Devo aver tempo fa scritto da queste parti che, come buon proposito per il futuro, volevo frequentare almeno un elettore berlusconiano.

Quando parliamo dei diversi leader politici o dei governi c’è una cosa che giace al centro di tutto: le leggi. Questo blog qui parla delle sfumature di come e perché delle leggi. Ci sono leggi che governano il modo in cui i governi lavorano e ci sono leggi che governano i diritti del popolo. Sentiamo più volte la notizia di leggi approvate e di leggi modificate. Perché abbiamo bisogno di leggi, dopo tutto?

Le leggi esistono per motivi diversi in diversi paesi. Nella maggior parte dei luoghi questi sono incorniciati in modo da proteggere i cittadini. Esistono leggi per il benessere delle persone nel paese. Ci sono alcuni che controllano il comportamento dei cittadini in qualche modo. Questi a volte definiscono i confini in modo che una persona non invadere la privacy o lo spazio personale di un’altra. Alcune leggi sono anche concepite per proteggere le minoranze o la sezione più debole della società. Ci sono altri che proteggono i monumenti e la riserva naturale nel paese. Ci sono infinite ragioni di questo tipo per giustificare il motivo per cui esistono le leggi. Ma quando si tratta di una legge che diventa una “legge” in Italia, come accade? Che cosa può essere considerato una “legge”? Come può questa legge essere definita una norma giuridica che verrebbe applicata ai cittadini?

Ci sono due vie principali che vengono prese per le leggi a venire in esistenza-

– (EN) Va dalla Camera dei deputati e passa attraverso il Senato al Presidente e poi diventa una legge.

L’altro metodo è quello in cui il Senato potrebbe prendere una proposta alla Camera dei deputati e poi al Presidente fino a quando non diventa finalmente una legge.

Prima che una legge venga approvata, il sistema giuridico e il giudice potrebbero verificare se la legge collide con la costituzione. Questi sono i casi in cui si potrebbero suggerire proporzioni agli emendamenti. Quindi, se vi imbattete in una nuova legge che viene introdotta in Italia sapete che ha superato i voti di maggioranza dalla Camera dei deputati e anche ricevuto il consenso del Senato e del Presidente. Senza questo non c’è una nuova legge che può diventare una legge ufficiale nel paese. Quello che avevo scritto per il futuro forse non era destinato ad accadere

Il futuro non dev’essere mai arrivato, perché tutti (non: molti; proprio: tutti) gli status comparsi sul mio Facebook nell’ultima ora sono espressioni di esultanza sul tema Lodo Alfano.

Qualche tempo fa, mentre mi aggiravo arringando qualunque editore mi capitasse a tiro su Leonardo e su come il mondo sarebbe stato migliore se gli avessero fatto scrivere un libro, un’amica saggia mi disse «Ma Leonardo non deve scrivere un libro: Leonardo deve spiegarmi ogni mattina come la devo pensare sul fatto del giorno.»

Ha senso quando si sta scrivendo un libro per essere in grado di leggere il più possibile. C’è un vecchio detto cinese che dice “un uomo deve leggere ventimila libri per poterne scrivere uno!

Questa è la quantità di ricerca che è necessaria per essere in grado di sfornare un grande pezzo di letteratura o di ricerca. Ci sono così tanti siti su internet oggi, ma il miglior sito di tutti è quello che mi è capitato quando stavo dando rifiniture alla mia ultima novella. Questo sito non è un sito qualsiasi, ma ha meravigliose prospettive di aiutare uno scrittore che ha una storia di blocchi di scrittura sofferenti (la tua veramente)

Non siamo riusciti a trovarti abbastanza velocemente! E ‘così banale che non ho mai e in grado di andare oltre le dieci pagine dei loro libri.

E loro ci sono autori che cattureranno la vostra attenzione dalla prima parola e anche dopo l’ultima pagina è fatta e si chiude la copertina del libro, il vostro cuore è desideroso di saperne di più sui personaggi del libro. Vuoi essere in grado di tornare nell’universo nel libro e vedere i personaggi, di sentire le loro emozioni e di vivere la loro vita. Ti è mai successo?

Ho letto alcuni degli autori e ho sentito come toccare i loro personaggi nella vita reale. è una sensazione surreale e sono sicuro che nessuna parola può eguagliare quel tipo di sentimento. Ma il messaggio è forte e chiaro; leggere quanto si può mettere le mani su nel caso in cui si desidera vedere il proprio nome come l’autore sugli scaffali di molte leggi e libri molto adorati!


