Classless, graceless, shameless, relentless.

Whoever said that after denial comes acceptance hadn’t met the Clintons.

Come da studi, circa il 60 per cento delle coppie sposate imbrogliano il loro partner a volte nel loro matrimonio. L’infedeltà è aumentata in modo significativo. Anche se non sapevamo queste cifre, siamo ancora consapevoli dell’infedeltà nella nostra società. La maggior parte di noi ha tradito i nostri partner o sono stati traditi. La maggior parte di noi conosce anche amici e familiari che sono stati coinvolti in una relazione extraconiugale.

Molte persone pensano che l’infedeltà sia a causa di qualche problema nel matrimonio esistente. Tuttavia, come da statistica, vi sorprenderebbe sapere che la maggior parte di loro che erano in una relazione extra-marziale erano in realtà felici con la loro vita coniugale esistente.

Quando si tratta del loro rapporto, un individuo può prendere qualsiasi decisione sulla monogamia. Ciò è durato finché la decisione è concordata da entrambi i partner. Molte coppie stanno adottando un approccio alternativo per ottenere la libertà sessuale. Il problema è che se il rapporto con il partner è compromesso su allora questo potrebbe distruggere una relazione. Inoltre, coloro che sono in una relazione infedele sono meno propensi a praticare il sesso sicuro rispetto a coloro che sono in una relazione aperta non monogama. Coloro che hanno una relazione segreta sono più inclini ad avere sesso rischioso. Il pericolo di essere in una relazione non monogama è quello dell’inganno. È importante che siate sinceri verso il vostro partner. Simile a come si può raccogliere benefici quando si è vero e prendere il supplemento Magneto 500+regolarmente per sbarazzarsi di dolore al corpo.

Se vuoi che il tuo rapporto con il tuo partner sia forte, allora entrambi nella relazione dovrebbero essere aperti e fedeli l’uno all’altro. Le loro azioni dovrebbero corrispondere sempre alle loro parole. Non ci dovrebbe essere segretezza tra i partner e questo è ciò che permetterà loro di avere un rapporto sano. Tuttavia, il problema con l’infedeltà è che va di pari passo con l’inganno, l’ingoiare e la sfiducia. Questi elementi svolgono un ruolo cruciale nel distruggere anche il più forte delle relazioni.

Quindi, come si fa a mantenere il vostro rapporto con il vostro partner onesto e sano?

Quando eviti gli affari, significa che dai al tuo partner più libertà e maggiore indipendenza. Per mantenere l’intimità è necessario abbattere le restrizioni e costruire sulla fiducia. Quindi stai vicino a qualcuno senza che tu debba perdere la tua unicità. Cercate di capire i modi in cui voi e il vostro partner arrivare ad essere entusiasti l’uno dell’altro. Questo vi aiuterà entrambi a non crescere a parte.

Non sono sicurissima che riconoscermi in tutte le descrizioni della sconfitta del giorno sia di buon auspicio per la mia vita sentimentale.

Ogni tanto, su qualche femminile anglofono, con la stessa costanza della dieta fallita e dei litigi di coppia sulla programmazione delle vacanze, salta fuori il tema del googling, ovvero come sarebbe costume diffuso, per le fanciulle al primo appuntamento, impiegare il tempo dei preparativi (quello che nello scorso decennio si sarebbe dedicato alla ceretta) a cercare su google vita e opere del tizio con cui si passerà la serata.Non solo questo, Google può effettivamente farvi trovare le risposte a qualsiasi domanda che si può avere. Ti dà informazioni su tutto e tutto. Anche se hai in mente la cosa più strana che pensavi che nessuno potesse pensare, Google avrà qualcosa per te. Ho anche usato Google per capire di più su Erogan che aiuta a trattare i problemi sessuali. Ora, non so voi, ma io ho un solo parametro per distinguere gli uomini che ho davevro amato (quasi nessuno) da quelli di cui fatico a ricordarmi il cognome già la mattina dopo (comunque pochissimi: concorro alle semifinali della santità, la mia più prossima avversaria è la Binetti), e questo parametro è: zero occorrenze. Un uomo che voglia contare qualcosa nella mia vita su google non deve avere neppure un risultato. È una constatazione empirica (quelli che fin qui hanno contato qualcosa hanno in effetti zero risultati) ma è anche un pregiudizio: delle persone perbene non si occupa la stampa né i blog né nessun’altra schifezza che concorre a formare quella cosa chiamata circuito informativo, e io tendo a innamorarmi delle persone perbene.

