volta in cui ti avevan detto che avresti potuto considerarla superata solo il giorno in cui l’avessi incontrato per la strada e avessi pensato «Ma che piacere mi ha fatto vederlo», e di come ti fosse sembrato fantascientifico, perché questa volta era diversa da tutte le altre; e capisci che era uguale a tutte le altre, e capisci che d’amore non si muore, e – siccome sei scema, ma fino a un certo punto – capisci che non è affatto una buona notizia. Ma per niente.