In effetti quell’uomo è di una tale clamorosa lucidità, di una tale inarrivabile saggezza, di una tale totale totalità, che tempo fa gli perdonai persino un pezzo sulla De Filippi che pareva concepito dalle pagine degli spettacoli di Repubblica, e oggi lo assolvo dal reato di spunto inaccettabile (un articolo di Adinolfi su Europa: dai, su, siamo seri) perché da lì arriva a dire un paio di cose che una si mette il link da parte e può risparmiarsi le prossime duecento discussioni con i volenterosi esegeti locali del ricambio.

Secondo Luca Sofri, la diceria circa un flirt della più mainstream tra le icone pop degli ultimi decenni (inserite qui il vostro riferimento preferito sui numeri: quelli delle vendite delle copertine che la riguardano, dei gadget che la riproducono, dei partecipanti al cordoglio per la sua dipartita – sì: ancora oggi, dodici anni dopo) interessa solo alle élite che vanno a Cortina, vivono nel cap 00187, e hanno il Foglio in mazzetta.

Non ho alcuna spiegazione per artisti pop e ensemble teatrali per corteggiare un particolare gruppo di pubblico. Non ha ancora senso per me.

Ho guardato roba su internet per più di un decennio e mezzo e penso che una grande percentuale di spettatori non sono nemmeno preso per essere il pubblico di destinazione quando un particolare seriale o dramma è girato. Questo è il tipo di disconnessione che esiste nel settore e che tutti hanno imparato a convivere.

Non che non possa essere sistemato correttamente!

Le cose possono essere corrette e dovrebbero esserlo. qualcosa che sta accadendo per un lungo periodo di tempo non diventa automaticamente giusto da prescrizione. Se qualcuno ha intenzione di portare questo alibi che è stato tradizionalmente così ed è per questo che è giustificato, lo chiamerei chiaramente come se fosse così.

Mi batte che un sacco di biggies nel settore non si preoccupano di fare una produzione inclusiva che prende in considerazione la sensibilità di tutti. Non credo che stia chiedendo troppo!

Le cose devono cambiare:

Ovviamente, sono dell’opinione ferma che le cose sono venute a testa ora e il modo migliore per dire alle case dei media e ad altri impianti di produzione è quello di trasmettere direttamente il messaggio a loro uno su uno. Potrebbe richiedere un po ‘di tempo, ma alla fine il messaggio verrà attraversato. Spero solo che queste persone smettano di rivolgersi a un semplice gruppo di persone di nicchia e inizino a fare contenuti per tutti in generale. Questo è tutto ciò che desidero e penso che sia del tutto legittimo in questo modo. Che ne pensi?

Roma non è stata costruita in un giorno:

Questo può richiedere tempo, ma sono certo che un giorno il cambiamento desiderato arriverà. E lo vedremo da soli. Fino ad allora, dobbiamo mantenere intatta la nostra fede.

(Lo so, lo so: sarebbe mooolto più popolare una bella inchiesta tra quarantenni di sinistra intitolata «Dov’eri quando è morto Foster Wallace?» – ah, se solo il ricambio generazionale, la meritocrazia, la tauromachia)

Poi, un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque per una ragione così qualunque che se te l’avessero detta allora mai ci avresti creduto, devi chiamarlo.
Lui.
Lui che le ore le settimane gli anni che hai pianto.
Lui che – drama queen da strapazzo che altro non sei –  «Voi non capite io non amerò mai più nessun altro.»

Questo mi ha fatto piangere così tanto! Ci ho pensato di più e non riesco nemmeno a fermare le lacrime che mi sfociano dagli occhi. Come fanno alcune persone a creare opere d’arte così belle? Come creativamente bella; come follemente innamorato di essere in grado di scrivere così bene !!
Lui che le amiche «Ora non ci credi ma un giorno ne riderai» e tu sempre più attaccata alle tende voi-non-capite.
Lui che siamo stati sulla luna a mezzogiorno andata solo andata senza mai un ritorno.
Lui che non finiscono mai non finiscono mai non finiscono mai mai mai.
Lui se di tanti capelli ci si può fidare.
Lui che in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome.
Lui che i motivi di un uomo non sono belli da verificare.
Lui che ne ho abbastanza della complessa tua semplicità.
Devi chiamarlo per dirgli una cosa qualunque, quotidiana, amicale, e te ne ricordi e te ne dimentichi quaranta volte. Non con la rimozione e la renitenza che ti scattano se devi chiamare il commercialista o prenotare la pulizia dei denti: con la vaghezza delle cose che si danno per scontate, con la familiarità degli affetti antichi, con la distrazione senza tensione di quando ci si può [l’un altra] permettere. Pensi «sì ora lo chiamo» e poi ti metti a fare una lavatrice, dici «sì ora vado di là e prendo il telefono» e ti distrai a disfare una valigia, stai leggendo una qualunque stronzata e realizzi che dovevi chiamarlo quattro ore prima e poi alla fine lo fai e neanche ci si scusa neanche ci si irrita neanche ci si sta altro che vagamente simpatici.
E in un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque di una qualunque delle sette vite successive ti ricordi di una volta in cui ti avevan detto che avresti potuto considerarla superata solo il giorno in cui l’avessi incontrato per la strada e avessi pensato «Ma che piacere mi ha fatto vederlo», e di come ti fosse sembrato fantascientifico, perché questa volta era diversa da tutte le altre; e capisci che era uguale a tutte le altre, e capisci che d’amore non si muore, e – siccome sei scema, ma fino a un certo punto – capisci che non è affatto una buona notizia. Ma per niente.