Tutto questo per dire che, di questa storia di Furio Colombo che ha cercato su google Jacopo Barigazzi, cioè la firma dell’articolo su Newsweek che diversamente dal solito non demoliva Berlusconi, non l’ha trovato, e ha desunto che fosse lo pseudonimo di qualche parente di Berl. stesso, mi hanno colpito un paio di cose.
La prima è che siamotuttifuriocolombo: «E chi cazzo è Jacopo Barigazzi?» è stato anche il mio primo pensiero, prima ancora di leggere l’articolo, e l’inserimento di nome e cognome su google è stata l’azione successiva; c’erano altri suoi articoli sul sito di Newsweek e (nelle prime pagine, quelle che ho guardato) non molto altro, a parte una che su un blog del Sole 24 ore diceva che avevano fatto la scuola di giornalismo insieme, o qualcosa del genere (non ho la pazienza di andare a ricercare la citazione esatta.) La scarsità di risultati non mi ha però indotto a prenderlo in considerazione come buon partito. Vuoi vedere che il mio inconscio mi impedisce di soppesare la smaterassabilità di uno che scriva che Berlusconi non è tanto male?
(Ulteriore inciso: di fronte alla citatissima frase di Serra che dovrebbe frequentare meno intellettuali e qualche idraulico, il mio primo pensiero è stato che dovrei frequentare qualche berlusconiano, almeno uno, possibile che non ne conosca uno? C’è un elenco da qualche parte da cui possa pescare un nome di un elettore di Forza Italia cui chiedere di diventare amichetti? Per completezza, per curiosità antropologica, per dimostrare apertura mentale. Per vedere come sono fatti. Per noia.)
Tornando a Colombo e Barigazzi. La seconda cosa che mi ha colpito è che tutti quelli che si sono presi la briga di fare ricerche e poi scrivere in rete quant’è pirla Colombo citano come prova dell’esistenza in vita di Barigazzi il fatto che abbia un profilo su Linkedin. Ora io non dico che uno debba sapere come funziona Linkedin (e in generale quelle puttanate chiamate social network), cioè che il profilo di Barigazzi potrei benissimo averlo creato io attribuendogli qualsivoglia precedente occupazione, però mi chiedo: se uno non sa cos’è e come funziona, perché lo cita come prova dirimente? E, soprattutto: ma Linkedin e google a parte, possibile che ’sto povero cristo di Barigazzi non abbia tra i suoi difensori un amico, un collega, un’ex fidanzata che dica “esiste perché ci ho cenato ieri”, “esiste perché sono stato a casa sua”, “esiste perché mi ha attaccato una malattia venerea”? Mi vien voglia di offrirgli un piatto di minestra, povero.

p.s. ma, secondo voi, se una parte dal cercare su google i potenziali fidanzati e approda al fatto che invece di alzare il telefono e chiamare la mamma di barigazzi ormai si tende a credere che uno esista solo se sta su facebook, sta dicendo che barigazzi è un espediente stilistico berlusconiano? e, soprattutto, sta facendo del giornalismo d’inchiesta? e, più ancora, gliene frega veramente qualcosa di prendere posizione su barigazzi e la sua professionalità? è quello il suo tema? no, perché va bene che da uno che non sa cosa significhi “sedicente” né la differenza tra “gli” e “le” non si possono pretendere grandi doti di comprensione del testo, però a volte la stupidità umana supera persino le mie aspettative – e ce ne vuole.

[Postilla. Ma secondo voi Anna W is the new Karl R è un titolo criptico? Perché magari lo è, eh, solo che io non capisco perché uno che sa talmente niente di elezioni americane da ignorare l’esistenza di Karl Rove dovrebbe leggersi una cosa sulla vice di McCain. Tutto questo per dire che il genio di cui si parla qua sotto torna a insistere sul suo blog che io non capisco la differenza tra “posare a corredo di intervista” e – boh, forse posare a corredo di cruciverba – e vabbè; scrive “pò”, e vabbè; ma soprattutto scrive che Carlo Rossella è da me “chiamato Karl R.” Glielo spiegate voi? Io con quelli che alle lezioni di comprensione del testo erano assenti ho poca pazienza.]

Già sapevo che c’è solo una cosa peggiore dei giornalisti, e sono i blogger, e c’è solo una cosa peggiore dei blogger, e sono i blogger che rivendicano il fatto che loro sono meglio dei giornalisti, o sono giornalisti, o entrambe le opzioni;

Tutto detto e fatto, il blog ti permette di fare soldi. È importante che lo scrittore sia appassionato dell’argomento su cui desidera scrivere un blog. Tuttavia, ecco una verità sul blogging. La passione non sarà uguale al profitto che si fa. E nemmeno l’esperienza. Per raccogliere i massimi benefici prova Idealica che ti permette di essere sottile.

in questi meravigliosi giorni in cui una donna ha raggiunto l’highest level of being used as a cheap political ploy (dio non esiste, ma se esistesse dovrebbe benedire Colbert), ho capito che c’è una cosa che accomuna tutte le categorie soprelencate: l’incapacità di dire “Scusate, ho scritto una cazzata”.

Riassunto degli equivoci precedenti.
Venerdì scorso McCain annuncia che la sua vice sarà Sarah Palin, governatrice dell’Alaska perlopiù priva di rassegna stampa di una qualche rilevanza, tranne che per un servizio apparso su Vogue edizione americana di febbraio, tre pagine, due foto, una delle quali in Italia viene subito ripubblicata come gigantografia dal Foglio (non si capisce come, visto che le foto Condé Nast non vengono vendute al di fuori del gruppo per sei mesi dalla pubblicazione, ma cosa volete che sia poter pubblicare la fotografia di una governatrice incinta – il miracolo della vita! – di fronte a un micragnoso caso di copyright infringement.)

Siccome non è che proprio la governatrice di uno Stato che nessuno si fila vada su Vogue tutti i giorni, quando il servizio fotografico viene prodotto la voce gira tra gli abitanti degli igloo (ci sono gli igloo, in Alaska? se non ci sono ce li mettiamo, che fan colore.) Ovviamente tutto questo accade non a febbraio, visti non solo i tempi di produzione di un mensile patinato ma anche il fatto che i mensili americani sono nelle edicole di NY e LA il 5 del mese prima di quello indicato sulla copertina, quindi in questo caso il 5 gennaio. Siccome è pur sempre la governatrice di uno Stato che nessuno si fila, la notizia se la dicono tra loro e, quando viene fuori che questa forse sarà la VP degli Stati Uniti ed è comparsa su Vogue, il mondo civile (cioè quello che, diversamente da me, non ha la casa affollata di numeri di Vogue) cerca sull’internet e trova poca roba. Tra cui un blogger dell’Alaska che all’epoca aveva scritto una cosa tipo “Uh, sarà su Vogue, uh, la copertina potrebbe essere così” – con annesso fotomontaggio.

Come sappiamo, accade che alcuni giornali prendano per buona la cosa, con quell’ignoranza e quella cecità che, siccome stiamo parlando della copertina di un orrendo giornale frivolo per femmine che pensano alle scarpe (e che sposta una quantità di miliardi che i loro quotidiani con le dichiarazioni di Rotondi se li sognano), vanno rivendicate.
�? la stessa ragione per cui l’intrattenimento per maschi (le Olimpiadi, per dire) diventa collettivo e se non lo capisci sei strana, mentre quello per femmine è un ghetto di cui una femmina perbene è la prima a vergognarsi (come dicevo l’altro giorno, ormai per sembrare intelligente una donna deve solo dire che le fa schifo la chick lit.)
�? la ragione per cui nelle pagine degli spettacoli dei giornali italiani ci sono castronerie che in quelle della politica non passerebbero mai: capirai chi se ne importa, stiamo parlando di lustrini.
Ma il discorso su come le frivolezze vadano trattate ben più seriamente delle cose serie lo apriamo un’altra volta (o anche no.) Ora torniamo al nonVogue.