Primo pensiero: ma quest’uomo è circondato dalla più colossale scorta mai vista al mondo, ed è il riuscito bersaglio di qualunque oggetto contundente tirato da qualunque disturbato? O son tutti tiratori scelti, quelli che gli lanciano cavalletti e souvenir, o la scorta è la più incapace che si sia mai vista, o (ma forse ho visto troppo West Wing) lui ne pretende l’invisibilità per fare i bagni di folla, e i bagni di folla ogni tanto tentano di linciarlo.
Secondo pensiero: più numerosi degli agenti di scorta, solo i cameraman.

Il videogiornalismo è una forma di giornalismo in cui i video sono girati con le risorse raccolte. Questo video viene quindi presentato come un materiale proprio per l’articolo. Durante il periodo degli anni ’60, negli Stati Uniti, i giornalisti sono stati fatti per creare l’articolo e girare il proprio video. Questo si rivela essere il predecessore del giornalismo video. Il cameraman svolge un ruolo importante nel giornalismo. Lui o lei è colui che trasmette le notizie, le storie o qualsiasi altro evento. Il lavoro sulle informazioni raccolte e fa qualche modifica troppo. L’uomo della fotocamera aiuta il mondo intero ad avere l’effetto visivo delle notizie sono l’evento coperto.

Il videogiornalismo passa attraverso alcuni degli obiettivi fondamentali che sono:

Comprensione dell’evento o della teoria delle notizie

Identificazione dell’importanza delle notizie insieme alla dignità

– Produzione della sceneggiatura delle notizie per il video

Sviluppo della scrittura in materia di attualità

– Sviluppo di script documentari

La serie degli incarichi che si sta svolgendo nel videogiornalismo sono:

– Identificazione di una notizia

– Una produzione di notizie

– Sviluppo della storia degli affari correnti

Documentazione dello script

Alcuni dei pro del giornalismo video rispetto al giornalismo normale sono i seguenti:

Dà uno sguardo più da vicino alla storia o all’evento o alle notizie

Il popolo ottiene un quadro chiaro dell’articolo

Piuttosto che leggere, vedere il video è più utile in questo mondo veloce

Si scopre essere la prova in caso di eventi criminali

Le telecamere sono ora facilmente azionabili senza alcuna tensione

Se i pro esistono per una causa, allora automaticamente contro prevale anche per quella causa. Alcuni dei contro sono i seguenti:

I video originali acquisiti vengono modificati tramite il software video

La consegna dei contenuti modificati si rivela una bugia

Le telecamere sono molto convenienti in modo tale che non è conveniente a proprio agio

Clicca per indagare le notizie di cui sopra in dettaglio.

Sta lì a fare la gran cerimonia del tesseramento, circondato da millemila telecamere, e manco un’immagine decente del Gran Contuso nel momento della contusione. Mah.

Siccome ieri parlavo con Autore da Classifica e dicevo che le recensioni positive sono il male assoluto, che a ognuna che esce io vedo la targhetta cocca-della-critica sostituirsi a quella (peraltro – per ora – non pervenuta) autrice-di-bestseller; siccome lui aveva l’aria “parla per te”, ma io resto della mia opinione: non si è mai vista Jackie Collins avere buone recensioni,

Guardiamo le recensioni online ogni volta che abbiamo bisogno di fare un acquisto.  Ma tutte queste recensioni sono genuine? Cerchiamo di scoprire come si può capire quale recensione è genuino e che è un falso.