Sabato, la Stampa pubblica il fotomontaggio a imbarazzante grandezza in prima pagina. Il Corriere più in piccolo all’interno. Eccetera. Il giorno dopo, in nessuno dei giornali che hanno fatto la castroneria vanno a casa tutti dal direttore in giù come accadrebbe in un paese normale. Ove interrogati, vi direbbero che diamine, cosa c’entrano le dimissioni di Piers Morgan e le false foto dei soldati sul Mirror: qui stiamo parlando di una copertina falsa di Vogue, sarà mica importante.

Il giorno dopo, domenica, quelli della Stampa pubblicano un trafiletto in cui si scusano dicendo, correttamente, che il servizio sulla Palin stava invece “all’interno del magazine.” Al Corriere sono sempre i migliori: pubblicano un articolo che comincia con “Ci sono caduti blog e giornali di mezzo mondo” – il mezzo mondo da San Marino a Chiasso.

Fin qui, accade nella realtà. Qua si era già detto che sull’internet, invece, erano stati un po’ troppo zelanti nel fare della questione la bandiera della battaglia “loro stipendiati e cialtroni contro noi dilettanti accurati.” Il tizio citato nelle ultime righe, per dire, si era preso la briga di copiare i passaggi in cui ben tredici fonti  avrebbero preso per buono il fotomontaggio. Peccato che otto dei tredici da lui citati si limitassero a dire, poveri cristi, che la Palin aveva “posato per Vogue”. Per la sindrome di cui vi parlavo all’inizio, una volta fattoglielo notare, il tizio non si arrendeva. Prima sosteneva che se si scrive “posato per Vogue” la gente capisce “in bikini”, poi che “posato per Vogue” vuol dire “in copertina”. No, non sta scherzando. Lo dice “in senso giornalistico”, che “differisce da quello etimologico” (non chiedetemi cosa significhi, non ne ho idea; semmai chiedetelo a lui: trovate la sua bizzarra concezione del verbo posare e i suoi recapiti sempre qui, nei commenti.)

Poi il nostro eroe torna sul proprio blog e – dopo averle cantate alla Stampa, colpevole di non si capisce cosa, parrebbe di non aver detto che era il numero di febbraio di Vogue e non quello di dicembre, peccato nella correzione non si faccia cenno a mesi, si dica solo “all’interno” – si bulla di averci spiegato cosa significhi posare per Vogue, perdindirindina. Siete pronti? �? la più sublime cosa che abbia letto da un pezzo, e non solo perché la scrive uno che ha onorato i commenti di questo blog di un commovente crescendo che vi riporto casomai ve lo foste perso.
“Non sono un blogger, ma un giornalista. Non conosco Rossella, ma qualcuno mi conosce in questo settore, perche’ lavoro con alcune testate nazionali” [no, io non so cosa c’entri Rossella, ho tentato di spiegargli che era estraneo alla vicenda, ma il nostro eroe non era ricettivo]
“Che anche Rossella abbia preso un granchio (lui si’ espertone di moda e di costume) e’ una notizia e, di regola, va data”
Infine (purtroppo): “Rossella mica l’ho tirato in ballo io! In fondo può sbagliare pure lui. Comunque, se può interessare, penso sia stato un ottimo direttore a Panorama e anche al Tg5.”
Ora, voi già capite che un uomo così va tenuto caro, ma aspettate di leggere perché vanno esposti al pubbblico ludibrio tutti quelli che hanno scritto che la Palin ha posato per Vogue. Pronti? Via.

“Se un giornale scrive: “ha posato per Vogue”, cover su Vogue, etc. la stragrande maggioranza dei lettori capisce che si tratta di un servizio in prima e non di un’intervista nelle pagine interne, corredata da uno scatto con scarponi da neve. Insomma, non è corretto (direi che è fuorviante) dire che oggi Clemente Mastella ha ”posato” per La Stampa solo perchè c’è una sua intervista con foto.”