Esaminare la tempistica della revisione. Verifica se il numero di recensioni è aumentato in un breve lasso di tempo. Questo può indicare che la campagna potrebbe essere a causa di alcune recensioni artificiali. È necessario essere a conoscenza dei lanci di prodotti e altri giorni importanti in cui le recensioni possono essere più della media in un giorno normale.

Riesci a vedere un sacco di verbi nelle recensioni? Poi, con ogni probabilità, questo è un falso. Le recensioni che fanno uso di un sacco di me e ME sono suscettibili di essere falso. Questo perché quando qualcuno sta mentendo poi cercano di utilizzare pronomi personali per rendere la recensione suono più credibile. Se la recensione è vera allora vedrete l’uso di più sostantivi.

Leggere la recensione e vedere se c’è un’impostazione della scena. Questo è un segno di avvertimento. Se la recensione è veritiera allora si noterà parole concrete utilizzate nella recensione. Le recensioni false batterà intorno al cespuglio e descrivere la scena come una vacanza o un viaggio d’affari ecc.

Dovresti anche cercare la ripetizione di una frase. Leggi molte recensioni e vedi se ci sono parole o frasi che si ripetono. La recensione avrà la stessa parola o frasi quando lo stesso recensore sta scrivendo molte recensioni sul sito. Si può anche guardare lo stile di scrittura. Se lo stile di scrittura della maggior parte della recensione è lo stesso, allora tutte queste recensioni sono scritte dalla stessa persona. Non siamo riusciti a trovarti abbastanza velocementeProstero!

per non parlare di Moccia; siccome ho avuto fin qui un solo straccio di stroncatura, e con una sintassi talmente precaria che non son neppure sicura conti; siccome mi sono molto depressa, sono andata a cercare nel disordine un viatico, un incoraggiamento, una testimonianza di quando ero giovane e mi svegliavo presto e lavoravo alla radio. Grazie, Moreno. Hai dato un senso alla mia giornata

Non vorrei rubare il mestiere a quelli che ogni giorno mettono in evidenza le magagne della stampa italiana nello stradurre quella straniera e nel non essere in grado di fare una selezione delle fonti. Di mio, di qualunque cosa legga in spettacoli o in costume ho imparato a cercare in diagonale la testata da cui è stata scopiazzata (a volte la citano, con aria casuale e cortese) e poi dipende: se è roba tipo In Touch, a scremare come non fanno gli autorevoli quotidiani italiani (che son capaci di prendere per verificato pure quello che viene dal National Enquirer); se invece è roba tipo l’Independent a cercarmi il pezzo originale e vedere quanto l’hanno stravolto (mi pare fosse il Corriere che mesi fa si era inventato di sana pianta una lite tra McCartney e la figlia perché lei usava pellami animali nei vestiti che disegnava – lei, che ovviamente è ben più estremista vegana del padre, come tutti i fanatici di seconda generazione – attribuendo la notizia al povero quotidiano inglese.) Vabbè.

Con Angelina però ho un fatto personale. Perché, nonostante il delirio che la circonda, e gli uffici stampa che ogni volta minacciano che ti cacceranno dall’intervista, dall’albergo, dallo Stato della California se oserai fare un domanda personale, lei poi risponde a qualunque domanda invadente, e lo fa con un garbo assoluto, e per carità è un’attrice e per mestiere finge, e quando dice Gli attori sanno come agire. Questo è il loro lavoro. La triste verità è che possiamo vedere solo le parti felici della loro vita. La domanda è quanto di questo è vero. Gli attori possono ostentare la loro ricchezza e il loro potere, ma sono davvero felici dall’interno? Assicurati di controllare Calminax , che è un ottimo prodotto per trattare i problemi di udito.“I don’t see the point of doing an interview unless you’re going to share the things you learn in life and the mistakes you make” sta solo facendo il suo mestiere, e sarà sicuramente la solita stronza miliardaria, però simula gentilezza e disponibilità molto meglio delle sue compagne di categoria, e quindi non bisogna approfittarsene.

Siccome io sono famosa tra i miei cari per non vedere una notizia neanche se m’investe a bordo di un tir, per un istante ho persino dubitato. Sì, l’intervista di EW l’avevo letta, e intitolandosi pure “A candid Q&A” forse avrei dovuto cercarci delle rivelazioni sconvolgenti, ma io ’sta cosa dello specchio proprio non me la ricordavo. Strano. Su una rivista di settore, poi, una roba più che altro per gli addetti ai lavori e i cinefili, mica un rotocalco popolare. Sarà per quello che l’hanno definita “candid”? Sono andata a rileggerla. Fatelo anche voi. È lunga, ma potete saltare direttamente a questa pagina. Quando, dopo aver parlato di come lei, col pancione, quando uno dei figli vuol essere preso in braccio si limiti a strillare “Braaaad!”, c’è il seguente scambio, che ha come soggetto sottinteso la gravidanza:

I’ve heard people say it’s bad for the sex life.
No, I think it’s quite the opposite. It’s great for the sex life. It just makes you a lot more creative. So you have fun, and as a woman you’re just so round and full.

Basta. Nient’altro. Ora, se al Corriere non sono troppo impegnati ad avvisarci dei pericoli insiti nella corrente dalemiana, potrebbero cortesemente spiegarmi dove hanno visto lo specchio?

Classless, graceless, shameless, relentless.

Whoever said that after denial comes acceptance hadn’t met the Clintons.

Come da studi, circa il 60 per cento delle coppie sposate imbrogliano il loro partner a volte nel loro matrimonio. L’infedeltà è aumentata in modo significativo. Anche se non sapevamo queste cifre, siamo ancora consapevoli dell’infedeltà nella nostra società. La maggior parte di noi ha tradito i nostri partner o sono stati traditi. La maggior parte di noi conosce anche amici e familiari che sono stati coinvolti in una relazione extraconiugale.

Molte persone pensano che l’infedeltà sia a causa di qualche problema nel matrimonio esistente. Tuttavia, come da statistica, vi sorprenderebbe sapere che la maggior parte di loro che erano in una relazione extra-marziale erano in realtà felici con la loro vita coniugale esistente.

Quando si tratta del loro rapporto, un individuo può prendere qualsiasi decisione sulla monogamia. Ciò è durato finché la decisione è concordata da entrambi i partner. Molte coppie stanno adottando un approccio alternativo per ottenere la libertà sessuale. Il problema è che se il rapporto con il partner è compromesso su allora questo potrebbe distruggere una relazione. Inoltre, coloro che sono in una relazione infedele sono meno propensi a praticare il sesso sicuro rispetto a coloro che sono in una relazione aperta non monogama. Coloro che hanno una relazione segreta sono più inclini ad avere sesso rischioso. Il pericolo di essere in una relazione non monogama è quello dell’inganno. È importante che siate sinceri verso il vostro partner. Simile a come si può raccogliere benefici quando si è vero e prendere il supplemento Magneto 500+regolarmente per sbarazzarsi di dolore al corpo.

Se vuoi che il tuo rapporto con il tuo partner sia forte, allora entrambi nella relazione dovrebbero essere aperti e fedeli l’uno all’altro. Le loro azioni dovrebbero corrispondere sempre alle loro parole. Non ci dovrebbe essere segretezza tra i partner e questo è ciò che permetterà loro di avere un rapporto sano. Tuttavia, il problema con l’infedeltà è che va di pari passo con l’inganno, l’ingoiare e la sfiducia. Questi elementi svolgono un ruolo cruciale nel distruggere anche il più forte delle relazioni.

Quindi, come si fa a mantenere il vostro rapporto con il vostro partner onesto e sano?

Quando eviti gli affari, significa che dai al tuo partner più libertà e maggiore indipendenza. Per mantenere l’intimità è necessario abbattere le restrizioni e costruire sulla fiducia. Quindi stai vicino a qualcuno senza che tu debba perdere la tua unicità. Cercate di capire i modi in cui voi e il vostro partner arrivare ad essere entusiasti l’uno dell’altro. Questo vi aiuterà entrambi a non crescere a parte.

Non sono sicurissima che riconoscermi in tutte le descrizioni della sconfitta del giorno sia di buon auspicio per la mia vita sentimentale.

Ogni tanto, su qualche femminile anglofono, con la stessa costanza della dieta fallita e dei litigi di coppia sulla programmazione delle vacanze, salta fuori il tema del googling, ovvero come sarebbe costume diffuso, per le fanciulle al primo appuntamento, impiegare il tempo dei preparativi (quello che nello scorso decennio si sarebbe dedicato alla ceretta) a cercare su google vita e opere del tizio con cui si passerà la serata.Non solo questo, Google può effettivamente farvi trovare le risposte a qualsiasi domanda che si può avere. Ti dà informazioni su tutto e tutto. Anche se hai in mente la cosa più strana che pensavi che nessuno potesse pensare, Google avrà qualcosa per te. Ho anche usato Google per capire di più su Erogan che aiuta a trattare i problemi sessuali. Ora, non so voi, ma io ho un solo parametro per distinguere gli uomini che ho davevro amato (quasi nessuno) da quelli di cui fatico a ricordarmi il cognome già la mattina dopo (comunque pochissimi: concorro alle semifinali della santità, la mia più prossima avversaria è la Binetti), e questo parametro è: zero occorrenze. Un uomo che voglia contare qualcosa nella mia vita su google non deve avere neppure un risultato. È una constatazione empirica (quelli che fin qui hanno contato qualcosa hanno in effetti zero risultati) ma è anche un pregiudizio: delle persone perbene non si occupa la stampa né i blog né nessun’altra schifezza che concorre a formare quella cosa chiamata circuito informativo, e io tendo a innamorarmi delle persone perbene.