Ora io non pretendo che voi andiate da questo tizio a spiegargli com’è fatto un mensile, che tempi e modi di lavorazione ha, come si produce un posato per il più importante giornale d’immagine del mondo; non vi voglio affidare il compito di insegnargli a distinguere la copertina del Vogue inglese (quella con Salma Hayek secondo lui servita da modello al fotomontaggio) da quella del Vogue americano, o la differenza tra la foto d’agenzia che illustra l’intervista di un politico italiano a un quotidiano e un servizio patinato con giaccone Ralph Lauren, maglia White+Warren, jeans Levi’s, trucco Claudia Lake per Contractnyc e capelli Tim Rogers per Charles Worthington (sto prendendo i crediti dal servizio fotografico scattato da Jonathan Becker e pubblicato sul numero di Vogue di febbraio, quello per cui Sarah Palin non ha posato.) Vi esorto però a essere generosi, e a metterlo in contatto con Carlo Rossella, così magari si placa, e la smette di fare più errori di quelli che vuole correggere. E poi, vi dirò: secondo me vanno anche d’accordo.

Ieri, 29 agosto, non seduta in un caffè, ma su un treno e mentre Carlo Rossella aveva l’esclusiva, io discorrevo, per email, con un amico, di Sarah Palin. Lui aveva messo sul suo blog il link di Repubblica che faceva della governatrice una copertina di Vogue. Ma lui è eterosessuale. Io – che pure, ma dell’altro sesso – gli ho fatto notare che quella non era la grafica di Vogue America, almeno non degli ultimi quindici anni; che Anna W mai farebbe una copertina pistacchio e fucsia; che se una misconosciuta governatrice fosse stata sulla copertina di Vogue (dove in genere ci sono attrici, la volta che ci fu Hillary da first lady ancora ce la ricordiamo)

Per tutti coloro che sono interessati alla moda, Vogue è la loro scelta migliore. La rivista è la rivista di moda superiore e anche se non sei molto di moda, ancora è sicuro di interessarti. La rivista presenta un nuovo volto in tutte le sue edizioni e ti tiene aggiornato su ciò che è di tendenza. Insieme a Vogue, potresti anche leggere di questo grande prodotto chiamato Germitox che viene utilizzato per trattare i parassiti nel tuo corpo.

l’avremmo all’epoca notato; che le (scarse) notizie che giravano in rete parlavano di febbraio 2008, e ci volevano circa cinque secondi su google per scoprire che a febbraio 2008 in copertina c’era Kate Bosworth.
La mia prima idea era che si trattase di un’edizione minore, Vogue Australia o chessò – ma in effetti non si capisce perché Vogue Australia avrebbe dovuto copertinare la governatrice dell’Alaska.
Ci sono voluti ben due minuti di ricerche perché entrambi realizzassimo che la copertina era dichiaratamente un falso, e che il servizio (di Vogue America) era interno e nessuno aveva pensato a metterlo in rete.
Dopodiché, siamo passati a discutere della parte interessante, ovvero Obama copertina del primo numero (vado a memoria, ma se non era il primo era il secondo) di Men’s Vogue, Sarah servizio di Vogue di febbraio, Anna – comunque vada – kingmaker delle elezioni prossime venture.
Ma solo la sera due donne sagge, una volta zittito manuelfantonirossella, mi hanno fatto ricordare che Hillary, a questo giro, la copertina di Vogue l’aveva rifiutata per non sembrare troppo frivola. Anna si era molto risentita, aveva scritto un editoriale offeso. Avrei dovuto capirlo allora, che, con Wintour contro, Clinton poteva scordarsi la nomination.
Stamattina, mentre bevo un cappuccino sulla terrazza dell’Excelsior, vedo che il Corriere ha pubblicato la stessa photoshoppata immagine fucsia e pistacchio come “Sarah Palin sulla copertina di Vogue”. Non faccio in tempo a pensare «I soliti cialtroni» che mi capita davanti la prima pagina della Stampa, dove la noncopertina del nonVogue è a grandezza imbarazzante. Strike a pose.