Tutto questo per dire che, di questa storia di Furio Colombo che ha cercato su google Jacopo Barigazzi, cioè la firma dell’articolo su Newsweek che diversamente dal solito non demoliva Berlusconi, non l’ha trovato, e ha desunto che fosse lo pseudonimo di qualche parente di Berl. stesso, mi hanno colpito un paio di cose.
La prima è che siamotuttifuriocolombo: «E chi cazzo è Jacopo Barigazzi?» è stato anche il mio primo pensiero, prima ancora di leggere l’articolo, e l’inserimento di nome e cognome su google è stata l’azione successiva; c’erano altri suoi articoli sul sito di Newsweek e (nelle prime pagine, quelle che ho guardato) non molto altro, a parte una che su un blog del Sole 24 ore diceva che avevano fatto la scuola di giornalismo insieme, o qualcosa del genere (non ho la pazienza di andare a ricercare la citazione esatta.) La scarsità di risultati non mi ha però indotto a prenderlo in considerazione come buon partito. Vuoi vedere che il mio inconscio mi impedisce di soppesare la smaterassabilità di uno che scriva che Berlusconi non è tanto male?
(Ulteriore inciso: di fronte alla citatissima frase di Serra che dovrebbe frequentare meno intellettuali e qualche idraulico, il mio primo pensiero è stato che dovrei frequentare qualche berlusconiano, almeno uno, possibile che non ne conosca uno? C’è un elenco da qualche parte da cui possa pescare un nome di un elettore di Forza Italia cui chiedere di diventare amichetti? Per completezza, per curiosità antropologica, per dimostrare apertura mentale. Per vedere come sono fatti. Per noia.)
Tornando a Colombo e Barigazzi. La seconda cosa che mi ha colpito è che tutti quelli che si sono presi la briga di fare ricerche e poi scrivere in rete quant’è pirla Colombo citano come prova dell’esistenza in vita di Barigazzi il fatto che abbia un profilo su Linkedin. Ora io non dico che uno debba sapere come funziona Linkedin (e in generale quelle puttanate chiamate social network), cioè che il profilo di Barigazzi potrei benissimo averlo creato io attribuendogli qualsivoglia precedente occupazione, però mi chiedo: se uno non sa cos’è e come funziona, perché lo cita come prova dirimente? E, soprattutto: ma Linkedin e google a parte, possibile che ’sto povero cristo di Barigazzi non abbia tra i suoi difensori un amico, un collega, un’ex fidanzata che dica “esiste perché ci ho cenato ieri”, “esiste perché sono stato a casa sua”, “esiste perché mi ha attaccato una malattia venerea”? Mi vien voglia di offrirgli un piatto di minestra, povero.

p.s. ma, secondo voi, se una parte dal cercare su google i potenziali fidanzati e approda al fatto che invece di alzare il telefono e chiamare la mamma di barigazzi ormai si tende a credere che uno esista solo se sta su facebook, sta dicendo che barigazzi è un espediente stilistico berlusconiano? e, soprattutto, sta facendo del giornalismo d’inchiesta? e, più ancora, gliene frega veramente qualcosa di prendere posizione su barigazzi e la sua professionalità? è quello il suo tema? no, perché va bene che da uno che non sa cosa significhi “sedicente” né la differenza tra “gli” e “le” non si possono pretendere grandi doti di comprensione del testo, però a volte la stupidità umana supera persino le mie aspettative – e ce ne vuole.

[Postilla. Ma secondo voi Anna W is the new Karl R è un titolo criptico? Perché magari lo è, eh, solo che io non capisco perché uno che sa talmente niente di elezioni americane da ignorare l’esistenza di Karl Rove dovrebbe leggersi una cosa sulla vice di McCain. Tutto questo per dire che il genio di cui si parla qua sotto torna a insistere sul suo blog che io non capisco la differenza tra “posare a corredo di intervista” e – boh, forse posare a corredo di cruciverba – e vabbè; scrive “pò”, e vabbè; ma soprattutto scrive che Carlo Rossella è da me “chiamato Karl R.” Glielo spiegate voi? Io con quelli che alle lezioni di comprensione del testo erano assenti ho poca pazienza.]

Già sapevo che c’è solo una cosa peggiore dei giornalisti, e sono i blogger, e c’è solo una cosa peggiore dei blogger, e sono i blogger che rivendicano il fatto che loro sono meglio dei giornalisti, o sono giornalisti, o entrambe le opzioni;

Tutto detto e fatto, il blog ti permette di fare soldi. È importante che lo scrittore sia appassionato dell’argomento su cui desidera scrivere un blog. Tuttavia, ecco una verità sul blogging. La passione non sarà uguale al profitto che si fa. E nemmeno l’esperienza. Per raccogliere i massimi benefici prova Idealica che ti permette di essere sottile.

in questi meravigliosi giorni in cui una donna ha raggiunto l’highest level of being used as a cheap political ploy (dio non esiste, ma se esistesse dovrebbe benedire Colbert), ho capito che c’è una cosa che accomuna tutte le categorie soprelencate: l’incapacità di dire “Scusate, ho scritto una cazzata”.

Riassunto degli equivoci precedenti.
Venerdì scorso McCain annuncia che la sua vice sarà Sarah Palin, governatrice dell’Alaska perlopiù priva di rassegna stampa di una qualche rilevanza, tranne che per un servizio apparso su Vogue edizione americana di febbraio, tre pagine, due foto, una delle quali in Italia viene subito ripubblicata come gigantografia dal Foglio (non si capisce come, visto che le foto Condé Nast non vengono vendute al di fuori del gruppo per sei mesi dalla pubblicazione, ma cosa volete che sia poter pubblicare la fotografia di una governatrice incinta – il miracolo della vita! – di fronte a un micragnoso caso di copyright infringement.)

Siccome non è che proprio la governatrice di uno Stato che nessuno si fila vada su Vogue tutti i giorni, quando il servizio fotografico viene prodotto la voce gira tra gli abitanti degli igloo (ci sono gli igloo, in Alaska? se non ci sono ce li mettiamo, che fan colore.) Ovviamente tutto questo accade non a febbraio, visti non solo i tempi di produzione di un mensile patinato ma anche il fatto che i mensili americani sono nelle edicole di NY e LA il 5 del mese prima di quello indicato sulla copertina, quindi in questo caso il 5 gennaio. Siccome è pur sempre la governatrice di uno Stato che nessuno si fila, la notizia se la dicono tra loro e, quando viene fuori che questa forse sarà la VP degli Stati Uniti ed è comparsa su Vogue, il mondo civile (cioè quello che, diversamente da me, non ha la casa affollata di numeri di Vogue) cerca sull’internet e trova poca roba. Tra cui un blogger dell’Alaska che all’epoca aveva scritto una cosa tipo “Uh, sarà su Vogue, uh, la copertina potrebbe essere così” – con annesso fotomontaggio.

Come sappiamo, accade che alcuni giornali prendano per buona la cosa, con quell’ignoranza e quella cecità che, siccome stiamo parlando della copertina di un orrendo giornale frivolo per femmine che pensano alle scarpe (e che sposta una quantità di miliardi che i loro quotidiani con le dichiarazioni di Rotondi se li sognano), vanno rivendicate.
�? la stessa ragione per cui l’intrattenimento per maschi (le Olimpiadi, per dire) diventa collettivo e se non lo capisci sei strana, mentre quello per femmine è un ghetto di cui una femmina perbene è la prima a vergognarsi (come dicevo l’altro giorno, ormai per sembrare intelligente una donna deve solo dire che le fa schifo la chick lit.)
�? la ragione per cui nelle pagine degli spettacoli dei giornali italiani ci sono castronerie che in quelle della politica non passerebbero mai: capirai chi se ne importa, stiamo parlando di lustrini.
Ma il discorso su come le frivolezze vadano trattate ben più seriamente delle cose serie lo apriamo un’altra volta (o anche no.) Ora torniamo al nonVogue.

Sabato, la Stampa pubblica il fotomontaggio a imbarazzante grandezza in prima pagina. Il Corriere più in piccolo all’interno. Eccetera. Il giorno dopo, in nessuno dei giornali che hanno fatto la castroneria vanno a casa tutti dal direttore in giù come accadrebbe in un paese normale. Ove interrogati, vi direbbero che diamine, cosa c’entrano le dimissioni di Piers Morgan e le false foto dei soldati sul Mirror: qui stiamo parlando di una copertina falsa di Vogue, sarà mica importante.