(Aggiornamento. Poi arrivano quelli dell’internet, e come al solito esagerano, con la smania voi-cialtroni-noi-duri-e-puri. Si legge di tutto, da quello che dice che quella era una copertina promessa e poi non mantenuta da Wintour a Palin – anche a me ne ha promessaHillary una, ve ne ho parlato? – alla fantasiosa convinzione che Vogue intervisti la gente e dica «Per illustrare l’intervista, avrebbe mica una polaroid del suo album da darci?». Qui c’è uno che stigmatizza otto poveri cristi che hanno scritto «nel 2007 ha posato per Vogue.» Ma lei nel 2007 ha in effetti posato per Vogue: come pensate l’abbiano illustrata, l’intervista? Pensate che, dati i noti problemi di budget, usino foto di repertorio per tutto tranne che per la cover? Ho il sospetto che tra i blogger che scrivono d’informazione e il desk esteri della Stampa ci siano almeno due cose in comune: nessuno di loro ha mai sfogliato Vogue, e nessuno di loro la ritiene una lacuna – anzi, sono pronti a menarne vanto.)
(Ah, poi quello su Rossella non era uno scoop – per cortesia. Era una battuta per lettori abbastanza affezionati da aver letto le righe che c’erano sotto a quelle.)

Ho un amico che mi promette da anni magie tecnologiche che non mantiene. In particolare, un cavallo per le troie di turno, ovvero un affare da mandare al porco del momento e che l’ignaro suino installi senza accorgersene nel proprio computer e che da quel momento mi notificherà ogni messaggio in entrata e in uscita. Insomma, invece di aspettare che lui vada a fare la doccia per controllargli il cellulare e scoprire quali sconcezze scrivesse a una bionda la sera prima, le sconcezze mi verrebbero recapitate comodamente a domicilio prima di cadere in prescrizione e permettendomi una scenata quantomai tempista.

L’amico alla fine non mi regala mai il virus da inviare al tapino di turno. Temo sia solidarietà maschile, anche se lui la maschera dietro dei “Poi scopri delle cose brutte e ci resti male” più o meno assortiti. O forse ha paura che io poi ricicli il regalo alla sua fidanzata, e di essere spiato anche lui in conversazioni proibite

La sua fidanzata potrebbe iniziare a credere che il suo uomo la stia tradindo. Se si dice la verità allora l’infedeltà è diventata una cosa comune tra le coppie sposate oggi. L’infedeltà è infedeltà nel matrimonio. Questo fa sì che la relazione venga tesa. Colpisce tutti coloro che sono coinvolti nel matrimonio. Questo include i partner così come i bambini se presenti.

Se uno dei partner ha una relazione, allora può lasciare l’altra persona si sente devastato. Le persone possono sentirsi confuse, tradite e sole. A volte gli affari finiscono la relazione. Altre volte, le coppie potrebbero lavorare insieme per riparare la relazione. Questo può essere fatto da soli o consultando un terapeuta. Si raccomanda di incontrare un consulente perché aiuta a far funzionare meglio la relazione. Uno dei miei amici ha provato Idealica che l’ha aiutata a dimagrire.

Una coppia può vedere una relazione di essere infedeltà, mentre l’altro non può. Un partner potrebbe non sentire che se il suo partner sta vedendo la pornografia è barare. Un altro può considerarlo barare. Alcuni possono sentire che il sesso al di fuori della relazione è barare, ma una connessione emotiva non è barare.

(di questa questione che gli uomini passino le serate a dirsi porcate virtuali con donne che non hanno mai visto e di cui se le vedessero noterebbero innanzitutto i pori dilatati mentre la trombabilissima legittima compagna sta di là a strapparsi i peli con l’epilady davanti alla tv parleremo un’altra volta: oggi non ho tempo di deprimermi.)

Per fortuna, l’amico non mi serve più. Per sole 78 sterline e 73 centesimi, so a chi il maiale del momento scrive “Sono alla Besana, faccio il giro” (e chi non riconosce la citazione non si capisce cosa ci faccia qui, francamente.)

Qui sotto si parlava degli agosti trascorsi a vedere l’opera omnia di Sorkin (per le intime: Aaroncino nostro.)