Il giorno dopo, domenica, quelli della Stampa pubblicano un trafiletto in cui si scusano dicendo, correttamente, che il servizio sulla Palin stava invece “all’interno del magazine.” Al Corriere sono sempre i migliori: pubblicano un articolo che comincia con “Ci sono caduti blog e giornali di mezzo mondo” – il mezzo mondo da San Marino a Chiasso.

Fin qui, accade nella realtà. Qua si era già detto che sull’internet, invece, erano stati un po’ troppo zelanti nel fare della questione la bandiera della battaglia “loro stipendiati e cialtroni contro noi dilettanti accurati.” Il tizio citato nelle ultime righe, per dire, si era preso la briga di copiare i passaggi in cui ben tredici fonti  avrebbero preso per buono il fotomontaggio. Peccato che otto dei tredici da lui citati si limitassero a dire, poveri cristi, che la Palin aveva “posato per Vogue”. Per la sindrome di cui vi parlavo all’inizio, una volta fattoglielo notare, il tizio non si arrendeva. Prima sosteneva che se si scrive “posato per Vogue” la gente capisce “in bikini”, poi che “posato per Vogue” vuol dire “in copertina”. No, non sta scherzando. Lo dice “in senso giornalistico”, che “differisce da quello etimologico” (non chiedetemi cosa significhi, non ne ho idea; semmai chiedetelo a lui: trovate la sua bizzarra concezione del verbo posare e i suoi recapiti sempre qui, nei commenti.)

Poi il nostro eroe torna sul proprio blog e – dopo averle cantate alla Stampa, colpevole di non si capisce cosa, parrebbe di non aver detto che era il numero di febbraio di Vogue e non quello di dicembre, peccato nella correzione non si faccia cenno a mesi, si dica solo “all’interno” – si bulla di averci spiegato cosa significhi posare per Vogue, perdindirindina. Siete pronti? �? la più sublime cosa che abbia letto da un pezzo, e non solo perché la scrive uno che ha onorato i commenti di questo blog di un commovente crescendo che vi riporto casomai ve lo foste perso.
“Non sono un blogger, ma un giornalista. Non conosco Rossella, ma qualcuno mi conosce in questo settore, perche’ lavoro con alcune testate nazionali” [no, io non so cosa c’entri Rossella, ho tentato di spiegargli che era estraneo alla vicenda, ma il nostro eroe non era ricettivo]
“Che anche Rossella abbia preso un granchio (lui si’ espertone di moda e di costume) e’ una notizia e, di regola, va data”
Infine (purtroppo): “Rossella mica l’ho tirato in ballo io! In fondo può sbagliare pure lui. Comunque, se può interessare, penso sia stato un ottimo direttore a Panorama e anche al Tg5.”
Ora, voi già capite che un uomo così va tenuto caro, ma aspettate di leggere perché vanno esposti al pubbblico ludibrio tutti quelli che hanno scritto che la Palin ha posato per Vogue. Pronti? Via.

“Se un giornale scrive: “ha posato per Vogue”, cover su Vogue, etc. la stragrande maggioranza dei lettori capisce che si tratta di un servizio in prima e non di un’intervista nelle pagine interne, corredata da uno scatto con scarponi da neve. Insomma, non è corretto (direi che è fuorviante) dire che oggi Clemente Mastella ha ”posato” per La Stampa solo perchè c’è una sua intervista con foto.”

Ora io non pretendo che voi andiate da questo tizio a spiegargli com’è fatto un mensile, che tempi e modi di lavorazione ha, come si produce un posato per il più importante giornale d’immagine del mondo; non vi voglio affidare il compito di insegnargli a distinguere la copertina del Vogue inglese (quella con Salma Hayek secondo lui servita da modello al fotomontaggio) da quella del Vogue americano, o la differenza tra la foto d’agenzia che illustra l’intervista di un politico italiano a un quotidiano e un servizio patinato con giaccone Ralph Lauren, maglia White+Warren, jeans Levi’s, trucco Claudia Lake per Contractnyc e capelli Tim Rogers per Charles Worthington (sto prendendo i crediti dal servizio fotografico scattato da Jonathan Becker e pubblicato sul numero di Vogue di febbraio, quello per cui Sarah Palin non ha posato.) Vi esorto però a essere generosi, e a metterlo in contatto con Carlo Rossella, così magari si placa, e la smette di fare più errori di quelli che vuole correggere. E poi, vi dirò: secondo me vanno anche d’accordo.