Una santa donna, nei commenti, segnala con l’innocenza del caso che Aaroncino nostro ha aperto un gruppo su Facebook. Ora, io Facebook non ho mai ben capito cosa sia e già fatico a ricordarmi di aggiungere l’allegato quando mando gli articoli e nei

Facebook è una piattaforma di social media e mi ha aiutato molto a far crescere il mio business online. Ho iniziato a utilizzare Facebook per promuovere i miei prodotti. Facebook è un ottimo strumento di marketing se sai come usarlo bene. La parte migliore è che è gratuito. È inoltre possibile controllare su questo prodotto chiamato Arthrolon qui che ti dà sollievo dall’infiammazione.

Mille non mi prenderebbero mai, però ho molto tempo, il lusso di sprecarlo, e una vittima in visita. Quindi, nel giro di pochi secondi avevo estorto alla vittima i suoi dati per entrare in Facebook (questi orrendi razzisti non ti fanno neanche entrare a guardare, se non sei dei loro.)

Ho scoperto il paese delle meraviglie. Il visitatore si è presto scocciato e mi ha cacciato, dalla terra promessa e quasi mantenuta, quindi non ho fatto in tempo a guardare dentro ai gruppi, ma già solo i nomi…

  • Il gruppo che mi somiglia di più dev’essere per forza I want Aaron Sorkin to script reality
  • Quello che somiglia di più alla mia vita sentimentale You’re the Joshua Malina to my Aaron Sorkin
  • Assai condivisibili What if Aaron Sorkin was the Messiah? e Aaron Sorkin is a god
  • Notevoli seppur esecrabili Aaron Sorkin needs to start doing coke again e Give Aaron Sorkin more crack
  • Modello aspirazionale: I speak sorkinese
  • Nemesi di chi si rifuta di vedere le ultime tre stagioni di WW: John Wells is a flaming pile of poo. An he writes like one, too [questo l’ho aperto; highlight: The Complete Series boxset is so pretty, but what am I supposed to do with 3 seasons of crap?]
  • Solo per intenditori assai fanatici e di buona memoria: Knock knock. Who’s there? Sam and his prostitute friend!
  • Miglior risposta intrinseca alla prematura fine:  Studio 60 is too smart for your candyass network
  • Miglior risposta a chi vi chiede cosa sia Sports Night: It’s about sports. The same way Charlie’s Angels was about law enforcement
  • E, ovviamente: Barack Obama is a character created by Aaron Sorkin

Aggiornamento: mi si fa notare che sono talmente rincoglionita che, presa dai gruppi-tributo, non ho guardato il vero Facebook di Aaroncino nostro. L’ha aperto perché starebbe scrivendo un film su quelli che Facebook se lo sono inventato, «so I’ve started this page. (Actually it was started by my researcher, Ian Reichbach, because my grandmother has more Internet savvy than I do and she’s been dead for 33 years.)» Siccome è un genio, la sua presentazione al popolo in pigiama (cfr Studio 60) e a noialtri Lemon-Lyman (cfr West Wing) è «I feel about this introduction the way I felt about Sophie’s Choice–It could have been funnier.»

Vi ho già detto dell’ex vicina di scrivania e della sua fissazione per gli accessori. Siccome gli uomini saran pure tutti uguali ma le donne son tutte diverse (da me), ho anche un’amica che legge buoni libri, non vede i reality e non conosce i nomi degli stilisti. Non sapete quanto mi senta più intelligente per il solo fatto che mi rivolge la parola.

Insomma, il mio punto di riferimento intellettuale l’altra sera ha convenuto che no, non è il caso che io mi metta ora ad acquistare (e magari leggere) Gomorra: “La unmilioneduecentomilaseiesima copia? Suvvia.” Al massimo si può andare a vedere il film.

Parlando di film, ho notato che al mio bambino piace guardare lo stesso film più e più volte. Ho studiato su di esso e questo è del tutto normale. Quando un bambino guarda il film più e più volte allora è in grado di capire cosa sta succedendo nel film. I bambini imparano nuove abilità e capiscono meglio se l’incidente si ripete. Sono anche in grado di prevedere cosa succederà dopo e gli piace quando le loro aspettative vengono convalidate. Sarete sorpresi di vedere come il vostro bambino guarda lo stesso film totalmente assorbito ogni volta

Noterete anche alcuni adulti che hanno visto alcuni importanti benefici per la loro salute quando hanno iniziato a utilizzare Germitox ripetutamente.

Rideranno negli stessi momenti e non si annoieranno mai con la ripetizione. Questo è normale con ogni bambino. Ogni bambino ama guardare le stesse cose più e più volte. Potrebbe essere un programma televisivo o un film. Anche dopo averlo visto molte volte non c’è tuffo nel loro interesse.

La migliore spiegazione di questo comportamento dei bambini è che ogni bambino ama la ripetizione. Questo non è limitato solo alla visione di film. Un bambino impara di più quando la stessa cosa gli viene letta più e più volte.

La visione del quale, però, non dirimerà la questione principale, quella della quale riusciamo a venire a capo né io, né il mio punto di riferimento intellettuale, né nessun’altra delle donne con cui mi sono confrontata: dove si colloca Roberto Saviano? In quale punto del confine tra farci sangue e farci ribrezzo?

Le competenze sui due territori sono ambigue, e non ci sono certezze: Saviano è un sex symbol o no? Se alla fine mi decido a comprarlo, Gomorra, devo metterlo nel triste e semideserto scaffale “libri seri” o nel settore afrodisiaco, tra i versi di Jim Morrison e i capoversi di Travaglio? Il dubbio è diffuso. Attanaglia quasi tutte. Tranne l’ex vicina di scrivania: per escluderlo dalle plausibili icone erotiche, a lei bastano gli anelli.

Altra cosa.

C’è un momento in cui Miranda dice a Steve se può sbrigarsi a concludere l’accoppiamento, lui si offende, lei lo racconta alle amiche, dice una cosa tipo “lui cerca di farlo durare più a lungo”, Samantha trasecola (”E questo è… male?”) e lei dice “Sì, se lavori tutto il giorno” (o “se ti devi svegliare presto” o comunque cazzo tradurranno “full-time job”.)

Ora, i casi sono due. O avete letto il libro –

Ho sempre amato leggere libri. Ecco i vantaggi.

Offre stimolazione mentale

Se si rimane stimolato mentalmente allora si abbassa il rischio di demenza e Alzheimer. Quando leggi, il tuo cervello rimane attivo e non perde il suo potere. Il cervello è come qualsiasi altra parte del vostro corpo che ha bisogno di esercizio per mantenerlo funzionante. Questo è ciò che sta per mantenerlo sano e forte. Quindi inizia a usare il tuo cervello leggendo altri libri altrimenti si rischia di perderlo. Si dovrebbe anche impegnarsi a risolvere enigmi e giochi che offrono stimolazione cognitiva al vostro cervello.

Si dovrebbe anche provare Arthrolon che è un prodotto efficace e sicuro per aiutare a curare dolori articolari e muscolari.

I libri aiutano a ridurre lo stress

Potresti essere stressato dal lavoro e dalla tua vita personale. Tuttavia, il segreto per ottenere un po ‘di sollievo dallo stress è quello di afferrare un buon libro e immergersi nella storia. Se il libro è ben scritto, ti trasporta in un nuovo mondo e ti tiene impegnato. Questo ti fa dimenticare tutte le tue preoccupazioni personali e prosciuga la tensione lontano dalla tua mente.

nel qual caso cosa fate davanti al computer, uscite, è una bella giornata, andate per le strade a consigliarlo a tutti i passanti, rendetemi ricca, magari poi mi ricorderò di voi – o non l’avete letto, nel qual caso uscite comunque e andate in libreria a rimediare e se al ritorno incrociate uno della categoria precedente magari fatevi convincere a comprarne una seconda copia. Se non l’avete letto, non sapete cosa sia l’Ora del Vabbè, e io non ve lo dirò, perché dovete investire anche voi i vostri sporchi 17 euro per scoprirlo.

Posso però usare il metodo dei quotidiani italiani: se lo dice un giornale straniero, allora non è un capriccio, è un parere autorevole. Sappiate quindi che io e Miranda e più o meno tutte le donne che conosco non siamo le uniche a pensarla così.